La vita di Gesù fino ai 12 anni 7 studi
- 1La visita di Maria a Elisabetta
- 2La lode o il Magnificat di Maria
- 3La nascita di Giovanni il Battista
- 4La lode di Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni
- 5Il ritorno di Maria a Nazaret
Contesto della nascita di Gesù e della sua infanzia 4 studi
Il ministero di Giovanni il Battista 10 studi
- 12Il ministero di Giovanni il Battista
- 13La tentazione di Gesù, il Messia
- 14La delegazione venuta da Gerusalemme
- 15L’incontro con Filippo
- 16Un passaggio a Cafarnao
L’inizio del ministero in Galilea 1 studio
Cultura, usanze e contesto storico del Nuovo Testamento 1 studio
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua 19 studi
- 24La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
- 25La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
- 26Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre
- 27Testimonianze che confermano quella di Gesù, il Messia
- 28Gesù è il signore del sabato
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana 51 studi
- 43La terza festa di Pasqua
- 44Numerose guarigioni a Gennesaret
- 45Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea
- 46La festa dei Tabernacoli
- 47Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti 5 studi
L’ultima settimana prima dell’arresto 26 studi
- 99Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria
- 100L’arrivo dei Giudei dalla città di Gerusalemme
- 101Il tradimento di Giuda Iscariota
- 102Ritorno a Gerusalemme e sosta a Betfage
- 103Ingresso trionfale a Gerusalemme
L'ultimo giorno fino alla crocifissione 55 studi
- 125Preparazione della Pasqua
- 126L’ultimo pasto prima della crocifissione
- 127Giuda Iscariota, il traditore, viene identificato
- 128La disputa dei discepoli sulla preminenza
- 129Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
Profezie bibliche e “fine dei tempi” 1 studio
Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali 1 studio
La risurrezione e le diverse apparizioni 10 studi
- 182Le donne vanno alla tomba
- 183La pietra rotolata via, il terremoto
- 184Il messaggio degli angeli
- 185Le donne avvertono i discepoli
- 186La reazione di Pietro e di Giovanni
Guarigioni 2 studi
La rivelazione di Daniele 6 studi
- 194Struttura e organizzazione del libro di Daniele
- 195Daniele 1 – Fedeli a Babilonia: vivere in un mondo straniero senza perdere la propria identità
- 196Daniele 6 – Daniele nella fossa dei leoni: restare fedeli quando la fede diventa pericolosa
- 197Daniele 8 – L'ariete, il capro e il piccolo corno
- 198Daniele 9 – Le settanta settimane: dalla preghiera di Daniele alla speranza messianica
Le contraddizioni 10 studi
- 200Gesù avrebbe ereditato il trono di Davide?
- 201L'asinello e l'asina?
- 202La purificazione del tempio?
- 203La morte di Giuda?
- 204Il campo del sangue?
Ministero di Pietro 33 studi
- 210Gli Atti degli Apostoli
- 211L’introduzione di Luca
- 212Colloquio degli apostoli con Gesù
- 213L’ascensione di Gesù
- 214Il ritorno e l’attesa dei discepoli
Miracoli 3 studi
Note storiche 17 studi
Voir plus (12 autres)Parola di un Amico 5 studi
La vita di Gesù fino ai 12 anni
-
PER005
La visita di Maria a Elisabetta
La visita di Maria a Elisabetta, narrata nel Vangelo di Luca, sottolinea la fede di Maria e l'importanza profetica di questo evento nel compimento delle Scritture. L'articolo esplora il contesto storico e teologico di questo incontro.
Luca 1.39-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In que’ giorni Maria si levò e se ne andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda,ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.E avvenne che come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo,e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!E come mai m’è dato che la madre del mio Signore venga da me?Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto m’è giunta agli orecchi, il bambino m’è per giubilo balzato nel seno.E beata è colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore avranno compimento.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
Come complemento
-
ANN003
La nascita e il ministero di Giovanni il Battista
Questo allegato studia la nascita e il ministero di Giovanni Battista a partire dal Vangelo di Luca. Presenta i suoi genitori Zaccaria e…
-
ANN003
La nascita e il ministero di Giovanni il Battista
-
PER006
La lode o il Magnificat di Maria
Questo articolo esamina il Magnificat di Maria, un cantico di lode in cui esprime la propria gratitudine a Dio, riconoscendo il suo ruolo nel piano della redenzione. Analisi di Luca 1, 46-55.
Luca 1.46-55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore,e lo spirito mio esulta in Dio mio Salvatore,poich’egli ha riguardato alla bassezza della sua ancella. Perché ecco, d’ora innanzi tutte le età mi chiameranno beata,poiché il Potente mi ha fatto grandi cose. Santo è il suo nomee la sua misericordia è d’età in età per quelli che lo temono.Egli ha operato potentemente col suo braccio ha disperso quelli ch’eran superbi ne’ pensieri del cuor loro;ha tratto giù dai troni i potenti, ed ha innalzato gli umili;ha ricolmato di beni i famelici, e ha rimandati a vuoto i ricchi.Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordiadi cui avea parlato ai nostri padri, verso Abramo e verso la sua progenie in perpetuo”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER007
La nascita di Giovanni il Battista
L'articolo tratta della nascita di Giovanni il Battista, figlio di Zaccaria ed Elisabetta. La sua nascita, descritta come miracolosa, è accompagnata da profezie e richiama antichi racconti biblici. Giovanni, il cui nome significa «Dio concede la sua grazia», viene annunciato da Gabriele e diventerà un precursore del Messia.
Luca 1.57-66 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or compiutosi per Elisabetta il tempo di partorire, diè alla luce un figliuolo.E i suoi vicini e i parenti udirono che il Signore avea magnificata la sua misericordia verso di lei, e se ne rallegravano con essa.Ed ecco che nell’ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre.Allora sua madre prese a parlare e disse: No, sarà invece chiamato Giovanni.Ed essi le dissero: Non v’è alcuno nel tuo parentado che porti questo nome.E per cenni domandavano al padre come voleva che fosse chiamato.Ed egli, chiesta una tavoletta, scrisse così: Il suo nome è Giovanni. E tutti si maravigliarono.In quell’istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta, ed egli parlava benedicendo Iddio.E tutti i lor vicini furon presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta la regione montuosa della Giudea.E tutti quelli che le udirono, le serbarono in cuor loro e diceano: Che sarà mai questo bambino? Perché la mano del Signore era con lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER008
La lode di Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni
L'articolo esamina la lode che Zaccaria, ispirato dallo Spirito Santo, innalza alla nascita di Giovanni e anticipa il ruolo di Giovanni come precursore di Gesù, il Messia. Questi eventi, che si svolgono a Ein Karem, rivelano il piano divino che Zaccaria e Maria vedono realizzarsi.
Daniele 9.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra.Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER009
Il ritorno di Maria a Nazaret
L'articolo studia il ritorno di Maria a Nazaret dopo la visita a Elisabetta. Conoscendo le profezie, Maria assiste alla nascita di Giovanni, che conferma il futuro ruolo di lui nel piano di Dio. Ritorna con la sua famiglia dopo il pellegrinaggio pasquale.
Michea 5.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :(H5-1) Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per essere tra i migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER020
I Magi d'Oriente incontrano Erode
Questo articolo esamina l’incontro dei Magi con Erode, narrato nel Vangelo secondo Matteo, sottolineando l’importanza dell’evento per affermare la regalità di Gesù. La visita viene collocata nel suo contesto storico, esplorando le motivazioni dei Magi e le intenzioni di Erode, insieme alla nascita di Gesù e alle implicazioni storiche e teologiche.
Matteo 2.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai dì del re Erode, ecco dei magi d’Oriente arrivarono in Gerusalemme, dicendo:Dov’è il re de’ Giudei che è nato? Poiché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo.Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.E radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo dovea nascere.Ed essi gli dissero: In Betleem di Giudea; poiché così è scritto per mezzo del profeta:E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele.Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparita;e mandandoli a Betleem, disse loro: Andate e domandate diligentemente del fanciullino; e quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER023
Il soggiorno in Egitto
L’articolo esplora il soggiorno della Sacra Famiglia in Egitto, mettendo in risalto l’episodio biblico della fuga per sfuggire a Erode. Giuseppe, avvertito in sogno, guida un viaggio ritenuto difficile di circa 400-500 chilometri. L’analisi comprende aspetti pratici, il contributo dei Magi e il contesto politico del momento, anche se i dettagli esatti del soggiorno restano incerti.
Matteo 2.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Contesto della nascita di Gesù e della sua infanzia
-
CHR000
La cronologia della vita del Messia
L'articolo esplora la cronologia della vita di Gesù attraverso una serie di studi incentrati sulla profezia di Daniele. Ogni studio si articola attorno a dati biblici e storici per proporre ricostruzioni precise di eventi importanti. Con una metodologia originale, l'analisi mette in discussione le date accolte dalla ricerca contemporanea, basandosi su un'esegesi attenta e rigorosa.
Giovanni 19.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota,dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CHR004
La data esatta del decreto
Lo studio esplora la cronologia della vita di Gesù attraverso la profezia di Daniele. Individua nel decreto di Artaserse un punto di partenza fondamentale e affronta le difficoltà legate alla precisione delle date antiche, mettendo in luce l’anno 458 a.C. L’articolo sostiene che questa ricerca si radica in una volontà divina, orchestrata da Dio.
Esdra 7.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CHR005
Calcolo delle date relative alla vita del Messia Gesù
Questo articolo analizza la cronologia della vita di Gesù, utilizzando la profezia delle settanta settimane di Daniele. Colloca la crocifissione nell’anno 33, a differenza di altre ipotesi che la collocano nel 30. Lo studio si basa su dati storici, biblici e calendariali per una comprensione dettagliata degli eventi.
Luca 3.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, essendo Ponzio Pilato governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene,sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiàfa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figliuol di Zaccaria, nel deserto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CHR007
La data di nascita di Gesù il Messia
Lo studio esplora la data di nascita di Gesù, collegando profezie, testimonianze evangeliche e dati storici per proporre una nascita intorno al 12 ottobre dell’anno -2 a.C., durante la festa delle Capanne.
Matteo 2.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai dì del re Erode, ecco dei magi d’Oriente arrivarono in Gerusalemme, dicendo:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Il ministero di Giovanni il Battista
-
PER029
Il ministero di Giovanni il Battista
L’articolo esamina il ruolo di Giovanni il Battista nella preparazione della venuta di Gesù. Presente nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca, Giovanni battezza e predica nel deserto della Giudea. Considerato un precursore di Cristo, non ha mai affermato di essere il Messia. I suoi insegnamenti hanno preparato il popolo ad accogliere Gesù, il Messia regale.
Isaia 40.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La voce d’uno grida: “Preparate nel deserto la via dell’Eterno, appianate ne’ luoghi aridi una strada per il nostro Dio!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER031
La tentazione di Gesù, il Messia
Questo articolo esamina la tentazione di Gesù nel deserto sulla base dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Gesù affronta tre prove simboliche, che mettono in luce la sua lotta contro tentazioni simili a quelle di Eva. Dopo questo periodo di digiuno ritorna in Galilea, segnando una tappa cruciale del ministero.
Matteo 4.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Gesù fu condotto dallo Spirito su nel deserto, per esser tentato dal diavolo.E dopo che ebbe digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.E il tentatore, accostatosi, gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di’ che queste pietre divengan pani.Ma egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma d’ogni parola che procede dalla bocca di Dio.Allora il diavolo lo menò seco nella santa città e lo pose sul pinnacolo del tempio,e gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: Egli darà ordine di suoi angeli intorno a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, che talora tu non urti col piede contro una pietra.Gesù gli disse: Egli è altresì scritto: Non tentare il Signore Iddio tuo.Di nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la lor gloria, e gli disse:Tutte queste cose io te le darò, se, prostrandoti, tu mi adori.Allora Gesù gli disse: Va’, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto.Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli vennero a lui e lo servivano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER032
La delegazione venuta da Gerusalemme
L’articolo esplora l’incontro tra Giovanni il Battista e i rappresentanti del Sinedrio a Betania, sottolineando la notorietà di Giovanni e le attese messianiche delle autorità. Giovanni viene interrogato sul suo ruolo messianico senza aver compiuto miracoli, il che mette in luce le aspettative dei farisei riguardo a un messia regale e sacerdotale. L’analisi concilia i racconti evangelici divergenti.
Giovanni 1.28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Queste cose avvennero in Betania al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER034
L’incontro con Filippo
PER034 narra l’incontro di Gesù con Filippo, riferito soltanto da Giovanni (Gv 1,43-46), a Betania al di là del Giordano, il 6 ottobre 29. Filippo, già discepolo di Giovanni il Battista come Andrea, Giovanni e Simon Pietro, diventa il quarto discepolo di Gesù. L’articolo esplora il passaggio naturale di questi discepoli al Messia, mentre Giovanni il Battista si comprende come precursore e non come maestro rivale.
Giovanni 1.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER037
Un passaggio a Cafarnao
Dopo le nozze di Cana, Gesù, il Messia, visita Cafarnao con la famiglia, intorno al 1º dicembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio (Giovanni 2,12). Vi ritrova i discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e stringe amicizia con Zebedeo e Salome. Questa città diventerà in seguito il centro del suo ministero in Galilea. Dopo questo passaggio torna a Nazaret, prima di raggiungere Giovanni il Battista a Ennòn.
Giovanni 3.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù venne co’ suoi discepoli nelle campagne della Giudea; quivi si trattenne con loro, e battezzava.Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c’era là molt’acqua; e la gente veniva a farsi battezzare.Poiché Giovanni non era ancora stato messo in prigione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER038
La prima festa di Pasqua
La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.
Numeri 9.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, il primo mese del secondo anno da che furono usciti dal paese d’Egitto, dicendo:“I figliuoli d’Israele celebreranno la pasqua nel tempo stabilito.La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, sull’imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni che vi si riferiscono”.E Mosè parlò ai figliuoli d’Israele perché celebrassero la pasqua.Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull’imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d’Israele si conformarono a tutti gli ordini che l’Eterno avea dati a Mosè.Or v’erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevan celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne;e quegli uomini dissero a Mosè: “Noi siamo impuri per aver toccato un morto; perché ci sarebb’egli tolto di poter presentare l’offerta dell’Eterno, al tempo stabilito, in mezzo ai figliuoli d’Israele?”E Mosè rispose loro: “Aspettate, e sentirò quel che l’Eterno ordinerà a vostro riguardo”.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Se uno di voi o de’ vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà lontano in viaggio, celebrerà lo stesso la pasqua in onore dell’Eterno.La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, sull’imbrunire; la mangeranno con del pane senza lievito e con delle erbe amare;non ne lasceranno nulla di resto fino al mattino, e non ne spezzeranno alcun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della pasqua.Ma colui ch’è puro e che non è in viaggio, se s’astiene dal celebrare la pasqua, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo; siccome non ha presentato l’offerta all’Eterno nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato.E se uno straniero che soggiorna tra voi celebra la pasqua dell’Eterno, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un’unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER039
I mercanti scacciati dal Tempio
La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.
Matteo 12.40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così starà il Figliuolo dell’uomo nel cuor della terra tre giorni e tre notti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER040
I risultati a Gerusalemme
La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.
Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER041
Il colloquio di Gesù, il Messia, con Nicodemo
Il colloquio tra Gesù e Nicodemo a Gerusalemme, evocato in Giovanni 3, rappresenta una svolta essenziale verso una spiritualità cristiana personale, lontana dai rituali giudaici, con particolare rilievo alla relazione interiore con Dio.
Atti 12.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E considerando la cosa, venne alla casa di Maria, madre di Giovanni soprannominato Marco, dove molti fratelli stavano raunati e pregavano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER042
Il ritorno a Ennòn nel sud della Galilea
Questo articolo esplora il ritorno di Gesù a Ennòn dopo la Pasqua, mettendo in risalto la complementarità dei ministeri di Gesù e Giovanni il Battista. Giovanni, unico evangelista a documentare questa fase, sottolinea il rapporto tra i loro ministeri. Attraverso l’episodio, l’articolo mostra che i loro ruoli non erano concorrenti, ma armoniosi, e che ciascuno svolgeva una parte essenziale nel piano divino.
Giovanni 3.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù venne co’ suoi discepoli nelle campagne della Giudea; quivi si trattenne con loro, e battezzava.Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c’era là molt’acqua; e la gente veniva a farsi battezzare.Poiché Giovanni non era ancora stato messo in prigione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’inizio del ministero in Galilea
-
PER053
Il funzionario del re a Cana in Galilea
La pericope 53 narra il miracolo di Gesù a Cana in Galilea per il figlio malato di un funzionario del re giunto da Cafarnao (Giovanni 4,46-54). Datato a febbraio-marzo 31, è il secondo segno giovanneo compiuto a Cana. L’identità del funzionario resta incerta, ma l’autore propende per un’origine romana, illustrando l’universalità della salvezza in Giovanni. Non va confuso con il centurione della pericope 110.
Giovanni 4.46-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l’acqua in vino. E v’era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum.Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire.Perciò Gesù gli disse: Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete.L’ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia.Gesù gli disse: Va’, il tuo figliuolo vive. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta, e se ne andò.E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive.Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò.Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell’ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa.Questo secondo miracolo fece di nuovo Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Cultura, usanze e contesto storico del Nuovo Testamento
-
CHR002
La spiegazione delle 70 settimane di Daniele
L’articolo analizza le settanta settimane di Daniele, concentrandosi su due interpretazioni principali: quella di sir Robert Anderson, diffusa negli ambienti evangelici, e quella di Edward Denney, che sottolinea una lettura più semplice e coerente. Ne valuta i fondamenti.
Isaia 46.9-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ricordate il passato, le cose antiche: perché io sono Dio, e non ve n’è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me;che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: “Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà”;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
-
PER069
La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
L'articolo analizza il secondo pellegrinaggio pasquale di Gesù a Gerusalemme, evocato in Giovanni 5:1. Sebbene Giovanni non nomini esplicitamente la Pasqua, il contesto cronologico suggerisce questa festa. Gesù ne approfitta per predicare e discutere con le autorità religiose. Gli incontri avvengono nel cortile del Tempio, mentre l'afflusso di pellegrini gli offre un pubblico vario.
Luca 6.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati; e i suoi discepoli svellevano delle spighe, e sfregandole con le mani, mangiavano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER070
La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.
Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER071
Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre
L'articolo analizza la proclamazione di Gesù della propria uguaglianza con Dio, a partire dalla guarigione di un infermo, sottolineando l'impatto delle sue affermazioni teologiche a Gerusalemme durante la Pasqua.
Giovanni 5.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER072
Testimonianze che confermano quella di Gesù, il Messia
L'articolo discute le testimonianze che confermano Gesù come Messia, soprattutto quelle di Giovanni Battista e dei miracoli divini nel racconto di Giovanni. Il luogo è Gerusalemme, dopo la Pasqua di marzo 31. Gesù critica le autorità che non lo riconoscono ed evoca Mosè come precursore. Alcuni, come Nicodemo, si convertiranno.
Giovanni 3.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER076
Gesù è il signore del sabato
Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.
1 Samuele 21.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Davide andò a Nob dal sacerdote Ahimelec; e Ahimelec gli venne incontro tutto tremante, e gli disse: “Perché sei solo e non hai alcuno teco?”Davide rispose al sacerdote Ahimelec: “Il re m’ha dato un’incombenza, e m’ha detto: Nessuno sappia nulla dell’affare per cui ti mando e dell’ordine che t’ho dato; e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un dato luogo.E ora che hai tu sotto mano? Dammi cinque pani o quel che si potrà trovare”.Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: “Non ho sotto mano del pane comune, ma c’è del pane consacrato; ma la tua gente s’è almeno astenuta da contatto con donne?”Davide rispose al sacerdote: “Da che son partito, tre giorni fa, siamo rimasti senza donne; e quanto ai vasi della mia gente erano puri; e se anche la nostra incombenza è profana, essa sarà oggi santificata da quel che si porrà nei vasi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER080
La scelta dei dodici apostoli
Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.
Matteo 10.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità.Or i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello;Filippo e Bartolomeo; Toma e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo;Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER081
La missione dei dodici apostoli
L'articolo analizza la missione dei dodici apostoli secondo Matteo, Marco e Luca, sottolineando la priorità degli ebrei nel piano della salvezza e le direttive date da Gesù per proclamare il regno di Dio.
Isaia 60.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Le nazioni cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore del tuo levare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER082
Proclamazione del Vangelo
L'articolo «PER082 - Proclamazione del Vangelo» esplora le istruzioni profetiche di Gesù ai discepoli, ai quali annuncia persecuzioni future. Basato su Matteo 10.16-23, mette in luce il ruolo dello Spirito Santo. Questa formazione in Galilea prepara gli apostoli alle sfide future.
Matteo 10.16-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili.Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER089
Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge
Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.
Matteo 5.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER090
Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.
Matteo 5.21-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale;ma io vi dico: Chiunque s’adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello “raca”, sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto “pazzo”, sarà condannato alla geenna del fuoco.Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te,lascia quivi la tua offerta dinanzi all’altare, e va’ prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.Fa’ presto amichevole accordo col tuo avversario mentre sei ancora per via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in man del giudice, e il giudice in man delle guardie, e tu sii cacciato in prigione.Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l’ultimo quattrino.Voi avete udito che fu detto: Non commettere adulterio.Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.Ora, se l’occhio tuo destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché val meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non sia gettato l’intero tuo corpo nella geenna.E se la tua man destra ti fa cadere in peccato, mozzala e gettala via da te; poiché val meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non vada l’intero tuo corpo nella geenna.Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l’atto del divorzio.Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio.Avete udito pure che fu detto agli antichi: Non ispergiurare, ma attieni al Signore i tuoi giuramenti.Ma io vi dico: Del tutto non giurate, né per il cielo, perché è il trono di Dio;né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re.Non giurar neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi fare un solo capello bianco o nero.Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno.Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra;ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello.E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due.Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle.Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico.Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso?E se fate accoglienza soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto?Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste. Matteo Capitolo 6Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER091
Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio
La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.
