Étude 1 sur 30 · Annonce de la naissance de Jean le Baptiste

  1. Studio 1: Annuncio della nascita di Giovanni il Battista
  2. Studio 2: La nascita di Giovanni il Battista
  3. Studio 3: La lode di Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni
  4. Étude 4 : Le premier recensement de Quirinius
  5. Étude 5 : La visite des bergers
  6. Étude 6 : La circoncision de l’Enfant Jésus
  7. Studio 7: La prima festa di Pasqua
  8. Studio 8: I mercanti scacciati dal Tempio
  9. Studio 9: I risultati a Gerusalemme
  10. Studio 10: I conflitti tra i discepoli
  11. Étude 11 : De la Judée à la Galilée
  12. Étude 12 : Le Messie Jésus affirme son égalité avec le Père
  13. Étude 13 : Nombreuses guérisons en Galilée
  14. Étude 14 : Le sermon sur la montagne (7), l’adultère et le divorce
  15. Étude 15 : Le Messie Jésus annonce à nouveau sa mort
  16. Étude 16 : La fête des Tabernacles
  17. Étude 17 : Les Juifs cherchent le Messie Jésus
  18. Étude 18 : La consécration exigeante du disciple
  19. Étude 19 : La maison bâtie sur le roc
  20. Étude 20 : Le retour devant Ponce Pilate
  21. Étude 21 : Le débat sur la date de la mort de Jésus
  22. Étude 22 : La découverte de Pierre ?
  23. Étude 23 : La rencontre de Jésus et Pierre ?
  24. Étude 24 : Entretien des apôtres avec Jésus
  25. Étude 25 : Saul et le martyre d'Étienne
  26. Étude 26 : L’Evangile en Samarie
  27. Étude 27 : Résurrection de Lazare
  28. Étude 28 : Le Sanhédrin
  29. Étude 29 : Les romains
  30. Étude 30 : Jésus parlait-il le grec ?

La vita di Gesù fino ai 12 anni

  • Annuncio della nascita di Giovanni il Battista

    Questo articolo descrive l'annuncio della nascita di Giovanni il Battista, narrato esclusivamente nel Vangelo di Luca, mettendo in evidenza l'attenzione ai dettagli storici e il significato profetico di Giovanni come precursore di Gesù.

    Luca 1.5-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ai dì d’Erode, re della Giudea, v’era un certo sacerdote di nome Zaccaria, della muta di Abia; e sua moglie era delle figliuole d’Aronne e si chiamava Elisabetta.Or erano ambedue giusti nel cospetto di Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e precetti del Signore.E non aveano figliuoli, perché Elisabetta era sterile, ed erano ambedue avanzati in età.Or avvenne che esercitando Zaccaria il sacerdozio dinanzi a Dio nell’ordine della sua muta,secondo l’usanza del sacerdozio, gli toccò a sorte d’entrar Del tempio del Signore per offrirvi il profumo;e tutta la moltitudine del popolo stava di fuori in preghiera nell’ora del profumo.E gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare de’ profumi.E Zaccaria, vedutolo, fu turbato e preso da spavento.Ma l’angelo gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figliuolo, al quale porrai nome Giovanni.E tu ne avrai gioia ed allegrezza, e molti si rallegreranno per la sua nascita.Poiché sarà grande nel cospetto del Signore; non berrà né vino né cervogia, e sarà ripieno dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre,e convertirà molti de’ figliuoli d’Israele al Signore Iddio loro;ed egli andrà innanzi a lui con lo spirito e con la potenza d’Elia, per volgere i cuori de’ padri ai figliuoli e i ribelli alla saviezza de’ giusti, affin di preparare al Signore un popolo ben disposto.E Zaccaria disse all’angelo: A che conoscerò io questo? Perch’io son vecchio e mia moglie è avanti nell’età.E l’angelo, rispondendo, gli disse: Io son Gabriele, che sto davanti a Dio; e sono stato mandato a parlarti e recarti questa buona notizia.Ed ecco, tu sarai muto, e non potrai parlare fino al giorno che queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a suo tempo.Il popolo intanto stava aspettando Zaccaria, e si maravigliava che s’indugiasse tanto nel tempio.Ma quando fu uscito, non potea parlar loro; e capirono che avea avuto una visione nel tempio; ed egli faceva loro dei segni e rimase muto.E quando furon compiuti i giorni del suo ministero, egli se ne andò a casa sua.Or dopo que’ giorni, Elisabetta sua moglie rimase incinta; e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo:Ecco quel che il Signore ha fatto per me ne’ giorni nei quali ha rivolto a me lo sguardo per togliere il mio vituperio fra gli uomini.
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  • La nascita di Giovanni il Battista

