_15 Il Messia Gesù viene interrogato per due ore, dalle 4:30 alle 6:30. Matteo 26.59-68, Marco 14.55-65, Luca 22.67-71, Giovanni 18.19-24.
_16 Il gallo canta verso le 6:15, poco prima dell’alba. Matteo 26.74, Marco 14.72, Luca 22.61-62, Giovanni 18.27.
_17 La comparizione davanti al avrebbe dovuto svolgersi dopo il sorgere del sole, alle 6:38. Ma non fu così, perché nel momento in cui il gallo canta il Maestro è, secondo la nostra interpretazione del testo di Luca, condotto da Pilato subito dopo la sentenza del , che ha quindi atteso il far del giorno per pronunciarla. Luca 22.66-71, Marco 15.1, Matteo 27.1-2.
_18 La prima comparizione davanti a Ponzio Pilato comincia verso le 6:45. Marco 15.1-5, Matteo 27.2-14, Luca 23.1-5, Giovanni 18.28-38.
Puoi consultare l’intera cronologia nello studio ANN026 : L’ora della crocifissione.
Commento:
Dopo la comparizione notturna davanti al , che si è probabilmente svolta in una sala della vasta dimora di Caifa, il corteo si mette in marcia fin dalle prime luci del giorno. In quel preciso momento, gli sguardi del Maestro e di Simon Pietro si incrociano, come riferisce Luca, poco prima che il Messia Gesù venga condotto dal procuratore (Luca 22.61). Questa scena toccante segna la fine del processo religioso e l'inizio del processo civile.
Colpisce constatare che tutta questa gente sia già in piedi a un'ora così mattutina. I membri del aspettavano da diverse ore che il «colpevole» fosse loro presentato per ufficializzare la sentenza al sorgere del sole, conformemente alle esigenze della legge giudaica. Caifa aveva organizzato tutto: la riunione notturna per ottenere il verdetto, poi la seduta all'alba per dargli un'apparenza di legalità (Matteo 27.1).
Da parte sua, Ponzio Pilato non è colto alla sprovvista. Sapeva che una squadra romana era stata mobilitata nel giardino del Getsemani, a circa un chilometro da Gerusalemme. Un tale spostamento militare, in piena notte, non poteva sfuggirgli. Governatore da sette anni, conosce la fragilità politica della regione: il minimo incidente può degenerare. Deve quindi essere presente per sorvegliare la situazione.
Il Messia Gesù, ormai legato, è condotto al Pretorio, la residenza ufficiale del procuratore. La discussione tra Pilato e il Messia Gesù si svolge sulla spianata esterna, perché i capi religiosi rifiutano di entrare nella dimora di un pagano per timore di contaminarsi ritualmente (Giovanni 18.28). Ironia sorprendente: coloro che complottano un omicidio evitano scrupolosamente un'impurità rituale. Pilato, che conosce bene i costumi giudaici, non può che essere irritato da questo atteggiamento, che percepisce come sprezzante e ipocrita.
Solo il Messia Gesù, accompagnato da alcune guardie, entra nel Pretorio. Il dialogo tra Pilato e il Messia sembra svolgersi in greco, la lingua amministrativa dell'Impero. Non è menzionato alcun interprete, il che fa pensare che Gesù padroneggiasse sufficientemente questa lingua per conversare con il governatore. Pilato è incuriosito dalle parole del Messia Gesù riguardo al suo regno (Giovanni 18.36). Si instaura tra loro uno scambio sorprendentemente calmo e quasi rispettoso.
Pilato non è ingenuo. Capisce subito che i capi giudei cercano di manipolarlo. Quando gli presentano il Messia Gesù, risponde loro anzitutto di giudicarlo da sé (Giovanni 18.31). Non ha ancora capito che chiedono la pena di morte, che non possono ottenere senza la sua autorizzazione. Quando si rende conto che vogliono un'esecuzione, non nasconde la sua sorpresa. Nulla, in questa vicenda, gli sembra meritare una simile sentenza.
Pilato interroga il Messia Gesù, poi torna dagli accusatori: non trova in lui alcuna colpa (Luca 23.4). Lieto di congedare questi uomini che considera arroganti e litigiosi, pensa di poter chiudere rapidamente la questione. Ma scoprirà che i capi religiosi non molleranno la presa. La loro determinazione a ottenere la morte dell'accusato lo trascinerà in un ingranaggio politico da cui non uscirà indenne.
Nel cuore di queste manovre umane, il Messia Gesù rimane sovrano. Avanza volontariamente verso la croce, compiendo il piano divino con cui Dio manifesta il suo amore per il mondo (Giovanni 3.16-17). Le autorità religiose complottano, Pilato esita, la folla si agita, ma il Messia cammina con calma verso il compimento della sua missione.