Giovanni 4.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER092
Il discorso della montagna (8), lo spergiuro
Nel Discorso della montagna Gesù insegna sullo spergiuro (Mt 5.33-37). Contro la pratica dei giuramenti condizionati diffusa al suo tempo, esige una parola semplice e integra: che il 'sì' sia 'sì' e il 'no' sia 'no'. Matteo è l’unico evangelista a riportare questo insegnamento, mentre Luca si rivolge a non ebrei, meno interessati da questa pratica. Giacomo 5.12 riprende questo precetto nella tradizione apostolica.
Giacomo 5.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma, innanzi tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma sia il vostro sì, sì, e il vostro no, no, affinché non cadiate sotto giudicio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER093
Il discorso della montagna (9), La vendetta
PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.
Esodo 21.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :darai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER094
Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici
La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.
Matteo 7.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER108
I risultati del discorso della montagna
PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.
Marco 1.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E la gente stupiva della sua dottrina, perch’egli li ammaestrava come avente autorità e non come gli scribi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER109
La guarigione di un lebbroso dopo il discorso della montagna
Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù dopo il discorso della montagna, esaminando i diversi racconti nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. La guarigione viene descritta come una sfida alle rigide leggi sulla purificazione, e viene sottolineata l'importanza del rispetto della legge di Mosè. L'articolo si interroga sulla continuità tra i diversi racconti evangelici.
Marco 1.40-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi!E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato!E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato.E Gesù, avendogli fatte severe ammonizioni, lo mandò subito via e gli disse:Guardati dal farne parola ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER111
La risurrezione del figlio della vedova di Nain
Gesù risuscita il figlio di una vedova a Nain, mostrando il suo potere divino e il suo ruolo di profeta. L'evento, narrato in Luca 7:11-17, avviene dopo il discorso della montagna e attira una grande folla. Gli abitanti del villaggio vedono in Gesù un grande profeta e la notizia si diffonde in Galilea e in Giudea.
Luca 7.11-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne in seguito, ch’egli s’avviò ad una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran moltitudine andavano con lui.E come fu presso alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre; e questa era vedova; e una gran moltitudine della città era con lei.E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere!E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Giovinetto, io tel dico, lèvati!E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre.Tutti furon presi da timore, e glorificavano Iddio dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; e: Dio ha visitato il suo popolo.E questo dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese circonvicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER159
Il Messia Gesù continua la sua opera
La pericope 159 presenta Gesù che prosegue il suo ministero in Galilea, a partire da Cafarnao, nel febbraio-marzo del 32, prima della terza Pasqua. Basandosi unicamente su Matteo 9.35, l'articolo sottolinea la priorità data alla proclamazione del Regno rispetto ai miracoli, l'autonomia delle sinagoghe locali nei confronti dei farisei e il metodo tematico di Matteo, qui corretto dalla cronologia di Marco.
Matteo 12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare.E i Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fanno quel che non è lecito di fare in giorno di sabato.Ma egli disse loro: Non avete voi letto quel che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui?Come egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali non era lecito di mangiare né a lui, né a quelli ch’eran con lui, ma ai soli sacerdoti?Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli?Or io vi dico che v’è qui qualcosa di più grande del tempio.E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non avreste condannato gl’innocenti;perché il Figliuol dell’uomo è signore del sabato.E, partitosi di là, venne nella loro sinagoga.Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: E’ egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s’ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?Or quant’è un uomo da più d’una pecora! E’ dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.Allora disse a quell’uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l’altra.Ma i Farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire.Ma Gesù, saputolo, si partì di là; e molti lo seguirono, ed egli li guari tutti;e ordinò loro severamente di non farlo conoscere,affinché si adempisse quanto era stato detto per bocca del profeta Isaia:Ecco il mio Servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l’anima mia si è compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudicio alle genti.Non contenderà, né griderà, né alcuno udrà la sua voce nelle piazze.Ei non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfar la giustizia.E nel nome di lui le genti spereranno.Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo parlava e vedeva.E tutte le turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide?Ma i Farisei, udendo ciò, dissero: Costui non caccia i demoni se non per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni.E Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie sarà ridotto in deserto; ed ogni città o casa divisa in parti contrarie non potrà reggere.E se Satana caccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno?E se io caccio i demoni per l’aiuto di Beelzebub, per l’aiuto di chi li cacciano i vostri figliuoli? Per questo, essi stessi saranno i vostri giudici.Ma se è per l’aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demoni, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio.Ovvero, come può uno entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte? Allora soltanto gli prederà la casa.Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.Ed a chiunque parli contro il Figliuol dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello a venire.O voi fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero.Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla.L’uomo dabbene dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvage.Or io vi dico che d’ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderan conto nel giorno del giudizio;poiché dalle tue parole sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato.Allora alcuni degli scribi e dei Farisei presero a dirgli: Maestro, noi vorremmo vederti operare un segno.Ma egli rispose loro: Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona.Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così starà il Figliuolo dell’uomo nel cuor della terra tre giorni e tre notti.I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui vi è più che Giona!La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione e la condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone!Or quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando riposo e non lo trova.Allora dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito; e giuntovi, la trova vuota, spazzata e adorna.Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, prendon quivi dimora; e l’ultima condizione di cotest’uomo divien peggiore della prima. Così avverrà anche a questa malvagia generazione.Mentre Gesù parlava ancora alle turbe, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli.E uno gli disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli son la fuori che cercano di parlarti.Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli!Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER167
Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli
PER167 descrive il ritiro di Gesù e dei suoi discepoli verso Betsaida per riposarsi dopo un'intensa missione di evangelizzazione in Galilea, subito prima della Pasqua di aprile dell'anno 32. L'analisi sinottica di Matteo 14,13-14, Marco 6,31-32, Luca 9,10-11 e Giovanni 6,1-4 mostra convergenze e sfumature: il desiderio di isolamento, la folla che lo segue, le guarigioni e l'insegnamento. Questo episodio precede direttamente la moltiplicazione dei pani.
Luca 9.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.Ma le turbe, avendolo saputo, lo seguirono; ed egli, accoltele, parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avean bisogno di guarigione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana
-
PER168
La terza festa di Pasqua
La pericope PER168 segnala la terza festa di Pasqua del ministero del Messia Gesù, datata a lunedì 12 aprile del 32 d.C. e menzionata soltanto da Giovanni (Gv 6,4). In Galilea, presso Betsaida, Gesù e i suoi discepoli non sembrano salire a Gerusalemme, data l'intensità della loro attività. Questa menzione serve da riferimento cronologico nella sinossi, annunciando gli eventi successivi fino alla festa dei Tabernacoli nell'ottobre del 32 d.C.
Giovanni 6.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER173
Numerose guarigioni a Gennesaret
La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.
Marco 6.55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch’egli si trovasse.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER205
Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea
La pericope 205 ripercorre il soggiorno prolungato di Gesù, il Messia, in Galilea, nella regione di Cafarnao, per circa sei mesi prima della sua partenza definitiva per Gerusalemme il 3 ottobre del 32 d.C. Solo Giovanni accenna a questi spostamenti e rivela l'intenzione delle autorità religiose di mettere a morte Gesù, mentre i suoi discepoli faticano ancora a comprendere ciò che lo attende. Questo passo segna la transizione verso la festa delle Capanne a Gerusalemme.
Matteo 17.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER206
La festa dei Tabernacoli
La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.
Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER207
Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Giovanni 7.3-9 racconta la tensione tra Gesù e i suoi fratelli prima della festa di Sukkot (ottobre dell'anno 32 d.C.). Non comprendendo la missione messianica, essi lo spingono a manifestarsi pubblicamente a Gerusalemme. Gesù sceglie la prudenza, consapevole dei rischi di arresto. Maria resta in disparte. Questo episodio, presente solo in Giovanni, illustra l'incomprensione familiare di fronte alla natura divina di Gesù, poiché la conversione dei suoi fratelli avviene soltanto dopo la risurrezione.
Atti 1.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER208
Partenza per Gerusalemme e partenza definitiva dalla Galilea
PER208 descrive la partenza definitiva di Gesù e dei suoi discepoli dalla Galilea il 3 ottobre dell'anno 32, in cammino verso Gerusalemme per la festa di Sukkot. Seguendo il racconto di Luca, attraversano la Samaria invece di percorrere la strada abituale lungo il Giordano. Arrivano il venerdì sera 8 ottobre, insegnano sulla spianata del Tempio, e Gesù pronuncia il suo discorso sull'acqua a Hoshana Rabbà il 13 ottobre. Il gruppo resterà nella regione di Gerusalemme per sei mesi, fino alla Pasqua del 1° aprile dell'anno 33.
Giovanni 7.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mosè v’ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato.Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro a me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER209
Il viaggio attraverso la Samaria
La pericope 209 racconta il viaggio di Gesù e dei suoi discepoli attraverso la Samaria, riportato soltanto da Luca. Lasciata la Galilea il 3 ottobre del 32 d.C., Gesù sceglie la via samaritana, più breve, verso Gerusalemme. Alcuni villaggi rifiutano di accoglierlo, a illustrazione delle tensioni tra giudei e samaritani, mentre altri lo accettano. Questo passo prefigura la missione universale e la futura evangelizzazione della regione da parte dei 70 discepoli.
Luca 9.52-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mandò davanti a sé de’ messi, i quali, partitisi, entrarono in un villaggio de’ Samaritani per preparargli alloggio.Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER210
La reazione di Giacomo e Giovanni
Durante il viaggio di Gesù attraverso la Samaria, Giacomo e Giovanni, i «figli del tuono», propongono di far scendere il fuoco dal cielo su un villaggio samaritano ostile. Gesù li rimprovera severamente, ricordando che è venuto per salvare e non per perdere gli uomini. Questo episodio, riportato soltanto da Luca (Lc 9.54-56), illustra le tensioni tra giudei e samaritani e la formazione progressiva dei discepoli verso uno spirito di misericordia.
Marco 3.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figliuoli del tuono;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER211
Gli uomini che vogliono seguire il Messia Gesù
Luca 9.57-62 presenta tre uomini che desiderano seguire il Messia Gesù, ciascuno con una condizione o un'esitazione. Gesù risponde chiamando alla rinuncia alle comodità materiali, alla priorità del Regno sui doveri familiari e a una determinazione senza ripensamenti. Questo passo, esclusivo di Luca, si colloca durante il viaggio attraverso la Samaria verso Gerusalemme e costituisce un appello radicale a un impegno totale e senza compromessi verso il Messia.
Luca 9.57-62 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: Io ti seguiterò dovunque tu andrai.E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo.E ad un altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d’andare a seppellir mio padre.Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio.E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d’accomiatarmi da que’ di casa mia.Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER212
I Giudei cercano il Messia Gesù
La pericope 212 racconta, secondo Giovanni 7.11-13 soltanto, la ricerca di Gesù da parte dei Giudei durante la festa a Gerusalemme nell'ottobre dell'anno 32 d.C. Illustra la divisione del popolo di fronte al Messia: alcuni lo riconoscono, altri cercano di eliminarlo. La paura delle autorità religiose frena le conversioni pubbliche, rivelando la tensione politica e spirituale dell'epoca.
Giovanni 7.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura de’ Giudei.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER213
Insegnamento del Messia Gesù nel tempio
Durante la festa delle Capanne, nell'ottobre dell'anno 32, il Messia Gesù insegna nel tempio di Gerusalemme con un'autorità che stupisce la folla e indigna i farisei. Giovanni 7.14-24 riferisce questo episodio unico in cui Gesù afferma che il suo insegnamento viene da Dio e difende una guarigione compiuta di sabato con un'argomentazione scritturale rigorosa. L'ostilità delle autorità religiose si intensifica.
Marco 3.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca.E l’osservavano per vedere se lo guarirebbe in giorno di sabato, per poterlo accusare.Ed egli disse all’uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo!Poi disse loro: E’ egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Ma quelli tacevano.Allora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana.E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER214
Le autorità cercano il Messia Gesù per arrestarlo
Durante la festa delle Capanne a Gerusalemme, la folla si interroga sull'identità messianica di Gesù. Nonostante la confusione sulle sue origini e i tentativi delle autorità religiose di arrestarlo, Gesù insegna pubblicamente nel Tempio, riafferma la propria divinità e annuncia la sua prossima partenza. Poiché la sua ora non è ancora venuta, le guardie non possono prenderlo. Questo episodio, proprio del vangelo di Giovanni (7.25-36), illustra la crescente opposizione tra Gesù e le autorità religiose.
Michea 5.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :(H5-1) Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per essere tra i migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER215
Il discorso sull'acqua viva
Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot (Hoshana Rabbà), il Messia Gesù proclama nel Tempio di Gerusalemme di essere la vera fonte di acqua viva. Facendo proprio il simbolismo del rito della libagione dell'acqua, invita chiunque abbia sete a venire a lui. Giovanni precisa che quest'acqua viva designa lo Spirito Santo, che sarebbe stato dato dopo la glorificazione di Gesù. Solo Giovanni riporta questo episodio, datato mercoledì 13 ottobre dell'anno 32.
Giovanni 7.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nell’ultimo giorno, il gran giorno della festa, Gesù, stando in piè, esclamò: Se alcuno ha sete, venga a me e beva.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER216
La valutazione contraddittoria del popolo
Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot a Gerusalemme (ottobre dell'anno 32), Gesù proclama di essere sorgente di acqua viva. La folla si divide: alcuni lo riconoscono come il Messia, altri rifiutano l'evidenza. Le guardie inviate per arrestarlo disobbediscono, colpite dalle sue parole. Nicodemo difende un giudizio equo, mentre i farisei avanzano argomenti deboli. L'opposizione delle autorità religiose diventa fanatica, facendo della morte di Gesù il loro unico obiettivo.
Giovanni 7.51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER217
La donna adultera
La pericope 217 narra l'episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11), in cui alcuni farisei tendono una trappola a Gesù presentandogli una donna colta in flagrante. Gesù sventa la trappola con la sua celebre parola che invita chi è senza peccato a scagliare la prima pietra, poi perdona la donna. Questo racconto, la cui autenticità testuale è discussa, illustra l'unione della giustizia e della misericordia divine e rivela l'autorità unica di Gesù di giustificare.
Giovanni 8.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER218
Il Messia Gesù è la luce del mondo
Durante la festa di Sukkot a Gerusalemme, Gesù si proclama «luce del mondo» (Giovanni 8.12-58), inserendosi nel simbolismo delle grandi illuminazioni del Tempio. Rivela progressivamente la sua identità divina attraverso dibattiti con i farisei, che culminano nella formula «Prima che Abramo fosse, IO SONO», affermazione esplicita della sua preesistenza e della sua divinità. Credere in lui significa entrare nella luce, nella verità e nella vita eterna.
Giovanni 8.48-58 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I Giudei risposero e gli dissero: Non diciam noi bene che sei un Samaritano e che hai un demonio?Gesù rispose: Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.Ma io non cerco la mia gloria; v’è Uno che la cerca e che giudica.In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte.I Giudei gli dissero: Or vediam bene che tu hai un demonio. Abramo e i profeti son morti, e tu dici: Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte.Sei tu forse maggiore del padre nostro Abramo, il quale è morto? Anche i profeti son morti; chi pretendi d’essere?Gesù rispose: S’io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite esser vostro Dio,e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola.Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l’ha veduto, e se n’è rallegrato.I Giudei gli dissero: Tu non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo?Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER219
Tentato omicidio
Nell'ultimo giorno di una festa a Gerusalemme (13 ottobre 32), i farisei tentano di lapidare il Messia Gesù dopo le sue proclamazioni sulla sua origine divina. Gesù sfugge alla morte nascondendosi tra i suoi discepoli e lascia la città. Probabilmente si ritira a Betania, al di là del Giordano. Solo Giovanni riporta questo episodio, fondato su Giovanni 8,59.
Giovanni 8.59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER220
Il Messia Gesù manda 70 discepoli
Gesù manda settanta discepoli in missione di evangelizzazione (Luca 10.1-16), un evento unico nei vangeli. Da Betania, al di là del Giordano, verso novembre dell'anno 32, estende la sua missione oltre i Dodici. Le istruzioni ricordano quelle date agli apostoli, con una portata più universale. Gesù avverte del rischio del rifiuto e condanna la cecità delle città galilee di Corazin, Betsaida e Cafarnao.
Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER222
Il buon samaritano
La pericope PER222 presenta la parabola del buon Samaritano (Luca 10.25-37), raccontata da Gesù in risposta a un dottore della Legge che voleva tendergli una trappola. Ambientata a Betania, al di là del Giordano, nel novembre dell'anno 32, questa parabola insegna che il vero «prossimo» non è definito dalla religione o dalla cultura, ma dall'atto di misericordia. Il Samaritano disprezzato diventa il modello della compassione, figura simbolica dello stesso Messia che viene in soccorso dell'umanità ferita.
Giovanni 3.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER223
Il Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria
Luca 10.38-42 racconta la visita del Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria, verso la fine di novembre o l’inizio di dicembre del 32 d.C. Situato a 3 km da Gerusalemme, questo villaggio accoglie Gesù in un contesto di relativa calma: i farisei hanno cambiato strategia, preferendo raccogliere testimonianze a carico piuttosto che agire con violenza. Luca è l’unico evangelista a menzionare questo episodio.
Luca 10.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentre essi erano in cammino, egli entrò in un villaggio; e una certa donna, per nome Marta, lo ricevette in casa sua.Ell’avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a’ piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t’importa che mia sorella m’abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m’aiuti.Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER224
Istruzione sulla preghiera
La pericope PER224 presenta l’istruzione di Gesù sulla preghiera, impartita sul monte degli Ulivi nel dicembre dell’anno 32. Basandosi su Matteo 6.9-13 e Luca 11.1-4, esamina il Padre nostro in due contesti distinti. Luca colloca l’episodio vicino a Gerusalemme, dopo la visita a Betania e prima della guarigione di un indemoniato. I discepoli, alcuni dei quali avevano seguito Giovanni Battista, chiedono a Gesù di insegnare loro a pregare.
Luca 11.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che essendo egli in orazione in un certo luogo, com’ebbe finito, uno de’ suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoliBibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER225
La parabola dell’amico importuno
La parabola dell’amico importuno (Luca 11.5-13), propria del Vangelo di Luca, fa seguito all’insegnamento del Padre nostro. In essa Gesù insegna la perseveranza nella preghiera: se un amico finisce per cedere all’insistenza, quanto più generosamente Dio donerà a coloro che lo pregano con fede, offrendo persino lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono.
Luca 11.5-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi disse loro: Se uno d’infra voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: Amico, prestami tre pani,perché m’è giunto di viaggio in casa un amico, e non ho nulla da mettergli dinanzi;e se colui dal di dentro gli risponde: Non mi dar molestia; già è serrata la porta, e i miei fanciulli son meco a letto, io non posso alzarmi per darteli,io vi dico che quand’anche non s’alzasse a darglieli perché gli è amico, pure, per la importunità sua, si leverà e gliene darà quanti ne ha di bisogno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER226
Il Messia Gesù contestato dopo un miracolo
A Gerusalemme, dopo aver guarito un indemoniato muto, il Messia Gesù è contestato da avversari che attribuiscono il suo potere a Beelzebul e reclamano un nuovo segno. Egli risponde con argomenti logici e spirituali, cita il segno di Giona, orienta una lode verso l’obbedienza alla Parola e conclude con una metafora sulla luce interiore. Questo discorso, riportato soltanto da Luca (11.14-36), illustra due atteggiamenti opposti di fronte al Messia: la fede autentica e il rifiuto incredulo.
Luca 11.14-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or egli stava cacciando un demonio che era muto; ed avvenne che quando il demonio fu uscito, il muto parlò; e le turbe si maravigliarono.Ma alcuni di loro dissero: E’ per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni, ch’egli caccia i demoni.Ed altri, per metterlo alla prova, chiedevano da lui un segno dal cielo.Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie è ridotto in deserto, e una casa divisa contro se stessa, rovina.Se dunque anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché voi dite che è per l’aiuto di Beelzebub che io caccio i demoni.E se io caccio i demoni per l’aiuto di Beelzebub, i vostri figliuoli per l’aiuto di chi li caccian essi? Perciò, essi stessi saranno i vostri giudici.Ma se è per il dito di Dio che io caccio i demoni, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio.Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua dimora, quel ch’e’ possiede è al sicuro;ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale si confidava, e ne spartisce le spoglie.Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.Quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando riposo; e non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito;e giuntovi, la trova spazzata e adorna.Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo divien peggiore della prima.Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna di fra la moltitudine alzò la voce e gli disse: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Ma egli disse:Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!E affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, salvo il segno di Giona.Poiché come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell’uomo sarà per questa generazione.La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone.I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v’è più che Giona.Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz’aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina col suo splendore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER227
L'invito a casa di un fariseo
La pericope 227 racconta l'invito rivolto al Messia Gesù da un fariseo per un pasto, riferito soltanto da Luca (Lc 11.37). Lungi dall'essere benevolo, questo invito sembra una trappola orchestrata per raccogliere accuse contro Gesù davanti a dei testimoni. Consapevole della posta in gioco, Gesù accetta comunque l'invito, forte di una sicurezza spirituale che la sua ora non era ancora venuta. L'evento si colloca probabilmente a Gerusalemme, durante un viaggio che Gesù intraprende nonostante le minacce delle autorità religiose.
