PER346

L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale

PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.

18 min condanna di Gesù Sinedrio Ponzio Pilato Passione crocifissione 28 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 27.20-25 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chieder Barabba e far perire Gesù.

E il governatore prese a dir loro: Qual de’ due volete che vi liberi? E quelli dissero: Barabba.

E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo? Tutti risposero: Sia crocifisso.

Ma pure, riprese egli, che male ha fatto? Ma quelli viepiù gridavano: Sia crocifisso!

E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi.

E tutto il popolo, rispondendo, disse: Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli.

Marco
Marco 15.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo!

E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo!

E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso.

Luca
Luca 23.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono con avere il sopravvento.

E Pilato sentenziò che fosse fatto quello che domandavano.

E liberò colui che era stato messo in prigione per sedizione ed omicidio, e che essi aveano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà.

Giovanni
Giovanni 18.40 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora gridaron di nuovo: Non costui, ma Barabba! Or Barabba era un ladrone.

Giovanni
Giovanni 19.4-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Pilato uscì di nuovo, e disse loro: Ecco, ve lo meno fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa.

Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’uomo!

Come dunque i capi sacerdoti e le guardie l’ebbero veduto, gridarono: Crocifiggilo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa.

I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché egli s’è fatto Figliuol di Dio.

Quando Pilato ebbe udita questa parola, temette maggiormente;

e rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta.

Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti?

Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto; Perciò chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa.

Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare.

Pilato dunque, udite queste parole, menò fuori Gesù, e si assise al tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà.

Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!

Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.

Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, il pretorio davanti al palazzo di Pilato

Data: venerdì 1° aprile, la mattina presto

Metodo di lavoro: Seguiamo ora Luca

Nota sul metodo di lavoro: Matteo, Marco e Giovanni riprendono queste informazioni

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Ponzio Pilato non ha più alcun potere per salvare Gesù; sotto l’influenza di Caifa e dei , la situazione degenera rapidamente.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_20 Il ritorno da Ponzio Pilato avviene verso le 8. Marco 15.6-19; Matteo 27.15-30; Luca 23.13-25; Giovanni 18.39-40; Giovanni 19.1-16.

_21 La folla, radunata davanti al palazzo di Ponzio Pilato, esige la crocifissione. Matteo 27.22 ; Marco 14.11-15 ; Luca 23.23 ; Giovanni 19.15.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Pilato si ritrova progressivamente intrappolato dalla pressione della folla e dal timore di un disordine pubblico. I capi del hanno manovrato abilmente, e alla fine la sentenza viene pronunciata:

Matteo 27.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Giovanni 19.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

L’insieme degli eventi descritti dai Vangeli sembra collocarsi in un lasso di tempo relativamente breve, dall’arresto fino alla condanna. Senza tornare nel dettaglio sulle numerose irregolarità del processo — giudizio notturno (Matteo 26.57-68), ricorso a falsi testimoni (Marco 14.55-59), condanna affrettata —, appare evidente che contava solo il risultato: l’eliminazione di Gesù.

Riguardo a Giovanni 19.14, la menzione della «preparazione della Pasqua» corrisponde all’uso giudaico di designare il venerdì come giorno di preparazione. La questione della «sesta ora» ha suscitato diverse interpretazioni. Si prendono in considerazione due possibilità principali: o Giovanni utilizza il sistema orario , in cui il giorno inizia a mezzanotte, il che collocherebbe l’evento verso le 6 del mattino; oppure impiega il sistema giudaico, in cui la sesta ora corrisponde a mezzogiorno, partendo dall’alba (Giovanni 4.6). Alcuni esegeti propongono un altro approccio ricordando che i Vangeli menzionano spesso le ore in multipli di tre (Marco 15.25; Matteo 27.45), il che potrebbe riflettere una divisione approssimativa della giornata in grandi periodi. Tuttavia, questa spiegazione resta imprecisa.

Secondo i dati concordanti, la crocifissione si svolge dalla terza alla nona ora, cioè approssimativamente dalle 9 alle 15 (Marco 15.25; Matteo 27.45). Così, è plausibile che Giovanni collochi la comparizione davanti a Pilato la mattina presto, intorno alle 6, poco dopo il rinnegamento di Pietro e il canto del gallo (Giovanni 18.27-28).

L’espressione «circa» sottolinea del resto l’assenza di precisione assoluta e rimanda piuttosto a un punto di riferimento temporale osservato. In questo contesto, la situazione sfugge progressivamente al controllo di Pilato. La folla, eccitata dai capi religiosi, diventa sempre più ostile e chiede la crocifissione (Luca 23.21).

Presentiamo un’analisi dettagliata di queste informazioni fornite da Giovanni nell’appendice ANN026 : L’ora della crocifissione.

Temendo una sommossa e una denuncia presso Cesare (Giovanni 19.12), Pilato finisce per cedere. Dietro questa decisione si delineano al tempo stesso una debolezza politica e il successo strategico del , che riesce a costringere il rappresentante a pronunciare una condanna che sapeva ingiustificata (Luca 23.22).