Présentation des quatre Évangiles 1 étude
De la 2ème à la 3ème fête de Pâque 52 études
- 83La testimonianza della famiglia del Messia Gesù
- 84Risurrezione della figlia di Giairo
- 85Guarigione della donna emorroissa
- 86Moltiplicazione dei pani e dei pesci
- 87Cammino sull'acqua
Étude de Matthieu 1 étude
Introduction à Jean 2 études
Introduction à Luc 1 étude
Articles du parcours
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PER133
Parabola e ammonimento sul ritorno del Messia Gesù
L'articolo esamina una parabola sul ritorno del Messia Gesù, sottolineando la preparazione e la vigilanza dei discepoli. Attraverso Luca, Matteo e Marco, esplora la necessità di una vita orientata spiritualmente di fronte all'incertezza del momento del ritorno del Messia.
Matteo 24.36-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo.E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figliuol dell’uomo.Infatti, come ne’ giorni innanzi al diluvio si mangiava e si beveva, si prendea moglie e s’andava a marito, sino al giorno che Noè entrò nell’arca,e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell’uomo.Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso e l’altro lasciato;due donne macineranno al mulino: l’una sarà presa e l’altra lasciata.Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire.Ma sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa.Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER308
Il complotto contro il Messia Gesù
Il complotto contro Gesù è ordito dalle autorità religiose prima della Pasqua, con l’aiuto di Giuda. Caifa convoca il Sinedrio per condannare Gesù, considerato una minaccia, servendosi di falsi testimoni. Pilato viene informato per facilitare l’arresto sul monte degli Ulivi.
Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD042
Che cosa dice il centurione quando Gesù muore?
L'article explore l'apparente contradiction dans les Évangiles concernant les paroles du centurion à la mort de Jésus. Tandis que Luc insiste sur l'innocence, Marc souligne la reconnaissance de Jésus comme Fils de Dieu. Ces perspectives révèlent la pluralité théologique des Évangiles, rendant compte de l'innocence de Jésus et de sa mort salvatrice. Les évangélistes rapportent des paroles significatives selon leurs objectifs théologiques.
Atti 3.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma voi rinnegaste il Santo ed il Giusto, e chiedeste che vi fosse concesso un omicida;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER141
La parabola della zizzania e del frumento
La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.
Matteo 13.47-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il regno de’ cieli è anche simile ad una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni sorta di pesci;quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla.Così avverrà alla fine dell’età presente. Verranno gli angeli, toglieranno i malvagi di mezzo ai giusti,e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER030
Il battesimo di Gesù, il Messia
L’articolo descrive il battesimo di Gesù da parte di Giovanni il Battista, un evento significativo che segna l’inizio del ministero messianico di Gesù. Celebrato a Betania al di là del Giordano, questo battesimo esprime la continuità tra le opere di Giovanni e di Gesù, simboleggiando la loro missione spirituale. La Trinità si manifesta durante questo atto, sottolineandone l’importanza teologica e il valore di esempio per le generazioni future.
Marco 1.9-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne in que’ giorni che Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano.E ad un tratto, com’egli saliva fuori dell’acqua, vide fendersi i cieli, e lo Spirito scendere su di lui in somiglianza di colomba.E una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER143
La parabola del granello di senape
La parabola del granello di senape (Mt 13.31-32; Mc 4.30-32; Lc 13.18-19) illustra il Regno di Dio attraverso un seme minuscolo che diventa un grande albero. Pronunciata presso Capernaum nel 31 d.C., insegna che il Regno inizia umilmente ma conosce una crescita straordinaria, offrendo rifugio e accoglienza a tutti. Invita alla fede, alla pazienza e alla fiducia in Dio per la crescita spirituale.
Marco 4.30-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo?Esso è simile ad un granello di senapa, il quale, quando lo si semina in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sulla terra;ma quando è seminato, cresce e diventa maggiore di tutti i legumi; e fa de’ rami tanto grandi, che all’ombra sua possono ripararsi gli uccelli del cielo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER034
L’incontro con Filippo
PER034 narra l’incontro di Gesù con Filippo, riferito soltanto da Giovanni (Gv 1,43-46), a Betania al di là del Giordano, il 6 ottobre 29. Filippo, già discepolo di Giovanni il Battista come Andrea, Giovanni e Simon Pietro, diventa il quarto discepolo di Gesù. L’articolo esplora il passaggio naturale di questi discepoli al Messia, mentre Giovanni il Battista si comprende come precursore e non come maestro rivale.
Giovanni 1.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER035
L’incontro di Gesù, il Messia, con Natanaele
La pericope 35 studia l’incontro tra Gesù e Natanaele, esclusivo del Vangelo di Giovanni (Giovanni 1,47-51), datato al 23 novembre 29 a Nazaret. Gesù dimostra una conoscenza soprannaturale di Natanaele, che diventa il primo a confessarlo pubblicamente come Figlio di Dio e Re d’Israele. Identificato con Bartolomeo e originario di Cana, Natanaele è legato alle nozze di Cana che seguono nella narrazione giovannea.
Giovanni 1.47-51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro, e disse di lui: Ecco un vero israelita in cui non c’è frode.Natanaele gli chiese: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand’eri sotto il fico, io t’ho veduto.Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuol di Dio, tu sei il Re d’Israele.Gesù rispose e gli disse: Perché t’ho detto che t’avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste.Poi gli disse: In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell’uomo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER146
Spiegazione serale di diverse parabole (la zizzania)
PER146 riporta la spiegazione data da Gesù ai suoi discepoli a proposito della parabola della zizzania (Mt 13.36-43), testimonianza esclusiva di Matteo. Gesù vi svela un metodo di interpretazione su tre assi: identificazione simbolica degli elementi, dimensione escatologica e applicazione pratica. Questo passo si inserisce nel discorso delle sette parabole del Regno di Dio raccolte da Matteo nel capitolo 13.
Matteo 13.1-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel giorno Gesù, uscito di casa, si pose a sedere presso al mare;e molte turbe si raunarono attorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette; e tutta la moltitudine stava sulla riva.Ed egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo:Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono.E un’altra cadde ne’ luoghi rocciosi ove non avea molta terra; e subito spuntò, perché non avea terreno profondo;ma, levatosi il sole, fu riarsa; e perché non avea radice, si seccò.E un’altra cadde sulle spine; e le spine crebbero e l’affogarono.E un’altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando qual cento, qual sessanta, qual trenta per uno.Chi ha orecchi da udire oda.Allora i discepoli, accostatisi, gli dissero: Perché parli loro in paraboleEd egli rispose loro: Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato.Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha.Perciò parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non intendono.E s’adempie in loro la profezia d’Isaia che dice: Udrete co’ vostri orecchi e non intenderete; guarderete co’ vostri occhi e non vedrete:perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile, son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca.Ma beati gli occhi vostri, perché veggono; ed i vostri orecchi, perché odono!Poiché in verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono di vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e di udire le cose che voi udite, e non le udirono.Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore:Tutte le volte che uno ode la parola del Regno e non la intende, viene il maligno e porta via quel ch’è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto la semenza lungo la strada.E quegli che ha ricevuto la semenza in luoghi rocciosi, è colui che ode la Parola e subito la riceve con allegrezza;però non ha radice in sé, ma è di corta durata; e quando venga tribolazione o persecuzione a cagion della Parola, è subito scandalizzato.E quegli che ha ricevuto la semenza fra le spine, è colui che ode la Parola; poi le cure mondane e l’inganno delle ricchezze affogano la Parola; e così riesce infruttuosa.Ma quei che ha ricevuto la semenza in buona terra, è colui che ode la Parola e l’intende; che porta del frutto e rende l’uno il cento, l’altro il sessanta e l’altro il trenta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER038
La prima festa di Pasqua
La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.
Giovanni 6.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER040
I risultati a Gerusalemme
La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.
Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER051
Il compimento della profezia di Isaia
Matteo 4,13-16 riferisce il ritorno di Gesù a Cafarnao e lo interpreta come compimento della profezia di Isaia sulla luce nei territori di Zabulon e Neftali. Matteo, unico a stabilire il collegamento, dimostra che Gesù è il Messia annunciato. Giovanni riprenderà il tema della luce nel prologo. L’episodio è datato a febbraio-marzo 31.
Giovanni 12.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER052
Inizio della predicazione in Galilea
La pericope PER052 segna l’inizio ufficiale della predicazione di Gesù in Galilea dopo l’arresto di Giovanni il Battista. Matteo sottolinea la continuità dei loro messaggi, entrambi un richiamo al pentimento. Questa svolta decisiva, situata a Cafarnao verso febbraio-marzo 31, conferma il compimento delle profezie messianiche e il pieno ingresso di Gesù nel ministero pubblico.
Matteo 4.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de’ cieli è vicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER053
Il funzionario del re a Cana in Galilea
La pericope 53 narra il miracolo di Gesù a Cana in Galilea per il figlio malato di un funzionario del re giunto da Cafarnao (Giovanni 4,46-54). Datato a febbraio-marzo 31, è il secondo segno giovanneo compiuto a Cana. L’identità del funzionario resta incerta, ma l’autore propende per un’origine romana, illustrando l’universalità della salvezza in Giovanni. Non va confuso con il centurione della pericope 110.
Giovanni 4.46-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l’acqua in vino. E v’era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum.Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire.Perciò Gesù gli disse: Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete.L’ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia.Gesù gli disse: Va’, il tuo figliuolo vive. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta, e se ne andò.E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive.Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò.Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell’ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa.Questo secondo miracolo fece di nuovo Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER054
La conferma della chiamata dei discepoli
Sulle rive del mare di Galilea, verso marzo dell’anno 31, Gesù conferma la chiamata di quattro pescatori: Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. A differenza di una prima chiamata a Betania, ora li invita a lasciare tutto per dedicarsi esclusivamente all’evangelizzazione. La loro risposta immediata e totale esprime una fiducia costruita nel corso dei mesi trascorsi accanto a lui. Matteo (4.18-22) e Marco (1.16-20) riportano questo episodio fondante del ministero galileo.
Matteo 4.18-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or passeggiando lungo il mare della Galilea, egli vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare; poiché erano pescatori.E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d’uomini.Ed essi, lasciate prontamente le reti, lo seguirono.E passato più oltre, vide due altri fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca, con Zebedeo loro padre, rassettavano le reti; e li chiamò.Ed essi, lasciata subito la barca e il padre loro, lo seguirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER055
La prima pesca miracolosa
La pericope 55 racconta la prima pesca miracolosa, riportata soltanto da Luca (Lc 5.1-11), all’inizio del ministero di Gesù in Galilea. Dopo una notte di pesca infruttuosa, Gesù ordina a Simon Pietro di gettare le reti, provocando una cattura straordinaria. Questo atto miracoloso, distinto da quello di Giovanni 21, sembra aver permesso ai discepoli di provvedere ai bisogni delle loro famiglie prima di lasciare tutto per seguire Gesù, illustrando la provvidenza divina che accompagna ogni chiamata.