Luca 11.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentr’egli parlava, un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato, si mise a tavola.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER228
Il giudizio dei religiosi e i rimproveri del Messia Gesù
Durante un pasto in casa di un fariseo a Gerusalemme (fine 32), Gesù pronuncia severi rimproveri contro i farisei e i dottori della legge. Luca 11,38-54, unico vangelo a narrare questo episodio, descrive un'atmosfera ostile in cui le autorità religiose cercano prove per condannare Gesù. Le sue parole taglienti sono in realtà un appello alla conversione, ignorato da uomini accecati dall'orgoglio.
Luca 11.38-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il Fariseo, veduto questo, si maravigliò che non si fosse prima lavato, avanti il desinare.E il Signore gli disse: Voi altri Farisei nettate il di fuori della coppa e del piatto, ma l’interno vostro è pieno di rapina e di malvagità.Stolti, Colui che ha fatto il di fuori, non ha anche fatto il di dentro?Date piuttosto in elemosina quel ch’è dentro al piatto; ed ecco, ogni cosa sarà netta per voi.Ma guai a voi, Farisei, poiché pagate la decima della menta, della ruta e d’ogni erba, e trascurate la giustizia e l’amor di Dio! Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.Guai a voi, Farisei, perché amate i primi seggi nelle sinagoghe, e i saluti nelle piazze.Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono, e chi vi cammina sopra non ne sa niente.Allora uno dei dottori della legge, rispondendo, gli disse: Maestro, parlando così, fai ingiuria anche a noi.Ed egli disse: Guai anche a voi, dottori della legge, perché caricate le genti di pesi difficili a portare e voi non toccate quei pesi neppur con un dito!Guai a voi, perché edificate i sepolcri de’ profeti, e i vostri padri li uccisero.Voi dunque testimoniate delle opere de’ vostri padri e le approvate; perché essi li uccisero, e voi edificate loro de’ sepolcri.E per questo la sapienza di Dio ha detto: Io manderò loro dei profeti e degli apostoli; e ne uccideranno alcuni e ne perseguiteranno altri,affinché il sangue di tutti i profeti sparso dalla fondazione del mondo sia ridomandato a questa generazione;dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria che fu ucciso fra l’altare ed il tempio; sì, vi dico, sarà ridomandato a questa generazione.Guai a voi, dottori della legge, poiché avete tolta la chiave della scienza! Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano.E quando fu uscito di là, gli scribi e i Farisei cominciarono a incalzarlo fieramente ed a trargli di bocca risposte a molte cose; tendendogli de’ lacci,per coglier qualche parola che gli uscisse di bocca.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER229
Il ricordo del massacro dei Galilei da parte di Pilato
La pericope PER229 (Luca 13,1-5) racconta come alcuni testimoni di un pasto fariseo interpellino Gesù riguardo al massacro di Galilei compiuto da Pilato. Gesù rifiuta di vedervi una punizione divina e invita al pentimento personale, citando anche il crollo della torre di Siloe. Insegna che la morte è la sorte comune di tutti e che solo il pentimento apre l'accesso al Regno di Dio.
Luca 13.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrifici.E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER230
La parabola del fico sterile
La parabola del fico sterile (Luca 13.6-9), riportata soltanto da Luca, illustra la pazienza di Dio e l’urgenza della conversione. Gesù avverte che ogni discepolo privo di frutto spirituale rischia il giudizio, sottolineando al tempo stesso che Dio concede un ulteriore tempo di grazia. Questo testo si colloca in continuità con Luca 13.1-5 e porta un duplice messaggio: solenne avvertimento e misericordia divina.
Luca 13.6-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Disse pure questa parabola: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; e andò a cercarvi del frutto, e non ne trovò.Disse dunque al vignaiuolo: Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a rendere improduttivo anche il terreno?Ma l’altro, rispondendo, gli disse: Signore, lascialo ancora quest’anno, finch’io l’abbia scalzato e concimato;e forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER231
Guarigione di una donna nel giorno di sabato
La pericope 231 narra la guarigione, da parte di Gesù, di una donna inferma da diciotto anni, in giorno di sabato, in una sinagoga di Gerusalemme (Luca 13.10-17). Questo gesto suscita l'indignazione delle autorità religiose, che Gesù confonde mettendo in luce le loro contraddizioni. La folla, invece, ammira e glorifica Dio. L'episodio illustra la tensione tra la tradizione farisaica e l'applicazione autentica della legge divina, mettendo in evidenza al tempo stesso la fede perseverante di questa donna.
Deuteronomio 5.12-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha comandato.Lavora sei giorni, e fa’ in essi tutta l’opera tua;ma il settimo giorno è giorno di riposo consacrato all’Eterno, al tuo Dio: non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il tuo forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come tu.E ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti tratto di là con mano potente e con braccio steso; perciò l’Eterno, il tuo Dio, ti ordina d’osservare il giorno del riposo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER232
Il granello di senape e il lievito
La pericope PER232 presenta le due parabole gemelle del granello di senape e del lievito (Luca 13.18-21). Pronunciate vicino a una sinagoga di Gerusalemme di sabato, illustrano la natura del regno di Dio: inizia in modo umile, cresce con potenza e agisce in modo nascosto ma trasformante. Queste due immagini complementari invitano a cogliere la crescita discreta e irresistibile del regno di Dio nel mondo.
Matteo 13.33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Disse loro un’altra parabola: Il regno de’ cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre staia di farina, finché la pasta sia tutta lievitata.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER233
Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme
La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.
Luca 13.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quello stesso momento vennero alcuni Farisei a dirgli: Parti, e vattene di qui, perché Erode ti vuol far morire.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER234
Lamento su Gerusalemme
Il Lamento su Gerusalemme (Mt 23.37-39; Lc 13.34-35) mostra Gesù che piange sulla città santa, pochi giorni prima della sua Passione. Attraverso la metafora della gallina che protegge i suoi pulcini, esprime l’amore divino rifiutato, condanna l’uccisione dei profeti e annuncia la desolazione del Tempio, lasciando tuttavia aperta una speranza di riconciliazione finale.
Lamentazioni 2.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tutti i passanti batton le mani al vederti; fischiano e scuotono il capo al veder la figliuola di Gerusalemme: “E’ questa la città che la gente chiamava una bellezza perfetta, la gioia di tutta la terra?”Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER235
Pasto in casa di un fariseo
La pericope PER235 racconta il pasto di Gesù in casa di un capo dei farisei di sabato (Luca 14.1), in un contesto di crescente scontro. I farisei cercano di raccogliere prove contro di lui per il Sinedrio. Nonostante le tensioni, Gesù accetta l'invito, mantiene le sue posizioni e corregge i loro insegnamenti. Luca è l'unico evangelista a riportare questo episodio, verosimilmente collocato nel pasto del sabato a mezzogiorno.
2 Corinzi 13.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Questa è la terza volta ch’io vengo da voi. Ogni parola sarà confermata dalla bocca di due o di tre testimoni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER236
Guarigione di un uomo affetto da idropisia
Un uomo affetto da idropisia viene guarito dal Messia Gesù durante un pasto sabbatico in casa di un fariseo a Gerusalemme. Davanti agli esperti della legge, Gesù pone una domanda sulla liceità di guarire di sabato, poi agisce senza attendere la loro risposta. I suoi interlocutori, incapaci di replicare, restano in silenzio. Luca è l'unico evangelista a riferire questo episodio (Luca 14.2-6), datato 4 dicembre dell'anno 32 d.C.
Giovanni 7.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER237
Parabola dell'invitato presuntuoso
La parabola dell'invitato presuntuoso (Luca 14.7-14), tramandata solo da Luca, si svolge in casa di uno dei capi dei farisei a Gerusalemme. Gesù vi insegna l'umiltà, invitando a scegliere l'ultimo posto anziché il primo, e la generosità disinteressata, incoraggiando a invitare i poveri e gli esclusi anziché coloro che possono ricambiare. Questi due insegnamenti illustrano i valori fondamentali del Regno di Dio: l'onore viene da Dio, non da se stessi, e il vero dono sarà ricompensato alla risurrezione dei giusti.
Luca 14.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch’essi non t’invitino, e ti sia reso il contraccambio;ma quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER238
L'esigente consacrazione del discepolo
La pericope 238 riporta un insegnamento esclusivo di Luca (14.25-27) sulle esigenze del discepolato. Sulla strada per Betania, dopo il 4 dicembre del 32, il Messia Gesù si rivolge a una grande folla: seguire il Messia significa dargli la priorità assoluta su ogni relazione umana ('odiare' in senso semitico) e accettare di portare la propria croce, cioè abbracciare sofferenza e rifiuto per restare fedeli. Un impegno totale, senza compromessi.
Matteo 10.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER240
La parabola del re che si prepara alla guerra
La parabola del re che si prepara alla guerra (Luca 14.31-33), riportata soltanto da Luca, illustra le esigenze del discepolato. Di fronte a un avversario due volte più potente, un re sceglie la trattativa anziché il combattimento. Allo stesso modo, seguire Gesù, il Messia, esige lucidità, umiltà e totale rinuncia a se stessi. Luca inserisce questo insegnamento in una serie tematica sul prezzo della vita cristiana, prima della festa della Dedicazione del dicembre del 32 d.C.
Luca 14.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER241
L'immagine del sale insipido
L'articolo 'PER241 - L'immagine del sale insipido' analizza un passo di Luca 14:34-35, in cui Gesù insegna che i discepoli devono essere come il sale, essenziale e trasformatore. Se un discepolo perde il suo 'sapore' spirituale, diventa inutile, simile a un sale insipido. Questo insegnamento invita a un impegno attivo e duraturo nella vita spirituale.
Matteo 5.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non ad esser gettato via e calpestato dagli uomini.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER250
La guarigione dei dieci lebbrosi
Questo articolo esplora la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù, con particolare attenzione alla riconoscenza e all'inclusione, in modo speciale attraverso un Samaritano. L'evento sottolinea la grazia divina e l'importanza della fede al di là delle divisioni etniche.
Luca 17.11-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER255
Guarigione di un cieco nato
Questo articolo esplora la guarigione di un cieco nato da parte di Gesù a Gerusalemme (Giovanni 9.1-34). La narrazione mette in evidenza la profondità teologica dell’evento, collegando simbolicamente le feste ebraiche alla missione di Gesù come luce del mondo. La guarigione sottolinea il messaggio spirituale e profetico del Vangelo secondo Giovanni.
Giovanni 7.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la festa de’ Giudei, detta delle Capanne, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER256
Il Messia Gesù afferma la propria Divinità
L'articolo tratta della guarigione, da parte di Gesù, di un uomo cieco dalla nascita, menzionata soltanto nel Vangelo di Giovanni. L'uomo è trasformato spiritualmente riconoscendo Gesù come il Messia. I farisei, al contrario, restano nella loro cecità spirituale rifiutando la luce di Gesù. Questo contrasto sottolinea che la vera visione nasce dall'umiltà e dall'apertura alla verità divina.
Giovanni 9.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER257
Il Messia Gesù è il buon pastore
L'articolo esamina come Gesù si presenta come il buon pastore in Giovanni 10. Egli è la guida spirituale autentica, in contrasto con le false guide. Gesù annuncia una salvezza universale e invita ciascuno ad ascoltare la sua voce per trovare la vita spirituale.
Giovanni 10.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In verità, in verità io vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, esso è un ladro e un brigante.Ma colui che entra per la porta è pastore delle pecore.A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori.Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei.Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono di che cosa parlasse loro.Onde Gesù di nuovo disse loro: In verità, in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore.Tutti quelli che son venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura.Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano ad esuberanza.Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore.Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore.Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie mi conoscono,come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore.Ho anche delle altre pecore, che non son di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi.Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho podestà di deporla e ho podestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio.Nacque di nuovo un dissenso fra i Giudei a motivo di queste parole.E molti di loro dicevano: Egli ha un demonio ed è fuori di sé; perché l’ascoltate?Altri dicevano: Queste non son parole di un indemoniato. Può un demonio aprir gli occhi a’ ciechi?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER258
La festa della Dedicazione
L’articolo esplora la pericope 258, che descrive la festa della Dedicazione, in cui Gesù, pur minacciato dai farisei, si muove liberamente nel Tempio. L’analisi mette in luce il cambiamento di strategia dei farisei, che mirano ad azioni legali contro Gesù. Questo passo è centrale per comprendere la dinamica religiosa e sociale di questo periodo critico.
Giovanni 10.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER259
Domande dei religiosi sulla messianicità di Gesù
L'articolo analizza l'interazione tra Gesù e i religiosi sulla sua messianicità. Nonostante le loro intenzioni accusatorie, Gesù afferma di essere il Messia, e le sue opere lo testimoniano. Promette sicurezza e vita eterna ai suoi discepoli, sottolineando la sua unità con il Padre.
Giovanni 10.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER260
Tentativo di arresto
L'articolo esamina il tentativo di arresto di Gesù da parte delle autorità religiose giudaiche, secondo Giovanni 10.31-39. Accusato di bestemmia per le sue dichiarazioni divine, Gesù difende le sue opere come prova della sua missione divina. Cita la Scrittura per dimostrare la legittimità del suo ruolo e sfugge infine all'arresto perché la sua ora non era ancora venuta.
Giovanni 10.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io ed il Padre siamo uno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER261
Partenza per Betania al di là del Giordano
L'articolo racconta il viaggio di Gesù da Gerusalemme a Betania, con tappe a Betania al di là del Giordano e a Gerico, dove compie miracoli. Deliberatamente ritardato, Gesù arriva e risuscita Lazzaro, scatenando una reazione delle autorità religiose.
Giovanni 11.1-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER262
Insegnamento sul divorzio
L'articolo tratta dell'insegnamento di Gesù sul divorzio, basandosi sui vangeli di Matteo e Marco. Colloca questo insegnamento nel contesto cronologico del ministero di Gesù tra Hanukkah e Pasqua, offrendo un'analisi approfondita delle implicazioni spirituali dei suoi insegnamenti al di là dei semplici dibattiti giuridici.
Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER263
Il Messia Gesù benedice i bambini piccoli
L'articolo esamina come Gesù benedice i bambini, a Betania, dopo la festa della Dedicazione. Questo evento è descritto nei vangeli sinottici e illustra l'importanza dei bambini nel Regno di Dio, nonostante le reticenze dei discepoli.
Matteo 19.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli sgridarono coloro che glieli presentavano.Gesù però disse: Lasciate i piccoli fanciulli e non vietate loro di venire a me, perché di tali è il regno de’ cieli.E imposte loro le mani, si partì di là.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER265
La salvezza e le ricchezze
Questo articolo esplora gli insegnamenti di Gesù sulla ricchezza e sulla salvezza, a partire da eventi biblici tra Hanukkah e Pasqua. I racconti di guarigioni e di chiamate, come la storia di Bartimeo e Zaccheo, gettano luce sulla missione di Gesù a Gerico, segnata dalla risurrezione di Lazzaro e dalle sue profonde implicazioni.
Giovanni 10.40-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni da principio stava battezzando; e quivi dimorò.E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero.E quivi molti credettero in lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER268
Il Messia Gesù annuncia di nuovo la sua morte e la sua risurrezione
Questo articolo esamina il periodo tra Hanukkah e Pesach, mettendo in evidenza gli insegnamenti di Gesù, la sua predizione della propria morte e risurrezione, e miracoli come la risurrezione di Lazzaro, che suscitarono speranza e conflitto.
Luca 18.31-43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, presi seco i dodici, disse loro: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno adempiute rispetto al Figliuol dell’uomo tutte le cose scritte dai profeti;poiché egli sarà dato in man de’ Gentili, e sarà schernito ed oltraggiato e gli sputeranno addosso;e dopo averlo flagellato, l’uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà.Ed essi non capirono nulla di queste cose; quel parlare era per loro oscuro, e non intendevano le cose dette loro.Or avvenne che com’egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando;e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse.E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me!E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me!E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò:Che vuoi tu ch’io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch’io ricuperi la vista.E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t’ha salvato.E in quell’istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER269
La richiesta di Salome, la moglie di Zebedeo, per i suoi figli
L’articolo tratta della richiesta di Salome per i suoi figli e del percorso geografico di Gesù. Questo racconto si svolge nel febbraio del 33, durante il viaggio di Gesù da Gerico a Betania. L’evento segna la tensione tra la comprensione umana e le profezie. Gesù annuncia la sua morte imminente rispondendo a Salome, il che rivela i valori spirituali del regno di Dio.
Giovanni 11.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER274
Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim
Questo articolo descrive il complotto delle autorità giudaiche contro Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla minaccia che percepiscono nei miracoli di Gesù, decidono di ucciderlo. Gesù si ritira a Efraim in vista della crocifissione, mentre il complotto si allinea paradossalmente al piano divino.
Giovanni 11.47-57 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli.Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione.E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla;e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione.Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione;e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi.Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.Cercavan dunque Gesù; e stando nel tempio dicevano tra loro: Che ve ne pare? Che non abbia venire alla festa?Or i capi sacerdoti e i Farisei avean dato ordine che se alcuno sapesse dove egli era, ne facesse denunzia perché potessero pigliarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti
-
PAR002
La casa costruita sulla roccia
L’articolo analizza la parabola biblica delle due case, presente in Matteo e Luca, per illustrare l’importanza di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. Coloro che seguono le sue parole sono paragonati a costruttori saggi che edificano su un fondamento solido, mentre coloro che non obbediscono sono come persone che costruiscono sulla sabbia. La parabola sottolinea l’importanza di un’obbedienza attiva piuttosto che di un semplice ascolto.
Luca 6.47-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Chiunque viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi somiglia.Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla per che era stata edificata bene.Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa sulla terra, senza fondamento; la fiumana l’ha investita, e subito è crollata; e la ruina di quella casa è stata grande.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR012
I due figli
L’articolo analizza la parabola dei due figli di Matteo 21.28-32. Questa parabola illustra che la vera obbedienza a Dio conta più delle semplici parole. Il sincero pentimento, anche tardivo, apre l’accesso al Regno di Dio, a differenza delle promesse non mantenute. Gesù usa questo racconto per confrontarsi con le autorità religiose del suo tempo e sottolinea l’importanza dell’azione sincera.
Matteo 21.28-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli. Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va’ oggi a lavorare nella vigna.Ed egli, rispondendo, disse: Vado, signore; ma non vi andò.E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio; ma poi, pentitosi, v’andò.Qual de’ due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L’ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR013
I vignaioli malvagi
Questo articolo analizza la parabola dei vignaioli omicidi in cui Gesù denuncia il rifiuto dei profeti e annuncia il trasferimento del Regno a coloro che producono frutti degni. Le autorità religiose sono messe di fronte al loro rifiuto del divino, che segna una svolta profetica e spirituale nella storia della salvezza.
Matteo 21.33-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR016
Il servo fedele
La parabola del fico che germoglia, riportata da Matteo, Marco e Luca nel loro discorso escatologico, invita i discepoli a discernere i segni che annunciano il ritorno del Messia. Come i germogli annunciano l'estate, gli eventi del mondo annunciano la vicinanza del Regno di Dio. La parola di Cristo è eterna e sicura: il cielo e la terra passeranno, ma essa rimane.
Luca 21.29-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E disse loro una parabola: Guardate il fico e tutti gli alberi;quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l’estate è oramai vicina.Così anche voi quando vedrete avvenir queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR017
Le dieci vergini
La parabola del fico che germoglia, riportata in Matteo, Marco e Luca, invita i discepoli a leggere i segni dei tempi con vigilanza e speranza. Come i germogli annunciano l'estate, gli eventi del mondo annunciano il ritorno del Messia. La parola di Gesù, sicura ed eterna, garantisce il compimento di tutte le sue promesse riguardanti il Regno di Dio.
Marco 13.28-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.Così anche voi, quando vedrete avvenir queste cose, sappiate ch’egli è vicino, alle porte.In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’ultima settimana prima dell’arresto
-
PER275
Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria
Questo articolo esplora l’arrivo di Gesù a Betania, mettendo in luce l’importanza di questo momento prima della Passione. Betania, luogo di quiete e di amicizia, contrasta con gli avvenimenti tumultuosi di Gerusalemme. L’articolo si interessa al simbolismo di quest’ultima tappa nella missione di Gesù, così come è riportata dal vangelo di Giovanni.
Giovanni 12.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov’era Lazzaro ch’egli avea risuscitato dai morti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER276
L’arrivo dei Giudei dalla città di Gerusalemme
L’articolo tratta dell’arrivo di Giudei a Betania per vedere Gesù, all’avvicinarsi della Passione. Di fronte alla sua crescente popolarità, le autorità religiose prendono in considerazione il suo arresto, mentre si prepara il tradimento di Giuda.
Giovanni 12.9-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La gran folla dei Giudei seppe dunque ch’egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli avea risuscitato dai morti.Ma i capi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,perché, per cagion sua, molti de’ Giudei andavano e credevano in Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER278
Il tradimento di Giuda Iscariota
L’articolo esplora il tradimento di Giuda Iscariota nei confronti di Gesù, un atto motivato da un senso di incompatibilità e di frustrazione. Giuda, sapendo che le autorità cercano di arrestare Gesù, collabora con loro per denunciarlo in cambio di 30 monete d’argento. L’articolo analizza i racconti evangelici di Matteo, Marco e Luca, che descrivono le azioni di Giuda e il loro impatto sugli eventi che portarono all’arresto di Gesù.
