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Requisitoria contro i capi religiosi

Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.

11 min requisitoria farisei ipocrisia guai scribi 15 versetti 13 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 23.1-39 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora Gesù parlò alle turbe e ai suoi discepoli,

dicendo: Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè.

Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.

Difatti, legano de’ pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li voglion muovere neppure col dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli;

ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghe

e i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!”

Ma voi non vi fate chiamar “Maestro”, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.

E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne’ cieli.

E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:

ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.

Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.

Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.

Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.

Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?

E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.

Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?

Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;

e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;

e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.

Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.

Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.

Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:

Se fossimo stati ai dì de’ nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!

Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.

E voi, colmate pure la misura dei vostri padri!

Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?

Perciò, ecco, io vi mando de’ profeti e de’ savi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,

affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l’altare.

Io vi dico in verità che tutte queste cose verranno su questa generazione.

Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!

Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.

Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Marco
Marco 12.38-40 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze,

ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti;

essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna.

Luca
Luca 20.45-47 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E udendolo tutto il popolo, egli disse a’ suoi discepoli:

Guardatevi dagli scribi, i quali passegian volentieri in lunghe vesti ed amano le salutazioni nelle piazze e i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti;

essi che divorano le case delle vedove e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno maggior condanna.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il cortile del Tempio di Gerusalemme

Data: mercoledì 30 marzo del 33

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo: Matteo e Luca riportano anch’essi questo discorso

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre di mercoledì

Il Messia Gesù sta per pronunciare una lunga requisitoria contro i .

Commenti

Il testo di Matteo 23 giunge come conclusione degli scontri tra il Messia Gesù e le autorità religiose. Dopo aver risposto ai loro numerosi attacchi, il Maestro si rivolge ora direttamente al popolo e ai suoi discepoli per metterli in guardia: non riponete la vostra fiducia in un capo religioso qualsiasi, anche se si proclama dottore della Legge. Gesù denuncia una religione fondata sull’apparenza e non sulla sincerità del cuore.

A travers huit proclamations répétées par les mots : « Malheur à vous, spécialistes de la Loi ! » – avec une unique variation : « Malheur à vous, conducteurs aveugles ! », le Messie Jésus dresse un réquisitoire sévère mais juste contre les chefs spirituels de son temps.

Matteo 23.1-39 ne offre una versione particolarmente completa, elencando le colpe degli scribi e dei . Perché prende di mira così direttamente questi ultimi? Perché, in teoria, i avrebbero dovuto essere i più vicini ai principi del Messia: custodi della Legge, difensori della fede, avrebbero dovuto condurre il popolo verso Dio.

Eppure, nel corso delle generazioni, le loro tradizioni umane e le loro molteplici interpretazioni hanno finito per snaturare la Parola divina.

Orgogliosi delle loro conoscenze, rifiutavano ogni messa in discussione e restavano incapaci di riconoscere i propri errori. Le osservazioni giuste e benevole del Maestro non hanno fatto che rafforzare la loro opposizione, fino a spingerli a tramare la sua morte.

In Matteo 23.1-39, Marco 12.38-40 e Luca 20.45-47, il Messia Gesù mette in luce questa ipocrisia. Riconosce la loro autorità di maestri, perché siedono sulla cattedra di Mosè, ma avverte di non imitare le loro opere:

Matteo 23.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.

I cercano gli onori, i primi posti e i saluti pubblici, trascurando al tempo stesso i pilastri essenziali della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà (Matteo 23.23).

Le Messie Jésus expose un cœur religieux éloigné de Dieu : « Malheur à vous ! » répète‑t‑il encore et encore, dénonçant leur orgueil et leur dureté, leur tendance à enfermer les autres sous des fardeaux spirituels qu’eux‑mêmes ne portent pas. Ils honorent les tombeaux des prophètes, mais marchent dans la même désobéissance que leurs ancêtres.

In Marco 12.38-40 e Luca 20.45-47, Gesù aggiunge che divorano le case delle vedove e fanno lunghe preghiere per sembrare pii, rivelando così una fede interessata e priva di verità interiore. Invita i suoi ascoltatori alla prudenza e alla vera umiltà:

Matteo 23.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.

Infine, davanti alla persistente incredulità del suo popolo, il Messia Gesù lascia esplodere il suo dolore e piange su Gerusalemme:

Matteo 23.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!

Le sue parole annunciano il giudizio che verrà, ma anche la speranza:

Matteo 23.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
).

Così questi passi rivelano al tempo stesso la santa indignazione del Messia contro l’ipocrisia religiosa e la profondità del suo amore per un popolo che desidera ancora salvare. Gesù non invita a rifiutare la Legge, ma a viverla nella verità, con un cuore puro e amorevole, servendo Dio e gli altri con umiltà.