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La messianità di Gesù

Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il martedì prima della sua Passione, Gesù interroga i farisei sull’identità del Messia. Citando il Salmo 110, rivela che il Messia è al tempo stesso Figlio di Davide secondo la carne e Signore eterno secondo la sua divinità, confondendo i suoi avversari, che restano senza risposta. Un’affermazione cristologica fondamentale sulla doppia natura di Gesù.

11 min Messianità Gesù, il Messia Figlio di Davide Salmo 110 doppia natura di Cristo 14 versetti 14 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 23.1-39 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora Gesù parlò alle turbe e ai suoi discepoli,

dicendo: Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè.

Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.

Difatti, legano de’ pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li voglion muovere neppure col dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli;

ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghe

e i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!”

Ma voi non vi fate chiamar “Maestro”, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.

E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne’ cieli.

E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:

ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.

Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.

Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.

Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.

Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?

E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.

Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?

Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;

e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;

e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.

Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.

Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.

Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:

Se fossimo stati ai dì de’ nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!

Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.

E voi, colmate pure la misura dei vostri padri!

Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?

Perciò, ecco, io vi mando de’ profeti e de’ savi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,

affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l’altare.

Io vi dico in verità che tutte queste cose verranno su questa generazione.

Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!

Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.

Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Marco
Marco 12.38-40 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze,

ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti;

essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna.

Luca
Luca 20.45-47 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E udendolo tutto il popolo, egli disse a’ suoi discepoli:

Guardatevi dagli scribi, i quali passegian volentieri in lunghe vesti ed amano le salutazioni nelle piazze e i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti;

essi che divorano le case delle vedove e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno maggior condanna.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il cortile del Tempio di Gerusalemme

Data: martedì 29 marzo dell’anno 33

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo: Matteo e Luca riportano anch’essi questo discorso

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre martedì 29 marzo

Il Messia Gesù affronta ora il tema della sua messianità.

Commenti

Attraverso i vari interventi pubblici del Messia Gesù, scopriamo come si svolgevano le sue giornate nel Tempio di Gerusalemme. Vi insegnava ogni giorno e veniva spesso avvicinato da capi religiosi che, animati da gelosia o da ostilità, cercavano di tendergli un tranello con le loro domande nella speranza di screditarlo davanti al popolo. Eppure, nonostante le loro intenzioni malevole, il popolo lo ascoltava con ammirazione. Era stato infatti testimone dei suoi miracoli, delle sue guarigioni e delle liberazioni che solo Dio poteva compiere. Vedeva inoltre come, di fronte alle autorità religiose, Gesù, un uomo del popolo, tenesse testa ai dotti della Legge senza mai essere colto in fallo. Per molti era una scena commovente: vedere un maestro pieno di autorità, senza arroganza, rimettere al loro posto coloro che li dominavano da così tanto tempo con il loro sapere e la loro posizione.

Ma ecco che la scena cambia: il Maestro diventa colui che interroga. Dopo essere stato a lungo interrogato, prende l’iniziativa di porre a sua volta una domanda essenziale sull’identità del Messia. Solo Matteo 22.41 sottolinea che è Gesù a prendere ora la parola per interrogare i , mentre tutto il popolo ascolta con profonda attenzione.

In Matteo 22.41-46, Marco 12.35-37 e Luca 20.41-44, Gesù domanda: « Che ne pensate del Cristo? Di chi è figlio? » I rispondono: « Di Davide. » Allora Gesù cita il Salmo di Davide:

Salmi 110.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Salmo di Davide. L’Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de’ tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi.

(Oppure Salmi 109.1 secondo l’altra numerazione.) Con questa citazione, il Messia Gesù rivela un mistero che i dottori della Legge non avevano colto: se Davide chiama il Messia «mio Signore», come può essere al tempo stesso suo discendente?

Jésus montre ainsi que le Messie n’est pas un simple héritier royal, mais qu’il possède une nature supérieure : il est à la fois Fils de David selon la chair et Seigneur de David par sa divinité (Romani 1.3-4). Il met ainsi en lumière la limite de leur compréhension purement terrestre du Royaume et du rôle du Messie. Les et scribes attendaient un roi humain, un libérateur politique qui les délivrerait du joug . Mais Jésus leur révèle un Messie spirituel, venu instaurer le règne de Dieu dans les cœurs (Giovanni 18.36).

Davanti a questa rivelazione, gli avversari del Signore rimangono senza parole: « Nessuno poteva rispondergli una parola, e da quel giorno nessuno osò più interrogarlo » (Matteo 22.46). Il silenzio dei dottori della Legge diventa una testimonianza della sapienza divina, che supera ogni intelligenza umana. Questi passi affermano con forza la doppia natura del Messia Gesù: pienamente uomo, erede di Davide, e pienamente Dio, Signore e Re glorificato, assiso alla destra del Padre (Ebrei 1.3-4).

Così, con quest’ultima domanda, Gesù non cerca più di discutere: rivela chi egli è veramente, il Figlio di Dio, prima di Abramo, prima di Davide, esistente da tutta l’eternità (Giovanni 8.58).