Marco 14.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Giuda Iscariot, uno dei dodici, andò dai capi sacerdoti per darglielo nelle mani.Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER279
Ritorno a Gerusalemme e sosta a Betfage
L’articolo analizza l’arrivo di Gesù a Betfage, una sosta strategica prima di Gerusalemme. Gesù manda due discepoli a cercare un asinello per compiere una profezia messianica. Betfage, la «casa dei fichi», è cruciale nella narrazione dei vangeli.
Matteo 21.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando furon vicini a Gerusalemme e furon giunti a Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,dicendo loro: Andate nella borgata che è dirimpetto a voi; e subito troverete un’asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e menatemeli.E se alcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà.Or questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:Dite alla figliuola di Sion: Ecco il tuo re viene a te, mansueto, e montato sopra un’asina, e un asinello, puledro d’asina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER280
Ingresso trionfale a Gerusalemme
L’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, il 27 marzo del 33, avvenuto secondo la profezia di Zaccaria, è una dichiarazione messianica di pace. Questo evento, descritto nei quattro Vangeli, presenta Gesù non come un conquistatore ma come il Principe della pace. In risposta, la folla lo acclama, confermando la sua messianicità.
Zaccaria 9.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d’allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER281
Il ritorno a Betania
Dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù lascia la città sul far della sera per tornare a Betania con i suoi dodici discepoli, tra cui Giuda. Narrato principalmente da Marco (11.11) e da Matteo (21.17), questo episodio, collocato nella domenica 27 marzo dell’anno 33, illustra il ritmo dell’ultima settimana: giornate nel Tempio, notti presso Betania. I discepoli approfittano di questi tragitti per interrogare il loro Maestro sul significato dei suoi atti messianici.
Zaccaria 9.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d’allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER282
Maledizione del fico sterile
Lunedì 28 marzo del 33 d.C., sulla strada da Betania a Gerusalemme, il Messia Gesù maledice un fico coperto di foglie ma senza frutti, che si secca subito. Questo gesto, riportato da Matteo e Marco, è un miracolo-parabola che simboleggia Israele: molta apparenza religiosa, ma nessuna vera fecondità. Incorniciando la purificazione del Tempio in Marco, questo episodio annuncia il giudizio divino su una pietà sterile.
Marco 11.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER283
Annuncio della distruzione di Gerusalemme
In Luca 19.41-44, Gesù si avvicina a Gerusalemme, piange sulla città e annuncia con precisione la sua futura distruzione da parte dei Romani nel 70 d.C. Solo Luca riporta questo episodio in questa forma. Gesù deplora che Gerusalemme non abbia riconosciuto la sua visitazione divina. Questo passo rivela al tempo stesso la compassione del Messia e la gravità del rifiuto della rivelazione divina, e si colloca nell'ultima settimana prima del suo arresto.
Marco 10.32-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or erano per cammino salendo a Gerusalemme, e Gesù andava innanzi a loro; ed essi erano sbigottiti; e quelli che lo seguivano eran presi da timore. Ed egli, tratti di nuovo da parte i dodici, prese a dir loro le cose che gli avverrebbero:Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili;e lo scherniranno e gli sputeranno addosso e lo flagelleranno e l’uccideranno; e dopo tre giorni egli risusciterà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER285
Guarigione di ciechi e zoppi
Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.
Matteo 21.15-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma i capi sacerdoti e gli scribi, vedute le maraviglie che avea fatte, e i fanciulli che gridavano nel tempio: Osanna al figliuol di Davide, ne furono indignati, e gli dissero: Odi tu quel che dicono costoro?E Gesù disse loro: Sì. Non avete mai letto: Dalla bocca de’ fanciulli e de’ lattanti hai tratto lode?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER286
Insegnamento quotidiano nel Tempio
La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.
Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER287
Il ritorno di nuovo a Betania
PER287 descrive il ritorno di Gesù e dei suoi discepoli a Betania dopo una giornata al Tempio di Gerusalemme, lunedì 28 marzo del 33 d.C. Attestato principalmente da Marco 11.19, questo episodio illumina la routine notturna del gruppo attorno a Marta, Maria e Lazzaro. L'articolo affronta l'ospitalità distribuita, il ruolo delle donne, i viaggi di andata e ritorno quotidiani tra Betania e Gerusalemme, e l'incomprensione dei discepoli di fronte agli annunci della Passione.
Marco 9.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poich’egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER288
Il fico è seccato
Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.
Osea 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io trovai Israele come delle uve nel deserto; vidi i vostri padri come i fichi primaticci d’un fico che frutta la prima volta; ma, non appena giunsero a Baal-peor, si appartarono per darsi all’ignominia degl’idoli, e divennero abominevoli come la cosa che amavano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER289
L’autorità del Messia Gesù contestata
Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.
Luca 20.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne un di quei giorni, che mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i capi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlaron così:Dicci con quale autorità tu fai queste cose, e chi t’ha data codesta autorità.Ed egli, rispondendo, disse loro: Anch’io vi domanderò una cosa:Il battesimo di Giovanni era dal cielo a dagli uomini?Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste?Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta.E risposero che non sapevano d’onde fosse.E Gesù disse loro: Neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER290
La parabola dei due figli
La parabola dei due figli (Mt 21,28-32), riportata soltanto da Matteo, si svolge nel Tempio di Gerusalemme durante l’ultima settimana di Gesù. Contrappone due atteggiamenti: promettere senza agire versus rifiutare e poi obbedire. Gesù vi smaschera l’ipocrisia dei capi religiosi e annuncia che i peccatori pentiti entrano nel Regno prima di loro. Un appello universale all’umiltà e al sincero pentimento.
Matteo 13.31-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli propose loro un’altra parabola dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo.Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de’ legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.Disse loro un’altra parabola: Il regno de’ cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre staia di farina, finché la pasta sia tutta lievitata.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER291
La parabola dei vignaioli
La parabola dei vignaioli (Mt 21.33-46; Mc 12.1-12; Lc 20.9-19), pronunciata il Martedì Santo nel cortile del Tempio, illustra in modo allegorico la storia della salvezza: Dio manda dei profeti e poi suo Figlio, che i capi religiosi rifiutano e uccidono. La vigna viene trasferita alla Chiesa, senza per questo chiudere la porta al popolo ebraico, che può entrare nella fede.
Luca 20.9-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi prese a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, l’allogò a dei lavoratori, e se n’andò in viaggio per lungo tempo.E nella stagione mandò a que’ lavoratori un servitore perché gli dessero del frutto della vigna; ma i lavoratori, battutolo, lo rimandarono a mani vuote.Ed egli di nuovo mandò un altro servitore; ma essi, dopo aver battuto e vituperato anche questo, lo rimandarono a mani vuote.Ed egli ne mandò ancora un terzo; ed essi, dopo aver ferito anche questo, lo scacciarono.Allora il padron della vigna disse: Che farò? Manderò il mio diletto figliuolo; forse a lui porteranno rispetto.Ma quando i lavoratori lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: Costui è l’erede; uccidiamolo, affinché l’eredità diventi nostra.E cacciatolo fuor dalla vigna, lo uccisero. Che farà loro dunque il padron della vigna?Verrà e distruggerà que’ lavoratori, e darà la vigna ad altri. Ed essi, udito ciò, dissero: Così non sia!Ma egli, guardatili in faccia, disse: Che vuol dir dunque questo che è scritto: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella che è divenuta pietra angolare?Chiunque cadrà su quella pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E gli scribi e i capi sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso in quella stessa ora, ma temettero il popolo; poiché si avvidero bene ch’egli avea detto quella parabola per loro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER292
La parabola del banchetto di nozze
La parabola del banchetto nuziale (Mt 22,1-14 ; Lc 14,15-24) insegna che Dio invita tutti gli uomini nel suo Regno, ma che rifiutare questo invito comporta un grave giudizio. Pronunciata nel Tempio di Gerusalemme il martedì della settimana della Passione, annuncia profeticamente la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. L'uomo senza l'abito nuziale ricorda che entrare nel Regno richiede una trasformazione spirituale autentica, ricevuta mediante la fede in Cristo.
Matteo 21.33-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro;e cercavano di pigliarlo, ma temettero le turbe, che lo teneano per profeta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER293
Le domande degli stranieri al Messia Gesù
Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 12.20-50), collocato il martedì santo nel cortile dei gentili. Alcuni greci chiedono di vedere Gesù, e questo dà il via all’annuncio dell’ora della sua glorificazione. Attraverso l’immagine del chicco di grano, Gesù rivela che la sua morte è fonte di vita universale. La croce è presentata come un’elevazione gloriosa che attira a lui tutti gli uomini, aprendo la salvezza a tutte le nazioni.
Giovanni 12.20-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or fra quelli che salivano alla festa per adorare, v’erano certi Greci.Questi dunque, accostatisi a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, gli fecero questa richiesta: Signore, vorremmo veder Gesù.Filippo lo venne a dire ad Andrea; e Andrea e Filippo vennero a dirlo a Gesù.E Gesù rispose loro dicendo: L’ora è venuta, che il Figliuol dell’uomo ha da esser glorificato.In verità, in verità io vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, riman solo; ma se muore, produce molto frutto.Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.Se uno mi serve, mi segua; e là dove son io, quivi sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà.Ora è turbata l’anima mia; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora! Ma è per questo che son venuto incontro a quest’ora.Padre, glorifica il tuo nome! Allora venne una voce dal cielo: E l’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!Onde la moltitudine ch’era quivi presente e aveva udito, diceva ch’era stato un tuono. Altri dicevano: Un angelo gli ha parlato.Gesù rispose e disse: Questa voce non s’è fatta per me, ma per voi.Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo;e io, quando sarò innalzato dalla terra, trarrò tutti a me.Così diceva per significare di qual morte dovea morire.La moltitudine quindi gli rispose: Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno: come dunque dici tu che bisogna che il Figliuolo dell’uomo sia innalzato? Chi è questo Figliuol dell’uomo?Gesù dunque disse loro: Ancora per poco la luce è fra voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi colgano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove vada.Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figliuoli di luce. Queste cose disse Gesù, poi se ne andò e si nascose da loro.E sebbene avesse fatti tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui;affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore?Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia:Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani.Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga;perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio.Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato;e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato.Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m’ha mandato, m’ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare;ed io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER295
Le domande dei farisei e degli erodiani
Nel Tempio di Gerusalemme, i sadducei tentano di tendere una trappola a Gesù con una domanda sulla risurrezione che riguarda una donna che ebbe sette mariti. Gesù risponde rivelando la loro ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio: nella vita futura non ci si sposa più. Prova la risurrezione a partire dalla Torah citando Esodo 3.6: Dio è il Dio dei viventi, non dei morti. I suoi avversari sono ridotti al silenzio.
Giovanni 11.25-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER298
Requisitoria contro i capi religiosi
Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.
Marco 12.38-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze,ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti;essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER301
Il discorso escatologico sul Monte degli Ulivi
Analisi del discorso escatologico di Gesù sul Monte degli Ulivi, basata sui Vangeli. Gesù parla della distruzione del Tempio e dell’avvento della fine dei tempi, rivelando le sue capacità profetiche e la continuità della sua missione dopo la crocifissione. Destinata ai lettori che desiderano approfondire la propria comprensione teologica.
Giovanni 12.37-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E sebbene avesse fatti tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui;affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore?Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia:Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani.Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga;perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio.Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato;e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato.Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m’ha mandato, m’ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare;ed io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER303
Esortazione alla vigilanza
Questo articolo studia l'appello di Gesù alla vigilanza, pronunciato sul monte degli Ulivi, che insiste sull'incertezza del suo ritorno e sulla necessità di un'attesa attiva e fedele da parte dei credenti.
Marco 13.32-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma quant’è a quel giorno ed al quell’ora, nessuno li sa, neppur gli angeli nel cielo, né il Figliuolo, ma solo il Padre.State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel tempo.Egli è come se un uomo, andando in un viaggio, lasciasse la sua casa e ne desse la potestà ai suoi servitori, a ciascuno il compito suo, e al portinaio comandasse di vegliare.Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padron di casa: se a sera, a mezzanotte, o al cantar del gallo la mattina;che talora, venendo egli all’improvviso, non vi trovi addormentati.Ora, quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER304
Parabola del servo fedele
Questo articolo analizza la parabola del servo fedele, sottolineando l'importanza della fedeltà e della vigilanza nell'attesa del ritorno, certo ma imprevedibile, del Signore.
1 Corinzi 4.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Così ci stimi ognuno come dei ministri di Cristo e degli amministratori de’ misteri di Dio.Del resto quel che si richiede dagli amministratori, è che ciascuno sia trovato fedele.A me poi pochissimo importa d’esser giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, non mi giudico neppur da me stesso.Poiché non ho coscienza di colpa alcuna; non per questo però sono giustificato; ma colui che mi giudica, è il Signore.Cosicché non giudicate di nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce le cose occulte delle tenebre, e manifesterà i consigli de’ cuori; e allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER305
Parabola delle dieci vergini
La parabola delle dieci vergini insegna l'importanza della preparazione spirituale per il ritorno del Signore, illustrando due esiti possibili: essere pronti ed entrare con lo Sposo, oppure arrivare troppo tardi e trovare la porta chiusa.
Matteo 25.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora il regno de’ cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrar lo sposo.Or cinque d’esse erano stolte e cinque avvedute;le stolte, nel prendere le loro lampade, non avean preso seco dell’olio;mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avean preso dell’olio ne’ vasi.Or tardando lo sposo, tutte divennero sonnacchiose e si addormentarono.E sulla mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro!Allora tutte quelle vergini si destarono e acconciaron le loro lampade.E le stolte dissero alle avvedute: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.Ma le avvedute risposero: No, che talora non basti per noi e per voi; andate piuttosto da’ venditori e compratevene!Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che eran pronte, entraron con lui nella sala delle nozze, e l’uscio fu chiuso.All’ultimo vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici!Ma egli, rispondendo, disse: Io vi dico in verità: Non vi conosco.Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER306
Parabola dei servi e delle ricompense, dei talenti
L'articolo tratta della parabola dei talenti di Gesù, che illustra l'importanza di amministrare fedelmente i doni al servizio di Dio, in attesa del suo ritorno.
Matteo 25.14-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché avverrà come di un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servitori e affidò loro i suoi beni;e all’uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e partì.Subito, colui che avea ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque.Parimente, quello de’ due ne guadagnò altri due.Ma colui che ne avea ricevuto uno, andò e, fatta una buca in terra, vi nascose il danaro del suo padrone.Or dopo molto tempo, ecco il padrone di que’ servitori a fare i conti con loro.E colui che avea ricevuto i cinque talenti, venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: Signore, tu m’affidasti cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.E il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.Poi, presentatosi anche quello de’ due talenti, disse: Signore, tu m’affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due.Il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.Poi, accostatosi anche quello che avea ricevuto un talento solo, disse: Signore, io sapevo che tu sei uomo duro, che mieti dove non hai seminato, e raccogli dove non hai sparso;ebbi paura, e andai a nascondere il tuo talento sotterra; eccoti il tuo.E il suo padrone, rispondendo, gli disse: Servo malvagio ed infingardo, tu sapevi ch’io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;dovevi dunque portare il mio danaro dai banchieri; e al mio ritorno, avrei ritirato il mio con interesse.Toglietegli dunque il talento, e datelo a colui che ha i dieci talenti.Poiché a chiunque ha sarà dato, ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.E quel servitore disutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER307
Il giudizio delle nazioni
L'articolo analizza il giudizio delle nazioni in Matteo 25:31-46, dove il Figlio dell'uomo separa le pecore dai capri secondo le loro azioni. Pone l'accento sulla responsabilità e sulla giustizia divina, e invita ad azioni concrete di amore.
Giovanni 5.22-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo,affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo non onora il Padre che l’ha mandato.In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso;e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER308
Il complotto contro il Messia Gesù
Il complotto contro Gesù è ordito dalle autorità religiose prima della Pasqua, con l’aiuto di Giuda. Caifa convoca il Sinedrio per condannare Gesù, considerato una minaccia, servendosi di falsi testimoni. Pilato viene informato per facilitare l’arresto sul monte degli Ulivi.
Marco 14.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo;perché dicevano: Non lo facciamo durante la festa, che talora non vi sia qualche tumulto del popolo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L'ultimo giorno fino alla crocifissione
-
PER309
Preparazione della Pasqua
Questo articolo si concentra sulla preparazione della Pasqua da parte di Gesù e dei suoi discepoli. Esplora i racconti biblici di questo momento, la fusione delle festività della Pasqua e degli Azzimi, e gli adattamenti pratici delle usanze tradizionali di fronte all'afflusso di fedeli a Gerusalemme.
Esodo 13.3-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Mosè disse al popolo: “Ricordatevi di questo giorno, nel quale siete usciti dall’Egitto, dalla casa di servitù; poiché l’Eterno vi ha tratti fuori di questo luogo, con mano potente; non si mangi pane lievitato.Voi uscite oggi, nel mese di Abib.Quando dunque l’Eterno ti avrà introdotto nel paese dei Cananei, degli Hittei, degli Amorei, degli Hivvei e dei Gebusei che giurò ai tuoi padri di darti, paese ove scorre il latte e il miele, osserva questo rito, in questo mese.Per sette giorni mangia pane senza lievito; e il settimo giorno si faccia una festa all’Eterno.Si mangi pane senza lievito per sette giorni; e non si vegga pan lievitato presso di te, né si vegga lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini.E in quel giorno tu spiegherai la cosa al tuo figliuolo, dicendo: Si fa così, a motivo di quello che l’Eterno fece per me quand’uscii dall’Egitto.E ciò ti sarà come un segno sulla tua mano, come un ricordo fra i tuoi occhi, affinché la legge dell’Eterno sia nella tua bocca; poiché l’Eterno ti ha tratto fuori dall’Egitto con mano potente.Osserva dunque questa istituzione, al tempo fissato, d’anno in anno”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER310
L’ultimo pasto prima della crocifissione
Questo articolo esplora l’«ultima cena» di Gesù, sottolineando la sua istituzione della Santa Cena. Si svolge il giovedì sera prima della crocifissione, nella casa di Maria a Gerusalemme. I vangeli riferiscono questa cena come simbolicamente significativa; Giuda esce per tradire. La cena è cruciale per l’identità cristiana.
Matteo 26.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando fu sera, si mise a tavola co’ dodici discepoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER311
Giuda Iscariota, il traditore, viene identificato
Questo articolo esplora il tradimento di Giuda Iscariota durante l’ultima cena pasquale con Gesù. Analizzando i racconti dei Vangeli, mette in evidenza le reazioni dei discepoli e le implicazioni teologiche di questo evento cruciale a Gerusalemme.
Luca 22.21-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce e meco a tavola.Poiché il Figliuol dell’uomo, certo, se ne va, secondo che è determinato; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni agli altri chi sarebbe mai quel di loro che farebbe questo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER312
La disputa dei discepoli sulla preminenza
L’articolo analizza una scena dei Vangeli in cui i discepoli di Gesù discutono su chi sia il più grande, rivelando così il loro attaccamento a una concezione terrena del Regno di Dio. Gesù insegna che la vera grandezza sta nel servizio disinteressato. Questo racconto illustra i valori spirituali capovolti del cristianesimo.
Matteo 20.20-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora la madre de’ figliuoli di Zebedeo s’accostò a lui co’ suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa.Ed egli le domandò: Che vuoi? Ella gli disse: Ordina che questi miei due figliuoli seggano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno.E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo.Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quant’è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli a cui è stato preparato dal Padre mio.E i dieci, udito ciò, furono indignati contro i due fratelli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER313
Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
Questo articolo analizza la lavanda dei piedi compiuta da Gesù, gesto singolare riferito da Giovanni, che simboleggia il capovolgimento dei valori umani e illustra il messaggio centrale di Gesù: servire per amore. Questo evento, collocato a Gerusalemme durante l’ultima cena di Pasqua, rivela ai suoi discepoli la vera missione di Gesù anticipando la sua crocifissione.
Giovanni 13.4-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :si levò da tavola, depose le sue vesti, e preso un asciugatoio, se ne cinse.Poi mise dell’acqua nel bacino, e cominciò a lavare i piedi a’ discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto.Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me?Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io fo, ma lo capirai dopo.Pietro gli disse: Tu non mi laverai mai i piedi! Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non hai meco parte alcuna.E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!Gesù gli disse: Chi è lavato tutto non ha bisogno che d’aver lavati i piedi; è netto tutto quanto; e voi siete netti, ma non tutti.Perché sapeva chi era colui che lo tradirebbe; per questo disse: Non tutti siete netti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER314
L’istituzione della Santa Cena
Questo articolo presenta la Santa Cena come un momento chiave, in cui Gesù trasforma il pasto pasquale in simbolo del suo sacrificio supremo, annunciando una nuova alleanza spirituale per il perdono dei peccati.