Luca 5.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che essendogli la moltitudine addosso per udir la parola di Dio, e stando egli in piè sulla riva del lago di Gennesaret,vide due barche ferme a riva, dalle quali erano smontati i pescatori e lavavano le reti.E montato in una di quelle barche che era di Simone, lo pregò di scostarsi un po’ da terra; poi, sedutosi, d’in sulla barca ammaestrava le turbe.E com’ebbe cessato di parlare, disse a Simone: Prendi il largo, e calate le reti per pescare.E Simone, rispondendo, disse: Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiam preso nulla; però, alla tua parola, calerò le reti.E fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano.E fecero segno a’ loro compagni dell’altra barca, di venire ad aiutarli. E quelli vennero, e riempirono ambedue le barche, talché affondavano.Simon Pietro, veduto ciò, si gettò a’ ginocchi di Gesù, dicendo: Signore, dipartiti da me, perché son uomo peccatore.Poiché spavento avea preso lui e tutti quelli che eran con lui, per la presa di pesci che avean fatta;e così pure Giacomo e Giovanni, figliuoli di Zebedeo, ch’eran soci di Simone. E Gesù disse a Simone: Non temere: da ora innanzi sarai pescator d’uomini.Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER090
Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.
Luca 17.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER093
Il discorso della montagna (9), La vendetta
PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.
Levitico 24.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione ch’egli ha fatta all’altro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER114
L'elogio di Giovanni Battista
Gesù rende omaggio a Giovanni Battista a Cafarnao (maggio-giugno 31), secondo Matteo 11.7-19 e Luca 7.24-35. Senza cercare di reclutarne i discepoli, afferma la grandezza profetica di Giovanni, lo identifica con l'Elia annunciato da Malachia e indica la fine dell'antica alleanza. Contrappone il regno di Dio al regno costruito dai farisei secondo le proprie regole.
Malachia 3.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, l’Angelo del patto, che voi bramate, entrerà nel suo tempio. Ecco ei viene, dice l’Eterno degli eserciti;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER115
Il Messia Gesù rimprovera diverse città
Gesù rimprovera le città di Corazin, Betsaida e Cafarnao per la loro mancata conversione nonostante i numerosi miracoli compiuti al loro interno. Le paragona sfavorevolmente alle città pagane di Tiro, Sidone e persino Sodoma, affermando che queste si sarebbero pentite. Questo passo sottolinea la responsabilità proporzionale alla rivelazione ricevuta e la posta in gioco eterna del rifiuto del Vangelo.
Marco 6.30-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or gli apostoli, essendosi raccolti presso Gesù gli riferirono tutto quello che avean fatto e insegnato.Ed egli disse loro: Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un po’. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non aveano neppur tempo di mangiare.Partirono dunque nella barca per andare in un luogo solitario in disparte.E molti li videro partire e li riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi e vi giunsero prima di loro.E come Gesù fu sbarcato, vide una gran moltitudine e n’ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise ad insegnar loro molte cose.Ed essendo già tardi, i discepoli gli s’accostarono e gli dissero: Questo luogo è deserto ed è già tardi;licenziali, affinché vadano per le campagne e per i villaggi d’intorno a comprarsi qualcosa da mangiare.Ma egli rispose loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi a lui: Andremo noi a comprare per dugento danari di pane e daremo loro da mangiare?Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? andate a vedere. Ed essi, accertatisi, risposero: Cinque, e due pesci.Allora egli comandò loro di farli accomodar tutti a brigate sull’erba verde;e si assisero per gruppi di cento e di cinquanta.Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e levati gli occhi al cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinché li mettessero dinanzi alla gente; e i due pesci spartì pure fra tutti.E tutti mangiarono e furon sazi;e si portaron via dodici ceste piene di pezzi di pane, ed anche i resti dei pesci.E quelli che avean mangiato i pani erano cinquemila uomini.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER116
La relazione personale del discepolo con il suo Signore
La pericope 116 esplora la relazione personale fra il discepolo e il suo Signore a partire da Matteo 11.25-30 e Luca 10.21-24. Dopo aver condannato le città incredule, Gesù si rallegra che gli umili comprendano la sua parola là dove i sapienti falliscono. Afferma la propria filiazione divina e invita tutti gli affaticati a venire a lui, promettendo riposo e dolcezza sotto il suo giogo condiviso, in contrapposizione ai pesi imposti dai farisei.
Matteo 9.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vedendo le turbe, n’ebbe compassione, perch’erano stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER148
La parabola della perla di grande valore
La parabola della perla di gran prezzo (Mt 13,45-46), riportata soltanto da Matteo, presenta un mercante che vende tutto per acquistare una perla rara. Insegna che il regno dei cieli supera in valore ogni bene terreno e invita a un sacrificio liberamente compiuto, vissuto nella gioia della scoperta spirituale.
Matteo 13.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il regno de’ cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;e trovata una perla di gran prezzo, se n’è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e l’ha comperata.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER156
La guarigione di due ciechi
La guarigione di due ciechi a Cafarnao, riportata soltanto da Matteo (Mt 9.27-31), illustra la fede messianica: i due uomini riconoscono Gesù come ‘Figlio di Davide’. Gesù li guarisce secondo la loro fede e chiede loro il silenzio, desiderando orientare le folle verso la salvezza eterna piuttosto che verso le guarigioni fisiche. Questo racconto prepara la risposta di Gesù a Giovanni il Battista in Matteo 11.5.
Matteo 20.29-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come uscivano da Gerico, una gran moltitudine lo seguì.Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!E Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che volete ch’io vi faccia?Ed essi: Signore, che s’aprano gli occhi nostri.Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in quell’istante ricuperarono la vista e lo seguirono. Matteo Capitolo 21Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER157
La guarigione di un indemoniato
La pericope 157 narra la guarigione di un indemoniato muto da parte di Gesù a Cafarnao, riferita soltanto da Matteo (Mt 9,32-33). Questo episodio mette in luce l’autorità di Gesù sulle forze demoniache, il ruolo della fede intercessoria e il contrasto tra lo stupore della folla e l’incredulità dei farisei. Matteo costruisce qui un’argomentazione messianica progressiva, presentando Gesù come colui i cui miracoli non hanno precedenti in Israele.
Matteo 9.32-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or come quei ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s’è vista cosa tale in Israele.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER158
Il giudizio dei farisei
La pericope PER158 analizza la reazione dei farisei di fronte ai miracoli di Gesù a Cafarnao (Mt 9.33-34). Mentre la folla riconosce un'opera divina, i farisei attribuiscono le azioni di Gesù al diavolo. Il loro rifiuto è deliberato: accettare Gesù significherebbe perdere i loro privilegi. Eppure alcuni, come Nicodemo, Giuseppe d'Arimatea e Saulo di Tarso, sceglieranno di seguirlo. Il muto guarito, invece, riparte nella gioia e nella gratitudine.
Atti 9.1-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Saulo, tuttora spirante minaccia e strage contro i discepoli del Signore, venne al sommo sacerdote,e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco, affinché, se ne trovasse di quelli che seguivano la nuova via, uomini e donne, li potesse menar legati a Gerusalemme.E mentre era in cammino, avvenne che, avvicinandosi a Damasco, di subito una luce dal cielo gli sfolgorò d’intorno.Ed essendo caduto in terra, udì una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?Ed egli disse: Chi sei, Signore? E il Signore: Io son Gesù che tu perseguiti. Ti è duro ricalcitrar contro gli stimoli.Ed egli, tutto tremante e spaventato, disse: Signore, che vuoi tu ch’io faccia? Ed il Signore gli disse: lèvati, entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare.Or gli uomini che faceano il viaggio con lui ristettero attoniti, udendo ben la voce, ma non vedendo alcuno.E Saulo si levò da terra; ma quando aprì gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, menandolo per la mano, lo condussero a Damasco.E rimase tre giorni senza vedere, e non mangiò né bevve.Or in Damasco v’era un certo discepolo, chiamato Anania; e il Signore gli disse in visione: Anania! Ed egli rispose: Eccomi, Signore.E il Signore a lui: Lèvati, vattene nella strada detta Diritta, e cerca, in casa di Giuda, un uomo chiamato Saulo, da Tarso; poiché ecco, egli è in preghiera,e ha veduto un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista.Ma Anania rispose: Signore, io ho udito dir da molti di quest’uomo, quanti mali abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme.E qui ha podestà dai capi sacerdoti d’incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome.Ma il Signore gli disse: Va’, perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili, ed ai re, ed ai figliuoli d’Israele;poiché io gli mostrerò quante cose debba patire per il mio nome.E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo.E in quell’istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e ricuperò la vista; poi, levatosi, fu battezzato.E avendo preso cibo, riacquistò le forze. E Saulo rimase alcuni giorni coi discepoli che erano a Damasco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER170
La reazione della folla
Dopo la moltiplicazione dei pani, la folla riconosce Gesù come il profeta annunciato da Mosè e vuole proclamarlo re. Solo Giovanni riporta questo episodio. Gesù si ritira sul monte, rifiutando una regalità politica. Questo passo rivela la tensione tra le attese messianiche popolari e la missione spirituale del Messia, che rifiuta di conformarsi alle speranze nazionaliste del suo tempo.
Giovanni 6.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo.Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER173
Numerose guarigioni a Gennesaret
La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.
Marco 6.55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch’egli si trovasse.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER174
Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita
Giovanni 6.22-59 riporta il discorso di Gesù sul pane della vita, pronunciato nella sinagoga di Cafarnao in un sabato di maggio del 32 d.C. Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù si rivela come il «pane della vita», invitando la folla a credere in lui per ottenere la vita eterna. Questo passo, proprio di Giovanni, presenta una grande ricchezza cristologica ed eucaristica, di fronte all'incomprensione e ai mormorii dei suoi ascoltatori.
Giovanni 6.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E trovatolo di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando se’ giunto qua?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER195
Domanda dei discepoli sul profeta Elia
Dopo la trasfigurazione, i discepoli interrogano Gesù sulla profezia riguardante Elia. Gesù rivela che Giovanni Battista adempie questa profezia, un legame che i Vangeli sviluppano progressivamente.
Marco 9.11-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi gli chiesero: Perché dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli disse loro: Elia deve venir prima e ristabilire ogni cosa; e come mai è egli scritto del Figliuol dell’uomo che egli ha da patir molte cose e da essere sprezzato?Ma io vi dico che Elia è già venuto, ed anche gli hanno fatto quello che hanno voluto, com’è scritto di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER202
Parabola della pecora smarrita
La parabola della pecora smarrita (Mt 18.10-14; Lc 15.3-7) è insegnata da Gesù a Cafarnao nel settembre del 32 d.C., poco prima della sua partenza definitiva dalla Galilea. Matteo pone l’accento sulla protezione dei «piccoli» e sulla volontà divina di non perderne nessuno, mentre Luca sottolinea la gioia celeste per il peccatore pentito. La figura del pastore rimanda alla missione messianica di Gesù, buon pastore che prepara i suoi discepoli alla sua assenza promettendo loro una guida spirituale.
Giovanni 10.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER206
La festa dei Tabernacoli
La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.
Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER207
Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Giovanni 7.3-9 racconta la tensione tra Gesù e i suoi fratelli prima della festa di Sukkot (ottobre dell'anno 32 d.C.). Non comprendendo la missione messianica, essi lo spingono a manifestarsi pubblicamente a Gerusalemme. Gesù sceglie la prudenza, consapevole dei rischi di arresto. Maria resta in disparte. Questo episodio, presente solo in Giovanni, illustra l'incomprensione familiare di fronte alla natura divina di Gesù, poiché la conversione dei suoi fratelli avviene soltanto dopo la risurrezione.
Giovanni 7.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perciò i suoi fratelli gli dissero: Partiti di qua e vattene in Giudea, affinché i tuoi discepoli veggano anch’essi le opere che tu fai.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER208
Partenza per Gerusalemme e partenza definitiva dalla Galilea
PER208 descrive la partenza definitiva di Gesù e dei suoi discepoli dalla Galilea il 3 ottobre dell'anno 32, in cammino verso Gerusalemme per la festa di Sukkot. Seguendo il racconto di Luca, attraversano la Samaria invece di percorrere la strada abituale lungo il Giordano. Arrivano il venerdì sera 8 ottobre, insegnano sulla spianata del Tempio, e Gesù pronuncia il suo discorso sull'acqua a Hoshana Rabbà il 13 ottobre. Il gruppo resterà nella regione di Gerusalemme per sei mesi, fino alla Pasqua del 1° aprile dell'anno 33.
