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Le domande dei dottori della legge

Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.

11 min grande comandamento dottori della legge farisei amore di Dio amore del prossimo 14 versetti 12 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 22.34-40 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or i Farisei, udito ch’egli avea chiusa la bocca a’ Sadducei, si raunarono insieme;

e uno di loro, dottor della legge, gli domandò, per metterlo alla prova:

Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?

E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.

Questo è il grande e il primo comandamento.

Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.

Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.

Marco
Marco 12.28-34 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto ch’egli aveva loro ben risposto, si accostò e gli domandò: Qual è il comandamento primo fra tutti?

Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore:

ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua.

Il secondo è questo: Ama il tuo prossimo come te stesso. Non v’è alcun altro comandamento maggiore di questi.

E lo scriba gli disse: Maestro, ben hai detto secondo verità che v’è un Dio solo e che fuor di lui non ve n’è alcun altro;

e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto e con tutta la forza e amare il prossimo come te stesso, è assai più che tutti gli olocausti e i sacrifici.

E Gesù, vedendo ch’egli avea risposto avvedutamente, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E niuno ardiva più interrogarlo.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il cortile del Tempio di Gerusalemme

Data: martedì 29 marzo dell’anno 33

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo: Anche Matteo riporta questo discorso

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre martedì 29 marzo

Il Messia Gesù conversa ora con dottori della legge.

Commenti

Ora è il turno dei dottori della Legge di entrare in scena. Più aperti al dialogo dei , sono incuriositi da quest’Uomo, Gesù, le cui risposte piene di sapienza li toccano e li sconcertano al tempo stesso (Marco 12.34). Chi è dunque costui per parlare con una tale autorità? La loro curiosità intellettuale li spinge ad affrontare un tema centrale: il più grande comandamento.

I Vangeli ci permettono di cogliere una sfumatura tra questi uomini: alcuni cercano di mettere alla prova Gesù, altri sembrano davvero interessati al suo insegnamento. Infatti Matteo 22.35 precisa che la loro domanda aveva lo scopo di metterlo alla prova, ma nulla indica che fossero tutti animati dalle stesse intenzioni.

Il Messia Gesù, perfettamente consapevole del loro modo di procedere, non respinge tuttavia la loro domanda. Coglie quest’occasione per rivelare il cuore della Legge divina, forse anche per raggiungere alcuni capaci di accogliere la verità.

Parmi eux, le texte de Marco 12.28-34 met en avant un scribe qui écoute le Messie Jésus avec sincérité. Ce docteur de la Loi reconnaît la justesse de ses paroles et atteste que l’amour vaut mieux que tous les sacrifices. Le Messie Jésus, discernant la droiture de son cœur, lui dit :

Marco 12.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E Gesù, vedendo ch’egli avea risposto avvedutamente, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E niuno ardiva più interrogarlo.

Così si rivela un volto meno uniforme del fariseismo: dietro la facciata del legalismo, alcuni cercano davvero Dio.

Il faut rappeler que le terme ne désigne pas forcément l’hypocrisie, même si Jésus dénonça souvent les dérives de ce groupe. Il existait en son sein des croyants sincères. Nicodème, par exemple, et membre du (Giovanni 3.1), dialogua de nuit avec Jésus (Giovanni 7.50-51) et participa à sa mise au tombeau (Giovanni 19.39). De même, Joseph d’Arimathée, membre du lui aussi (Luca 23.50-51, Marco 15.43), était « disciple de Jésus en secret ». Ces deux hommes illustrent qu’au cœur même des structures religieuses se trouvaient des âmes ouvertes à la lumière du Messie.

Quando il Messia Gesù risponde ai dottori della Legge, riassume tutta la Legge e i Profeti in due comandamenti fondamentali:

Matteo 22.37-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.Questo è il grande e il primo comandamento.Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.

Con questa risposta non rifiuta la Legge; ne svela l’essenza. La vera pietà non consiste in un’obbedienza fredda ai precetti religiosi, ma in una relazione d’amore con Dio che si esprime nell’amore concreto per il prossimo.

Questo insegnamento pone l’amore al centro di ogni vita spirituale. Il Messia Gesù rivela che la Legge non è una costrizione, ma un orientamento verso la comunione : amare Dio conduce ad amare l’altro, e amare l’altro è la prova che si ama veramente Dio. Riconoscendo ciò, lo scriba si avvicina già al Regno. Questi passi di Matteo 22.34-40 e Marco 12.28-34 ci invitano a superare la semplice conoscenza religiosa per entrare nell’esperienza viva di un cuore trasformato dall’amore divino, unico vero compimento della Legge.