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Il Vangelo di Giovanni

Il Vangelo secondo Giovanni si distingue dagli altri tre, detti sinottici, per il suo stile e la sua profondità teologica. Scritto dall’apostolo Giovanni, figlio di Zebedeo, concorda con i racconti di Matteo, Marco e Luca, apportando alla conoscenza di Gesù una luce insostituibile.

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Introduzione

Il Vangelo secondo Giovanni si distingue nettamente dagli scritti di Matteo, Marco e Luca per il suo contenuto e il suo stile. Leggendolo, è evidente che l’autore possiede una conoscenza approfondita degli eventi narrati, nonché delle opere precedenti.

In questo Vangelo, l’autore sembra concentrarsi su un aspetto che ritiene trascurato negli altri tre Vangeli: la dimensione intima del rapporto tra Gesù e i suoi contemporanei. Questa prospettiva offre informazioni aggiuntive sul periodo di vita comunitaria con Gesù.

Il Vangelo di Giovanni ci offre inoltre una visione unica dell’inizio del ministero di Gesù in Giudea, in particolare della sua collaborazione con Giovanni il Battista. Tuttavia, alcuni dettagli forniti dall’autore non sempre si allineano chiaramente con quelli dei Vangeli sinottici, sollevando interrogativi su possibili contraddizioni.

Occorre considerare questi testi contraddittori?

Ci sono errori nel Vangelo di Giovanni?

È possibile conciliare questi racconti divergenti?

Per rispondere a queste domande, è essenziale comprendere a fondo le parole di Giovanni, per collocare gli eventi menzionati nella cronologia dei Vangeli sinottici. Sebbene il Vangelo di Giovanni ci offra una prospettiva unica su Gesù, presenta anche sfide ermeneutiche quando si tratta di conciliare i suoi dettagli specifici con quelli riportati da Matteo, Marco e Luca.

Infine, la scoperta di questo Vangelo illumina e arricchisce la nostra comprensione della vita e dell’insegnamento di Gesù, nonostante le difficoltà di conciliazione dei diversi racconti.

I. Giovanni

Giovanni fa parte dei dodici apostoli e occupa un posto importante in questo gruppo. Il suo nome è sempre menzionato per primo negli elenchi degli apostoli redatti da Matteo 10.2-5, Marco 3.16-19 e Luca 6.13-16.

Suo padre, Zebedeo, è un pescatore che lavora sul . Giovanni e suo fratello Giacomo lo aiutano nel suo lavoro. Sua madre, Salome, che potrebbe essere la sorellastra di Maria, la madre di Gesù, sembra molto attiva nel ministero di Gesù.

Troviamo Giovanni e Giacomo in compagnia di Giovanni il Battista Giovanni 1.25-40, il che lascia supporre che facessero parte dei suoi discepoli. Giovanni è inoltre identificato come il secondo discepolo anonimo che accompagnava Andrea, il fratello di Simon Pietro, Giovanni 1.40.

Giovanni, originario di , come suo fratello Giacomo e Filippo, era probabilmente in contatto con Pietro e Andrea, anch’essi residenti in quella città. Come pescatori, si sono probabilmente incontrati e hanno lavorato insieme in quella località, situata a nord-est del .

Giovanni era uno dei primi cinque discepoli del Messia Gesù, lasciando Giovanni il Battista per seguire questo nuovo Maestro. Nel Vangelo secondo Marco 3.17, Gesù soprannomina Giovanni e suo fratello Giacomo «Boanerghes», che significa «figli del tuono».

Giovanni accompagnava spesso Pietro, e i loro nomi compaiono frequentemente insieme nelle Scritture Luca 22.8, Giovanni 18.16, Giovanni 20.2-10, Giovanni 21.15-23, Atti 3.1-11, Atti 4.13 e Atti 4.19. Dedicò l’intera vita al servizio del Messia Gesù. Presente ai piedi della croce, continuò poi ad annunciare il messaggio del Vangelo in tutta la regione, in particolare in Samaria, e secondo un’antica tradizione si recò a Efeso.

Dalla croce, Gesù affidò a Giovanni la responsabilità di prendersi cura di sua madre, Maria. Questo compito testimonia la profonda fiducia e stima che Gesù nutriva per Giovanni.

Questa richiesta del Maestro a Pietro:

Giovanni 19.25-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria moglie di Cleopa, e Maria Maddalena.Gesù dunque, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch’egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio!Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

dimostra che i suoi fratelli non aderivano ancora al movimento che avrebbe preso il nome di cristianesimo. Mette inoltre in evidenza l’isolamento del Messia Gesù nella sua stessa famiglia. I suoi fratelli e le sue sorelle brillano per la loro assenza durante tutta quest’ultima settimana. Verosimilmente, non tutti i suoi fratelli e le sue sorelle hanno partecipato a questa festa di Pasqua a Gerusalemme.
Maria appare più vicina al discepolo che Gesù amava che ai propri figli.

II. Lo scrittore del quarto Vangelo

L’autore anonimo di questo Vangelo si rivela unicamente con questa denominazione: «il discepolo che Gesù amava».