Marco 10.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, levatosi di là, se ne andò sui confini della Giudea, ed oltre il Giordano; e di nuovo di raunarono presso a lui delle turbe; ed egli di nuovo, come soleva, le ammaestrava.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER221
Il ritorno dei 70 discepoli
Il ritorno dei settanta discepoli (Luca 10.17-24) illustra il loro stupore dopo la missione. Gesù li riporta all'essenziale: rallegrarsi perché i loro nomi sono scritti nei cieli. Proclama la sovranità divina nella rivelazione, concessa agli umili piuttosto che ai sapienti. La dichiarazione del versetto 22 afferma l'intimità unica del Padre e del Figlio, facendo di Gesù l'unico mediatore della conoscenza divina. Luca sottolinea così la continuità dell'opera evangelica.
Marco 6.30-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or gli apostoli, essendosi raccolti presso Gesù gli riferirono tutto quello che avean fatto e insegnato.Ed egli disse loro: Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un po’. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non aveano neppur tempo di mangiare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER231
Guarigione di una donna nel giorno di sabato
La pericope 231 narra la guarigione, da parte di Gesù, di una donna inferma da diciotto anni, in giorno di sabato, in una sinagoga di Gerusalemme (Luca 13.10-17). Questo gesto suscita l'indignazione delle autorità religiose, che Gesù confonde mettendo in luce le loro contraddizioni. La folla, invece, ammira e glorifica Dio. L'episodio illustra la tensione tra la tradizione farisaica e l'applicazione autentica della legge divina, mettendo in evidenza al tempo stesso la fede perseverante di questa donna.
Luca 6.6-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne in un altro sabato ch’egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.Or gli scribi e i Farisei l’osservavano per vedere se farebbe una guarigione in giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all’uomo che avea la man secca: Lèvati, e sta su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: E’ lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.Ed essi furon ripieni di furore e discorreano fra loro di quel che potrebbero fare a Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER233
Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme
La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.
Luca 13.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed egli disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER234
Lamento su Gerusalemme
Il Lamento su Gerusalemme (Mt 23.37-39; Lc 13.34-35) mostra Gesù che piange sulla città santa, pochi giorni prima della sua Passione. Attraverso la metafora della gallina che protegge i suoi pulcini, esprime l’amore divino rifiutato, condanna l’uccisione dei profeti e annuncia la desolazione del Tempio, lasciando tuttavia aperta una speranza di riconciliazione finale.
Matteo 23.37-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER235
Pasto in casa di un fariseo
La pericope PER235 racconta il pasto di Gesù in casa di un capo dei farisei di sabato (Luca 14.1), in un contesto di crescente scontro. I farisei cercano di raccogliere prove contro di lui per il Sinedrio. Nonostante le tensioni, Gesù accetta l'invito, mantiene le sue posizioni e corregge i loro insegnamenti. Luca è l'unico evangelista a riportare questo episodio, verosimilmente collocato nel pasto del sabato a mezzogiorno.
Luca 14.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne che, essendo egli entrato in casa di uno de’ principali Farisei in giorno di sabato per prender cibo, essi lo stavano osservando.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER236
Guarigione di un uomo affetto da idropisia
Un uomo affetto da idropisia viene guarito dal Messia Gesù durante un pasto sabbatico in casa di un fariseo a Gerusalemme. Davanti agli esperti della legge, Gesù pone una domanda sulla liceità di guarire di sabato, poi agisce senza attendere la loro risposta. I suoi interlocutori, incapaci di replicare, restano in silenzio. Luca è l'unico evangelista a riferire questo episodio (Luca 14.2-6), datato 4 dicembre dell'anno 32 d.C.
Luca 14.2-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ecco, gli stava dinanzi un uomo idropico.E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.Allora egli, presolo, lo guarì e lo licenziò.Poi disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae subito fuori in giorno di sabato?Ed essi non potevano risponder nulla in contrario.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER282
Maledizione del fico sterile
Lunedì 28 marzo del 33 d.C., sulla strada da Betania a Gerusalemme, il Messia Gesù maledice un fico coperto di foglie ma senza frutti, che si secca subito. Questo gesto, riportato da Matteo e Marco, è un miracolo-parabola che simboleggia Israele: molta apparenza religiosa, ma nessuna vera fecondità. Incorniciando la purificazione del Tempio in Marco, questo episodio annuncia il giudizio divino su una pietà sterile.
Matteo 21.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E la mattina, tornando in città, ebbe fame.E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER283
Annuncio della distruzione di Gerusalemme
In Luca 19.41-44, Gesù si avvicina a Gerusalemme, piange sulla città e annuncia con precisione la sua futura distruzione da parte dei Romani nel 70 d.C. Solo Luca riporta questo episodio in questa forma. Gesù deplora che Gerusalemme non abbia riconosciuto la sua visitazione divina. Questo passo rivela al tempo stesso la compassione del Messia e la gravità del rifiuto della rivelazione divina, e si colloca nell'ultima settimana prima del suo arresto.
Marco 10.32-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or erano per cammino salendo a Gerusalemme, e Gesù andava innanzi a loro; ed essi erano sbigottiti; e quelli che lo seguivano eran presi da timore. Ed egli, tratti di nuovo da parte i dodici, prese a dir loro le cose che gli avverrebbero:Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili;e lo scherniranno e gli sputeranno addosso e lo flagelleranno e l’uccideranno; e dopo tre giorni egli risusciterà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER284
Purificazione del Tempio per la seconda volta
La seconda purificazione del Tempio da parte di Gesù, il lunedì 28 marzo del 33, è un atto profetico e simbolico. Scacciando i venditori dal cortile dei Gentili e citando Isaia e Geremia, Gesù denuncia la corruzione del culto, afferma la sua autorità messianica e annuncia il giudizio che verrà sul Tempio. Questo evento precipita la decisione dei capi religiosi di metterlo a morte.
Luca 19.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano,dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER286
Insegnamento quotidiano nel Tempio
La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.
Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER288
Il fico è seccato
Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.
Marco 11.20-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli vi perdonerà i vostri falli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER289
L’autorità del Messia Gesù contestata
Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.
Marco 11.27-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentr’egli passeggiava per il tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani s’accostarono a lui e gli dissero:Con quale autorità fai tu queste cose? O chi ti ha data codesta autorità di far queste cose?E Gesù disse loro: Io vi domanderò una cosa; rispondetemi e vi dirò con quale autorità io faccio queste cose.Il battesimo di Giovanni era esso dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi.Ed essi ragionavan fra loro dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perché dunque non gli credeste?Diremo invece: Dagli uomini?… Essi temevano il popolo, perché tutti stimavano che Giovanni fosse veramente profeta.E risposero a Gesù: Non lo sappiamo. E Gesù disse loro: E neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER292
La parabola del banchetto di nozze
La parabola del banchetto nuziale (Mt 22,1-14 ; Lc 14,15-24) insegna che Dio invita tutti gli uomini nel suo Regno, ma che rifiutare questo invito comporta un grave giudizio. Pronunciata nel Tempio di Gerusalemme il martedì della settimana della Passione, annuncia profeticamente la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. L'uomo senza l'abito nuziale ricorda che entrare nel Regno richiede una trasformazione spirituale autentica, ricevuta mediante la fede in Cristo.
Matteo 21.33-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro;e cercavano di pigliarlo, ma temettero le turbe, che lo teneano per profeta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER293
Le domande degli stranieri al Messia Gesù
Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 12.20-50), collocato il martedì santo nel cortile dei gentili. Alcuni greci chiedono di vedere Gesù, e questo dà il via all’annuncio dell’ora della sua glorificazione. Attraverso l’immagine del chicco di grano, Gesù rivela che la sua morte è fonte di vita universale. La croce è presentata come un’elevazione gloriosa che attira a lui tutti gli uomini, aprendo la salvezza a tutte le nazioni.
Giovanni 12.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù rispose loro dicendo: L’ora è venuta, che il Figliuol dell’uomo ha da esser glorificato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER294
Le domande dei farisei e degli erodiani
Farisei ed erodiani cercano di tendere una trappola a Gesù chiedendogli se si debba pagare il tributo a Cesare. La sua risposta — «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio» — sventa la trappola e pone la distinzione fondamentale tra autorità civile e sovranità divina, ricordando che l'uomo, che porta l'immagine di Dio, gli appartiene interamente.
Marco 12.13-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E gli mandarono alcuni dei Farisei e degli Erodiani per coglierlo in parole.Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo?Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentante? Portatemi un denaro, ch’io lo vegga.Ed essi glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa effigie e questa iscrizione? Essi gli dissero:Di Cesare. Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER295
Le domande dei farisei e degli erodiani
Nel Tempio di Gerusalemme, i sadducei tentano di tendere una trappola a Gesù con una domanda sulla risurrezione che riguarda una donna che ebbe sette mariti. Gesù risponde rivelando la loro ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio: nella vita futura non ci si sposa più. Prova la risurrezione a partire dalla Torah citando Esodo 3.6: Dio è il Dio dei viventi, non dei morti. I suoi avversari sono ridotti al silenzio.
Luca 20.35-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma quelli che saranno reputati degni d’aver parte al secolo avvenire e alla risurrezione dai morti, non sposano e non sono sposati,perché neanche possono più morire, giacché son simili agli angeli e son figliuoli di Dio, essendo figliuoli della risurrezione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER296
Le domande dei dottori della legge
Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.
Luca 23.50-51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ecco un uomo per nome Giuseppe, che era consigliere, uomo dabbene e giusto,il quale non avea consentito alla deliberazione e all’operato degli altri, ed era da Arimatea, città de’ Giudei, e aspettava il regno di Dio,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER298
Requisitoria contro i capi religiosi
Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.
Matteo 23.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER300
L’incredulità dei Giudei
La pericope 300 tratta dell’incredulità dei Giudei di fronte ai segni compiuti da Gesù, episodio riportato soltanto da Giovanni (Gv 12,37-50), collocato nel Tempio di Gerusalemme il mercoledì 30 marzo del 33. In contrasto, il dono della povera vedova illustra la fede autentica. Gesù capovolge i criteri umani: la vera generosità non si misura dalla quantità donata, ma dalla disposizione del cuore, che offre a Dio tutto ciò che si è.
Marco 12.41-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai.E venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli che fanno un quarto di soldo.E Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: in verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri;poiché tutti han gettato del superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER302
La parabola del fico
L’articolo analizza la parabola del fico, in cui Gesù insegna la vigilanza spirituale di fronte ai segni dei tempi. Gli eventi che annunciano l’avvicinarsi del Regno sono visti non come minacce, ma come un invito alla preparazione e alla fede. Viene sottolineata la stabilità delle parole di Gesù di fronte al carattere passeggero del mondo.
Isaia 40.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio sussiste in eterno”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER318
La via che conduce al cielo
L’articolo decifra Giovanni 14.1-15, dove Gesù consola i suoi discepoli promettendo di preparare loro un posto presso il Padre. Sottolinea la sua mediazione unica e l’unità con Dio, promettendo al tempo stesso lo Spirito Santo per guidare gli apostoli.
