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Gesù il Messia, il Verbo incarnato, e Giovanni il Battista, il Precursore

L'articolo esplora come il Vangelo di Giovanni affermi che Gesù è il Verbo incarnato e Dio, con Giovanni il Battista come Precursore. L'apostolo Giovanni intende dimostrare che Gesù, sia Messia re sia figura divina, soddisfa le attese messianiche ebraiche.

4 min Messia Verbo incarnato Giovanni il Battista Precursore 2 versetti 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 1.1-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

Essa era nel principio con Dio.

Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini;

e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno ricevuta.

Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui.

Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce.

La vera luce che illumina ogni uomo, era per venire nel mondo.

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.

E’ venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto;

ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome;

i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.

E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre.

Giovanni gli ha resa testimonianza ed ha esclamato, dicendo: Era di questo che io dicevo: Colui che vien dietro a me mi ha preceduto, perché era prima di me.

Infatti, è della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia.

Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo.

Nessuno ha mai veduto Iddio; l’unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, è quel che l’ha fatto conoscere.

Dettagli tecnici

Luogo: Israele

Perché e come Luca scrisse il suo Vangelo?

Tutti gli eventi narrati nei Vangeli sono considerati realmente accaduti e si sono svolti in quello che oggi è conosciuto come Israele.

Gesù e Giovanni il Battista

Gesù e Giovanni il Battista

Commento

Il prologo di Giovanni si distingue nettamente da quello di Luca. Giovanni rievoca i suoi ricordi e dispone anche di documenti. È evidente che ha preso appunti sui momenti chiave del ministero di Gesù il Messia. Conosceva i racconti di Matteo, di Marco e persino di Luca. Siamo di fronte a una testimonianza, ma anche a un'argomentazione volta a dimostrare che Gesù il Messia è il Figlio di Dio, annunciato fin dalla fondazione del mondo.

A differenza di Luca, Giovanni non si limita a narrare episodi della vita di Gesù il Messia; persegue un obiettivo preciso: convincere che questo Gesù il Messia, al cui fianco ha vissuto per tre anni e mezzo, è realmente il Figlio di Dio venuto a salvare l'umanità. Il suo ragionamento va oltre, affermando categoricamente che Gesù il Messia è Dio stesso. Possiamo quindi aspettarci che questo scritto difenda costantemente tale affermazione.

Giovanni afferma chiaramente che Gesù è il Verbo fatto carne, esistente da tutta l'eternità, e presenta Giovanni il Battista come il precursore, colui che proclama nel deserto l'avvento del Messia. L'autore, Giovanni, si sforza di distinguere bene i ruoli: c'è la luce e c'è colui che rende testimonianza a questa luce.

Quando Giovanni scrive queste righe, Gesù il Messia e Giovanni il Battista non sono più presenti. È impossibile ignorare le tensioni che esistevano tra i discepoli di Giovanni il Battista e quelli di Gesù il Messia (Giovanni 3.25-29). Rivolgendosi a tutti, compresi i discepoli di Giovanni il Battista, l'apostolo Giovanni sottolinea che Giovanni è stato un grande profeta, ma che Gesù è il Messia re e che dunque è lui che bisogna seguire.

I manoscritti di Qumran rivelano che gli ebrei dell'epoca attendevano due figure messianiche: un messia sacerdote e un messia re. Le precisazioni fornite da Giovanni acquistano così tutto il loro significato.