    L'articolo tratta della nascita di Giovanni il Battista, figlio di Zaccaria ed Elisabetta. La sua nascita, descritta come miracolosa, è accompagnata da profezie e richiama antichi racconti biblici. Giovanni, il cui nome significa «Dio concede la sua grazia», viene annunciato da Gabriele e diventerà un precursore del Messia.

    Genesi 22.1-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, avvenne che Iddio provò Abrahamo, e gli disse: “Abrahamo!” Ed egli rispose: “Eccomi”.E Dio disse: “Prendi ora il tuo figliuolo, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e vattene nel paese di Moriah, e offrilo quivi in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò”.E Abrahamo levatosi la mattina di buon’ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de’ suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l’olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli avea detto.Il terzo giorno, Abrahamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo.E Abrahamo disse ai suoi servitori: “Rimanete qui con l’asino; io ed il ragazzo andremo fin colà e adoreremo; poi torneremo a voi”.E Abrahamo prese le legna per l’olocausto e le pose addosso a Isacco suo figliuolo; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello, e tutti e due s’incamminarono assieme.E Isacco parlò ad Abrahamo suo padre e disse: “Padre mio!” Abrahamo rispose: “Eccomi qui, figlio mio”. E Isacco: “Ecco il fuoco e le legna; ma dov’è l’agnello per l’olocausto?”Abrahamo rispose: “Figliuol mio, Iddio se lo provvederà l’agnello per l’olocausto”. E camminarono ambedue assieme.E giunsero al luogo che Dio gli avea detto, e Abrahamo edificò quivi l’altare, e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figliuolo, e lo mise sull’altare, sopra la legna.E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo.Ma l’angelo dell’Eterno gli gridò dal cielo e disse: “Abrahamo, Abrahamo”.E quegli rispose: “Eccomi”. E l’angelo: “Non metter la mano addosso al ragazzo, e non gli fare alcun male; poiché ora so che tu temi Iddio, giacché non m’hai rifiutato il tuo figliuolo, l’unico tuo”.E Abrahamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, preso per le corna in un cespuglio. E Abrahamo andò, prese il montone, e l’offerse in olocausto invece del suo figliuolo.E Abrahamo pose nome a quel luogo Iehovah-jireh. Per questo si dice oggi: “Al monte dell’Eterno sarà provveduto”.L’angelo dell’Eterno chiamò dal cielo Abrahamo una seconda volta, e disse:“Io giuro per me stesso, dice l’Eterno, che, siccome tu hai fatto questo e non m’hai rifiutato il tuo figliuolo, l’unico tuo,io certo ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie come le stelle del cielo e come la rena ch’è sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici.E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie, perché tu hai ubbidito alla mia voce”.
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  • Come complemento
  • La lode di Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni

    L'articolo esamina la lode che Zaccaria, ispirato dallo Spirito Santo, innalza alla nascita di Giovanni e anticipa il ruolo di Giovanni come precursore di Gesù, il Messia. Questi eventi, che si svolgono a Ein Karem, rivelano il piano divino che Zaccaria e Maria vedono realizzarsi.

    Daniele 9.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra.Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”.
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  • Il primo censimento di Quirinio

    Questo articolo esplora il controverso episodio del censimento di Quirinio, menzionato solo da Luca, che sarebbe avvenuto nel -2 a.C., senza prove tangibili disponibili. Luca avrebbe verificato le fonti contemporanee, conferendo credibilità al racconto, benché la storicità dell'evento resti dibattuta.

