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Il rinnegamento dell’apostolo Pietro, accompagnato dall’apostolo Giovanni

Questo articolo descrive il rinnegamento dell’apostolo Pietro narrato nei Vangeli, quando rinnega tre volte il suo Maestro Gesù. L’articolo mette in luce le circostanze precise di questo avvenimento ed esplora il ruolo dell’apostolo Giovanni. Mettendo in parallelo le diverse versioni dei Vangeli, questo momento tragico viene analizzato in profondità nel contesto storico e religioso dell’epoca.

18 min rinnegamento Pietro Gesù Giovanni Vangeli 26 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.69-75 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Pietro, intanto, stava seduto fuori nella corte; e una serva gli si accostò, dicendo: Anche tu eri con Gesù il Galileo.

Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: Non so quel che tu dica.

E come fu uscito fuori nell’antiporto, un’altra lo vide e disse a coloro ch’eran quivi: Anche costui era con Gesù Nazareno.

Ed egli daccapo lo negò giurando: Non conosco quell’uomo.

Di li a poco, gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: Per certo tu pure sei di quelli, perché anche la tua parlata ti dà a conoscere.

Allora egli cominciò ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell’uomo! E in quell’istante il gallo cantò.

E Pietro si ricordò della parola di Gesù che gli avea detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori, pianse amaramente.

Marco
Marco 14.66-72 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed essendo Pietro giù nella corte, venne una delle serve del sommo sacerdote;

e veduto Pietro che si scaldava, lo riguardò in viso e disse: Anche tu eri con Gesù Nazareno.

Ma egli lo negò, dicendo: Io non so, né capisco quel che tu dica. Ed uscì fuori nell’antiporto, e il gallo cantò.

E la serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire a quelli ch’eran quivi presenti: Costui è di quelli. Ma egli daccapo lo negò.

E di nuovo di lì a poco, quelli ch’erano quivi, dicevano a Pietro: Per certo tu sei di quelli, perché poi sei galileo.

Ma egli prese ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell’uomo che voi dite.

E subito per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: Avanti che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte. Ed a questo pensiero si mise a piangere.

Luca
Luca 22.56-62 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E una certa serva, vedutolo sedere presso il fuoco, e avendolo guardato fisso, disse: Anche costui era con lui.

Ma egli negò, dicendo: Donna, io non lo conosco.

E poco dopo, un altro, vedutolo, disse: Anche tu sei di quelli. Ma Pietro rispose: O uomo, non lo sono.

E trascorsa circa un’ora, un altro affermava lo stesso, dicendo: Certo, anche costui era con lui, poich’egli è Galileo.

Ma Pietro disse: O uomo, io non so quel che tu ti dica. E subito, mentr’egli parlava ancora, il gallo cantò.

E il Signore, voltatosi, riguardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola del Signore com’ei gli avea detto: Prima che il gallo canti oggi, tu mi rinnegherai tre volte.

E uscito fuori pianse amaramente.

Giovanni
Giovanni 18.17-27 (Riveduta 1927 (Luzzi))

La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono.

Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.

Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?

Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.

E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?

Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?

Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.

Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono.

Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui?

E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modalità: Seguiamo ora Marco

Nota sulla modalità: Matteo, Luca e anche Giovanni precisano questo fatto

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Pietro non avrebbe mai immaginato di cadere così in basso, lui che rinnega per tre volte il suo amato Maestro.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_13 Diversi discepoli, e in particolare Simon Pietro e Giovanni, seguono il corteo da lontano. Entrano nel cortile della casa del sommo sacerdote Caifa. Matteo 26.58, Marco 14.54.

_14 Il Messia Gesù viene condotto dal sommo sacerdote in carica, Caifa, che abita anch’egli nei pressi del Tempio, verso le 4:30. Luca nota che Pietro e Giovanni rimasero più di un’ora nel cortile. Marco 14.53-72, Matteo 26.57-75, Luca 22.54-62, Giovanni 18.15-27.