Luca 22.14-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando l’ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui.Ed egli disse loro: Ho grandemente desiderato di mangiar questa pasqua con voi, prima ch’io soffra;poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia compiuta nel regno di Dio.E avendo preso un calice, rese grazie e disse: Prendete questo e distribuitelo fra voi;perché io vi dico che oramai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio.Poi, avendo preso del pane, rese grazie e lo ruppe e lo diede loro, dicendo: Questo è il mio corpo il quale è dato per voi: fate questo in memoria di me.Parimente ancora, dopo aver cenato, dette loro il calice dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi.Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce e meco a tavola.Poiché il Figliuol dell’uomo, certo, se ne va, secondo che è determinato; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni agli altri chi sarebbe mai quel di loro che farebbe questo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER315
La partenza di Giuda Iscariota
L'articolo esplora la drammatica partenza di Giuda Iscariota durante l'ultima cena di Pasqua, descritta essenzialmente nel Vangelo secondo Giovanni. Questo momento, carico di simbolismo, segna l'avanzare del dramma redentore che conduce all'arresto di Gesù e mette in evidenza la complessità del gesto di Gesù che offre del pane a Giuda, al tempo stesso atto di grazia e di giudizio.
Marco 14.18-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: In verità io vi dico che uno di voi, il quale mangia meco, mi tradirà.Essi cominciarono ad attristarsi e a dirgli ad uno ad uno: Sono io desso?Ed egli disse loro: E’ uno dei dodici, che intinge meco nel piatto.Certo il Figliuol dell’uomo se ne va, com’è scritto di lui; ma guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Ben sarebbe per quell’uomo di non esser nato!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER316
Il rinnegamento di Pietro annunciato
L’articolo esplora la predizione di Gesù sul rinnegamento di Pietro, sottolineando le differenze nei racconti dei Vangeli e la compassione di Gesù verso la debolezza umana di Pietro.
Matteo 26.31-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Gesù disse loro: Questa notte voi tutti avrete in me un’occasion di caduta; perché è scritto: Io percoterò il pastore, e le pecore della greggia saranno disperse.Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea.Ma Pietro, rispondendo, gli disse: Quand’anche tu fossi per tutti un’occasion di caduta, non lo sarai mai per me.Gesù gli disse: In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte.E Pietro a lui: Quand’anche mi convenisse morir teco, non però ti rinnegherò. E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER317
Pietro e un altro discepolo propongono di difendere il Maestro
L’articolo tratta della reazione di Pietro e dei discepoli all’annuncio della morte di Gesù. Fraintendendo il messaggio, essi prendono in considerazione una soluzione terrena a una questione spirituale. Il testo spiega come la missione del Messia sia rivelata attraverso la crocifissione, conducendo infine i discepoli a comprenderne il vero significato. Il momento qui descritto mostra il cammino dall’incomprensione alla vera fede.
Giovanni 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER318
La via che conduce al cielo
L’articolo decifra Giovanni 14.1-15, dove Gesù consola i suoi discepoli promettendo di preparare loro un posto presso il Padre. Sottolinea la sua mediazione unica e l’unità con Dio, promettendo al tempo stesso lo Spirito Santo per guidare gli apostoli.
1 Timoteo 2.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER319
La promessa dello Spirito Santo
L’articolo esamina la promessa dello Spirito Santo fatta da Gesù in Giovanni 14.16-31. Gesù prepara i suoi discepoli alla sua partenza, promettendo lo Spirito di verità come legame vivo tra Cristo e la Chiesa. Questo testo illustra la perfetta obbedienza di Gesù al piano divino e il suo amore manifestato nell’invio del Consolatore.
Atti 12.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E considerando la cosa, venne alla casa di Maria, madre di Giovanni soprannominato Marco, dove molti fratelli stavano raunati e pregavano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER320
La vite e i tralci
L'articolo "PER320 - La vite e i tralci" esplora l'insegnamento di Gesù in Giovanni 15:1-17, usando l'immagine della vite e dei tralci per illustrare il rapporto con i suoi discepoli. Gesù si presenta come la fonte della vera fecondità spirituale, chiamando a un'unione reciproca incentrata sull'amore e sull'obbedienza.
Giovanni 13.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER321
Colloquio personale con i suoi discepoli
L’articolo analizza le ultime interazioni di Gesù con i suoi discepoli, sottolineando la loro trasformazione spirituale per mezzo della rivelazione divina. Gesù li chiama amici, non servi, mettendo in evidenza l’importanza dell’amore e della missione divina. Il racconto invita a vedere l’elezione e la missione in una continuità teologica.
Isaia 49.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli dice: “E’ troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d’Israele; voglio far di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER322
Avvertimento sulla persecuzione
L’articolo spiega l’avvertimento di Gesù ai suoi discepoli sull’inevitabile persecuzione che subiranno. Basandosi sui Vangeli, mostra che questo odio è legato alla loro appartenenza a Cristo. Tuttavia, Gesù promette il sostegno dello Spirito Santo per aiutarli ad attraversare queste prove.
Giovanni 3.16-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER323
Gesù il Messia consola i suoi discepoli
In Giovanni 16.5-15, Gesù consola i suoi discepoli e promette lo Spirito Santo per guidarli nella verità dopo la sua partenza. Questo importante passo sottolinea la missione dello Spirito: convincere di peccato, di giustizia e di giudizio, assicurando al tempo stesso la continuità degli insegnamenti di Gesù.
Luca 22.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando l’ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui.Ed egli disse loro: Ho grandemente desiderato di mangiar questa pasqua con voi, prima ch’io soffra;poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia compiuta nel regno di Dio.E avendo preso un calice, rese grazie e disse: Prendete questo e distribuitelo fra voi;perché io vi dico che oramai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER324
Gesù il Messia parla della sua morte imminente
L'articolo affronta il passo in cui Gesù annuncia la sua morte imminente, dando ai suoi discepoli parole di conforto e di certezza della vittoria sul male mediante la risurrezione.
Giovanni 20.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Pace a voi! E detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. I discepoli dunque, com’ebbero veduto il Signore, si rallegrarono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER325
La preghiera di addio: Gesù il Messia prega per sé stesso
Questo articolo si concentra sulla preghiera d’addio di Gesù nel Vangelo di Giovanni. Prima della sua crocifissione, egli prega ad alta voce per i suoi discepoli secondo il piano divino. Ambientata a Gerusalemme, la scena rivela l’unità tra Gesù e Dio, offrendo una solida testimonianza per rafforzare la fede dei discepoli. Questa preghiera sottolinea la consapevolezza di Gesù degli eventi futuri e il suo impegno nella sua missione redentrice.
Giovanni 17.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu m’hai data a fare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER326
Il Messia Gesù e i suoi discepoli cantano i salmi
L’articolo analizza il canto dei salmi da parte di Gesù e dei suoi discepoli dopo la Pasqua. Radicato nella tradizione ebraica, questo momento assume un significato spirituale particolare per Gesù, preludio alla sua crocifissione.
Giovanni 13.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER327
Partenza per il monte degli Ulivi
L’articolo esamina la partenza di Gesù e dei suoi discepoli per il monte degli Ulivi dopo l’ultima cena: dopo aver cantato i salmi, si dirigono verso un luogo carico di significati profetici, vicino al sito della futura crocifissione.
Luca 22.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER328
Sosta al Getsemani
L’articolo «PER328 - Sosta al Getsemani» esplora il significato dell’episodio del Getsemani nei Vangeli. Sottolinea la sofferenza e la preghiera di Gesù prima del suo arresto e interpreta questo momento come un insegnamento sulla preghiera e sulla sottomissione alla volontà divina.
Matteo 26.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Gesù venne con loro in un podere detto Getsemani, e disse ai discepoli: Sedete qui finché io sia andato là ed abbia orato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER329
Il combattimento nella preghiera
L'articolo analizza la preghiera di Gesù nel Getsemani, che illustra la sua sofferenza umana e la sua sottomissione alla volontà divina. Ne sottolinea il contesto storico e scritturale e offre una riflessione teologica sulla missione redentrice di Gesù e sull'esortazione a vegliare e pregare nella prova.
Luca 22.39-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione.Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo:Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta.E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo.Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra.E alzatosi dall’orazione, venne ai discepoli e li trovò che dormivano di tristezza,e disse loro: Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER330
Arriva la truppa guidata da Giuda Iscariota
L'articolo tratta dell'arresto di Gesù da parte di Giuda Iscariota nel giardino del Getsemani, come descritto nei Vangeli. Analizza il contesto e le implicazioni di questo evento chiave nella passione di Gesù, esplorando i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
Matteo 26.47-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mentre parlava ancora, ecco arrivar Giuda, uno dei dodici, e con lui una gran turba con spade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti e degli anziani del popolo.Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Quello che bacerò, è lui; pigliatelo.E in quell’istante, accostatosi a Gesù, gli disse: Ti saluto, Maestro! e gli dette un lungo bacio.Ma Gesù gli disse: Amico, a far che sei tu qui? Allora, accostatisi, gli misero le mani addosso, e lo presero.Ed ecco, un di coloro ch’eran con lui, stesa la mano alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò l’orecchio.Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.Credi tu forse ch’io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest’istante più di dodici legioni d’angeli?Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?In quel punto Gesù disse alle turbe: Voi siete usciti con spade e bastoni come contro ad un ladrone, per pigliarmi. Ogni giorno sedevo nel tempio ad insegnare, e voi non m’avete preso;ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le scritture de’ profeti. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER331
L’arresto
Questo articolo tratta dell'arresto di Gesù nel giardino del Getsemani, così come è raccontato nei Vangeli. Mette in evidenza il tradimento di Giuda e la reazione dei soldati alla dichiarazione di Gesù, che rivela il suo dominio sulla situazione.
Luca 22.47-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentre parlava ancora, ecco una turba; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si accostò a Gesù per baciarlo.Ma Gesù gli disse: Giuda, tradisci tu il Figliuol dell’uomo con un bacio?E quelli ch’eran con lui, vedendo quel che stava per succedere, dissero: Signore, percoterem noi con la spada?E uno di loro percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l’orecchio destro.Ma Gesù rivolse loro la parola e disse: Lasciate, basta! E toccato l’orecchio di colui, lo guarì.E Gesù disse ai capi sacerdoti e ai capitani del tempio e agli anziani che eran venuti contro a lui: Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro a un ladrone;mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi avete mai messe le mani addosso; ma questa è l’ora vostra e la potestà delle tenebre.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER332
La rivolta del discepolo Pietro e la guarigione di Malco
Questo articolo esplora l'arresto di Gesù nel Getsemani, dove Pietro, con un gesto impulsivo, mozza l'orecchio di Malco. Gesù calma la situazione guarendo Malco, sottolineando così la sua missione divina e rifiutando la violenza, conformemente alle Scritture. Dimostra il suo dominio e l'amore divino anche verso coloro che lo arrestano.
Luca 22.49-51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quelli ch’eran con lui, vedendo quel che stava per succedere, dissero: Signore, percoterem noi con la spada?E uno di loro percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l’orecchio destro.Ma Gesù rivolse loro la parola e disse: Lasciate, basta! E toccato l’orecchio di colui, lo guarì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER333
Le parole di Gesù il Messia alla folla durante l'arresto
Questo articolo esamina l’arresto di Gesù nel giardino del Getsemani, mettendo in risalto la sua serenità e la sua volontà di compiere il piano divino. Con le sue parole, egli smaschera le contraddizioni delle autorità religiose e sottolinea il suo dominio della situazione, rivelando la sua missione redentrice per amore dell’umanità.
Matteo 26.55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel punto Gesù disse alle turbe: Voi siete usciti con spade e bastoni come contro ad un ladrone, per pigliarmi. Ogni giorno sedevo nel tempio ad insegnare, e voi non m’avete preso;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER334
La fuga dei discepoli
L’articolo analizza la fuga dei discepoli durante l’arresto di Gesù, sottolineando la loro paura e la tranquillità di Gesù. Descrive nel dettaglio l’arresto nel giardino del Getsemani, l’interpretazione dei Vangeli e il contrasto tra il panico dei discepoli e la sovranità di Gesù.
Matteo 26.36-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Gesù venne con loro in un podere detto Getsemani, e disse ai discepoli: Sedete qui finché io sia andato là ed abbia orato.E presi seco Pietro e i due figliuoli di Zebedeo, cominciò ad esser contristato ed angosciato.Allora disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate meco.E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.Poi venne a’ discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliar meco un’ora sola?Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch’io lo beva, sia fatta la tua volontà.E tornato, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati.E lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole.Poi venne ai discepoli e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l’ora e giunta, e il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino.E mentre parlava ancora, ecco arrivar Giuda, uno dei dodici, e con lui una gran turba con spade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti e degli anziani del popolo.Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Quello che bacerò, è lui; pigliatelo.E in quell’istante, accostatosi a Gesù, gli disse: Ti saluto, Maestro! e gli dette un lungo bacio.Ma Gesù gli disse: Amico, a far che sei tu qui? Allora, accostatisi, gli misero le mani addosso, e lo presero.Ed ecco, un di coloro ch’eran con lui, stesa la mano alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò l’orecchio.Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.Credi tu forse ch’io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest’istante più di dodici legioni d’angeli?Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?In quel punto Gesù disse alle turbe: Voi siete usciti con spade e bastoni come contro ad un ladrone, per pigliarmi. Ogni giorno sedevo nel tempio ad insegnare, e voi non m’avete preso;ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le scritture de’ profeti. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER335
La presentazione presso l’ex sommo sacerdote Anna
L’articolo esplora la comparizione di Gesù davanti ad Anna, ex sommo sacerdote, spiegando la sua influenza persistente e la posta in gioco politica dell’evento. Giovanni fornisce questi dettagli per mostrare l’interconnessione tra gli interessi religiosi e politici nel processo di Gesù.
Matteo 26.47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mentre parlava ancora, ecco arrivar Giuda, uno dei dodici, e con lui una gran turba con spade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti e degli anziani del popolo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER336
Il trasferimento dal sommo sacerdote in carica, Caifa
L’articolo analizza il trasferimento di Gesù da Caifa, sottolineando come le autorità ebraiche abbiano pianificato una condanna rapida, con una parvenza di legalità. Diversi allegati chiariscono il contesto storico e i vangeli descrivono gli eventi in dettaglio.
Matteo 26.57 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quelli che aveano preso Gesù, lo menarono a Caiàfa, sommo sacerdote, presso il quale erano raunati gli scribi e gli anziani.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER337
Gli apostoli Pietro e Giovanni nel cortile della casa di Caifa
Questo articolo racconta la scena drammatica degli apostoli Pietro e Giovanni che seguono Gesù nel cortile di Caifa, rivelando la loro fedeltà e fragilità nel cuore della passione di Gesù. I riferimenti biblici descrivono il loro tentativo di restare vicini a Gesù nonostante la paura delle ripercussioni. Questo momento simboleggia un punto chiave dei Vangeli, mettendo in risalto la natura umana di fronte alla missione divina.
Giovanni 18.15-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nella corte del sommo sacerdote;ma Pietro stava di fuori, alla porta. Allora quell’altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrar Pietro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER338
La comparizione davanti al Sinedrio
Questo articolo analizza la comparizione di Gesù davanti al Sinedrio prima della sua crocifissione secondo i vangeli, mettendo in luce la violazione delle leggi ebraiche attraverso un processo notturno. Strategicamente orchestrato da Caifa per evitare la folla, questo giudizio illustra questioni teologiche e storiche fondamentali.
Marco 14.55-64 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche testimonianza contro a Gesù per farlo morire; e non ne trovavano alcuna.Poiché molti deponevano il falso contro a lui; ma le testimonianze non erano concordi.Ed alcuni, levatisi, testimoniarono falsamente contro a lui, dicendo:Noi l’abbiamo udito che diceva: Io disfarò questo tempio fatto di man d’uomo, e in tre giorni ne riedificherò un altro, che non sarà fatto di mano d’uomo.Ma neppur così la loro testimonianza era concorde.Allora il sommo sacerdote, levatosi in piè quivi in mezzo, domandò a Gesù: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te?Ma egli tacque e non rispose nulla. Daccapo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto?E Gesù disse: Sì, lo sono: e vedrete il Figliuol dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo.Ed il sommo sacerdote, stracciatesi le vesti, disse: Che abbiam noi più bisogno di testimoni?Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? E tutti lo condannarono come reo di morte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER339
Iniziano i maltrattamenti
L’articolo tratta dei maltrattamenti inflitti a Gesù prima della crocifissione, incentrandosi sull’interpretazione dei racconti evangelici. Esplora come il Sinedrio manipolò le accuse per ottenere l’appoggio delle autorità romane, trasformando un’accusa religiosa in sedizione politica.
Luca 22.66 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi sacerdoti e gli scribi si adunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER340
Il rinnegamento dell’apostolo Pietro, accompagnato dall’apostolo Giovanni
Questo articolo descrive il rinnegamento dell’apostolo Pietro narrato nei Vangeli, quando rinnega tre volte il suo Maestro Gesù. L’articolo mette in luce le circostanze precise di questo avvenimento ed esplora il ruolo dell’apostolo Giovanni. Mettendo in parallelo le diverse versioni dei Vangeli, questo momento tragico viene analizzato in profondità nel contesto storico e religioso dell’epoca.
Giovanni 18.17-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono.Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava.Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono.Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui?E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER341
La presentazione a Ponzio Pilato
La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.
Giovanni 18.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER342
La tragica fine di Giuda Iscariota
Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.
Matteo 27.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, venuta la mattina, tutti i capi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro a Gesù per farlo morire.E legatolo, lo menarono via e lo consegnarono a Pilato, il governatore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER343
Presentazione al «re» Antipa
Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.
Luca 9.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora, Erode il tetrarca udì parlare di tutti que’ fatti; e n’era perplesso, perché taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti;altri dicevano: E’ apparso Elia; ed altri: E’ risuscitato uno degli antichi profeti.Ma Erode disse: Giovanni l’ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dir tali cose? E cercava di vederlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER344
Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.
Giovanni 19.1-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora dunque Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano:Salve, Re de’ Giudei! e gli davan degli schiaffi.Pilato uscì di nuovo, e disse loro: Ecco, ve lo meno fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa.Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’uomo!Come dunque i capi sacerdoti e le guardie l’ebbero veduto, gridarono: Crocifiggilo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa.I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché egli s’è fatto Figliuol di Dio.Quando Pilato ebbe udita questa parola, temette maggiormente;e rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta.Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti?Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto; Perciò chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa.Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare.Pilato dunque, udite queste parole, menò fuori Gesù, e si assise al tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà.Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER345
La liberazione di un prigioniero
Durante il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano cerca di sfruttare l’usanza pasquale della liberazione di un prigioniero per evitare di condannare Gesù. Propone alla folla di scegliere tra Gesù e Barabba, criminale famigerato, persuaso che il popolo farà la scelta giusta. L’intervento di sua moglie rafforza le sue esitazioni. Questa scena, attestata da tutti e quattro i vangeli, illustra la manipolazione delle autorità religiose e prefigura teologicamente la sostituzione redentrice.
Matteo 27.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER346
L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.
Marco 15.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo!E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo!E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER347
I diversi maltrattamenti e la flagellazione
PER347 analizza la flagellazione e i maltrattamenti inflitti a Gesù nel pretorio di Ponzio Pilato, il venerdì mattina della Passione. Pratica romana normalizzata che precedeva la crocifissione, questo supplizio è accompagnato dagli scherni dei soldati (corona di spine, manto di porpora). L’articolo confronta i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni in un approccio sinottico, sottolineando la violenza istituzionale romana e la dignità conservata da Gesù nonostante gli oltraggi.
Giovanni 19.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano:Salve, Re de’ Giudei! e gli davan degli schiaffi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER348
Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù
La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.
Marco 14.11-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo.E il primo giorno degli azzimi, quando si sacrificava la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua?Ed egli mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: Andate nella città, e vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d’acqua; seguitelo;e dove sarà entrato, dite al padron di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza da mangiarvi la pasqua coi miei discepoli?Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala ammobiliata e pronta; quivi apparecchiate per noi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER349
Il titulus di Pilato
Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.
Giovanni 19.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Molti dunque dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER350
Il cammino fino al monte Golgota, aiuto di Simone di Cirene
PER350 analizza il cammino di Gesù verso il monte Golgota, a partire dal pretorio di Pilato. Indebolito dalla flagellazione, Gesù non riesce più a portare da solo la sua croce. Simone di Cirene viene requisito dai soldati. Luca menziona delle donne in lacrime tra la folla, Matteo riferisce il rifiuto di Gesù di una bevanda anestetizzante. Marco identifica Simone come padre di Alessandro e Rufo, figure note alle prime comunità cristiane. Una sinossi di Matteo, Marco e Luca illumina questo episodio che precede immediatamente la crocifissione, datata al venerdì mattina verso le 9.
Luca 23.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mentre lo menavan via, presero un certo Simon, cireneo, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce, perché la portasse dietro a Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER351
Parole alle donne
Sulla via del Golgota, Gesù si rivolge alle donne di Gerusalemme che piangono per lui. Lungi dal concentrarsi sulla propria sofferenza, le avverte profeticamente di un terribile giudizio che sta per abbattersi sulla città. Episodio esclusivo di Luca, rivela Gesù come grande profeta, preoccupato fino all’ultimo della salvezza degli altri, e annuncia la distruzione di Gerusalemme nell’anno 70.
Giovanni 19.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER352
La crocifissione
La pericope PER352 analizza la crocifissione di Gesù sul monte Golgota attraverso i quattro vangeli. Colloca l’evento verso le 9 di un venerdì mattina, esamina il compimento delle profezie (Isaia 53,12; Salmo 22,19), i dettagli tecnici della crocifissione, l’iscrizione regale e gli scherni dei testimoni. Una lettura sinottica rigorosa che unisce storia, cronologia e teologia.
Marco 15.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER353
La spartizione delle vesti e le derisioni
La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.