Luca 22.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando l’ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui.Ed egli disse loro: Ho grandemente desiderato di mangiar questa pasqua con voi, prima ch’io soffra;poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia compiuta nel regno di Dio.E avendo preso un calice, rese grazie e disse: Prendete questo e distribuitelo fra voi;perché io vi dico che oramai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER341
La presentazione a Ponzio Pilato
La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.
Marco 15.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER342
La tragica fine di Giuda Iscariota
Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.
Luca 23.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, levatasi tutta l’assemblea, lo menarono a Pilato.E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiam trovato costui che sovvertiva la nostra nazione e che vietava di pagare i tributi a Cesare, e diceva d’esser lui il Cristo re.E Pilato lo interrogò, dicendo: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono.E Pilato disse ai capi sacerdoti e alle turbe: Io non trovo colpa alcuna in quest’uomo.Ma essi insistevano, dicendo: Egli solleva il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER343
Presentazione al «re» Antipa
Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.
Luca 22.66-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi sacerdoti e gli scribi si adunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se ve lo dicessi, non credereste;e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.Ma da ora innanzi il Figliuol dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio.E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono.E quelli dissero: Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Noi stessi l’abbiamo udito dalla sua propria bocca.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER344
Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.
Giovanni 19.1-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora dunque Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano:Salve, Re de’ Giudei! e gli davan degli schiaffi.Pilato uscì di nuovo, e disse loro: Ecco, ve lo meno fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa.Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’uomo!Come dunque i capi sacerdoti e le guardie l’ebbero veduto, gridarono: Crocifiggilo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa.I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché egli s’è fatto Figliuol di Dio.Quando Pilato ebbe udita questa parola, temette maggiormente;e rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta.Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti?Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto; Perciò chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa.Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare.Pilato dunque, udite queste parole, menò fuori Gesù, e si assise al tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà.Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER347
I diversi maltrattamenti e la flagellazione
PER347 analizza la flagellazione e i maltrattamenti inflitti a Gesù nel pretorio di Ponzio Pilato, il venerdì mattina della Passione. Pratica romana normalizzata che precedeva la crocifissione, questo supplizio è accompagnato dagli scherni dei soldati (corona di spine, manto di porpora). L’articolo confronta i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni in un approccio sinottico, sottolineando la violenza istituzionale romana e la dignità conservata da Gesù nonostante gli oltraggi.
Matteo 27.26-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.Allora i soldati del governatore, tratto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte.E spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto;e intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e una canna nella man destra; e inginocchiatisi dinanzi a lui, lo beffavano, dicendo: Salve, re de’ Giudei!E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo.E dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto, e lo rivestirono delle sue vesti; poi lo menaron via per crocifiggerlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER348
Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù
La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.
Giovanni 19.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER349
Il titulus di Pilato
Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.
Giovanni 19.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER350
Il cammino fino al monte Golgota, aiuto di Simone di Cirene
PER350 analizza il cammino di Gesù verso il monte Golgota, a partire dal pretorio di Pilato. Indebolito dalla flagellazione, Gesù non riesce più a portare da solo la sua croce. Simone di Cirene viene requisito dai soldati. Luca menziona delle donne in lacrime tra la folla, Matteo riferisce il rifiuto di Gesù di una bevanda anestetizzante. Marco identifica Simone come padre di Alessandro e Rufo, figure note alle prime comunità cristiane. Una sinossi di Matteo, Marco e Luca illumina questo episodio che precede immediatamente la crocifissione, datata al venerdì mattina verso le 9.
Marco 15.21-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER353
La spartizione delle vesti e le derisioni
La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.
Matteo 27.39-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo:Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce!Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano:Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui.S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio.E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER354
Il dialogo con i due malfattori che gli stavano accanto
La pericope 354 analizza l'unico dialogo riportato da Luca tra Gesù e i due malfattori crocifissi accanto a lui (Lc 23,39-43). Uno schernisce Gesù; l'altro riconosce la propria colpa, afferma l'innocenza di Gesù e chiede di essere accolto nel suo regno. Gesù gli promette il paradiso «oggi». Questo brano rivela un paradosso teologico centrale: Gesù salva dalla croce, manifestando un'autorità spirituale proprio là dove tutto sembra contraddirla.
Marco 15.20-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno.Era l’ora terza quando lo crocifissero.E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI.E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui.E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni,salva te stesso e scendi giù di croce!Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso!Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER356
La notte a mezzogiorno
La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.
Giovanni 18.17-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono.Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava.Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono.Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui?E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua.Pilato dunque uscì fuori verso di loro, e domandò: Quale accusa portate contro quest’uomo?Essi risposero e gli dissero: Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER357
La morte del Messia Gesù
La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.
Deuteronomio 21.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quand’uno avrà commesso un delitto degno di morte, e tu l’avrai fatto morire e appiccato a un albero,il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull’albero, ma lo seppellirai senza fallo lo stesso giorno; perché l’appiccato è maledetto da Dio, e tu non contaminerai la terra che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER359
I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù
Alla morte di Gesù sul Golgota si verificano diversi segni straordinari: il velo del Tempio si squarcia dall'alto in basso, simboleggiando l'accesso diretto a Dio; un terremoto scuote la regione; le rocce si spaccano e le tombe si aprono. Questi fenomeni, riferiti soprattutto da Matteo, significano la fine dell'antica alleanza, l'avvento di una nuova e la vittoria di Cristo sulla morte, confermata dalla confessione del centurione romano.
Marco 15.33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER360
I discepoli presenti alla crocifissione
PER360 analizza i discepoli presenti alla crocifissione di Gesù sul Golgota, mettendo a confronto i quattro Vangeli. Erano in maggioranza donne — Maria madre di Gesù, Maria Maddalena, Salome, Maria di Cleopa — e l'apostolo Giovanni, l'unico uomo menzionato. Il loro coraggio contrasta con la fuga dei discepoli uomini. Gesù affida la madre a Giovanni, gesto di profonda umanità. Una tenebra soprannaturale copre la scena da mezzogiorno alle 15, venerdì 1º aprile del 33.
Zaccaria 13.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dèstati, o spada, contro il mio pastore, e contro l’uomo che mi è compagno! Dice l’Eterno degli eserciti. Colpisci il pastore, e sian disperse le pecore! Ma io volgerò la mia mano sui piccoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER361
Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù
Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.
Marco 15.33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER362
Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba
Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, due membri del Sinedrio favorevoli a Gesù, seppelliscono il suo corpo venerdì 1° aprile dell'anno 33, prima del sabato. Nicodemo porta una grande quantità di aromi, Giuseppe mette a disposizione il suo sepolcro nuovo. Il loro gesto coraggioso e pubblico, compiuto secondo i riti ebraici, conferisce alla sepoltura del Messia una dimensione regale e onorifica, segnando la loro uscita dalla discrezione dopo la crocifissione.
Giovanni 19.39-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei.Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER363
La visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato
Episodio esclusivo di Matteo, questa pericope racconta la visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato il sabato mattina per ottenere una guardia alla tomba di Gesù. Temendo una voce di risurrezione, fanno sigillare il sepolcro. Pilato, pragmatico, cede alla loro richiesta. Questo episodio rivela le tensioni tra il potere religioso ebraico e l'autorità romana, e prepara direttamente il racconto della risurrezione.
Matteo 27.63-64 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Dopo tre giorni, risusciterò.Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: E’ risuscitato dai morti; così l’ultimo inganno sarebbe peggiore del primo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER364
Le donne vanno alla tomba
La pericope 364 racconta la partenza delle donne verso il sepolcro di Gesù, all'alba di domenica, attestata dai quattro vangeli. Mosse dalla loro fedeltà e dal loro attaccamento a Gesù, portano degli aromi senza aspettarsi una risurrezione. L'articolo sottolinea la loro costanza di fronte al venir meno degli apostoli, la loro incomprensione degli annunci della risurrezione e la loro ignoranza delle guardie poste al sepolcro. Un'analisi sinottica rigorosa nel quadro della Passione e della Risurrezione.
Marco 16.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER365
La pietra rotolata via, il terremoto
La mattina di Pasqua, alcune donne fedeli si recano alla tomba di Gesù per completare le cure funebri. Scoprono la pietra rotolata via e la tomba vuota. L’articolo analizza la loro fedeltà, in contrasto con la fuga degli apostoli, il loro attaccamento a Gesù e l’incomprensione generale di fronte agli annunci della risurrezione. Un approccio sinottico confronta Matteo, Marco, Luca e Giovanni su questo evento fondante.
Luca 23.49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo aveano accompagnato dalla Galilea, stavano a guardare queste cose da lontano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER366
Il messaggio degli angeli
La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.
Matteo 28.5-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma l’angelo prese a dire alle donne: Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso.Egli non è qui, poiché è risuscitato come avea detto; venite a vedere il luogo dove giaceva.E andate presto a dire a’ suoi discepoli: Egli è risuscitato da’ morti, ed ecco, vi precede in Galilea; quivi lo vedrete. Ecco, ve l’ho detto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER367
Le donne avvertono i discepoli
La pericope 367 esamina il momento in cui le donne avvertono i discepoli della risurrezione, mettendo a confronto Matteo 28.8, Marco 16.9-11, Luca 24.9-11 e Giovanni 20.2. Emerge una divergenza rilevante: Maria di Magdala sembra ignorare il messaggio degli angeli, diversamente dalle altre donne. L’ipotesi di una partenza anticipata di Maria prima dell’apparizione angelica permette di armonizzare i racconti e di spiegare la sua persistente incomprensione davanti alla tomba vuota.
Giovanni 20.24-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Toma, detto Didimo, uno de’ dodici, non era con loro quando venne Gesù.Gli altri discepoli dunque gli dissero: Abbiam veduto il Signore! Ma egli disse loro: Se io non vedo nelle sue mani il segno de’ chiodi, e se non metto il mio dito nel segno de’ chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò.E otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Toma era con loro. Venne Gesù, a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente.Toma gli rispose e disse: Signor mio e Dio mio!Gesù gli disse: Perché m’hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non han veduto, e hanno creduto!Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri miracoli, che non sono scritti in questo libro;ma queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER368
La reazione di Pietro e di Giovanni
La pericope 368 analizza la reazione di Pietro e Giovanni dopo la testimonianza di Maria di Magdala sulla tomba vuota. I due apostoli corrono al sepolcro, vi scoprono le bende e il sudario piegato, ma non comprendono ancora la realtà della risurrezione. L'articolo armonizza i racconti di Luca 24.12 e Giovanni 20.3-12, distingue due annunci successivi ai discepoli e sottolinea l'incomprensione iniziale di fronte alle profezie di Gesù sulla sua risurrezione.
Marco 8.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi cominciò ad insegnar loro ch’era necessario che il Figliuol dell’uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER369
Maria di Magdala resta presso il sepolcro
Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 20.11), questa pericope descrive Maria di Magdala che resta sola presso il sepolcro dopo la partenza di Pietro e Giovanni. Testimone fedele fin dal ministero di Gesù, interpreta dapprima la scomparsa del corpo come un trafugamento, prima di diventare la prima persona a cui il Risorto appare personalmente. L’articolo propone un’analisi cronologica e un’armonizzazione dei racconti evangelici della risurrezione.
Giovanni 20.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER370
Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala
La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.
Giovanni 20.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER371
Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne
La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.