Leggendo questo racconto, è chiaro che l’autore, una figura importante dell’ambiente cristiano dell’epoca, è ben conosciuto dai lettori e non ha ritenuto necessario presentarsi esplicitamente. Il quarto Vangelo menziona quattordici volte espressioni come «l’altro discepolo», «il discepolo che Gesù amava» o semplicemente «il discepolo».

L’analisi di queste ricorrenze porta a dedurre che l’apostolo Giovanni sia l’autore di questo testo, benché tale attribuzione sia messa in discussione da alcuni studiosi contemporanei. Il nome di Giovanni, l’apostolo, è formalmente associato a questo Vangelo a partire dal secondo secolo, insieme a quelli di Matteo, Marco e Luca come autori degli altri Vangeli.

Per la maggior parte degli esegeti dell’epoca, il «discepolo che Gesù amava» è identificato con l’apostolo Giovanni, figlio di Zebedeo e di Salome, fratello di Giacomo. Curiosamente, nella sua narrazione Giovanni omette alcuni episodi chiave, come la risurrezione della figlia di Iairo e la trasfigurazione, eventi ai quali avrebbe partecipato secondo i Vangeli sinottici.

Questo potrebbe farci interrogare sull’identità dell’autore. Tuttavia, sembra che l’apostolo abbia semplicemente voluto aggiungere un complemento ai racconti dei suoi amici, senza interesse a raccontare ancora una volta questi eventi già trattati. Così, un umile pescatore del è diventato l’autore di uno dei Vangeli più letti e studiati nel corso dei secoli.

III. L’accoglienza di questo testo da parte della chiesa del I secolo

L’autore di questo nuovo racconto deve occupare un posto importante e riconosciuto all’interno della Chiesa primitiva. Questo status è essenziale per l’accettazione del suo messaggio da parte delle diverse comunità cristiane. Questi testi, fondamentali per la fede cristiana, assumono così una dimensione capitale.

Verso la fine del primo secolo circolano numerose storie sulla vita del Messia Gesù, alcune più o meno fantasiose. Le comunità cristiane, molto attente sia al contenuto sia agli autori di questi scritti, respingono ogni letteratura che ritengono non ispirata dallo Spirito Santo.

In questo contesto, l’accoglienza favorevole di questa narrazione suggerisce fortemente che l’apostolo Giovanni sia l’autore designato dall’espressione «il discepolo che Gesù amava». Sembra aver partecipato al progetto iniziale del Vangelo di Matteo, aiutando a compilare un elenco dei principali fatti da riportare. Per maggiori dettagli su questo argomento, potete consultare il capitolo dedicato ai Vangeli.

Giovanni e i suoi contemporanei inizialmente prevedevano un unico racconto. Tuttavia, l’evoluzione della loro missione li ha condotti ad adattare la loro narrazione al pubblico destinatario. Verso l’anno 46 d.C., i lavori di Matteo e di Marco sembrano conclusi. Giovanni viene a conoscenza del progetto di Luca e scopre il suo scritto quattordici anni dopo, confermando la veridicità di questi tre testi, essendo stato un testimone privilegiato di quegli eventi.

Questo solleva le domande: perché Giovanni ha deciso di intraprendere un quarto racconto? I lavori dei suoi amici non erano sufficienti?
I Vangeli sinottici illustrano bene la potenza del Messia Gesù e le folle che lo circondavano. Il Vangelo di Giovanni, invece, si distingue descrivendo i dialoghi personali di Gesù con Nicodemo, la donna , , sottolineando la vicinanza e la sensibilità di Gesù verso le singole persone.

A differenza dei sinottici, che si concentrano su ampi uditori, Giovanni pone l’accento sui colloqui individuali. Introduce sei insegnamenti chiave che si susseguono dopo l’ultimo pasto pasquale, segnando l’addio di Gesù ai suoi discepoli. Il Vangelo di Giovanni rivela un aspetto più intimo del Messia Gesù.

La notevole predicazione di Giovanni, probabilmente nella regione di Efeso, convinse i suoi pari e i suoi amici della necessità di un quarto racconto. Lo incoraggiarono dunque a mettere per iscritto la sua testimonianza. Giovanni probabilmente non immaginava che il suo racconto sarebbe diventato parte integrante del canone cristiano. Pensava piuttosto a una diffusione locale, utile per istruire i pagani. La fama dell’autore, unita a un approccio diverso ai fatti, fu determinante per l’accettazione del suo Vangelo da parte della Chiesa.