Matteo 27.35-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando a sorte;e postisi a sedere, gli facevan quivi la guardia.E al disopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: QUESTO E’ GESU’, IL RE DE’ GIUDEI.Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra.E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo:Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce!Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano:Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui.S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio.E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER354
Il dialogo con i due malfattori che gli stavano accanto
La pericope 354 analizza l'unico dialogo riportato da Luca tra Gesù e i due malfattori crocifissi accanto a lui (Lc 23,39-43). Uno schernisce Gesù; l'altro riconosce la propria colpa, afferma l'innocenza di Gesù e chiede di essere accolto nel suo regno. Gesù gli promette il paradiso «oggi». Questo brano rivela un paradosso teologico centrale: Gesù salva dalla croce, manifestando un'autorità spirituale proprio là dove tutto sembra contraddirla.
Matteo 27.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER355
Il dialogo di Gesù con Giovanni e le donne
Ai piedi della croce, Gesù affida sua madre Maria a Giovanni, il discepolo amato (Giovanni 19.25-27). Unico vangelo a riferire questa scena, Giovanni sottolinea la coraggiosa presenza delle donne e di Giovanni al Golgota. Questo dialogo rivela una duplice portata: umana, perché Gesù assume le sue responsabilità di figlio, e spirituale, perché istituisce una nuova famiglia fondata sulla fede e non sul sangue. Giovanni obbedisce subito, dando prova della sua fedeltà.
Marco 15.20-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno.Era l’ora terza quando lo crocifissero.E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI.E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui.E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni,salva te stesso e scendi giù di croce!Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso!Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER356
La notte a mezzogiorno
La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.
Isaia 52.13-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ecco, il mio servo prospererà, sarà elevato, esaltato, reso sommamente eccelso.Come molti, vedendolo, son rimasti sbigottiti (tanto era disfatto il suo sembiante sì da non parer più un uomo, e il suo aspetto si da non parer più un figliuol d’uomo),Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER357
La morte del Messia Gesù
La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.
Luca 23.47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Iddio dicendo: Veramente, quest’uomo era giusto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER358
Le precisazioni di Giovanni
Giovanni 19.31-37 riferisce dettagli esclusivi sugli eventi successivi alla morte di Gesù: la richiesta delle autorità ebraiche di rimuovere i corpi prima del sabato di Pasqua, il crurifragium applicato ai briganti ma non a Gesù, già morto, e la lancia che gli trafigge il costato. Giovanni, testimone oculare, attesta la realtà della morte di Cristo e il compimento delle Scritture riguardanti l'Agnello pasquale.
Matteo 27.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or dall’ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER359
I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù
Alla morte di Gesù sul Golgota si verificano diversi segni straordinari: il velo del Tempio si squarcia dall'alto in basso, simboleggiando l'accesso diretto a Dio; un terremoto scuote la regione; le rocce si spaccano e le tombe si aprono. Questi fenomeni, riferiti soprattutto da Matteo, significano la fine dell'antica alleanza, l'avvento di una nuova e la vittoria di Cristo sulla morte, confermata dalla confessione del centurione romano.
1 Corinzi 15.20-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono.Infatti, poiché per mezzo d’un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo d’un uomo è venuta la resurrezione dei morti.Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati;ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER360
I discepoli presenti alla crocifissione
PER360 analizza i discepoli presenti alla crocifissione di Gesù sul Golgota, mettendo a confronto i quattro Vangeli. Erano in maggioranza donne — Maria madre di Gesù, Maria Maddalena, Salome, Maria di Cleopa — e l'apostolo Giovanni, l'unico uomo menzionato. Il loro coraggio contrasta con la fuga dei discepoli uomini. Gesù affida la madre a Giovanni, gesto di profonda umanità. Una tenebra soprannaturale copre la scena da mezzogiorno alle 15, venerdì 1º aprile del 33.
Luca 2.35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :(e a te stessa una spada trapasserà l’anima), affinché i pensieri di molti cuori sieno rivelati.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER361
Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù
Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.
Deuteronomio 21.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quand’uno avrà commesso un delitto degno di morte, e tu l’avrai fatto morire e appiccato a un albero,il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull’albero, ma lo seppellirai senza fallo lo stesso giorno; perché l’appiccato è maledetto da Dio, e tu non contaminerai la terra che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER362
Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba
Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, due membri del Sinedrio favorevoli a Gesù, seppelliscono il suo corpo venerdì 1° aprile dell'anno 33, prima del sabato. Nicodemo porta una grande quantità di aromi, Giuseppe mette a disposizione il suo sepolcro nuovo. Il loro gesto coraggioso e pubblico, compiuto secondo i riti ebraici, conferisce alla sepoltura del Messia una dimensione regale e onorifica, segnando la loro uscita dalla discrezione dopo la crocifissione.
Matteo 27.59-61 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno lino netto,e lo pose nella propria tomba nuova, che aveva fatta scavare nella roccia, e dopo aver rotolata una gran pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò.Or Maria Maddalena e l’altra Maria eran quivi, sedute dirimpetto al sepolcro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER363
La visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato
Episodio esclusivo di Matteo, questa pericope racconta la visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato il sabato mattina per ottenere una guardia alla tomba di Gesù. Temendo una voce di risurrezione, fanno sigillare il sepolcro. Pilato, pragmatico, cede alla loro richiesta. Questo episodio rivela le tensioni tra il potere religioso ebraico e l'autorità romana, e prepara direttamente il racconto della risurrezione.
Esodo 20.8-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ricordati del giorno del riposo per santificarlo.Lavora sei giorni e fa’ in essi ogni opera tua;ma il settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch’è dentro alle tue porte;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Profezie bibliche e “fine dei tempi”
-
DAN000
Introduzione generale al libro di Daniele
Introduzione generale al libro di Daniele, testo profetico maggiore dell'Antico Testamento. L'articolo pone le basi storiche, letterarie e teologiche necessarie per comprendere questo libro apocalittico, affrontandone la struttura, l'autore, i temi principali e i dibattiti esegetici relativi alla sua datazione e alla sua affidabilità.
Daniele 5.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e Dario il Medo, ricevette il regno, all’età di sessantadue anni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali
-
APO003
Apparenza o verità
APO003 analizza il capitolo 3 dell’Apocalisse e le sue tre lettere alle Chiese di Sardi, Filadelfia e Laodicea. Questi messaggi del Cristo risorto tracciano tre diagnosi spirituali senza tempo: l’apparenza senza vita, la fedeltà umile e la tiepidezza compiaciuta. Ogni lettera segue una struttura precisa e si rivolge a tutte le generazioni di credenti, invitandoli a discernere il loro reale stato spirituale e a perseverare nella fede.
Apocalisse 3.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io conosco le tue opere. Ecco, io ti ho posta dinanzi una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbata la mia parola, e non hai rinnegato il mio nome.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La risurrezione e le diverse apparizioni
-
PER364
Le donne vanno alla tomba
La pericope 364 racconta la partenza delle donne verso il sepolcro di Gesù, all'alba di domenica, attestata dai quattro vangeli. Mosse dalla loro fedeltà e dal loro attaccamento a Gesù, portano degli aromi senza aspettarsi una risurrezione. L'articolo sottolinea la loro costanza di fronte al venir meno degli apostoli, la loro incomprensione degli annunci della risurrezione e la loro ignoranza delle guardie poste al sepolcro. Un'analisi sinottica rigorosa nel quadro della Passione e della Risurrezione.
Matteo 17.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or com’essi percorrevano insieme la Galilea Gesù disse loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini;e l’uccideranno, e al terzo giorno risusciterà. Ed essi ne furono grandemente contristati.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER365
La pietra rotolata via, il terremoto
La mattina di Pasqua, alcune donne fedeli si recano alla tomba di Gesù per completare le cure funebri. Scoprono la pietra rotolata via e la tomba vuota. L’articolo analizza la loro fedeltà, in contrasto con la fuga degli apostoli, il loro attaccamento a Gesù e l’incomprensione generale di fronte agli annunci della risurrezione. Un approccio sinottico confronta Matteo, Marco, Luca e Giovanni su questo evento fondante.
Marco 16.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER366
Il messaggio degli angeli
La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.
Ebrei 13.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :perché, praticandola, alcuni, senza saperlo, hanno albergato degli angeli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER367
Le donne avvertono i discepoli
La pericope 367 esamina il momento in cui le donne avvertono i discepoli della risurrezione, mettendo a confronto Matteo 28.8, Marco 16.9-11, Luca 24.9-11 e Giovanni 20.2. Emerge una divergenza rilevante: Maria di Magdala sembra ignorare il messaggio degli angeli, diversamente dalle altre donne. L’ipotesi di una partenza anticipata di Maria prima dell’apparizione angelica permette di armonizzare i racconti e di spiegare la sua persistente incomprensione davanti alla tomba vuota.
Marco 16.2-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro sul levar del sole.E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?E alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pur molto grande.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER368
La reazione di Pietro e di Giovanni
La pericope 368 analizza la reazione di Pietro e Giovanni dopo la testimonianza di Maria di Magdala sulla tomba vuota. I due apostoli corrono al sepolcro, vi scoprono le bende e il sudario piegato, ma non comprendono ancora la realtà della risurrezione. L'articolo armonizza i racconti di Luca 24.12 e Giovanni 20.3-12, distingue due annunci successivi ai discepoli e sottolinea l'incomprensione iniziale di fronte alle profezie di Gesù sulla sua risurrezione.
Giovanni 20.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.Allora corse e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano posto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER369
Maria di Magdala resta presso il sepolcro
Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 20.11), questa pericope descrive Maria di Magdala che resta sola presso il sepolcro dopo la partenza di Pietro e Giovanni. Testimone fedele fin dal ministero di Gesù, interpreta dapprima la scomparsa del corpo come un trafugamento, prima di diventare la prima persona a cui il Risorto appare personalmente. L’articolo propone un’analisi cronologica e un’armonizzazione dei racconti evangelici della risurrezione.
Luca 24.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER370
Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala
La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.
Luca 24.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER371
Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne
La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.
Luca 24.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER372
L’apparizione del Messia Gesù a Pietro
L’apparizione di Gesù risorto a Simon Pietro è attestata da Luca 24.34 e 1 Corinzi 15.3-5, ma nessun evangelista ne descrive il contenuto. Collocato nella domenica 3 aprile dell’anno 33 d.C., dopo le apparizioni alle donne e prima di quella ai discepoli di Emmaus, questo incontro intimo sembra essere una riconciliazione personale tra Gesù e Pietro dopo il suo rinnegamento. Pietro sarebbe così stato il primo apostolo a vedere il Signore risorto.
Luca 24.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER373
Le guardie avvertono le autorità ebraiche
Matteo 28.11-15 riferisce che le guardie del sepolcro, testimoni involontari della risurrezione, si recarono dalle autorità ebraiche. Queste le corruppero perché diffondessero la tesi del furto del corpo da parte dei discepoli. L'articolo analizza il valore apologetico di questa testimonianza esterna alla cerchia cristiana e le contraddizioni della versione ufficiale, sottolineando che questo episodio, esclusivo di Matteo, si inserisce nella cronologia pasquale di domenica 3 aprile dell'anno 33.
Marco 16.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Di poi, apparve agli undici, mentre erano a tavola; e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avean creduto a quelli che l’avean veduto risuscitato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Guarigioni
-
MIR009
Guarigione del paralitico di Betesda
Questo articolo discute la guarigione del paralitico di Betesda da parte di Gesù, che illustra la compassione e l’autorità divina di Gesù. Il miracolo, avvenuto di sabato, provoca un conflitto con le rigide autorità giudaiche sulle leggi del sabato. Con questo atto Gesù sottolinea l’importanza della fede, della guarigione spirituale e della redenzione al di là delle restrizioni legali.
Giovanni 5.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR034
Guarigione dei dieci lebbrosi
Luca 17.11-19 racconta la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù. Solo un Samaritano torna a ringraziarlo, illustrando i temi della fede, dell’obbedienza, della gratitudine e dell’inclusività della salvezza.
Luca 17.11-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La rivelazione di Daniele
-
DAN001
Struttura e organizzazione del libro di Daniele
Il libro di Daniele, complesso e bilingue, presenta racconti e visioni profetiche che illustrano la successione dei regni umani e la sovranità eterna di Dio. Daniele, fedele in esilio, diventa profeta e rivela profezie maggiori che culminano nella liberazione e nella risurrezione.
-
DAN002
Daniele 1 – Fedeli a Babilonia: vivere in un mondo straniero senza perdere la propria identità
Daniele 1 mostra come Daniele e i suoi amici riescano a rimanere fedeli alla loro fede in un ambiente straniero, nonostante i tentativi di trasformazione culturale, grazie alla saggezza e alla fedeltà a Dio.
Daniele 1.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il Signore gli diede nelle mani Joiakim, re di Giuda, e una parte degli utensili della casa di Dio; e Nebucadnetsar portò gli utensili nel paese di Scinear, nella casa del suo dio, e li mise nella casa del tesoro del suo dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN008
Daniele 6 – Daniele nella fossa dei leoni: restare fedeli quando la fede diventa pericolosa
Daniele 6 racconta come Daniele, nonostante un decreto che vieta ogni adorazione diversa da quella rivolta al re, continui a pregare Dio. Gelosi della sua posizione, i suoi avversari si servono del decreto per tendergli una trappola. Gettato nella fossa dei leoni, Daniele è miracolosamente protetto da Dio. La sua fede incrollabile induce Dario a riconoscere la potenza eterna di Dio.
Daniele 6.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: “La vostra pace abbondi!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN010
Daniele 8 – L'ariete, il capro e il piccolo corno
Daniele 8 profetizza il passaggio degli imperi da Babilonia alla Grecia, con l'emergere persecutore di Antioco IV. Questa visione illustra l'arrivo dell'autorità divina dopo la restaurazione del Tempio di Gerusalemme da parte di Giuda Maccabeo.
-
DAN011
Daniele 9 – Le settanta settimane: dalla preghiera di Daniele alla speranza messianica
Daniele 9 inizia con una preghiera e si conclude con la profezia delle settanta settimane. Daniele scopre che l'esilio di Gerusalemme sta per finire, poi riceve dall'angelo Gabriele la visione di un periodo più vasto, simboleggiato da 490 anni che conducono all'epoca messianica. La sua preghiera pone l'accento sulla confessione del peccato d'Israele e sulla ricerca della misericordia divina. Le prime 69 settimane culminano nel ministero di Giovanni Battista, mentre le ultime settimane anticipano un orizzonte escatologico.
Esdra 7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or dopo queste cose, sotto il regno d’Artaserse, re di Persia, giunse Esdra, figliuolo di Seraia, figliuolo d’Azaria, figliuolo di Hilkia,figliuolo di Shallum, figliuolo di Tsadok, figliuolo d’Ahitub,figliuolo d’Amaria, figliuolo d’Azaria, figliuolo di Meraioth,figliuolo di Zerahia, figliuolo di Uzzi,figliuolo di Bukki, figliuolo di Abishua, figliuolo di Fineas, figliuolo di Eleazar, figliuolo d’Aaronne il sommo sacerdote.Quest’Esdra veniva da Babilonia; era uno scriba versato nella legge di Mosè data dall’Eterno, dall’Iddio d’Israele; e siccome la mano dell’Eterno, del suo Dio, era su lui, il re gli concedette tutto quello che domandò.E alcuni de’ figliuoli d’Israele e alcuni de’ sacerdoti, de’ Leviti, de’ cantori, dei portinai e de’ Nethinei saliron pure con lui a Gerusalemme, il settimo anno del re Artaserse.Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re.Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio.Poiché Esdra aveva applicato il cuore allo studio ed alla pratica della legge dell’Eterno, e ad insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine.Or ecco la copia della lettera data dal re Artaserse a Esdra, sacerdote e scriba, scriba versato nei comandamenti e nelle leggi dati dall’Eterno ad Israele:“Artaserse, re dei re, a Esdra, sacerdote, scriba versato nella legge dell’Iddio del cielo, ecc.Da me è decretato che nel mio regno, chiunque del popolo d’Israele, de’ suoi sacerdoti e de’ Leviti sarà disposto a partire con te per Gerusalemme, vada pure;giacché tu sei mandato da parte del re e dai suoi sette consiglieri per informarti in Giuda e in Gerusalemme come vi sia osservata la legge del tuo Dio, la quale tu hai nelle mani,e per portare l’argento e l’oro che il re ed i suoi consiglieri hanno volenterosamente offerto all’Iddio d’Israele, la cui dimora e a Gerusalemme,e tutto l’argento e l’oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, e i doni volontari fatti dal popolo e dai sacerdoti per la casa del loro Dio a Gerusalemme.Tu avrai quindi cura di comprare con questo danaro de’ giovenchi, dei montoni, degli agnelli, e ciò che occorre per le relative oblazioni e libazioni, e li offrirai sull’altare della casa del vostro Dio ch’è a Gerusalemme.Del rimanente dell’argento e dell’oro farete, tu e i tuoi fratelli, quel che meglio vi parrà, conformandovi alla volontà del vostro Dio.Quanto agli utensili che ti son dati per il servizio della casa dell’Iddio tuo, rimettili davanti all’Iddio di Gerusalemme.E qualunque altra spesa ti occorrerà di fare per la casa del tuo Dio, ne trarrai l’ammontare dal tesoro della casa reale.Io, il re Artaserse, do ordine a tutti i tesorieri d’oltre il fiume di consegnare senza dilazione a Esdra, sacerdote e scriba, versato nella legge dell’Iddio del cielo, tutto quello che vi chiederà,fino a cento talenti d’argento, a cento cori di grano, a cento bati di vino, a cento bati d’olio, e a una quantità illimitata di sale.Tutto quello ch’è comandato dall’Iddio del cielo sia puntualmente fatto per la casa dell’Iddio del cielo. Perché l’ira di Dio dovrebbe ella venire sopra il regno, sopra il re e i suoi figliuoli?Vi facciamo inoltre sapere che non è lecito a nessuno esigere alcun tributo o imposta o pedaggio da alcuno de’ sacerdoti, de’ Leviti, de’ cantori, dei portinai, de’ Nethinei e de’ servi di questa casa di Dio.E tu, Esdra, secondo la sapienza di cui il tuo Dio ti ha dotato, stabilisci de’ magistrati e de’ giudici che amministrino la giustizia a tutto il popolo d’oltre il fiume, a tutti quelli che conoscono le leggi del tuo Dio; e fatele voi conoscere a chi non le conosce.E di chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re farete pronta giustizia, punendolo con la morte o col bando o con multa pecuniaria o col carcere”.Benedetto sia l’Eterno, l’Iddio de’ nostri padri, che ha così disposto il cuore del re ad onorare la casa dell’Eterno, a Gerusalemme,e che m’ha conciliato la benevolenza del re, de’ suoi consiglieri e di tutti i suoi potenti capi! Ed io, fortificato dalla mano dell’Eterno, del mio Dio, ch’era su me, radunai i capi d’Israele perché partissero meco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN012
Daniel 10 – Derrière l’histoire visible, le combat invisible
Daniel 10 révèle un conflit invisible entre puissances spirituelles. Daniel prie pendant trois semaines sans réponse apparente. Un personnage céleste lui explique qu'il a été empêché par le prince de Perse, mais aidé par Michel, un chef céleste. Cela met en lumière le besoin de prière persistante et la réalité d'un combat spirituel caché, tout en affirmant que l'avenir est dans les mains de Dieu.
Apocalisse 12.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Le contraddizioni
-
CTD010
Gesù avrebbe ereditato il trono di Davide?
L’articolo chiarisce un’apparente contraddizione riguardante Gesù e il trono di Davide. Spiega come le genealogie di Matteo e Luca, pur distinte, si completino per assicurare che Gesù abbia una legittimità al tempo stesso legale e naturale, senza legame con la linea maledetta di Ioiachìm.
2 Samuele 7.12-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai coi tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, il figlio che sarà uscito dalle tue viscere, e stabilirò saldamente il suo regno.Egli edificherà una casa al mio nome, ed io renderò stabile in perpetuo il trono del suo regno.Io sarò per lui un padre, ed egli mi sarà figliuolo; e, se fa del male, lo castigherò con verga d’uomo e con colpi da figli d’uomini,ma la mia grazia non si dipartirà da lui, come s’è dipartita da Saul, ch’io ho rimosso d’innanzi a te.E la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre, dinanzi a te, e il tuo trono sarà reso stabile in perpetuo”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD011
L'asinello e l'asina?
L’articolo CTD011 risponde a una presunta contraddizione sul numero di animali durante l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Marco e Luca menzionano un puledro, Matteo un’asina e il suo puledro. L’autore mostra che non si tratta di una contraddizione ma di una differenza di focalizzazione: Matteo, scrivendo per un pubblico giudaico, sottolinea il compimento letterale della profezia di Zaccaria 9.9. Gesù ha montato un solo animale, il puledro, ma la presenza dell’asina è menzionata per il suo contesto profetico e pratico.
Matteo 21.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :menarono l’asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli, e Gesù vi si pose a sedere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD020
La purificazione del tempio?
L'articolo esplora l'apparente divergenza tra Matteo e Marco sulla purificazione del tempio da parte di Gesù. Matteo presenta un'azione immediata mentre Marco distingue due giornate. L'analisi rivela che Matteo usa un approccio tematico per mostrare l'autorità di Gesù, senza contraddire Marco. Non vi è dunque alcuna contraddizione reale tra i racconti.
Marco 11.11-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici.E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD031
La morte di Giuda?
Questo articolo esamina la morte di Giuda Iscariota, descritta diversamente in Matteo e negli Atti. Benché questi racconti sembrino contraddittori, una lettura combinata mostra che si completano. Matteo parla dell'impiccagione di Giuda, mentre gli Atti descrivono la caduta del suo corpo, formando un racconto coerente.