    Luca 2.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or in que’ di avvenne che un decreto uscì da parte di Cesare Augusto, che si facesse un censimento di tutto l’impero.Questo censimento fu il primo fatto mentre Quirinio governava la Siria.
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  • La visita dei pastori

    Narrato esclusivamente da Luca (Lc 2,8-20), questo episodio descrive la visita dei pastori di Betlemme al bambino Gesù, guidati da una luminosa apparizione angelica nella notte del 13 ottobre -2 a.C. Unici testimoni di questa rivelazione celeste, lasciano le greggi per contemplare il Messia. La visita conforta Maria e Giuseppe, lontani dai familiari. In un primo atto di evangelizzazione, i pastori ripartono glorificando Dio e testimoniando ciò che hanno visto.

    Luca 2.8-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or in quella medesima contrada v’eran de’ pastori che stavano ne’ campi e facean di notte la guardia al loro gregge.E un angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e temettero di gran timore.E l’angelo disse loro: Non temete, perché ecco, vi reco il buon annunzio di una grande allegrezza che tutto il popolo avrà:Oggi, nella città di Davide, v’è nato un Salvatore, che è Cristo, il Signore.E questo vi servirà di segno: troverete un bambino fasciato e coricato in una mangiatoia.E ad un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Iddio e diceva:Gloria a Dio ne’ luoghi altissimi, pace in terra fra gli uomini ch’Egli gradisce!E avvenne che quando gli angeli se ne furono andati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra loro: Passiamo fino a Betleem e vediamo questo che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere.E andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe ed il bambino giacente nella mangiatoia;e vedutolo, divulgarono ciò ch’era loro stato detto di quel bambino.E tutti quelli che li udirono si maravigliarono delle cose dette loro dai pastori.Or Maria serbava in sé tutte quelle cose, collegandole insieme in cuor suo.E i pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Iddio per tutto quello che aveano udito e visto, com’era loro stato annunziato.
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  • La circoncisione del bambino Gesù

    Luca 2.21 racconta la circoncisione del bambino Gesù, otto giorni dopo la nascita a Betlemme. Secondo la legge mosaica, Giuseppe e Maria fanno circoncidere il bambino e lo chiamano Gesù, come annunciato dall'angelo Gabriele. Questo nome ebraico (Yehoshua) significa «l'Eterno è salvezza». Solo Luca racconta l'episodio, sottolineando l'umanità del Messia e il suo radicamento nella tradizione ebraica.

    Levitico 12.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino.
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Il ministero di Giovanni il Battista

  • La prima festa di Pasqua

    La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.

    Numeri 9.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, il primo mese del secondo anno da che furono usciti dal paese d’Egitto, dicendo:“I figliuoli d’Israele celebreranno la pasqua nel tempo stabilito.La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, sull’imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni che vi si riferiscono”.E Mosè parlò ai figliuoli d’Israele perché celebrassero la pasqua.Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull’imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d’Israele si conformarono a tutti gli ordini che l’Eterno avea dati a Mosè.Or v’erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevan celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne;e quegli uomini dissero a Mosè: “Noi siamo impuri per aver toccato un morto; perché ci sarebb’egli tolto di poter presentare l’offerta dell’Eterno, al tempo stabilito, in mezzo ai figliuoli d’Israele?”E Mosè rispose loro: “Aspettate, e sentirò quel che l’Eterno ordinerà a vostro riguardo”.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Se uno di voi o de’ vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà lontano in viaggio, celebrerà lo stesso la pasqua in onore dell’Eterno.La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, sull’imbrunire; la mangeranno con del pane senza lievito e con delle erbe amare;non ne lasceranno nulla di resto fino al mattino, e non ne spezzeranno alcun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della pasqua.Ma colui ch’è puro e che non è in viaggio, se s’astiene dal celebrare la pasqua, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo; siccome non ha presentato l’offerta all’Eterno nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato.E se uno straniero che soggiorna tra voi celebra la pasqua dell’Eterno, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un’unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese”.
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  • I mercanti scacciati dal Tempio

    La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.

    Matteo 21.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi.E disse loro: Egli è scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni.
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  • I risultati a Gerusalemme

    La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.

    Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.
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  • I conflitti tra i discepoli

    L’articolo «PER043 - I conflitti tra i discepoli» esplora la rivalità tra i discepoli di Giovanni il Battista e quelli di Gesù. In questa fase cruciale dell’inizio del ministero di Gesù in Giudea, alcuni discepoli di Giovanni passano a seguire Gesù, causando tensioni. Giovanni il Battista sottolinea la transitorietà del proprio ruolo e la natura messianica di Gesù, con eventi probabilmente collocati a Ennòn, in Giudea.

    Giovanni 3.25-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nacque dunque una discussione fra i discepoli di Giovanni e un Giudeo intorno alla purificazione.E vennero a Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno a lui.Giovanni rispose dicendo: L’uomo non può ricever cosa alcuna, se non gli è data dal cielo.Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui.Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; questa allegrezza che è la mia è perciò completa.Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca.Colui che vien dall’alto è sopra tutti; colui che vien dalla terra è della terra e parla com’essendo della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti.Egli rende testimonianza di quel che ha veduto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza.Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è verace.Poiché colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio; perché Dio non gli dà lo Spirito con misura.Il Padre ama il Figliuolo, e gli ha dato ogni cosa in mano.Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.
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L’inizio del ministero in Galilea

  • Dalla Giudea alla Galilea

    Dopo l’arresto di Giovanni, Gesù lascia la Giudea per la Galilea, non per paura, ma per iniziare pienamente il ministero. Si apre così una nuova fase in Galilea, dove riceve un’accoglienza più favorevole.

    Giovanni 4.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando dunque il Signore ebbe saputo che i Farisei aveano udito ch’egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni(quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli),lasciò la Giudea e se n’andò di nuovo in Galilea.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre

    L'articolo analizza la proclamazione di Gesù della propria uguaglianza con Dio, a partire dalla guarigione di un infermo, sottolineando l'impatto delle sue affermazioni teologiche a Gerusalemme durante la Pasqua.

    Giovanni 5.17-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù rispose loro: Il Padre mio opera fino ad ora, ed anche io opero.Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.Gesù quindi rispose e disse loro: In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente.Poiché il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutto quello che Egli fa; e gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate maravigliati.Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole.Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo,affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo non onora il Padre che l’ha mandato.In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso;e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo.Non vi maravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori:quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezion di giudicio.Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.
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  • Numerose guarigioni in Galilea

    La pericope 79 racconta le numerose guarigioni compiute da Gesù in Galilea, intorno a Capernaum, nell'anno 31. Di fronte a folle provenienti da tutto Israele, Gesù guarisce i malati e annuncia la salvezza, chiedendo discrezione. Matteo collega questi eventi alla profezia di Isaia 42.1-4 e vi vede una rivelazione trinitaria. La sua crescente fama contrasta con l'opposizione sempre maggiore dei farisei, gelosi della sua influenza sul popolo.

    Isaia 42.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l’anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni.Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade.Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; insegnerà la giustizia secondo verità.Egli non verrà meno e non s’abbatterà finché abbia stabilita la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge.
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  • Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio

    La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.

    Marco 10.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, levatosi di là, se ne andò sui confini della Giudea, ed oltre il Giordano; e di nuovo di raunarono presso a lui delle turbe; ed egli di nuovo, come soleva, le ammaestrava.E de’ Farisei, accostatisi, gli domandarono, tentandolo: E’ egli lecito ad un marito di mandar via la moglie?Ed egli rispose loro: Mosè che v’ha egli comandato?Ed essi dissero: Mosè permise di scrivere una atto di divorzio e mandarla via.E Gesù disse loro: E’ per la durezza del vostro cuore ch’egli scrisse per voi quel precetto;ma al principio della creazione Iddio li fece maschio e femmina.Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne.Talché non sono più due, ma una stessa carne.Quello dunque che Iddio ha congiunto l’uomo nol separi.E in casa i discepoli lo interrogarono di nuovo sullo stesso soggetto.Ed egli disse loro: Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei;e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Il Messia Gesù annuncia di nuovo la sua morte

    Gesù annuncia ai suoi discepoli la sua morte e risurrezione imminenti. Questo momento segna la fine del suo ministero in Galilea, dove evita le folle per preparare i suoi discepoli. Riferimenti a Matteo 17.22-23, Marco 9.30-32 e Luca 9.43-45.

