_20 Il ritorno da Ponzio Pilato avviene verso le 8. Marco 15.6-19; Matteo 27.15-30; Luca 23.13-25; Giovanni 18.39-40; Giovanni 19.1-16.
_21 La folla, radunata davanti al palazzo di Ponzio Pilato, esige la crocifissione. Matteo 27.22 ; Marco 14.11-15 ; Luca 23.23 ; Giovanni 19.15.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
La flagellazione inflitta a Gesù rientra nelle pratiche romane riservate ai condannati alla crocifissione. Questo supplizio, di estrema violenza, precedeva generalmente l’esecuzione e indeboliva notevolmente il condannato, che moriva più rapidamente sulla croce; alcuni vi soccombevano persino prima di raggiungere la croce. Non si trattava di un eccesso isolato, ma di una procedura assunta e banalizzata dai soldati (Matteo 27.26; Giovanni 19.1).
Dopo la flagellazione, i soldati aggiungono alla sofferenza fisica un’umiliazione voluta. Rivestono Gesù di un manto, gli pongono sul capo una corona di spine e lo deridono salutandolo come «re dei Giudei» (Marco 15.17-19; Giovanni 19.2-3). Questo gesto sottolinea ironicamente il motivo della sua condanna, volto in derisione da coloro stessi che lo eseguono.
Ben più che un semplice castigo, questi maltrattamenti rivelano una volontà di abbassare e di annientare. Eppure, nonostante l’intensità dei colpi e degli oltraggi, Gesù rimane cosciente e padrone di sé. I racconti evangelici mostrano che conserva la capacità di parlare e di interagire fino al momento della crocifissione, il che sottolinea al tempo stesso la durezza del supplizio e la sua eccezionale resistenza (Giovanni 19.4).