_15 Il Messia Gesù viene interrogato per due ore, dalle 4:30 alle 6:30. Matteo 26.59-68, Marco 14.55-65, Luca 22.67-71, Giovanni 18.19-24.

_16 Il gallo canta verso le 6:15, poco prima dell’alba. Matteo 26.74, Marco 14.72, Luca 22.61-62, Giovanni 18.27.

_17 La comparizione davanti al avrebbe dovuto svolgersi dopo il sorgere del sole, alle 6:38. Ma non fu così, perché nel momento in cui il gallo canta il Maestro è, secondo la nostra interpretazione del testo di Luca, condotto da Pilato subito dopo la sentenza del , che ha quindi atteso il far del giorno per pronunciarla. Luca 22.66-71, Marco 15.1, Matteo 27.1-2.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Mentre il loro Maestro affronta da solo le , i discepoli sono totalmente sgomenti. Diversi sono fuggiti e si sono nascosti, e la casa di Maria ha probabilmente servito per un certo tempo da rifugio. Simon Pietro e, secondo le nostre conclusioni, l’apostolo Giovanni si trovano intanto nel cortile della residenza del sommo sacerdote Caifa. Le serve si danno da fare, forse perché Caifa ha fatto preparare uno spuntino o bevande calde per chi veglia. Secondo Luca, Pietro e Giovanni restano lì più di un’ora (Luca 22.59).

Notiamo che Giovanni non viene mai molestato. Sembra passare inosservato, forse grazie alla sua conoscenza del sommo sacerdote (Giovanni 18.15). Pietro, invece, attira l’attenzione. Deve aver ancora una volta preso la parola, essere intervenuto o essersi mostrato in modo tale da farsi riconoscere. Anche se non era sua intenzione, si ritrova al centro dei discorsi. Ed è lì, in quel cortile freddo, in mezzo ai servi e alle guardie, che Pietro vivrà il momento peggiore della sua vita.

Per tre volte rinnega il suo amato Maestro. Tre volte afferma di non conoscere colui che aveva giurato di seguire fino alla morte. È una terribile disillusione per lui. Non avrebbe mai immaginato di cadere così in basso. Eppure il Messia Gesù lo aveva avvertito (Matteo 26.34). Gli eventi della notte sono stati destabilizzanti: l’arresto, la violenza, la confusione, la paura. La pressione è immensa. Questa volta Pietro non riesce più a «camminare sulle acque»; al contrario, è sommerso dai flutti dell’angoscia e del panico.

Luca aggiunge un dettaglio sconvolgente: nel momento stesso in cui Pietro rinnega Gesù per la terza volta, il Signore si volge e posa lo sguardo su di lui (Luca 22.61). Quello sguardo non è un rimprovero, ma una ferita d’amore. Trafigge Pietro, che comprende all’istante ciò che ha appena fatto. Da questa scena deduciamo che il Messia Gesù veniva condotto fuori dalla sala del tribunale, probabilmente per essere poi trasferito da Ponzio Pilato, e che il processo si era svolto in una sala della grande casa di Caifa.

È proprio in quell’istante che il gallo canta. Questo dettaglio ci aiuta a collocare l’ora: il gallo canta di solito alle prime luci del giorno, poco prima del sorgere ufficiale del sole, verso le 6:30. Ciò significa che il processo notturno volge al termine. Il piccolo , riunito in modo eccezionale, ha già discusso per circa due ore. Ora attende il sorgere del sole per riunirsi ufficialmente e ratificare la sentenza già decisa.

Pietro, dal canto suo, esce e piange amaramente. La sua vita è spezzata. Non sa ancora che una mano soccorrevole verrà presto a rialzarlo, che il Risorto gli offrirà un perdono che ristabilisce e una missione nuova. Perché anche in questa notte di rinnegamento il piano divino avanza: il Messia Gesù cammina volontariamente verso la croce, dove si manifesterà pienamente l’amore del Padre per il mondo (Giovanni 3.16-17).