    Luca 9.43-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E tutti sbigottivano della grandezza di Dio.Ora, mentre tutti si maravigliavano di tutte le cose che Gesù faceva, egli disse ai suoi discepoli: Voi, tenete bene a mente queste parole: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini.Ma essi non capivano quel detto ch’era per loro coperto d’un velo, per modo che non lo intendevano, e temevano d’interrogarlo circa quel detto.
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  • La festa dei Tabernacoli

    La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.

    Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.
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  • I Giudei cercano il Messia Gesù

    La pericope 212 racconta, secondo Giovanni 7.11-13 soltanto, la ricerca di Gesù da parte dei Giudei durante la festa a Gerusalemme nell'ottobre dell'anno 32 d.C. Illustra la divisione del popolo di fronte al Messia: alcuni lo riconoscono, altri cercano di eliminarlo. La paura delle autorità religiose frena le conversioni pubbliche, rivelando la tensione politica e spirituale dell'epoca.

    Giovanni 7.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: Dov’è egli?
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  • L'esigente consacrazione del discepolo

    La pericope 238 riporta un insegnamento esclusivo di Luca (14.25-27) sulle esigenze del discepolato. Sulla strada per Betania, dopo il 4 dicembre del 32, il Messia Gesù si rivolge a una grande folla: seguire il Messia significa dargli la priorità assoluta su ogni relazione umana ('odiare' in senso semitico) e accettare di portare la propria croce, cioè abbracciare sofferenza e rifiuto per restare fedeli. Un impegno totale, senza compromessi.

    Luca 9.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva poi a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi seguiti.
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Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti

  • La casa costruita sulla roccia

    L’articolo analizza la parabola biblica delle due case, presente in Matteo e Luca, per illustrare l’importanza di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. Coloro che seguono le sue parole sono paragonati a costruttori saggi che edificano su un fondamento solido, mentre coloro che non obbediscono sono come persone che costruiscono sulla sabbia. La parabola sottolinea l’importanza di un’obbedienza attiva piuttosto che di un semplice ascolto.

    Luca 6.47-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Chiunque viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi somiglia.Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla per che era stata edificata bene.Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa sulla terra, senza fondamento; la fiumana l’ha investita, e subito è crollata; e la ruina di quella casa è stata grande.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • Il ritorno davanti a Ponzio Pilato

    La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.

    Marco 15.6-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero.C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio.E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto.E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei?Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia.Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei?Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo!E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo!E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso.Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte.E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo,e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei!E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui.
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Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali

  • Il dibattito sulla data della morte di Gesù

    L’articolo analizza le date proposte per la morte di Gesù, il 7 aprile del 30 e il 1° aprile del 33, basate sui Vangeli, sulla storia e su calcoli astronomici.

    Marco 15.42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato),
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Le contraddizioni

  • La scoperta di Pietro?

    L’articolo CTD012 risponde a una presunta contraddizione tra Giovanni 1.41 e Matteo 16.17 sulla scoperta da parte di Pietro dell’identità messianica di Gesù. Questi due passi descrivono in realtà due tappe complementari: un primo annuncio umano fatto da Andrea, poi una rivelazione divina interiore confermata da Gesù stesso. La fede di Pietro è un cammino progressivo, non un evento unico.

    Giovanni 1.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù.
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  • L’incontro di Gesù e Pietro?

    L’articolo CTD013 risponde a un’obiezione classica: dove Gesù incontrò per la prima volta Pietro e Andrea? Matteo colloca l’incontro in Galilea, Giovanni sulle rive del Giordano. L’articolo dimostra che si tratta di due tappe distinte: un primo incontro in Giudea (Giovanni), poi una chiamata definitiva in Galilea (Matteo). I due racconti sono complementari, non contraddittori, e illustrano la progressione graduale della vocazione dei discepoli.

