_21 La folla, radunata davanti al palazzo di Ponzio Pilato, esige la crocifissione. Matteo 27.22 ; Marco 14.11-15 ; Luca 23.23 ; Giovanni 19.15.
_22 La partenza per il monte Golgota inizia prima delle 9. Matteo 27.32 ; Marco 15.21-22 ; Luca 23.26-33 ; Giovanni 19.17.
_23 La collocazione sulla croce ha dunque luogo verso le 9 secondo il testo di Marco. L’imprecisione della misura permette di inserire il tempo dello spostamento fino al monte Golgota. Marco 15.20-41 ; Matteo 27.31-56 ; Luca 23.26-49 ; Giovanni 18.17-30.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
Pilato, manifestamente irritato dalla pressione e dalla manovra dei capi del , si serve della scritta del titulus per affermare la sua autorità. Secondo l’uso romano, il motivo della condanna è indicato sopra il crocifisso, e Pilato fa scrivere: «Gesù di Nazaret, il re dei Giudei» (Giovanni 19.19). Questa menzione supera il semplice ambito giudiziario: assume una dimensione politica e provocatoria.
L’iscrizione è redatta in tre lingue — ebraico (o aramaico), latino e greco — affinché sia compresa dal maggior numero di persone in un contesto di grande affluenza a Gerusalemme (Giovanni 19.20). Così il messaggio diventa pubblico e accessibile, il che ne accentua l’impatto. Proclamando Gesù «re dei Giudei», Pilato mette indirettamente in luce la responsabilità delle autorità religiose in questa condanna.
I capi dei sacerdoti non si lasciano ingannare e contestano subito la formulazione, chiedendo che si scriva: «Egli ha detto: Sono il re dei Giudei» (Giovanni 19.21). Pilato rifiuta di modificare il testo e risponde con fermezza:
Con questa risposta impone la sua decisione e oppone un netto rifiuto a coloro che da lui avevano pur ottenuto la crocifissione.
Questo titulus diventa così una forma di tragica ironia: agli occhi dei , Gesù non è presentato come un comune criminale, ma come un re. Gli stessi soldati riprendono quest’idea schernendolo:
Dietro questa apparente derisione, l’iscrizione sottolinea una verità che le autorità rifiutano.
Infine, questa decisione di Pilato rivela al tempo stesso il suo disappunto e i suoi limiti. Se cede sulla condanna, conserva qui una forma di autorità imponendo questo titolo. Ha l’ultima parola sull’iscrizione, ma non sull’esito che avrebbe desiderato, lasciando trasparire tutta l’ambiguità della sua posizione in questo processo.