Matteo 27.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio, s’allontanò e andò ad impiccarsi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD032
Il campo del sangue?
L'articolo analizza perché «il campo del sangue» sia chiamato così, basandosi sui racconti di Matteo e degli Atti. Questi racconti non si contraddicono ma offrono prospettive teologiche e popolari: l'acquisto con il «prezzo del sangue» e la morte di Giuda.
Matteo 27.9-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora s’adempì quel che fu detto dal profeta Geremia: E presero i trenta sicli d’argento, prezzo di colui ch’era stato messo a prezzo, messo a prezzo dai figliuoli d’Israele;e li dettero per il campo del vasaio, come me l’avea ordinato il Signore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD034
Il testo del titulus?
L'articolo tratta delle variazioni nei Vangeli riguardo al titulus di Gesù, spiegando che riflettono versioni linguistiche diverse e sono in realtà complementari, non contraddittorie.
Giovanni 19.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Pilato fece pure un’iscrizione, e la pose sulla croce. E v’era scritto: GESU’ IL NAZARENO, IL RE DE’ GIUDEI.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD038
Il giorno esatto dell’ultima cena di Pasqua?
L'articolo esplora le divergenze apparenti tra i Vangeli sulla cronologia della crocifissione rispetto alla Pasqua. I diversi calendari ebraici spiegano queste differenze, permettendo di concludere che i testi sono compatibili.
Giovanni 19.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD043
In quale lingua parlava Gesù?
L’articolo CTD043 risponde alla presunta contraddizione tra Matteo («Eli, Eli…») e Marco («Eloì, Eloì…») riguardo al grido di Gesù sulla croce. L’analisi linguistica mostra che Gesù parlava aramaico (attestato da «sabactàni» in entrambi i testi) e che la differenza tra «Eli» (forma ebraica) e «Eloì» (forma aramaica) riflette semplicemente l’adattamento di ciascun evangelista ai suoi lettori. Non vi è alcuna contraddizione.
Marco 14.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD050
Scopo della visita delle donne al sepolcro
L'articolo esamina i racconti dei Vangeli sulla visita delle donne al sepolcro di Gesù, esplorando diverse intenzioni apparenti. Mentre Marco e Luca parlano di aromi, Matteo menziona l'atto di visitare il sepolcro, e Giovanni si concentra sul suo essere vuoto. Benché le narrazioni appaiano divergenti, si completano. Le pratiche funerarie giudaiche permettono di comprendere queste differenze.
Giovanni 20.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD068
Il segno di Giona
L'articolo tratta la contraddizione apparente sul «segno di Giona» tra Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Spiega le divergenze con i diversi destinatari dei Vangeli e il loro obiettivo comune di sottolineare l'importanza dell'annuncio del regno dei cieli.
Marco 8.11-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E i Farisei si recarono colà e si misero a disputar con lui, chiedendogli, per metterlo alla prova, un segno dal cielo.Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: Non sarà dato alcun segno a questa generazione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Ministero di Pietro
-
ADA000
Gli Atti degli Apostoli
Introduzione a una serie di studi sugli Atti degli Apostoli, naturale prosecuzione del Vangelo di Luca. L'articolo presenta l'approccio storico-teologico adottato: contestualizzazione degli eventi, confronto con le epistole paoline, definizione di una cronologia. Le due figure centrali, Pietro e Paolo, struttureranno lo studio. L'obiettivo è ripercorrere la nascita e l'espansione della Chiesa da Gerusalemme al mondo mediterraneo, sotto l'azione dello Spirito Santo.
Atti 9.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma il Signore gli disse: Va’, perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili, ed ai re, ed ai figliuoli d’Israele;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA001
L’introduzione di Luca
Primo commento della serie sugli Atti degli Apostoli, questo articolo analizza l'introduzione di Luca (Atti 1.1-3). Presenta Luca come autore delle due opere indirizzate a Teofilo, evoca l'ipotesi di quest'ultimo come committente, e sottolinea i quaranta giorni di insegnamento dopo la risurrezione sul Regno di Dio. Questi versetti assicurano la transizione tra il Vangelo e la storia della Chiesa nascente sotto la guida dello Spirito Santo.
Atti 1.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nel mio primo libro, o Teofilo, parlai di tutto quel che Gesù prese e a fare e ad insegnare,fino al giorno che fu assunto in cielo, dopo aver dato per lo Spirito Santo dei comandamenti agli apostoli che avea scelto.Ai quali anche, dopo ch’ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi veder da loro per quaranta giorni, e ragionando delle cose relative al regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA002
Colloquio degli apostoli con Gesù
Luca riporta l'ultimo colloquio di Gesù con i suoi undici apostoli prima dell'Ascensione (Atti 1.4-8). Gesù ordina loro di attendere a Gerusalemme il battesimo dello Spirito Santo, rifiuta di rivelare i tempi escatologici riservati al Padre, e affida loro una missione universale: essere suoi testimoni da Gerusalemme fino agli estremi confini della terra. Questo passo costituisce il piano strutturale del libro degli Atti.
Matteo 3.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA003
L’ascensione di Gesù
L'ascensione di Gesù, avvenuta il 12 maggio del 33 sul monte degli Ulivi, chiude il suo ministero terreno. Elevato in una nuvola, è accolto presso il Padre mentre due angeli annunciano il suo ritorno glorioso. Questo evento, narrato soltanto da Luca, segna il passaggio al ministero celeste di Cristo e fonda la speranza escatologica della Chiesa primitiva nell'attesa della parusia.
Luca 21.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or di giorno egli insegnava nel tempio; e la notte usciva e la passava sul monte detto degli Ulivi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA004
Il ritorno e l’attesa dei discepoli
Dopo l'ascensione di Gesù (12 maggio 33), i discepoli tornano a Gerusalemme dal monte degli Ulivi, distante «un cammino di sabato». Si riuniscono in una stanza al piano superiore, probabilmente la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, e perseverano unanimi nella preghiera, con le donne e la famiglia di Gesù. Questo periodo di attesa prefigura le caratteristiche della Chiesa nascente.
Giovanni 19.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei.Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA005
La scelta di Mattia
Analisi di Atti 1.15-26, che narra l'elezione di Mattia per sostituire Giuda Iscariota. Pietro, portavoce naturale dei discepoli, fonda la necessità di questa sostituzione sui Salmi. I criteri apostolici sono precisati: aver seguito Gesù fin dal suo battesimo ed essere testimone della sua risurrezione. Mattia è infine designato per sorteggio dopo la preghiera, ristabilendo il collegio dei Dodici, simbolo delle dodici tribù d'Israele.
Matteo 10.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità.Or i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello;Filippo e Bartolomeo; Toma e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo;Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA006
Il compimento della promessa
L'articolo descrive il compimento della promessa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, come narrato negli Atti degli Apostoli. Centoventi discepoli ricevono manifestazioni divine a Gerusalemme, parlando in lingue comprese da popoli diversi. Questo evento segna l'universalità del Vangelo.
Atti 2.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo.E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano.E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro.E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi.Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo.Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio.E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei?E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio?Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizi Romani,tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue.E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo?Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA007
Il discorso di Pietro
L'articolo tratta il discorso di Pietro a Pentecoste, descrivendo come confuta le interpretazioni errate e presenta Gesù come il Messia delle Scritture. Invita al pentimento, al battesimo e promette il dono dello Spirito Santo.
Matteo 16.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA008
Tremila persone si convertono
L'articolo tratta la conversione di tremila persone in seguito al discorso di Pietro. Sottolinea le sfide per la giovane chiesa, l'importanza dell'opera dello Spirito Santo e il significato rinnovato del battesimo cristiano.
Giovanni 16.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA009
La guarigione dello zoppo
L'articolo esamina la guarigione dello storpio in Atti 3.1-11 da parte di Pietro e Giovanni, collocando il miracolo nel contesto del tempio di Gerusalemme. Discute l'importanza di questa guarigione come atto di testimonianza e sottolinea l'azione dello Spirito Santo dopo la Pentecoste nel ministero degli apostoli.
Atti 1.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA010
Nuovo discorso di Pietro
L'articolo esplora il secondo grande discorso di Pietro, che fa seguito alla Pentecoste. Pietro, accompagnato da Giovanni, predica a Gerusalemme dopo la guarigione di un uomo storpio, sottolineando la cristologia, il pentimento e le profezie del Messia. Il discorso incide sulla comunità ma incontra l'opposizione delle autorità religiose.
Deuteronomio 18.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d’infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA011
Arresto di Pietro e Giovanni
Riguardante Atti 4.1-4, questo articolo esamina l'arresto di Pietro e Giovanni da parte delle autorità religiose di Gerusalemme. In seguito ai miracoli compiuti dagli apostoli, la comunità cristiana conosce una forte crescita, provocando una reazione prudente ma ferma dei capi giudei di fronte a questa nuova fede che predica la risurrezione, un concetto centrale che urta in particolare i sadducei.
Atti 3.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta “Bella”, per chieder l’elemosina a coloro che entravano nel tempio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA012
Pietro e Giovanni in prigione
Questo articolo tratta il confronto di Pietro e Giovanni con il Sinedrio. Gli apostoli, arrestati per aver predicato, devono comparire davanti a questo influente tribunale religioso. Di fronte alla stessa autorità che aveva condannato Gesù, Pietro e Giovanni, sostenuti dallo Spirito Santo, testimoniano con coraggio la loro fede, illustrando la continuità del messaggio di Cristo.
Giovanni 18.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e lo menaron prima da Anna, perché era suocero di Caiàfa, il quale era sommo sacerdote di quell’anno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA013
La difesa di Pietro e di Giovanni davanti al Sinedrio
Pietro e Giovanni presentano una difesa audace davanti al Sinedrio dopo un miracolo che sorprende le autorità. Ripieni di Spirito Santo, dimostrano una sicurezza che stupisce i loro giudici. Luca sottolinea il compimento delle promesse di Gesù, e l'inconfutabilità dei fatti rafforza la loro testimonianza.
Atti 4.7-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E fatti comparir quivi in mezzo Pietro e Giovanni, domandarono: Con qual podestà, o in nome di chi avete voi fatto questo?Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: Rettori del popolo ed anziani,se siamo oggi esaminati circa un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com’è che quest’uomo è stato guarito,sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù d’esso quest’uomo comparisce guarito, in presenza vostra.Egli è la pietra che è stata da voi edificatori sprezzata, ed è divenuta la pietra angolare.E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati.Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si maravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù.E vedendo l’uomo, ch’era stato guarito, quivi presente con loro, non potevano dir nulla contro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA014
La deliberazione e la sentenza del Sinedrio
Di fronte all'imbarazzo del Sinedrio dopo un miracolo compiuto da Pietro e Giovanni, le autorità religiose vietano la predicazione nel nome di Gesù, sperando che le minacce compromettano il messaggio cristiano. Pietro e Giovanni rispondono affermando la loro obbedienza prioritaria a Dio, illustrando una trasformazione spirituale sostenuta dallo Spirito Santo.
Atti 4.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: Rettori del popolo ed anziani,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA015
La testimonianza di Pietro e Giovanni
L'articolo tratta il ritorno di Pietro e Giovanni presso i credenti dopo il loro arresto da parte del Sinedrio. Di fronte alle minacce, l'assemblea si unisce nella preghiera, affermando la sovranità di Dio e chiedendo forza per proclamare il Vangelo, esprimendo una fede incrollabile.
Atti 4.27-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele,per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA016
La solidarietà dei credenti
Descrivendo la prima Chiesa cristiana di Gerusalemme, Luca mostra una comunità unita e solidale. I credenti condividevano liberamente i loro beni, spinti dall'amore fraterno e trasformati dal Vangelo. La gestione delle risorse da parte degli apostoli testimonia la fiducia collettiva e contribuisce allo sviluppo della Chiesa.
Deuteronomio 15.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nondimeno, non vi sarà alcun bisognoso tra voi; poiché l’Eterno senza dubbio ti benedirà nel paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà in eredità, perché tu lo possegga,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA017
Anania e Saffira
L'articolo tratta il racconto di Anania e Saffira in Atti 5, mostrando le drammatiche conseguenze del loro inganno nei confronti della comunità cristiana e dello Spirito Santo. La loro storia contrasta con la sincera generosità di Barnaba, sottolineando le esigenze etiche della fede cristiana e offrendo un monito contro l'ipocrisia.
Matteo 6.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli.Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA018
La notevole crescita della Chiesa primitiva
L'articolo ADA018 commenta Atti 5.12-16, descrivendo lo sviluppo della Chiesa primitiva a Gerusalemme nella primavera del 33. Gli apostoli compiono miracoli pubblicamente nel portico di Salomone, la Chiesa cresce di numero, uomini e donne insieme, e la reputazione degli apostoli aumenta presso il popolo, nonostante un timore suscitato dal giudizio su Anania e Saffira. Il passo stabilisce un forte parallelo con il ministero di Gesù.
Atti 9.36-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or in Ioppe v’era una certa discepola, chiamata Tabita, il che, interpretato, vuol dire Gazzella. Costei abbondava in buone opere e faceva molte elemosine.E avvenne in que’ giorni ch’ella infermò e morì. E dopo averla lavata, la posero in una sala di sopra.E perché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, gli mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio venisse fino a loro.Pietro allora, levatosi, se ne venne con loro. E come fu giunto, lo menarono nella sala di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, e mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentr’era con loro.Ma Pietro, messi tutti fuori, si pose in ginocchio, e pregò; e voltatosi verso il corpo, disse: Tabita lèvati. Ed ella aprì gli occhi; e veduto Pietro, si mise a sedere.Ed egli le diè la mano, e la sollevò; e chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita.E ciò fu saputo per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA019
L’arresto degli apostoli
L'articolo ADA019 commenta Atti 5.17-18: di fronte alla notevole crescita della Chiesa a Gerusalemme, il sommo sacerdote e i sadducei, animati da gelosia, fanno arrestare gli apostoli. Luca mostra che, nonostante l'opposizione delle autorità religiose, l'opera di Cristo prosegue per l'azione dello Spirito Santo, adempiendo la promessa di Atti 1.8.
Atti 4.14-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vedendo l’uomo, ch’era stato guarito, quivi presente con loro, non potevano dir nulla contro.Ma quand’ebbero comandato loro di uscire dal concistoro, conferiron fra loro dicendo:Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per loro mezzo, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA020
La liberazione miracolosa degli apostoli
Questo articolo analizza la liberazione miracolosa degli apostoli (Atti 5.19-21) a Gerusalemme nella primavera del 33. Arrestati dal sommo sacerdote e dai sadducei, gli apostoli sono liberati dalla prigione da un angelo durante la notte. Luca riporta questo miracolo con sobrietà, sottolineandone il significato teologico e i paralleli con l'Antico Testamento. L'angelo affida agli apostoli liberati la missione di annunciare nel Tempio «le parole di questa vita», espressione che designa il messaggio della salvezza in Gesù Cristo.
Atti 4.27-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele,per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA021
La ricerca dei prigionieri
Analisi di Atti 5.21-26: dopo la liberazione miracolosa degli apostoli, il Sinedrio scopre le celle vuote. Luca mette in luce la perplessità delle autorità religiose, l'imbarazzo del comandante del Tempio e il timore di una reazione popolare. Nonostante l'inspiegabile, i capi religiosi persistono nella loro opposizione e ordinano un secondo arresto, illustrando la sovranità di Dio su ogni opposizione umana.
Atti 4.27-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele,per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA022
La comparizione davanti al Sinedrio
Studio esegetico di Atti 5.27-33, che racconta la comparizione degli apostoli davanti al Sinedrio a Gerusalemme. Di fronte alle accuse di Caifa, Pietro proclama con sicurezza che l'obbedienza a Dio prevale su quella agli uomini, e annuncia che Gesù, crocifisso e risorto, è innalzato come Principe e Salvatore per offrire a Israele il ravvedimento e il perdono. Un episodio fondante della missione apostolica.
Matteo 28.19-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo,insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA023
L’intervento del fariseo Gamaliele
Durante una seduta del Sinedrio nella primavera del 33, il fariseo Gamaliele interviene per placare gli animi dei sadducei che vogliono mettere a morte gli apostoli. Con un ragionamento pragmatico che si appoggia sui precedenti di Teuda e di Giuda il Galileo, convince il consiglio ad adottare una posizione attendista. Nella prospettiva di Luca, le sue parole illustrano un tema centrale degli Atti: l'opera di Dio non può essere fermata dagli uomini.
Atti 1.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA024
La reazione sorprendente degli apostoli
Dopo la flagellazione da parte del Sinedrio, gli apostoli reagiscono in modo sorprendente, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di soffrire per il nome di Gesù. Lungi dallo scoraggiarsi, continuano ogni giorno il loro ministero nel Tempio e nelle case, insegnando e annunciando la buona notizia. Luca mostra che le persecuzioni, lungi dal fermare il Vangelo, ne favoriscono paradossalmente il progresso.
Atti 5.19-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione; e condottili fuori, disse:Andate, presentatevi nel tempio e quivi annunziate al popolo tutte le parole di questa Vita.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA025
La nomina dei Sette e l’organizzazione della Chiesa primitiva
Atti 6,1-7 narra la prima crisi interna della Chiesa di Gerusalemme, legata alla distribuzione diseguale alle vedove. Per rimediarvi, i Dodici propongono di nominare sette uomini pieni di Spirito Santo e di sapienza. Questa decisione fondatrice distingue i ministeri affermandone al tempo stesso la complementarità, ed è accompagnata da una notevole crescita della comunità cristiana nascente.
Atti 1.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, il quale era soprannominato Giusto, e Mattia.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA026
L’arresto di Stefano
L'articolo analizza l'arresto di Stefano (Atti 6.8-12) a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C. Pur essendo stato designato tra i Sette, Stefano esercita un notevole ministero apostolico. La sua testimonianza suscita l'opposizione di giudei ellenisti che, incapaci di confutarlo, ricorrono a falsi testimoni per farlo comparire davanti al Sinedrio. Luca sottolinea i paralleli con il processo di Gesù e l'estensione progressiva della persecuzione a tutta la Chiesa.
Atti 5.34-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po’ messi fuori.Poi disse loro: Uomini Israeliti, badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare.Poiché, prima d’ora, sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso e tutti quelli che gli aveano prestata fede, furono sbandati e ridotti a nulla.Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a’ dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede, furon dispersi.E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA027
La comparizione di Stefano davanti al Sinedrio
La comparizione di Stefano davanti al Sinedrio (Atti 6.12-15), intorno al 34-35 d.C., è avviata da oppositori ellenisti della sinagoga dei Liberti. Incapaci di confutare la sua sapienza, ricorrono a falsi testimoni. Le accuse riguardano il Tempio e la Legge, ricordando il processo di Gesù. Luca disegna così un parallelo intenzionale tra il Maestro e il suo discepolo.
Luca 21.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno contrastare né contraddire.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA028
Il discorso di Stefano davanti al Sinedrio
Davanti al Sinedrio a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C., Stefano pronuncia il più lungo discorso degli Atti. Ripercorrendo la storia d'Israele a partire da Abramo, mostra che gli inviati di Dio sono sempre stati respinti, fino al culmine del rifiuto del Messia. Lungi dal difendersi, Stefano diventa l'accusatore dei suoi giudici, inserendosi nella linea dei profeti e di Cristo.
Atti 6.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E tutti coloro che sedevano nel Sinedrio, avendo fissati in lui gli occhi, videro la sua faccia simile alla faccia d’un angelo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA029
L’uccisione di Stefano
Analisi del racconto della lapidazione di Stefano (Atti 7.54-60), primo martire cristiano. L'articolo esamina la collera del Sinedrio, il carattere giuridicamente irregolare dell'esecuzione, la visione di Cristo glorificato concessa a Stefano, e il parallelo teologico stabilito da Luca tra la passione del discepolo e quella di Gesù. La presenza di Saulo annuncia il seguito del racconto apostolico.
Salmi 31.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io rimetto il mio spirito nelle tue mani; tu m’hai riscattato, o Eterno, Dio di verità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA030
Saulo e il martirio di Stefano
L'articolo ADA030 analizza Atti 8.1-3: la prima apparizione di Saulo di Tarso, che approva il martirio di Stefano, e l'inizio di una grande persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme. La dispersione dei credenti in Giudea e Samaria, lungi dall'essere una sconfitta, diventa provvidenzialmente il motore dell'espansione del Vangelo, adempiendo la promessa di Gesù in Atti 1.8.
Atti 5.17-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il sommo sacerdote e tutti quelli che eran con lui, cioè la setta de’ Sadducei, si levarono, pieni di invidia,e misero le mani sopra gli apostoli, e li gettarono nella prigione pubblica.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA031
La persecuzione
L'articolo ADA031 analizza la grande persecuzione della Chiesa primitiva a Gerusalemme (Atti 8.1-3), intorno all'anno 34-35. Dopo il martirio di Stefano, la repressione si estende a tutti i credenti, comprese le donne. Saulo di Tarso ne è il principale artefice, animato da uno zelo sincero ma mal diretto per le tradizioni giudaiche. Questo testo illustra il compimento degli avvertimenti di Gesù sulla persecuzione e prefigura la futura conversione di Paolo.
Giovanni 19.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA032
Il Vangelo in Samaria
Dopo la morte di Stefano, la persecuzione disperde i credenti di Gerusalemme, che ovunque vadano annunciano il Vangelo. Filippo si reca in Samaria e vi predica con potenza. Luca mostra che questa dispersione adempie il programma missionario annunciato da Gesù in Atti 1.8. La Samaria, a lungo separata da Israele, riceve finalmente la Buona Notizia. Filippo, uno dei Sette, diventa il primo evangelista ufficialmente designato del Nuovo Testamento.