Marco 16.5-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essendo entrate nel sepolcro, videro un giovinetto, seduto a destra, vestito d’una veste bianca, e furono spaventate.Ma egli disse loro: Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’aveano posto.Ma andate a dire ai suoi discepoli ed a Pietro, ch’egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come v’ha detto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER372
L’apparizione del Messia Gesù a Pietro
L’apparizione di Gesù risorto a Simon Pietro è attestata da Luca 24.34 e 1 Corinzi 15.3-5, ma nessun evangelista ne descrive il contenuto. Collocato nella domenica 3 aprile dell’anno 33 d.C., dopo le apparizioni alle donne e prima di quella ai discepoli di Emmaus, questo incontro intimo sembra essere una riconciliazione personale tra Gesù e Pietro dopo il suo rinnegamento. Pietro sarebbe così stato il primo apostolo a vedere il Signore risorto.
Luca 24.36-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito.Ed egli disse loro: Perché siete turbati? E perché vi sorgono in cuore tali pensieri?Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io.E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.Ma siccome per l’allegrezza non credevano ancora, e si stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare?Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza.Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.Allora apri loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro:Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno,e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.Or voi siete testimoni di queste cose.Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER373
Le guardie avvertono le autorità ebraiche
Matteo 28.11-15 riferisce che le guardie del sepolcro, testimoni involontari della risurrezione, si recarono dalle autorità ebraiche. Queste le corruppero perché diffondessero la tesi del furto del corpo da parte dei discepoli. L'articolo analizza il valore apologetico di questa testimonianza esterna alla cerchia cristiana e le contraddizioni della versione ufficiale, sottolineando che questo episodio, esclusivo di Matteo, si inserisce nella cronologia pasquale di domenica 3 aprile dell'anno 33.
Giovanni 20.11-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro,ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro.Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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ANN056
I Vangeli in cifre
L'article analyse les Évangiles à travers la lente exploration des péricopes, discutant de l'antériorité et de la dépendance des récits. Basé sur un découpage…
Présentation des quatre Évangiles
Ce parcours constitue une porte d'entrée essentielle pour quiconque souhaite s'initier à la lecture des textes évangéliques. Il pose les fondements nécessaires à la compréhension des quatre récits de la vie de Jésus, en examinant leur origine, leur structure et les intentions propres à chacun de leurs auteurs.
Matthieu, Marc, Luc et Jean ont chacun écrit pour un public différent, avec un style et une théologie qui leur sont propres. Cette présentation permet de saisir ces particularités avant d'entrer dans le détail des récits, en montrant ce qui distingue ces textes tout autant que ce qui les unit autour d'un même personnage central.
Ce parcours prépare également à la lecture synoptique, c'est-à-dire à la mise en parallèle des Évangiles, une approche au cœur de nombreuses études proposées sur ce site. Comprendre les quatre Évangiles dans leur singularité, c'est mieux apprécier la richesse et la profondeur du témoignage qu'ils portent ensemble sur la vie et l'enseignement de Jésus.
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PER001
Perché e come Luca scrisse il suo Vangelo?
Questo articolo illustra le ragioni e il metodo di Luca nello scrivere il suo Vangelo, sottolineando il suo approccio accurato e storico nel raccogliere resoconti affidabili sulla vita di Gesù.
Luca 1.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché molti hanno intrapreso ad ordinare una narrazione de’ fatti che si son compiuti tra noi,secondo che ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola,è parso bene anche, a me dopo essermi accuratamente informato d’ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo,affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
En complément
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ANN001
Il Vangelo di Luca
L’Évangile selon Luc forme avec les Actes des Apôtres une œuvre en deux volumes consacrée aux origines du christianisme. Luc n’a pas été témoin…
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ANN001
Il Vangelo di Luca
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
Ce parcours couvre une période charnière du ministère public de Jésus, comprise entre deux célébrations annuelles de la Pâque juive. Il s'inscrit dans la démarche synoptique qui consiste à lire et comparer les récits des quatre Évangiles en parallèle, afin de reconstituer la chronologie de la vie et de l'enseignement du Messie.
Durant cet intervalle, Jésus intensifie sa mission en Galilée et au-delà : il enseigne les foules, forme ses disciples, accomplit des signes et pose les bases de ce qui deviendra le Sermon sur la montagne. Ces événements représentent le cœur de son action publique, là où sa parole et ses actes se déploient avec le plus d'ampleur.
Lire les articles de ce parcours permet de saisir la progression dramatique du ministère de Jésus, entre acceptation populaire croissante et premières oppositions religieuses. La structure calée sur les fêtes de Pâque offre un repère temporel concret, ancré dans le calendrier liturgique juif que les Évangiles eux-mêmes utilisent pour rythmer leur récit.
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PER120
La testimonianza della famiglia del Messia Gesù
Questo articolo esamina i rapporti tesi tra Gesù, la sua famiglia e le autorità religiose, basandosi principalmente sul Vangelo secondo Marco. Descrivendo l'atteggiamento inizialmente scettico della sua famiglia, mette in luce le dinamiche dei rapporti con i farisei e la successiva conversione di alcuni membri della famiglia dopo la risurrezione.
Marco 3.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR018
Risurrezione della figlia di Giairo
L'article explore la résurrection de la fille de Jaïrus et la guérison d'une femme malade par Jésus, selon les évangiles de Matthieu, Marc et Luc. L'importance de la foi dans ces récits est soulignée, ainsi que les différences et similitudes dans les détails des événements. Ces miracles illustrent la compassion de Jésus et sa puissance de guérison.
Marco 5.21-43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, una gran moltitudine si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare.Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getta ai piedie lo prega istantemente, dicendo: La mia figliuola è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani, affinché sia salva e viva.E Gesù andò con lui, e gran moltitudine lo seguiva e l’affollava.Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni,e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata,avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva:Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva.E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello.E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti?E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato?Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto.Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità.Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello.Mentr’egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro?Ma Gesù, inteso quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: Non temere; solo abbi fede!E non permise ad alcuno di accompagnarlo, salvo che a Pietro, a Giacomo e a Giovanni, fratello di Giacomo.E giungono a casa del capo della sinagoga; ed egli vede del tumulto e gente che piange ed urla forte.Ed entrato, dice loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme.E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla.E presala per la mano le dice: Talithà cumì! che interpretato vuole dire: Giovinetta, io tel dico, lèvati!E tosto la giovinetta s’alzò e camminava, perché avea dodici anni. E furono subito presi da grande stupore;ed egli comandò loro molto strettamente che non lo risapesse alcuno: e disse loro che le fosse dato da mangiare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR019
Guarigione della donna emorroissa
L'article explore l'histoire d'une femme souffrant de saignements, guérie par sa foi en touchant le vêtement de Jésus. Cet acte manifeste la puissance de guérison et la compassion de Jésus envers ceux qui croient en lui, comme rapporté dans les Évangiles de Matthieu, Marc et Luc.
Luca 8.43-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne’ medici tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno,accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò.E Gesù domandò: Chi m’ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli ch’eran con lui, risposero: Maestro, le turbe ti stringono e t’affollano.Ma Gesù replicò: Qualcuno m’ha toccato, perché ho sentito che una virtù è uscita da me.E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a’ suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l’avea toccato e com’era stata guarita in un istante.Ma egli le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR022
Moltiplicazione dei pani e dei pesci
La Multiplication des pains et des poissons est un miracle rapporté dans les Évangiles où Jésus nourrit une foule de milliers avec juste cinq pains et deux poissons. Cette histoire symbolise la compassion et la puissance divine de Jésus, tout en soulignant l'importance de la foi et de la reconnaissance de son véritable rôle spirituel.
Matteo 14.13-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; e le turbe, saputolo, lo seguitarono a piedi dalle città.E Gesù, smontato dalla barca, vide una gran moltitudine; n’ebbe compassione, e ne guarì gl’infermi.Or, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono e gli dissero: Il luogo è deserto e l’ora è già passata; licenzia dunque le folle, affinché vadano pei villaggi a comprarsi da mangiare.Ma Gesù disse loro: Non hanno bisogno d’andarsene; date lor voi da mangiare!Ed essi gli risposero: Non abbiam qui altro che cinque pani e due pesci.Ed egli disse: Portatemeli qua.Ed avendo ordinato alle turbe di accomodarsi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alle turbe.E tutti mangiarono e furon sazi; e si portaron via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene.E quelli che avevano mangiato eran circa cinquemila uomini, oltre le donne e i fanciulli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR023
Cammino sull'acqua
L'article analyse comment les évangiles décrivent Jésus marchant sur l'eau, soulignant sa divinité et la foi des disciples. Matthieu inclut l'épisode de Pierre marchant aussi sur l'eau, tandis que Marc et Jean décrivent l'émerveillement des disciples. L'événement illustre le pouvoir de Jésus sur la nature et la nécessité de croire en lui.
Giovanni 6.16-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare;e montati in una barca, si dirigevano all’altra riva, verso Capernaum. Già era buio, e Gesù non era ancora venuto a loro.E il mare era agitato, perché tirava un gran vento.Or com’ebbero vogato circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù che camminava sul mare e s’accostava alla barca; ed ebbero paura.Ma egli disse loro: Son io, non temete.Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove eran diretti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR027
Il nutrimento dei 4000
L'article relate la multiplication des pains où Jésus nourrit miraculeusement quatre mille personnes. Les récits de Matthieu et Marc décrivent la compassion de Jésus pour la foule affamée, la multiplication de sept pains et quelques poissons, et le ramassage de sept paniers de restes. Les différences incluent les destinations post-événement : Magadan pour Matthieu et Dalmanutha pour Marc.
Matteo 15.32-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse: Io ho pietà di questa moltitudine; poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; e non voglio rimandarli digiuni, che talora non vengano meno per via.E i discepoli gli dissero: Donde potremmo avere, in un luogo deserto, tanti pani da saziare così gran folla?E Gesù chiese loro: Quanti pani avete? Ed essi risposero: Sette e pochi pescetti.Allora egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra.Poi prese i sette pani ed i pesci; e dopo aver rese grazie, li spezzò e diede ai discepoli, e i discepoli alle folle.E tutti mangiarono e furon saziati; e de’ pezzi avanzati si levaron sette panieri pieni.Or quelli che aveano mangiato erano quattromila persone, senza contare le donne e i fanciulli.E, licenziate le turbe, Gesù entrò nella barca e venne al paese di Magadan.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR028
Guarigione del cieco di Betsaida
Jésus guérit un aveugle à Bethsaïda dans un processus en deux étapes, symbolisant la progression de la foi. L'utilisation de la salive et du toucher physique souligne l'implication directe de Jésus. Le récit met en lumière la compassion de Jésus et offre un symbole profond de la croissance spirituelle.
Marco 8.22-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse.Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò:Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi.Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR029
La trasfigurazione
La Transfiguration, relatée dans Matthieu, Marc et Luc, révèle la divinité de Jésus. Il est transfiguré devant Pierre, Jacques et Jean sur une montagne. Moïse et Élie apparaissent, et une voix céleste déclare Jésus comme le Fils bien-aimé. Ces récits soulignent l'importance de Jésus et son enseignement.
Luca 9.28-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che circa otto giorni dopo questi ragionamenti, Gesù prese seco Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte per pregare.E mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato, e la sua veste divenne candida sfolgorante.Ed ecco, due uomini conversavano con lui; ed erano Mosè ed Elia,i quali, appariti in gloria, parlavano della dipartenza ch’egli stava per compiere in Gerusalemme.Or Pietro e quelli ch’eran con lui, erano aggravati dal sonno; e quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che stavan con lui.E come questi si partivano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè, ed una per Elia; non sapendo quel che si dicesse.E mentre diceva così, venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola.Ed una voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio figliuolo, l’eletto mio; ascoltatelo.E mentre si faceva quella voce, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero, e non riferirono in quei giorni ad alcuno nulla di quel che aveano veduto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR004
Il buon grano e la zizzania
L'articolo analizza la parabola del grano e della zizzania, in cui Gesù spiega la coesistenza del bene e del male nel mondo. Questa storia mette in risalto la pazienza divina e l'idea di un giudizio finale. Gli insegnamenti che ne derivano offrono importanti spunti spirituali per i credenti.