    Matteo 4.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essi, lasciate prontamente le reti, lo seguirono.
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Ministero di Pietro

  • Colloquio degli apostoli con Gesù

    Luca riporta l'ultimo colloquio di Gesù con i suoi undici apostoli prima dell'Ascensione (Atti 1.4-8). Gesù ordina loro di attendere a Gerusalemme il battesimo dello Spirito Santo, rifiuta di rivelare i tempi escatologici riservati al Padre, e affida loro una missione universale: essere suoi testimoni da Gerusalemme fino agli estremi confini della terra. Questo passo costituisce il piano strutturale del libro degli Atti.

    Matteo 27.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio, s’allontanò e andò ad impiccarsi.
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  • Saulo e il martirio di Stefano

    L'articolo ADA030 analizza Atti 8.1-3: la prima apparizione di Saulo di Tarso, che approva il martirio di Stefano, e l'inizio di una grande persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme. La dispersione dei credenti in Giudea e Samaria, lungi dall'essere una sconfitta, diventa provvidenzialmente il motore dell'espansione del Vangelo, adempiendo la promessa di Gesù in Atti 1.8.

    Atti 4.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentr’essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero,essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti.E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera.
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  • Il Vangelo in Samaria

    Dopo la morte di Stefano, la persecuzione disperde i credenti di Gerusalemme, che ovunque vadano annunciano il Vangelo. Filippo si reca in Samaria e vi predica con potenza. Luca mostra che questa dispersione adempie il programma missionario annunciato da Gesù in Atti 1.8. La Samaria, a lungo separata da Israele, riceve finalmente la Buona Notizia. Filippo, uno dei Sette, diventa il primo evangelista ufficialmente designato del Nuovo Testamento.

    Atti 8.4-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Coloro dunque che erano stati dispersi se ne andarono di luogo in luogo, annunziando la Parola.E Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo.E le folle di pari consentimento prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli ch’egli faceva.Poiché gli spiriti immondi uscivano da molti che li avevano, gridando con gran voce; e molti paralitici e molti zoppi erano guariti.E vi fu grande allegrezza in quella città.
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Miracoli

  • Risurrezione di Lazzaro

    Giovanni 11:1-44 descrive la risurrezione di Lazzaro, illustrando la potenza di Gesù sulla morte e la sua compassione umana. Questo miracolo, a Betania, rivela il divino e l’umanità di Gesù, rafforzando la fede dei suoi discepoli. Risuscitando Lazzaro dopo quattro giorni nel sepolcro, Gesù mostra di essere la risurrezione e la vita, invitando alla fede per la vita eterna.

    Giovanni 10.40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni da principio stava battezzando; e quivi dimorò.
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Note storiche

  • Il Sinedrio

    Il Sinedrio era la più alta istanza religiosa, giudiziaria e legislativa del giudaismo del Secondo Tempio (II sec. a.C. – 70 d.C.). Composto da 71 membri e con sede a Gerusalemme, interpretava la Torah, arbitrava le controversie più importanti e sovrintendeva al calendario ebraico. Menzionato nei Vangeli e descritto dalla letteratura rabbinica, scompare dopo il 70 d.C., ma il suo modello continua a ispirare l'organizzazione e il pensiero giuridico ebraici.

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  • I Romani

    Questo articolo ripercorre la dominazione romana su Israele dal 63 a.C. al 135 d.C. Presenta le figure chiave del potere al tempo del ministero di Gesù: Ponzio Pilato, Erode Antipa e Caifa. Ricorda la distruzione del Tempio nel 70 e la trasformazione di Gerusalemme in Aelia Capitolina sotto Adriano, offrendo un contesto storico essenziale per comprendere i Vangeli.

    Luca 23.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.
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  • Gesù parlava greco?

    L'articolo esamina la probabilità che Gesù parlasse greco. Benché nato a Nazaret, una località isolata, i Vangeli riportano dialoghi diretti di Gesù con Pilato e con ufficiali romani senza menzionare alcun interprete. L'autore suggerisce che il lavoro di falegname a Sefforis, città ellenizzata, e un possibile insegnamento locale spieghino questa probabile padronanza del greco.

    Matteo 8.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:
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