Giovanni mette in luce la tensione crescente tra i discepoli di Giovanni il Battista e quelli di Gesù, il Messia. Mentre alcuni sceglievano di lasciare Giovanni il Battista per questo nuovo maestro, chi era rimasto fedele a Giovanni vedeva male il passaggio e percepiva queste partenze come tradimenti.
Il successo crescente di Gesù, il Messia, acuiva questi attriti, soprattutto perché molti non avevano ancora compreso che fosse il Messia previsto dalle profezie.
Per placare gli animi, Giovanni il Battista sottolineava la transitorietà del proprio ruolo e affermava che Gesù, il Messia, era la vera guida da seguire. I discepoli non riuscivano facilmente ad accettarlo.
La fine del ministero di Giovanni il Battista era vicina: dopo aver annunciato la venuta del Messia, doveva cedergli il posto. Questo passaggio, chiaro a Giovanni e Gesù, era difficilmente accettato da alcuni discepoli.
Quando Gesù, il Messia, svolgeva il ministero vicino a quello di Giovanni, non aveva un obiettivo politico. Non intendeva appropriarsi dei discepoli di Giovanni, ma preparare la strada alla propria missione.
Il messaggio di Giovanni il Battista era chiaro: «Dopo di me viene colui che annuncio». Si apriva così l’era di Gesù come Messia regale, ponendolo come unica guida spirituale. Questo periodo in Giudea doveva aiutare i discepoli di Giovanni a comprendere il piano divino.
Questo evento si svolge verosimilmente a Ennòn presso Salim, benché la sua esatta posizione resti incerta. Ciò condurrà Gesù, dopo essersi separato da Giovanni il Battista, a recarsi a Betania al di là del Giordano.