Matteo 13.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo.Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.E quando l’erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l’andiamo a cogliere?Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER036
Le nozze di Cana
Le nozze di Cana (Giovanni 2,1-11) costituiscono il primo segno compiuto da Gesù, che trasforma l’acqua in vino durante un matrimonio a Cana in Galilea, nel novembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio. L’articolo esplora le ipotesi sulla presenza della famiglia di Gesù, propone Natanaele come possibile sposo e sottolinea che questo miracolo rafforza la fede dei discepoli manifestando la gloria del Messia.
Giovanni 2.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.E Gesù pure fu invitato co’ suoi discepoli alle nozze.E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino.E Gesù le disse: Che v’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta.Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quel che vi dirà.Or c’erano quivi sei pile di pietra, destinate alla purificazione de’ Giudei, le quali contenevano ciascuna due o tre misure.Gesù disse loro: Empite d’acqua le pile. Ed essi le empirono fino all’orlo.Poi disse loro: Ora attingete, e portatene al maestro di tavola. Ed essi gliene portarono.E quando il maestro di tavola ebbe assaggiata l’acqua ch’era diventata vino (or egli non sapea donde venisse, ma ben lo sapeano i servitori che aveano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse:Ognuno serve prima il vin buono; e quando si è bevuto largamente, il men buono; tu, invece, hai serbato il vin buono fino ad ora.Gesù fece questo primo de’ suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER037
Un passaggio a Cafarnao
Dopo le nozze di Cana, Gesù, il Messia, visita Cafarnao con la famiglia, intorno al 1º dicembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio (Giovanni 2,12). Vi ritrova i discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e stringe amicizia con Zebedeo e Salome. Questa città diventerà in seguito il centro del suo ministero in Galilea. Dopo questo passaggio torna a Nazaret, prima di raggiungere Giovanni il Battista a Ennòn.
Giovanni 2.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER039
I mercanti scacciati dal Tempio
La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.
Luca 19.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano,dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER069
La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
L'articolo analizza il secondo pellegrinaggio pasquale di Gesù a Gerusalemme, evocato in Giovanni 5:1. Sebbene Giovanni non nomini esplicitamente la Pasqua, il contesto cronologico suggerisce questa festa. Gesù ne approfitta per predicare e discutere con le autorità religiose. Gli incontri avvengono nel cortile del Tempio, mentre l'afflusso di pellegrini gli offre un pubblico vario.
Giovanni 2.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER070
La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.
Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER073
La predicazione in Galilea continua
L'articolo tratta la predicazione di Gesù in Galilea nel 31 e la sua crescente notorietà nonostante il rifiuto delle autorità religiose. Secondo i Vangeli, operava soprattutto a Cafarnao, predicando nelle sinagoghe e compiendo molti miracoli. Il ministero attira folle anche da fuori della Galilea.
Marco 1.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed egli disse loro: Andiamo altrove, per i villaggi vicini, ond’io predichi anche là; poiché è per questo che io sono uscito.E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando i demoni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER075
Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo
Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo illustrano la rottura radicale tra giudaismo e cristianesimo. Pronunciate da Gesù in risposta ai discepoli di Giovanni Battista riguardo al digiuno, affermano che non si possono mescolare il vecchio e il nuovo. Il cambiamento richiesto è una trasformazione completa, non una riforma, e invita ogni uomo a scegliere il Maestro che seguirà.
Matteo 9.16-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or niuno mette un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; perché quella toppa porta via qualcosa dal vestito, e lo strappo si fa peggiore.Neppur si mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri si rompono, il vino si spande e gli otri si perdono; ma si mette il vin nuovo in otri nuovi, e l’uno e gli altri si conservano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER076
Gesù è il signore del sabato
Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.
Deuteronomio 23.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quando entrerai nelle biade del tuo prossimo, potrai coglierne delle spighe con la mano; ma non metterai la falce nelle biade del tuo prossimo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER077
La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata
La pericope 77 racconta la guarigione di un uomo dalla mano paralizzata nella sinagoga di Capernaum, un sabato dell'anno 31. Riportato da Matteo, Marco e Luca, l'episodio rivela la crescente tensione tra Gesù e i farisei. Questi ultimi cercano di accusarlo e rifiutano di vedere i miracoli compiuti. L'anno 31 si conclude con una rottura tra Gesù e le autorità religiose ebraiche.
Luca 6.6-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne in un altro sabato ch’egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.Or gli scribi e i Farisei l’osservavano per vedere se farebbe una guarigione in giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all’uomo che avea la man secca: Lèvati, e sta su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: E’ lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR009
Guarigione del paralitico di Betesda
Cet article discute la guérison du paralytique de Bethesda par Jésus, qui illustre la compassion et l'autorité divine de Jésus. Le miracle, survenant un jour de sabbat, incite au conflit avec les autorités juives rigides sur les lois du sabbat. Jésus, par cet acte, souligne l'importance de la foi, de la guérison spirituelle et de la rédemption au-delà des restrictions légales.
Giovanni 5.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER078
I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù
La pericope 78 racconta la decisione dei farisei di assassinare il Messia Gesù dopo la guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata di sabato. Nell'anno 31, a Capernaum, una netta frattura contrappone le autorità religiose ostili al popolo ammirato. Voci dissidenti come Nicodemo e Gamaliele testimoniano un'opposizione interna al Sinedrio. Nonostante il complotto, Gesù prosegue con determinazione il suo ministero.
Matteo 12.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma i Farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire.Ma Gesù, saputolo, si partì di là; e molti lo seguirono, ed egli li guari tutti;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR010
Guérison de l’homme à la main desséchée
L'article explore le miracle de Jésus guérissant un homme à la main desséchée, illustrant sa confrontation avec les Pharisiens sur le sens du sabbat. Les Évangiles de Matthieu, Marc et Luc relatent chacun cet événement avec des nuances, soulignant la compassion de Jésus et la rigidité des autorités religieuses.
Matteo 12.9-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E, partitosi di là, venne nella loro sinagoga.Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: E’ egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s’ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?Or quant’è un uomo da più d’una pecora! E’ dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.Allora disse a quell’uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l’altra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER079
Numerose guarigioni in Galilea
La pericope 79 racconta le numerose guarigioni compiute da Gesù in Galilea, intorno a Capernaum, nell'anno 31. Di fronte a folle provenienti da tutto Israele, Gesù guarisce i malati e annuncia la salvezza, chiedendo discrezione. Matteo collega questi eventi alla profezia di Isaia 42.1-4 e vi vede una rivelazione trinitaria. La sua crescente fama contrasta con l'opposizione sempre maggiore dei farisei, gelosi della sua influenza sul popolo.
Marco 3.7-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi Gesù co’ suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò;e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui.Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l’affollasse.Perché egli ne aveva guariti molti; cosicché tutti quelli che aveano qualche flagello gli si precipitavano addosso per toccarlo.E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio!Ed egli li sgridava forte, affinché non facessero conoscere chi egli era.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER080
La scelta dei dodici apostoli
Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.
Marco 3.13-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quei ch’egli stesso volle, ed essi andarono a lui.E ne costituì dodici per tenerli con sée per mandarli a predicare con la potestà di cacciare i demoni.Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro;e Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figliuoli del tuono;e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Toma e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeoe Giuda Iscariot quello che poi lo tradì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER082
Proclamazione del Vangelo
L'articolo «PER082 - Proclamazione del Vangelo» esplora le istruzioni profetiche di Gesù ai discepoli, ai quali annuncia persecuzioni future. Basato su Matteo 10.16-23, mette in luce il ruolo dello Spirito Santo. Questa formazione in Galilea prepara gli apostoli alle sfide future.
Matteo 10.16-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili.Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER100
Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni
L’articolo esplora il discorso della montagna di Gesù, mettendo in risalto la fede rispetto alle preoccupazioni materiali, con insegnamenti tratti principalmente da Matteo e Luca, e spiegando come Gesù abbia esortato i suoi discepoli a confidare in Dio.
Matteo 16.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma Gesù, accortosene, disse: O gente di poca fede, perché ragionate fra voi del non aver de’ pani?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR015
Guarigione dell’uomo posseduto e muto
L'article décrit la guérison d'un homme muet par Jésus dans Luc 11.14-15, montrant sa puissance sur les démons. La foule réagit par émerveillement et scepticisme. Comparé à Matthieu 12.22-23, l'article illustre les perceptions divergentes de Jésus. Les récits soulignent son autorité divine et les tensions de son ministère.
Giovanni 20.30-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri miracoli, che non sono scritti in questo libro;ma queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR016
Il Messia Gesù calma la tempesta
Cet article examine comment, à travers Matthieu 8.23-27, Marc 4.35-41 et Luc 8.22-25, Jésus calme une tempête, montrant sa puissance divine. Les récits soulignent la réaction effrayée des disciples et l'importance de la foi, avec des variations reflétant les perspectives uniques de chaque évangéliste.
Luca 8.22-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne, in un di quei giorni, ch’egli entrò in una barca co’ suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all’altra riva del lago. E presero il largo.E mentre navigavano, egli si addormentò; e calò sul lago un turbine di vento, talché la barca s’empiva d’acqua, ed essi pericolavano.E accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti che s’acquetarono, e si fe’ bonaccia.Poi disse loro: Dov’è la fede vostra? Ma essi, impauriti e maravigliati, diceano l’uno all’altro: Chi è mai costui che comanda anche ai venti ed all’acqua e gli ubbidiscono?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR017
Esorcismo dell'indemoniato di Gadara
L'exorcisme de Gadara montre Jésus exorcisant des démons dans les Géraséniens, selon Matthieu, Marc, et Luc. Les démons reconnaissent Jésus comme le Fils de Dieu et demandent à entrer dans un troupeau de porcs qui se noiera ensuite. Cet acte démontre l'autorité et le pouvoir rédempteur de Jésus.
Marco 5.1-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E giunsero all’altra riva del mare nel paese de’ Geraseni.E come Gesù fu smontato dalla barca, subito gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo,il quale nei sepolcri avea la sua dimora; e neppure con una catena poteva più alcuno tenerlo legato;poiché spesso era stato legato con ceppi e catene; e le catene erano state da lui rotte, ed i ceppi spezzati, e niuno avea forza da domarlo.E di continuo, notte e giorno, fra i sepolcri e su per i monti, andava urlando e percotendosi con delle pietre.Or quand’ebbe veduto Gesù da lontano, corse e gli si prostrò dinanzi;e dato un gran grido, disse: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi;perché Gesù gli diceva: Spirito immondo, esci da quest’uomo!E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Il mio nome è Legione perché siamo molti.E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese.Or quivi pel monte stava a pascolare un gran branco di porci.E gli spiriti lo pregarono dicendo: Mandaci ne’ porci, perché entriamo in essi.Ed egli lo permise loro. E gli spiriti immondi, usciti, entrarono ne’ porci, ed il branco si avventò giù a precipizio nel mare.Eran circa duemila ed affogarono nel mare. E quelli che li pasturavano fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna; e la gente andò a vedere ciò che era avvenuto.E vennero a Gesù, e videro l’indemoniato seduto, vestito ed in buon senno, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono.E quelli che aveano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto de’ porci.Ed essi presero a pregar Gesù che se ne andasse dai loro confini,E come egli montava nella barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui.E Gesù non glielo permise, ma gli disse: Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatto, e come egli ha avuto pietà di te.E quello se ne andò e cominciò a pubblicare per la Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatto per lui. E tutti si maravigliarono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR024
Guarigione a Gennesaret
L'article explore les récits de Matthieu 14.34-36 et Marc 6.53-56, décrivant les guérisons opérées par Jésus à Génésareth. Les habitants reconnaissent Jésus et s'empressent de rassembler les malades pour qu'ils puissent toucher son vêtement, démontrant leur foi en sa capacité de guérir. Ces récits soulignent la puissance miraculeuse de Jésus et l'importance de la foi des guéris.
