PER348

Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù

La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.

12 min Pilato Passione di Gesù processo di Gesù crocifissione Ecce Homo 19 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 19.4-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Pilato uscì di nuovo, e disse loro: Ecco, ve lo meno fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa.

Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’uomo!

Come dunque i capi sacerdoti e le guardie l’ebbero veduto, gridarono: Crocifiggilo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa.

I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché egli s’è fatto Figliuol di Dio.

Quando Pilato ebbe udita questa parola, temette maggiormente;

e rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta.

Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti?

Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto; Perciò chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa.

Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare.

Pilato dunque, udite queste parole, menò fuori Gesù, e si assise al tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà.

Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!

Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, il pretorio davanti al palazzo di Pilato

Data: venerdì 1° aprile, la mattina presto

Modo di procedere: Seguiamo ora Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l’unico a rivelare questo fatto

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Ponzio Pilato, con un’ultima speranza, presenta Gesù rivestito di un mantello rosso e coronato di spine, pensando che il castigo dovrebbe fermarsi lì.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_20 Il ritorno da Ponzio Pilato avviene verso le 8. Marco 15.6-19; Matteo 27.15-30; Luca 23.13-25; Giovanni 18.39-40; Giovanni 19.1-16.

_21 La folla, radunata davanti al palazzo di Ponzio Pilato, esige la crocifissione. Matteo 27.22 ; Marco 14.11-15 ; Luca 23.23 ; Giovanni 19.15.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Ora Pilato esce di nuovo per dichiarare pubblicamente che non trova in Gesù alcun motivo di condanna (Giovanni 19.4). Presentandolo alla folla dopo la flagellazione, coronato di spine e rivestito di un mantello di scherno, sembra sperare di suscitare compassione e di evitare un esito più grave (Giovanni 19.5). Eppure questo tentativo fallisce: i sommi sacerdoti e i loro sostenitori reclamano con insistenza la crocifissione (Giovanni 19.6).

Pilato ribadisce allora l’assenza di colpa, ma le autorità religiose invocano la loro legge, secondo la quale Gesù deve morire perché si è fatto Figlio di Dio (Giovanni 19.7). Questa affermazione turba ancora di più Pilato, che cerca di comprendere l’origine e l’identità di Gesù (Giovanni 19.8-9). Di fronte al silenzio di Gesù, Pilato richiama la propria autorità, ma riceve in risposta una parola che relativizza questo potere:

Giovanni 19.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti?Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto; Perciò chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa.

Da quel momento Pilato raddoppia gli sforzi per rilasciare Gesù, ma i capi religiosi accentuano la pressione brandendo un argomento politico: rilasciare Gesù equivarrebbe a opporsi a Cesare (Giovanni 19.12). Questo ricatto pone Pilato in una posizione delicata, in cui la sua lealtà verso l’Impero viene messa in discussione.

Infine Pilato cede alla pressione e presenta Gesù dichiarando: «Ecco il vostro re» (Giovanni 19.14). La reazione è immediata: «Toglilo, toglilo, crocifiggilo!» (Giovanni 19.15). Chiedendo: «Crocifiggerò il vostro re?», Pilato sottolinea con ironia la responsabilità dei capi religiosi, che arrivano a rinnegare ogni autorità diversa da quella di Cesare. Questo passo mette così in luce la tensione tra verità e potere, nonché l’esito di un processo in cui la pressione politica e religiosa prevale sulla giustizia riconosciuta.