Notiamo qui che i discepoli non avevano ancora abbandonato il loro lavoro di pescatori nel momento in cui il Messia Gesù propone a Simon Pietro di diventare «pescatore di uomini». È interessante notare che né Matteo né Marco accennano a questo episodio.
È ben noto che il Messia Gesù non compiva mai un miracolo semplicemente per manifestare la sua potenza. Ciascuno dei suoi miracoli aveva una ragione e uno scopo specifici. Poiché l’inverno non è il periodo migliore per la pesca, non era sorprendente che, dopo un’intera notte di lavoro, si ritrovassero senza pesci. Ciò accadeva più spesso in quel periodo.
La pesca eccessiva, dovuta all’arrivo di popolazioni povere in cerca di condizioni migliori in Galilea, metteva a rischio la sopravvivenza di diverse specie di pesci. Questa situazione colpiva duramente i pescatori professionisti, che faticavano sempre di più a riempire le reti.
Ritroviamo in questo racconto i quattro uomini menzionati da Matteo e Marco, ma Andrea non è citato.
Perché un simile miracolo avviene proprio nel momento in cui stanno per interrompere la loro attività professionale?
Non abbiamo alcun dettaglio preciso e possiamo solo fare supposizioni. Probabilmente per questi uomini non era pensabile partire lasciando debiti che sarebbero ricaduti unicamente sulle loro famiglie.
La vendita di tutta quella quantità di pesce, un po’ come la farina e l’olio della vedova di Sarepta (1 Re 17.8), avrebbe potuto mettere al riparo dalla precarietà quelle famiglie che dipendevano dal lavoro di pescatore.
Notiamo che il Messia Gesù insegnava alla folla prima di questo miracolo (versetto 1), cosicché tutti furono testimoni di questa cattura insolita.
È importante non confondere questa prima pesca miracolosa con quella riportata da Giovanni 21.1-14, poiché i dettagli dei due avvenimenti sono nettamente diversi.