Matteo 14.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E, passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all’intorno, e gli presentaron tutti i malati,e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR025
Guarigione della figlia della donna cananea
Cet article analyse la guérison de la fille de la femme cananéenne par Jésus, en mettant en lumière sa foi et l'expansion du message de Jésus aux Gentils.
Matteo 15.21-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone.Quand’ecco, una donna cananea di que’ luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio.Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: Licenziala, perché ci grida dietro.Ma egli rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele.Ella però venne e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami!Ma egli rispose: Non è bene prendere il pan de’ figliuoli per buttarlo ai cagnolini.Ma ella disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano dei minuzzoli che cadono dalla tavola dei lor padroni.Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell’ora la sua figliuola fu guarita.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER112
La partenza del Messia Gesù verso altre città
La pericope 112 analizza il viaggio itinerante di Gesù verso le città e i villaggi della Galilea (Mt 11.1), collocato nel maggio-giugno 31. A differenza di Giovanni Battista, che rimaneva in un luogo fisso, Gesù percorreva attivamente la regione per annunciare il Regno dei Cieli, guidato dallo Spirito Santo, così da raggiungere anche i più poveri che non potevano recarsi da lui.
Matteo 11.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che quando ebbe finito di dar le sue istruzioni ai suoi dodici discepoli, Gesù si partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER113
La domanda di Giovanni Battista
In prigione, Giovanni Battista manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia davvero il Messia atteso. Gesù risponde con le sue opere — guarigioni, risurrezioni, annuncio ai poveri — richiamandosi a Isaia 35.5. L'articolo analizza la divergenza fra i due ministeri, la logica redazionale di Matteo e il forte significato cristologico implicito nel riferimento profetico: Gesù è Dio che viene a salvare il suo popolo (Is 35.4).
Isaia 35.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Fortificate le mani infiacchite, raffermate le ginocchia vacillanti!Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: “Siate forti, non temete!” Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER117
Il Messia Gesù nella casa del fariseo
A Cafarnao, Gesù accetta l'invito di un fariseo di nome Simone. Durante il pasto, una donna peccatrice unge i suoi piedi con lacrime e profumo. Di fronte al disprezzo di Simone, Gesù racconta una parabola sul perdono e dichiara la donna salvata dalla sua fede. Questo episodio, riferito soltanto da Luca (7,36-50), illustra la contrapposizione fra l'orgoglio religioso dei farisei e l'umiltà pentita che apre alla salvezza.
Luca 7.36-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or uno de’ Farisei lo pregò di mangiare da lui; ed egli, entrato in casa del Fariseo, si mise a tavola.Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo ch’egli era a tavola in casa del Fariseo, portò un alabastro d’olio odorifero;e stando a’ piedi di lui, di dietro, piangendo cominciò a rigargli di lagrime i piedi, e li asciugava coi capelli del suo capo; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio.Il Fariseo che l’avea invitato, veduto ciò, disse fra sé: Costui, se fosse profeta, saprebbe chi e quale sia la donna che lo tocca; perché è una peccatrice.E Gesù, rispondendo, gli disse: Simone, ho qualcosa da dirti. Ed egli:Maestro, di’ pure. Un creditore avea due debitori; l’uno gli dovea cinquecento denari e l’altro cinquanta.E non avendo essi di che pagare, condonò il debito ad ambedue. Chi di loro dunque l’amerà di più?Simone, rispondendo, disse: Stimo sia colui al quale ha condonato di più. E Gesù gli disse: Hai giudicato rettamente.E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m’hai dato dell’acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati co’ suoi capelli.Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.Tu non m’hai unto il capo d’olio; ma ella m’ha unto i piedi di profumo.Per la qual cosa, io ti dico: Le sono rimessi i suoi molti peccati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è rimesso, poco ama.Poi disse alla donna: I tuoi peccati ti sono rimessi.E quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire dentro di sé: Chi è costui che rimette anche i peccati?Ma egli disse alla donna: La tua fede t’ha salvata; vattene in pace.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER126
Gli spiriti impuri
Questo articolo esamina l'insegnamento di Gesù sugli spiriti impuri, mettendo in evidenza l'importanza di una vera conversione e della presenza dello Spirito Santo per evitare una ricaduta spirituale dopo la liberazione.
Luca 4.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Anche i demoni uscivano da molti gridando, e dicendo: Tu sei il Figliuol di Dio! Ed egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano ch’egli era il Cristo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER127
Una donna interrompe il Messia Gesù
Questo articolo analizza un episodio riportato da Luca in cui una donna esprime la propria ammirazione per Gesù, mettendo così in luce il cambiamento sociale dell'epoca. Gesù risponde sottolineando l'importanza di coloro che ascoltano e mettono in pratica i suoi insegnamenti, trascendendo i tradizionali legami familiari.
Luca 8.19-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or sua madre e i suoi fratelli vennero a lui; e non poteano avvicinarglisi a motivo della folla.E gli fu riferito: Tua madre e i tuoi fratelli son là fuori, che ti voglion vedere.Ma egli, rispondendo, disse loro: Mia madre e miei fratelli son quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER134
La domanda di Pietro
Questo articolo esplora la domanda posta da Pietro sui destinatari delle parabole di Gesù. Ambientato nei pressi di Capernaum, sottolinea le difficoltà dei discepoli nel comprendere gli insegnamenti, mettendo in luce l'importanza di comprendere il messaggio universale del regno di Dio. Luca è l'unico evangelista a riportare questo specifico intervento di Pietro.
Luca 12.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Pietro disse: Signore, questa parabola la dici tu per noi, o anche per tutti?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER136
Il Messia Gesù motivo di divisioni
L'articolo esamina come gli insegnamenti di Gesù creino divisioni, secondo i Vangeli. Il messaggio centrale è che seguire Gesù può condurre a conflitti personali e spirituali, ma offre un'opportunità unica di salvezza.
Matteo 10.34-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada.Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera;e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me;e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.Chi avrà trovato la vita sua la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per cagion mia, la troverà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER142
Il paragone con la crescita del seme
La pericope 142 analizza il paragone con la crescita del seme (Marco 4.26-29), l'unica parabola presente esclusivamente in Marco. Pronunciata presso Capernaum in Galilea intorno a novembre-dicembre del 31, insegna il mistero del Regno di Dio: crescita divina incomprensibile, ruolo del seminatore umano, progressione graduale della vita spirituale e prospettiva escatologica della mietitura finale.
Marco 4.26-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra,e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora.La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato.E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER144
Altre parabole non riportate
La pericope PER144 esamina Marco 4.33-34, dove si riconosce che Gesù pronunciò numerose parabole non riportate dagli evangelisti. Ambientato nei pressi di Capernaum nel novembre-dicembre del 31, questo passo rivela la pedagogia progressiva di Gesù: una rivelazione adattata agli ascoltatori, una formazione approfondita dei discepoli e l'importanza della comprensione spirituale. Giovanni stesso riconosce (Gv 20.30; 21.25) che i Vangeli contengono solo una parte degli insegnamenti di Gesù.
Marco 4.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e non parlava loro senza una parabola; ma in privato spiegava ogni cosa ai suoi discepoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER147
La parabola del tesoro nascosto
La parabola del tesoro nascosto (Mt 13,44), riportata soltanto da Matteo, insegna che il regno dei cieli ha un valore incomparabile. Un uomo scopre un tesoro sepolto, lo ricopre, poi vende tutto per comprare il campo. Questa parabola illustra la gioia e la determinazione di colui che riconosce il valore supremo del Regno, pronto a sacrificare tutto per ottenerlo. Risuona in modo particolare con il percorso personale di Matteo, che aveva lasciato tutto per seguire Gesù.
Matteo 13.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER150
Conclusione del Messia Gesù
La pericope 150 chiude il discorso in parabole di Matteo 13. Gesù chiede ai suoi discepoli se hanno capito, poi descrive il discepolo ideale come uno scriba istruito nel regno, capace di trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Questo passo sottolinea la complementarità dell'Antico e del Nuovo Testamento e la responsabilità degli insegnanti di trasmettere fedelmente l'insegnamento del Messia.
Matteo 13.52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de’ cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER151
Il Messia Gesù placa la tempesta
Dopo un'intensa giornata di insegnamento, Gesù attraversa il lago di Tiberiade con i suoi discepoli. Scoppia una violenta tempesta che minaccia di affondare la barca. Svegliato dai discepoli in preda al panico, Gesù ordina agli elementi di tacere e subito si fa una grande calma. Questo episodio, riportato da Matteo, Marco e Luca, rivela l'autorità divina di Gesù sulla natura e insegna l'importanza di una fede incrollabile anche nel cuore delle prove.
Marco 4.35-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva.E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui.Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva.Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia.Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede?Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER152
La guarigione dell'indemoniato di Gadara
La pericope 152 narra la guarigione dell'indemoniato di Gadara, riportata da Matteo (8.28-34), Marco (5.1-20) e Luca (8.26-40). Gesù arriva nel territorio di Gadara, incontra uomini posseduti che vivono fra le tombe e libera i demoni mandandoli in una mandria di porci che annegano nel lago. Questo episodio manifesta la potenza sovrana del Messia sulle forze demoniache e il suo ministero che si estende oltre i confini d'Israele.
Luca 8.26-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E navigarono verso il paese dei Geraseni che è dirimpetto alla Galilea.E quando egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale era posseduto da demoni, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava casa ma stava ne’ sepolcri.Or quando ebbe veduto Gesù, dato un gran grido, gli si prostrò dinanzi, e disse con gran voce: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Ti prego, non mi tormentare.Poiché Gesù comandava allo spirito immondo d’uscir da quell’uomo; molte volte infatti esso se n’era impadronito; e benché lo si fosse legato con catene e custodito in ceppi, avea spezzato i legami, ed era portato via dal demonio ne’ deserti.E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demoni erano entrati in lui.Ed essi lo pregavano che non comandasse loro d’andar nell’abisso.Or c’era quivi un branco numeroso di porci che pascolava pel monte; e que’ demoni lo pregarono di permetter loro d’entrare in quelli. Ed egli lo permise loro.E i demoni, usciti da quell’uomo, entrarono ne’ porci; e quel branco si avventò a precipizio giù nel lago ed affogò.E quando quelli che li pasturavano videro ciò ch’era avvenuto, se ne fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna.E la gente uscì fuori a veder l’accaduto; e venuta a Gesù, trovò l’uomo, dal quale erano usciti i demoni, che sedeva a’ piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e s’impaurirono.E quelli che aveano veduto, raccontarono loro come l’indemoniato era stato liberato.E l’intera popolazione della circostante regione de’ Geraseni pregò Gesù che se n’andasse da loro; perch’eran presi da grande spavento. Ed egli, montato nella barca, se ne tornò indietro.E l’uomo dal quale erano usciti i demoni, lo pregava di poter stare con lui, ma Gesù lo licenziò, dicendo:Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per lui.Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER153
La guarigione della figlia di Iairo interrotta
La pericope 153 racconta l'inizio dell'episodio della figlia di Giairo a Cafarnao (febbraio-marzo del 32 d.C.). Capo della sinagoga, Giairo supplica Gesù di guarire la sua unica figlia di 12 anni. Ma Gesù, trattenuto dalla folla, non arriva in tempo: la bambina muore. Questo racconto sinottico (Mt 9.18-19; Mc 5.21-24; Lc 8.40-42) solleva la questione della fede di Giairo di fronte alla prova della morte.