Atti 8.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Saulo era consenziente all’uccisione di lui. E vi fu in quel tempo una gran persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme. Tutti furon dispersi per le contrade della Giudea e della Samaria, salvo gli apostoli.E degli uomini timorati seppellirono Stefano e fecero gran cordoglio di lui.Ma Saulo devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e trattine uomini e donne, li metteva in prigione.Coloro dunque che erano stati dispersi se ne andarono di luogo in luogo, annunziando la Parola.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Miracoli
-
MIR038
Inaridimento del fico
In Matteo e Marco, Gesù maledice un fico per insegnare la fede e la preghiera. La sua parola fa seccare l’albero, illustrando la potenza della fede. Marco insiste anche sull’importanza del perdono. I due racconti, pur divergendo nell’ordine degli avvenimenti, condividono lo stesso insegnamento centrale: la fede e la preghiera possono compiere meraviglie se vissute senza dubitare.
Marco 11.12-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.E quando fu sera, uscirono dalla città.E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR041
Risurrezione del Messia Gesù
Analisi comparativa dei quattro racconti evangelici della risurrezione di Gesù (Mt 28.1-10; Mc 16.1-8; Lc 24.1-12; Gv 20.1-18). L’articolo individua i punti comuni — tomba vuota, presenza delle donne, annuncio angelico — e le divergenze — numero delle donne e degli angeli, reazioni, cronologia. Le differenze sono spiegate dalle prospettive teologiche, dagli stili letterari e dai destinatari distinti di ciascun evangelista, sottolineando la centralità della risurrezione nella fede cristiana.
Matteo 28.1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nella notte del sabato, quando già albeggiava, il primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria vennero a visitare il sepolcro.Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra.Il suo aspetto era come di folgore; e la sua veste, bianca come neve.E per lo spavento che n’ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte.Ma l’angelo prese a dire alle donne: Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso.Egli non è qui, poiché è risuscitato come avea detto; venite a vedere il luogo dove giaceva.E andate presto a dire a’ suoi discepoli: Egli è risuscitato da’ morti, ed ecco, vi precede in Galilea; quivi lo vedrete. Ecco, ve l’ho detto.E quelle, andatesene prestamente dal sepolcro con spavento ed allegrezza grande, corsero ad annunziar la cosa a’ suoi discepoli.Quand’ecco Gesù si fece loro incontro, dicendo: Vi saluto! Ed esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono.Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunziare a’ miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR042
Apparizioni dopo la risurrezione
L'articolo presenta le dieci apparizioni di Gesù dopo la sua risurrezione, come narrate nel Nuovo Testamento. Da Maria Maddalena al sepolcro fino agli apostoli prima dell'Ascensione, passando per i discepoli di Emmaus e più di cinquecento fratelli, questi incontri attestano la realtà della risurrezione e fondano la fede cristiana. Gli autori evangelici hanno probabilmente operato una selezione fra tutte queste manifestazioni.
Giovanni 21.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù si fece veder di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera.Simon Pietro, Toma detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figliuoli di Zebedeo e due altri de’ suoi discepoli erano insieme.Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono, e montarono nella barca; e quella notte non presero nulla.Or essendo già mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che fosse Gesù.Allora Gesù disse loro: Figliuoli, avete voi del pesce? Essi gli risposero: No.Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero dei pesci.Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: E’ il Signore! E Simon Pietro, udito ch’era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare.Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), traendo la rete coi pesci.Come dunque furono smontati a terra, videro quivi della brace, e del pesce messovi su, e del pane.Gesù disse loro: Portate qua de’ pesci che avete presi ora.Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore.Gesù venne, e prese il pane e lo diede loro; e il pesce similmente.Quest’era già la terza volta che Gesù si faceva vedere ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato da’ morti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Note storiche
-
INF001
Sadducei
I sadducei erano un gruppo aristocratico e sacerdotale del giudaismo antico (200 a.C. – 70 d.C.), che controllava il Tempio di Gerusalemme e il Sinedrio. Accettavano soltanto il Pentateuco, negavano la risurrezione dei morti e l'esistenza degli angeli. Presenti quindici volte nel Nuovo Testamento, ebbero un ruolo chiave nella condanna di Gesù, in particolare attraverso Caifa e Anna. La loro scomparsa coincide con la distruzione del Tempio nel 70 d.C.
Atti 23.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l’altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF002
I farisei
I farisei, comparsi dopo la rivolta dei Maccabei (165 a.C.), furono un influente gruppo religioso dell'antico giudaismo. Legati alla Torah scritta e orale, credevano nella risurrezione e restavano vicini al popolo. Spesso in conflitto con Gesù nei Vangeli, diedero tuttavia figure come Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. I loro insegnamenti fondarono il giudaismo rabbinico dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C.
Filippesi 3.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :io, circonciso l’ottavo giorno, della razza d’Israele, della tribù di Beniamino, ebreo d’ebrei; quanto alla legge, Fariseo;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF003
Il Sinedrio
Il Sinedrio era la più alta istanza religiosa, giudiziaria e legislativa del giudaismo del Secondo Tempio (II sec. a.C. – 70 d.C.). Composto da 71 membri e con sede a Gerusalemme, interpretava la Torah, arbitrava le controversie più importanti e sovrintendeva al calendario ebraico. Menzionato nei Vangeli e descritto dalla letteratura rabbinica, scompare dopo il 70 d.C., ma il suo modello continua a ispirare l'organizzazione e il pensiero giuridico ebraici.
-
INF004
I Romani
Questo articolo ripercorre la dominazione romana su Israele dal 63 a.C. al 135 d.C. Presenta le figure chiave del potere al tempo del ministero di Gesù: Ponzio Pilato, Erode Antipa e Caifa. Ricorda la distruzione del Tempio nel 70 e la trasformazione di Gerusalemme in Aelia Capitolina sotto Adriano, offrendo un contesto storico essenziale per comprendere i Vangeli.
Luca 23.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF006
Gesù parlava greco?
L'articolo esamina la probabilità che Gesù parlasse greco. Benché nato a Nazaret, una località isolata, i Vangeli riportano dialoghi diretti di Gesù con Pilato e con ufficiali romani senza menzionare alcun interprete. L'autore suggerisce che il lavoro di falegname a Sefforis, città ellenizzata, e un possibile insegnamento locale spieghino questa probabile padronanza del greco.
Matteo 8.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF029
Gli scritti apocrifi
I libri apocrifi sono scritti religiosi esclusi dal canone biblico ufficiale. Si distinguono gli apocrifi dell'Antico Testamento (Tobia, Giuditta, Maccabei, Siracide…), riconosciuti come deuterocanonici dai cattolici e dagli ortodossi, e quelli del Nuovo Testamento (Vangelo di Tommaso, di Filippo, di Maria Maddalena…), spesso di impronta gnostica. Il loro studio illumina la storia religiosa e i dibattiti dei primi secoli cristiani, senza tuttavia collocarli al livello delle Scritture canoniche.
-
INF030
Il sinodo di Jamnia
Il sinodo di Jamnia (Yabneh), tenuto verso la fine del I secolo d.C., costituisce una svolta importante nella storia del giudaismo. Dopo la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C., i rabbini si riunirono sotto la guida di Rabban Yohanan ben Zakkai per riorganizzare il giudaismo, discutere il canone biblico ebraico e prendere decisioni liturgiche cruciali, ponendo le basi del giudaismo rabbinico incentrato sulla Torah, sulla preghiera e sulla sinagoga.
-
INF036
Esempi della fonte deuteronomista
Questo articolo esamina la fonte deuteronomista, sottolineandone il ruolo e l'influenza nella Bibbia ebraica attraverso il Deuteronomio e altri libri storici come Giosuè, Giudici, Samuele e Re. Incentrandosi sui temi della legge, dell'alleanza e del culto centralizzato, ne esplora la teologia deuteronomista e le implicazioni per Israele.
Giosué 1.1-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne, dopo la morte di Mosè, servo dell’Eterno, che l’Eterno parlò a Giosuè, figliuolo di Nun, ministro di Mosè, e gli disse:“Mosè, mio servo è morto; or dunque lèvati, passa questo Giordano, tu con tutto questo popolo, per entrare nel paese che io do ai figliuoli d’Israele.Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè,dal deserto, e dal Libano che vedi là, sino al gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei sino al mar grande, verso occidente: quello sarà il vostro territorio.Nessuno ti potrà stare a fronte tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò teco; io non ti lascerò e non ti abbandonerò.Sii forte e fatti animo, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare ad essi.Solo sii forte e fatti risolutamente animo, avendo cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, t’ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai.Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v’è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai.Non te l’ho io comandato? Sii forte e fatti animo; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché l’Eterno, il tuo Dio, sarà teco dovunque andrai”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF043
La fonte deuteronomista
La fonte deuteronomista (D) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Associata al libro del Deuteronomio, si distingue per uno stile omiletico, una teologia dell'alleanza e l'insistenza sulla centralizzazione del culto a Gerusalemme. Datata al VII secolo a.C., è legata alle riforme religiose del re Giosia e influenza anche i libri storici, da Giosuè a 2 Re.
Giosué 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne, dopo la morte di Mosè, servo dell’Eterno, che l’Eterno parlò a Giosuè, figliuolo di Nun, ministro di Mosè, e gli disse:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF044
La fonte sacerdotale
La fonte sacerdotale (P) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Caratterizzata da uno stile formale e ripetitivo, pone l'accento sui rituali, sulle leggi di purità, sulle genealogie e sulle cerimonie cultuali. Presenta Dio come trascendente e maestoso. Datata all'esilio babilonese o al periodo postesilico (VI-V secolo a.C.), sarebbe stata redatta da sacerdoti del Tempio di Gerusalemme. La sua validità resta dibattuta tra gli studiosi contemporanei.
Genesi 1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nel principio Iddio creò i cieli e la terra.E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. E Dio disse:“Sia la luce!” E la luce fu.E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre.E Dio chiamò la luce “giorno”, e le tenebre “notte”. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno.Poi Dio disse: “Ci sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque”.E Dio fece la distesa e separò le acque ch’erano sotto la distesa, dalle acque ch’erano sopra la distesa. E così fu.E Dio chiamò la distesa “cielo”. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il secondo giorno.Poi Dio disse: “Le acque che son sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo, e apparisca l’asciutto”. E così fu.E Dio chiamò l’asciutto “terra”, e chiamò la raccolta delle acque “mari”. E Dio vide che questo era buono.Poi Dio disse: “Produca la terra della verdura, dell’erbe che faccian seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra”. E così fu.E la terra produsse della verdura, dell’erbe che facevan seme secondo la loro specie, e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie. E Dio vide che questo era buono.Così fu sera, poi fu mattina: e fu il terzo giorno.Poi Dio disse: “Sianvi de’ luminari nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; e siano dei segni e per le stagioni e per i giorni e per gli anni;e servano da luminari nella distesa dei cieli per dar luce alla terra”. E così fu.E Dio fece i due grandi luminari: il luminare maggiore, per presiedere al giorno, e il luminare minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle.E Dio li mise nella distesa dei cieli per dar luce alla terra,per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che questo era buono.Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quarto giorno.Poi Dio disse: “Producano le acque in abbondanza animali viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l’ampia distesa del cielo”.E Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, i quali le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, ed ogni volatilo secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono.E Dio li benedisse, dicendo: “Crescete, moltiplicate, ed empite le acque dei mari, e moltiplichino gli uccelli sulla terra”.Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quinto giorno.Poi Dio disse: “Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie”. E così fu.E Dio fece gli animali selvatici della terra, secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili della terra, secondo le loro specie. E Dio vide che questo era buono.Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.E Dio li benedisse; e Dio disse loro: “Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra”.E Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, ed ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento.E ad ogni animale della terra e ad ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento”. E così fu.E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF045
Il Tanakh
Il Tanakh è il canone delle Scritture sacre dell'ebraismo e corrisponde all'Antico Testamento cristiano. Il suo nome è un acronimo formato dalle tre sezioni: Torah (Pentateuco), Nevi'im (Profeti) e Ketouvim (Scritti). Redatto principalmente in ebraico con alcuni passi in aramaico, costituisce il fondamento teologico, morale e liturgico dell'ebraismo e le radici comuni delle tradizioni ebraica e cristiana.
Lamentazioni 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Come mai siede solitaria la città già così popolata? Come mai è diventata simile a una vedova, quella ch’era grande fra le nazioni; ed è stata ridotta tributaria colei ch’era principessa fra le province?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF059
Il codice di Aleppo
Il Codice di Aleppo (Keter Aram Tsova) è un manoscritto medievale della Bibbia ebraica, redatto intorno al 920 d.C. a Tiberiade. Considerato la versione più precisa della Bibbia ebraica, comprende la vocalizzazione e la cantillazione masoretiche. Conservato per sei secoli ad Aleppo, fu parzialmente distrutto nel 1947. Oggi è custodito al Museo di Israele ed è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2016.
-
INF062
I rotoli di Ketef Hinnom
Scoperti nel 1979 da Gabriel Barkay nella valle di Innom a Gerusalemme, i rotoli di Ketef Hinnom sono due lamine d'argento arrotolate con iscrizioni in ebraico paleo. Risalenti alla fine del VII o all'inizio del VI secolo a.C., contengono la benedizione sacerdotale di Numeri 6,24-26 e costituiscono i più antichi frammenti noti di testi biblici, anteriori ai manoscritti del mar Morto. Conservati al Museo d'Israele, attestano l'esistenza di testi biblici scritti fin dal periodo del Primo Tempio.
Numeri 6.24-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno ti benedica e ti guardi!L’Eterno faccia risplendere il suo volto su te e ti sia propizio!L’Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF063
La tradizione profetica ebraica
La tradizione profetica ebraica si fonda sugli scritti e sugli insegnamenti dei profeti, messaggeri di Dio scelti per guidare il popolo d'Israele. Si caratterizza per la critica sociale, l'appello alla giustizia, la denuncia dell'idolatria e i messaggi di speranza escatologica. I grandi profeti come Isaia, Geremia ed Ezechiele hanno influenzato profondamente la teologia ebraica, la letteratura biblica e i valori etici universali.
Ezechiele 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne l’anno trentesimo, il quinto giorno del quarto mese, che, essendo presso al fiume Kebar, fra quelli ch’erano stati menati in cattività, i cieli s’aprirono, e io ebbi delle visioni divine.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF064
La regione di Qumran
Qumran, situato sulla sponda nord-occidentale del Mar Morto, in Cisgiordania, è un importante sito archeologico fondato tra il 134 e il 104 a.C. sotto Giovanni Ircano. Associato agli Esseni, è celebre soprattutto per la scoperta, nel 1947, dei Manoscritti del Mar Morto nelle sue grotte. Gli scavi di Roland de Vaux hanno portato alla luce cisterne, bagni rituali e sale comunitarie. Il sito fu distrutto dai Romani nel 68 d.C. durante la prima guerra giudaica.
-
INF065
Gli Esseni
Gli Esseni furono una setta giudaica ascetica del II secolo a.C., nota per la sua rigorosa vita comunitaria, la purezza rituale e la devozione alle Scritture. Associati al sito di Qumran e ai Manoscritti del Mar Morto scoperti nel 1947, scomparvero dopo la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C., lasciando un'eredità testuale e spirituale di grande rilievo per la comprensione del giudaismo antico e delle origini del cristianesimo.
-
INF066
Il rotolo di Isaia
Il Grande Rotolo di Isaia (1QIsaᵃ), scoperto nel 1947 a Qumran, è il più antico manoscritto ebraico completo di un libro biblico. Risale al II secolo a.C., misura 7,34 metri e contiene tutti i 66 capitoli di Isaia. La sua grande somiglianza con il testo masoretico attesta la fedeltà della trasmissione biblica. Oggi è esposto nel Santuario del Libro del Museo d'Israele a Gerusalemme.
Parola di un Amico
-
PDA002
La ricerca di Nicodemo
L’articolo si sofferma sulla storia di Nicodemo, un fariseo che incontra Gesù di notte secondo Giovanni 3:1-21. Nicodemo cerca di comprendere l’idea biblica di nascere di nuovo per accedere al regno di Dio. Passa dalla paura a una fede coraggiosa, aiutando nella sepoltura di Gesù dopo la sua crocifissione. Questo racconto mostra come un incontro autentico con Gesù possa trasformare una vita. L’esperienza di Nicodemo simboleggia il passaggio dalla curiosità intellettuale a una fede autentica e impegnata.
Ebrei 2.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? La quale, dopo essere stata prima annunziata dal Signore, ci è stata confermata da quelli che l’aveano udita,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PDA007
La risurrezione
L'articolo esamina la risurrezione di Gesù, un evento chiave del cristianesimo. Vengono sottolineati la visita delle donne al sepolcro e l'iniziale incredulità degli apostoli di fronte a questo evento straordinario. L'autore spiega che Dio continua a parlare agli uomini in diversi modi, ma che l'umanità sceglie spesso di ignorare questi messaggi spirituali.
Giobbe 33.14-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Iddio parla, bensì, una volta ed anche due, ma l’uomo non ci bada;parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti;allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti,per distoglier l’uomo dal suo modo d’agire e tener lungi da lui la superbia;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PDA009
L’amore di Dio per l’essere umano
L’articolo esplora l’amore di Dio attraverso Giovanni 3:16 e l’idea che, nonostante le persecuzioni, la fede in Gesù offra una via verso la vita eterna. Afferma che seguire gli insegnamenti di Gesù è una porta aperta verso il regno di Dio e, sebbene questa vita sia transitoria, le nostre scelte qui influenzano la nostra eternità. La salvezza tramite Gesù è presentata come un dono prezioso, che ciascuno è libero di accettare o meno.
Giovanni 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PDA017
Senza di me non potete far nulla
L'articolo approfondisce Giovanni 15.5, sottolineando che i cristiani devono dipendere da Gesù, il Messia, per portare frutti spirituali. Anche se possono esserci successi senza fede, è vivendo uniti a Gesù che il discepolo compie realizzazioni significative.
Atti 17.28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni de’ vostri poeti han detto: “Poiché siamo anche sua progenie”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PDA018
La catastrofe della funicolare di Gloria
L’articolo discute la catastrofe della funicolare di Gloria alla luce di un racconto biblico simile, sottolineando la necessità del ravvedimento e l’importanza della salvezza dell’anima secondo gli insegnamenti di Gesù.
Luca 13.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti son mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
-
ANN001
Il Vangelo di Luca
Il Vangelo secondo Luca forma insieme agli Atti degli Apostoli un'opera in due volumi dedicata alle origini del cristianesimo. Luca non è stato testimone…
-
ANN006
La data esatta del decreto
L'articolo analizza il decreto di Artaserse su Gerusalemme, articolando il calendario biblico attorno alle settanta settimane profetiche di Daniele, determinanti per datare la vita di Gesù,…
-
ANN015
Il Vangelo di Marco
Il Vangelo secondo Marco occupa un posto a parte tra i quattro racconti. Le sue origini, la sua composizione e i legami tra Marco e gli eventi…
-
ANN024
Il sabato
L'articolo esamina l'origine e l'importanza del sabato, uno dei dieci comandamenti, come giorno di riposo e di culto nella tradizione giudaica, basato…
-
ANN026
L'ora della crocifissione
L'articolo esplora le divergenze orarie dei Vangeli riguardo alla crocifissione di Gesù. I Vangeli sinottici e Giovanni indicano orari diversi, suscitando dibattiti…
-
ANN027
L'ultima cena di Pasqua
L'articolo analizza la cronologia dell'ultima Pasqua secondo i Vangeli, sottolineando che Gesù fu crocifisso venerdì 1° aprile del 33, in accordo con…
-
ANN042
I tempi di spostamento
Questo allegato studia i mezzi e i tempi di spostamento nel primo secolo. All’epoca di Gesù si viaggiava principalmente a piedi, in carovana o…
-
ANN044
Il nazireato
Il nazireato è un voto di consacrazione a Dio, derivante dal termine ebraico “separarsi”, definito nel libro dei Numeri 6. Il nazireo si astiene dal vino, da…
-
ANN045
Il dibattito sulla data della morte di Gesù
L'articolo ANN045 esamina il dibattito sulla data della morte di Gesù, mettendo a confronto le due ipotesi principali: il 7 aprile 30…
-
ANN067
La spiegazione delle 70 settimane di Daniele
L'articolo decifra le 70 settimane di Daniele, contrapponendo le teorie di Anderson e Denney per datare la crocifissione di Gesù. Anderson propone una cronologia basata…
-
ANN073
La risurrezione del Messia Gesù
Questo articolo esamina la risurrezione di Gesù e il suo impatto teologico, discutendo le predizioni e le reazioni dei testimoni, nonché le misure prese dai…
-
ANN081
L’adempimento delle profezie
L’articolo esamina come le profezie dell’Antico Testamento trovino compimento nella vita di Gesù, individuando 24 punti segnati da eventi…
-
ANN083
La famiglia del Messia Gesù
Questo articolo esamina l'importanza della famiglia di Gesù nello sviluppo della Chiesa primitiva. Mette in risalto i ruoli di sua madre…
-
ANN087
Le feste annotate da Giovanni
Lo studio approfondisce il modo in cui il Vangelo di Giovanni utilizza le feste giudaiche per stabilire una cronologia precisa del ministero di Gesù, in contrasto con i…
-
ANN119
Il discorso escatologico del monte degli Ulivi
Cet article explore le discours eschatologique de Jésus sur le mont des Oliviers, discuté dans les Évangiles de Matthieu, Marc et Luc. Jésus met…