IV. Il metodo di lavoro di Giovanni

Benché Giovanni, pescatore di mestiere, non sembrasse inizialmente possedere le competenze intellettuali necessarie per redigere una testimonianza, in particolare a causa del passaggio dall’aramaico, la sua lingua madre, al greco nella regione dell’Asia Minore, avvertiva un forte bisogno di sottolineare aspetti che riteneva omessi dai suoi contemporanei. Consapevole dei suoi limiti linguistici, Giovanni, dando prova di intelligenza, non esitò probabilmente a chiedere consiglio a persone del suo entourage, qualificate per svolgere questo compito.
In quanto apostolo, la sua autorità gli permette di intraprendere questo progetto senza bisogno dell’approvazione altrui. Il quarto Vangelo rivela fatti non menzionati o poco trattati negli scritti di Matteo, Marco e Luca. Questo testo si basa essenzialmente sui ricordi personali dell’apostolo Giovanni. A differenza di Luca, che dovette condurre numerose indagini, Giovanni si concentra sulla trascrizione dei suoi insegnamenti e delle sue prediche abituali.

Con uno stile semplice e diretto, ci presenta eventi inediti ma, secondo lui, cruciali. Riconosciuto come una figura di primo piano della Chiesa, la sua testimonianza è stata facilmente accettata in un ambiente abitualmente riservato. Così, il suo racconto arricchisce e completa quelli dei suoi amici, offrendo una nuova prospettiva sulla vita e sull’insegnamento di Gesù.

V. L’obiettivo di Giovanni

La lettura del Vangelo secondo Giovanni rivela il suo desiderio di mettere maggiormente in risalto l’aspetto umano del Messia Gesù, un elemento che ritiene poco rappresentato nei tre Vangeli precedenti. Inoltre, Giovanni sottolinea i limiti inerenti alla scrittura quando si tratta di riferire il numero considerevole di segni straordinari compiuti da Gesù, riconoscendo l’impossibilità di consegnare tutto allo scritto.

L’obiettivo di Giovanni, attraverso il suo racconto, è condurre il lettore a credere in Gesù come Messia. Piuttosto che narrare semplicemente la storia del suo Maestro, sceglie di presentare eventi specifici destinati a rafforzare la fede, sia nei cristiani giudei sia in quelli gentili. Fin dal prologo, Giovanni afferma chiaramente la divinità di Gesù, presentato come portatore della vera vita per i credenti. Così svela la natura divina del Messia Gesù, un tema centrale del suo Vangelo.

VI. Il risultato del suo lavoro

Il Vangelo secondo Giovanni si distingue nettamente dagli altri tre, presentando un racconto più intimo e indipendente. Fornisce informazioni complementari che, talvolta, possono generare difficoltà di comprensione.

Tuttavia, Giovanni non si sofferma su queste potenziali ambiguità, fiducioso di condividere semplicemente la verità, come hanno fatto i suoi amici. È convinto che le spiegazioni necessarie emergeranno naturalmente.

Questo racconto si caratterizza per la sua semplicità e autenticità. L’autore si sforza di trascrivere al meglio i suoi ricordi di quel periodo straordinario, segnato dalla sulla Terra.

Il suo obiettivo è trasmettere fedelmente l’essenza e gli insegnamenti di quell’epoca straordinaria.

Quest’ultimo Vangelo appare oggi come il più amato e il più letto.

VII. La data di redazione

La composizione e la pubblicazione del Vangelo secondo Giovanni sembrano avvenute tardivamente, probabilmente tra gli anni 80 e 90 d.C. La redazione in greco suggerisce non solo questo periodo, ma anche una località lontana da Gerusalemme, il che implica che Giovanni dovette adattarsi a questa nuova lingua.

L’adattamento di Giovanni alla redazione in greco illustra le sfide che dovette superare per la composizione del suo testo. Anche se padroneggiare la lingua è un primo passo, il passaggio alla scrittura si rivela ancora più arduo, soprattutto per Giovanni, originario di un ambiente di pescatori del .

Questi fattori rafforzano la plausibilità di questo periodo stimato per la redazione del Vangelo. Sembra che il testo derivi direttamente dalle predicazioni dell’apostolo. Anche se nessun dettaglio specifico indica chiaramente il ricorso a uno o più segretari per aiutarlo nella redazione, un tale aiuto è del tutto ipotizzabile dato il contesto.

Conclusione

L’inatteso Vangelo dell’apostolo Giovanni, figlio di Zebedeo e di Salome, è oggi uno degli scritti più letti e più conosciuti. È poco probabile che i suoi genitori abbiano avuto l’occasione di conoscere la sua opera. Chi avrebbe potuto prevedere che questo semplice pescatore del lago di Tiberiade sarebbe diventato una figura di spicco della Chiesa e l’autore di un testo così straordinario?

Giovanni conclude il suo Vangelo con il racconto di una pesca miracolosa, un occhiolino alle sue origini. Le differenze apparenti tra il suo racconto e i Vangeli sinottici non derivano da contraddizioni, ma piuttosto da divergenze nell’interpretazione delle sue parole.

Infatti, proprio come Matteo e Pietro (la cui testimonianza è riportata da Marco), Giovanni si limita a trascrivere ciò che ha visto. Ogni autore presenta la propria prospettiva della Verità, ma la verità rimane invariabile.

Di conseguenza, l’autenticità dei Vangeli sinottici e del testo dell’apostolo Giovanni non dovrebbe essere messa in discussione. Queste diverse prospettive offrono una visione più completa e sfumata degli insegnamenti e della vita di Gesù.