Matteo 9.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentr’egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s’inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà.E Gesù, alzatosi, lo seguiva co’ suoi discepoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER155
La guarigione della figlia di Giairo
La pericope 155 narra la risurrezione della figlia di Giairo da parte del Messia Gesù a Cafarnao (febbr.-marzo del 32). Giairo, capo della sinagoga, si prostra davanti a Gesù per implorare la guarigione della figlia moribonda. Nonostante il ritardo causato dalla guarigione di una donna emorroissa, Gesù si reca alla casa, pronuncia «Talitha kum» e risuscita la ragazzina. Questo miracolo testimonia la sua autorità sulla morte e invita alla fede anche nelle situazioni disperate.
Matteo 9.23-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di flauto e la moltitudine che facea grande strepito, disse loro: Ritiratevi;perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di lui.Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si alzò.E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER162
Invio dei dodici apostoli
La pericope 162 racconta l'invio dei dodici apostoli da parte di Gesù in Galilea, alcune settimane prima della Pasqua (marzo 32 d.C.). Riportato da Matteo (10.1-15), Marco (6.6-13) e Luca (9.1-6), questo episodio mostra i discepoli inviati a due a due per predicare il regno, guarire e scacciare i demòni. Ogni evangelista apporta la propria prospettiva sulle istruzioni di viaggio e sulla natura della missione.
Matteo 10.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità.Or i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello;Filippo e Bartolomeo; Toma e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo;Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.Questi dodici mandò Gesù, dando loro queste istruzioni: Non andate fra i Gentili, e non entrate in alcuna città de’ Samaritani,ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.E andando, predicate e dite: Il regno de’ cieli è vicino.Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.Non fate provvisione né d’oro, né d’argento, né di rame nelle vostre cinture,né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l’operaio è degno del suo nutrimento.Or in qualunque città o villaggio sarete entrati, informatevi chi sia ivi degno, e dimorate da lui finché partiate.E quando entrerete nella casa, salutatela.E se quella casa n’è degna, venga la pace vostra su lei: se poi non ne è degna la vostra pace torni a voi.E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da’ vostri piedi.In verità io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER163
Morte di Giovanni il Battista
La pericope 163 analizza la reazione di Erode Antipa davanti alla fama di Gesù, che egli identifica con Giovanni il Battista risuscitato. Attraverso un confronto sinottico di Matteo 14.1-2, Marco 6.14-16 e Luca 9.7-9, l'articolo esplora le convergenze e le differenze tra i tre racconti, il contesto politico in Galilea nel marzo del 32 d.C. e il peso della colpa di Erode dopo l'uccisione di Giovanni il Battista.
Luca 9.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora, Erode il tetrarca udì parlare di tutti que’ fatti; e n’era perplesso, perché taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti;altri dicevano: E’ apparso Elia; ed altri: E’ risuscitato uno degli antichi profeti.Ma Erode disse: Giovanni l’ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dir tali cose? E cercava di vederlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER164
Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista
La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.
Matteo 14.3-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER165
Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista
La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.
Matteo 14.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode;ond’egli promise con giuramento di darle tutto quello che domanderebbe.Ed ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.E il re ne fu contristato; ma, a motivo de’ giuramenti e de’ commensali, comandò che le fosse data,e mandò a far decapitare Giovanni nella prigione.E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre.E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER166
Il ritorno degli apostoli
Dopo la loro missione di evangelizzazione in Galilea, gli apostoli tornano da Gesù e gli rendono conto della loro attività. Marco sottolinea la loro stanchezza e il bisogno di riposo in un luogo deserto, mentre Luca precisa che il ritiro avviene verso Betsaida. Questa pericope mette in luce la compassione di Gesù verso i suoi discepoli, l'importanza del riposo nel ministero e la pratica del rendiconto apostolico. L'evento si colloca in Galilea nel marzo del 32.
Luca 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER167
Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli
PER167 descrive il ritiro di Gesù e dei suoi discepoli verso Betsaida per riposarsi dopo un'intensa missione di evangelizzazione in Galilea, subito prima della Pasqua di aprile dell'anno 32. L'analisi sinottica di Matteo 14,13-14, Marco 6,31-32, Luca 9,10-11 e Giovanni 6,1-4 mostra convergenze e sfumature: il desiderio di isolamento, la folla che lo segue, le guarigioni e l'insegnamento. Questo episodio precede direttamente la moltiplicazione dei pani.
Marco 6.31-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed egli disse loro: Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un po’. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non aveano neppur tempo di mangiare.Partirono dunque nella barca per andare in un luogo solitario in disparte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER261
Partenza per Betania al di là del Giordano
L'articolo racconta il viaggio di Gesù da Gerusalemme a Betania, con tappe a Betania al di là del Giordano e a Gerico, dove compie miracoli. Deliberatamente ritardato, Gesù arriva e risuscita Lazzaro, scatenando una reazione delle autorità religiose.
Giovanni 11.1-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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ANN029
Il conflitto tra i seguaci di Giovanni e di Gesù
L'article aborde les tensions entre les disciples de Jean le Baptiste et de Jésus, deux figures bibliques centrales, en mettant en avant leurs ministères…
Étude de Matthieu
L'Évangile de Matthieu est l'un des quatre récits canoniques de la vie de Jésus et constitue le premier livre du Nouveau Testament. Rédigé à l'intention d'un lectorat d'origine juive, il présente Jésus comme le Messie annoncé par les prophètes, en tissant de nombreux liens avec l'Ancien Testament. Ce parcours propose une lecture approfondie de ce texte fondateur, en éclairant ses particularités narratives et théologiques.
Les articles regroupés ici abordent des passages essentiels de l'Évangile, depuis le contexte de la naissance de Jésus et les récits de la Nativité jusqu'aux grands discours comme le Sermon sur la montagne. Ils s'inscrivent dans une démarche de synopse évangélique, permettant de comparer Matthieu avec les autres Évangiles pour mieux saisir les choix rédactionnels propres à cet auteur.
Ce parcours intéressera aussi bien le lecteur débutant que celui qui souhaite approfondir sa connaissance des Évangiles. Chaque étude offre des clés de lecture historiques, culturelles et théologiques pour entrer plus pleinement dans le message de ce texte.
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CTD037
Il vero nome di Matteo?
L'article discute de l'identité du disciple Matthieu, également appelé Lévi dans certains Évangiles. Il explique que cette variation de nom est due aux pratiques onomastiques du 1er siècle, où les gens avaient souvent plusieurs noms selon les contextes sociaux et religieux.
Marco 2.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E passando, vide Levi d’Alfeo seduto al banco della gabella, e gli disse: Seguimi. Ed egli, alzatosi, lo seguì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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ANN008
Il Vangelo di Matteo
L’Évangile selon Matthieu est l’œuvre de l’apôtre, ancien collecteur d’impôts de Capernaüm, désigné par les Douze pour consigner leur témoignage collectif. Il veut montrer…
Introduction à Jean
L'Évangile de Jean occupe une place singulière parmi les quatre Évangiles. Contrairement aux évangiles synoptiques de Matthieu, Marc et Luc, qui partagent une structure narrative commune et font l'objet d'une étude comparée approfondie, Jean propose une approche théologique distinctive, centrée sur la révélation de l'identité divine de Jésus. Ce parcours d'introduction invite le lecteur à entrer dans l'univers propre à cet écrit avant d'en explorer le contenu verset par verset.
Cette entrée en matière couvre les questions essentielles de contexte : qui est l'auteur, à qui s'adresse cet évangile, dans quel cadre historique et géographique a-t-il été composé, et quelles sont ses particularités littéraires et théologiques par rapport aux trois autres récits évangéliques. Ces éléments de cadrage sont indispensables pour lire Jean avec discernement.
S'initier à Jean, c'est aussi découvrir un vocabulaire spirituel riche — lumière, vie, vérité, témoignage — qui structure l'ensemble du récit. Ce parcours constitue ainsi une porte d'entrée idéale pour quiconque souhaite aborder cet évangile avec une compréhension solide de ses intentions et de sa profondeur.
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PER002
Gesù il Messia, il Verbo incarnato, e Giovanni il Battista, il Precursore
L'articolo esplora come il Vangelo di Giovanni affermi che Gesù è il Verbo incarnato e Dio, con Giovanni il Battista come Precursore. L'apostolo Giovanni intende dimostrare che Gesù, sia Messia re sia figura divina, soddisfa le attese messianiche ebraiche.
Giovanni 1.1-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.Essa era nel principio con Dio.Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini;e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno ricevuta.Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni.Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui.Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce.La vera luce che illumina ogni uomo, era per venire nel mondo.Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.E’ venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto;ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome;i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre.Giovanni gli ha resa testimonianza ed ha esclamato, dicendo: Era di questo che io dicevo: Colui che vien dietro a me mi ha preceduto, perché era prima di me.Infatti, è della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia.Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo.Nessuno ha mai veduto Iddio; l’unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, è quel che l’ha fatto conoscere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER047
Il villaggio di Sicar in Samaria
L’articolo tratta dell’incontro di Gesù con la Samaritana a Sicar e ne sottolinea l’importanza nel ministero in Galilea. La conversione del villaggio illustra il messaggio universale di Gesù.
Giovanni 4.43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Passati que’ due giorni, egli partì di là per andare in Galilea;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Introduction à Luc
L'Évangile de Luc occupe une place singulière parmi les quatre récits évangéliques. Rédigé par un médecin et compagnon de l'apôtre Paul, il se distingue par sa rigueur historique, son souci du détail et sa sensibilité particulière aux personnes marginalisées, aux femmes et aux pauvres. Cette introduction propose d'entrer dans l'univers littéraire et théologique de Luc avant d'en parcourir le contenu.
Dans le cadre d'une étude synoptique, comprendre les particularités de Luc est indispensable. Là où Matthieu s'adresse en priorité à un public juif et Marc privilégie l'action, Luc construit un récit ordonné et universel, destiné à un lectorat grec cultivé. Son prologue solennel annonce d'emblée une enquête menée avec soin à partir de témoins oculaires.
Cette introduction aborde également le contexte historique et géopolitique dans lequel Luc situe son récit, notamment autour de la naissance et de l'enfance de Jésus. Les récits de la Nativité, propres à Luc, révèlent une théologie de l'incarnation riche et nuancée.
Lire Luc, c'est donc découvrir un Évangile à la fois ancré dans l'histoire et profondément humain, qui invite à saisir qui est Jésus à travers les yeux d'un observateur attentif et passionné par la condition humaine.
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PER001
Perché e come Luca scrisse il suo Vangelo?
Questo articolo illustra le ragioni e il metodo di Luca nello scrivere il suo Vangelo, sottolineando il suo approccio accurato e storico nel raccogliere resoconti affidabili sulla vita di Gesù.
Luca 1.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché molti hanno intrapreso ad ordinare una narrazione de’ fatti che si son compiuti tra noi,secondo che ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola,è parso bene anche, a me dopo essermi accuratamente informato d’ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo,affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org