_28 Agli occhi di tutti, questa faccenda è ormai definitivamente chiusa e il bilancio è piuttosto positivo per questi dirigenti: non c’è stato alcun movimento di folla.
_29 Resta da trattare un ultimo piccolo punto: il Messia Gesù aveva parlato di risurrezione, quindi è più prudente mettere delle guardie davanti al sepolcro. È la richiesta rivolta a Pilato nello stesso giorno del ; nulla ferma questi fervidi religiosi. Matteo 27.62-66.
_30 La risurrezione avviene la domenica mattina all'alba. Abbiamo dunque i 3 giorni e le 3 notti secondo il computo inclusivo ebraico. Matteo 28.2-4 ; Marco 16.2-4 ; Luca 24.1-3. Teniamo conto della notte in pieno mezzogiorno.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
1- La fedeltà delle donne
Le donne che avevano accompagnato Gesù durante il suo ministero figurano tra i discepoli più fedeli al momento della sua Passione. Mentre la maggior parte degli apostoli si disperse per la paura dopo l’arresto del loro Maestro (Matteo 26.56), diverse donne rimangono presenti fino alla crocifissione e assistono anche alla sua sepoltura (Matteo 27.55-56; Marco 15.40-41; Luca 23.49). La loro presenza contrasta con il cedimento momentaneo dei discepoli e sottolinea il posto importante che occupano tra le persone vicine a Gesù.
2- Un gesto ispirato dall’attaccamento a Gesù
Fin dalle prime ore del giorno successivo al , queste donne si recano alla tomba per portare degli aromi destinati a completare le cure funebri rese al corpo di Gesù (Marco 16.1-2; Luca 24.1; Giovanni 20.1). Il loro gesto sembra andare oltre il semplice adempimento di un’usanza funebre. Sembra esprimere il profondo attaccamento che provavano per colui che aveva segnato profondamente la loro esistenza (Luca 8.1-3).
Maria Maddalena offre un esempio particolarmente significativo. Gesù l’aveva liberata da diversi demòni, ed essa figura poi tra i discepoli che lo accompagnano fedelmente fino alla croce e alla tomba (Luca 8.2; Giovanni 19.25). Nulla indica però che in quel momento si distingua dalle altre donne per una comprensione più profonda degli eventi.
3- Una risurrezione ancora incompresa
Nonostante i numerosi annunci della sua Passione e della sua risurrezione, pronunciati nel corso del suo ministero (Matteo 16.21; Matteo 17.22-23; Matteo 20.18-19), Gesù non era stato pienamente compreso dai suoi discepoli. Luca precisa addirittura che il senso di queste parole rimaneva loro nascosto prima del loro compimento (Luca 18.31-34).
Le donne non si recano dunque alla tomba nell’attesa di un miracolo o di una risurrezione imminente. La loro preoccupazione è molto più concreta: «Chi ci rotolerà via la pietra dall’ingresso del sepolcro?» (Marco 16.3). Questa domanda mostra che si aspettano di trovare il corpo di Gesù all’interno del sepolcro.
4- La pietra e la presenza delle guardie
Questa domanda lascia pensare che probabilmente ignorassero le disposizioni prese su richiesta dei sommi sacerdoti e dei . Secondo Matteo, una guardia era stata posta davanti alla tomba e la pietra era stata sigillata (Matteo 27.62-66).
L’esatta identità di queste guardie è oggetto di discussione tra i commentatori. Che si trattasse di soldati o di guardie addette al Tempio, la loro presenza costituiva un ostacolo considerevole. Questo gesto delle donne testimonia dunque più la loro fedeltà e la loro determinazione che una riflessione pratica approfondita.
5- Il peso del lutto e degli eventi recenti
Anche le circostanze in cui si trovano permettono di comprendere il loro comportamento. Nel giro di sole poche ore, hanno assistito all’arresto di Gesù, alle sue comparizioni davanti alle e a quelle romane, alla sua condanna, alla sua crocifissione e infine alla sua morte (Marco 14.43-15.39).
Il lutto, la tristezza e il disorientamento che accompagnano una simile prova rendono difficile qualsiasi analisi serena degli eventi. Il loro desiderio di compiere un ultimo gesto d’affetto verso colui che consideravano il loro Maestro appare così perfettamente comprensibile.
6- Maria Maddalena nel racconto di Giovanni
L’evangelista Giovanni concentra principalmente il suo racconto su Maria Maddalena (Giovanni 20.1). Questa focalizzazione non significa affatto che fosse sola alla tomba. D’altronde, quando riferisce la sua scoperta ai discepoli, dichiara: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano posto» (Giovanni 20.2). L’uso del plurale lascia supporre la presenza di altre donne con lei.
Giovanni accorda tuttavia un posto particolare a Maria Maddalena per il ruolo che avrà nel seguito del racconto. È a lei che il Cristo risorto si manifesterà personalmente, prima di ogni altra apparizione individuale riportata nei Vangeli (Giovanni 20.11-18).
7- Le donne menzionate dagli evangelisti
I diversi evangelisti forniscono informazioni complementari. Matteo menziona Maria Maddalena e «l’altra Maria» (Matteo 28.1). Marco aggiunge Salome (Marco 16.1), che diversi commentatori identificano tradizionalmente con la madre di Giacomo e di Giovanni (Matteo 27.56), senza che questa identificazione possa essere considerata assolutamente certa.
Luca cita inoltre Giovanna e Maria, madre di Giacomo, precisando che erano accompagnate da altre donne ancora (Luca 24.10). Queste differenze non costituiscono contraddizioni, ma riflettono le scelte redazionali proprie di ciascun evangelista.
8- La complementarità dei racconti evangelici
Questa diversità di testimonianze costituisce persino un indizio interessante della loro autenticità. Un’uniformità assoluta avrebbe potuto far pensare a un’armonizzazione artificiale. Al contrario, i quattro Vangeli presentano racconti complementari che, messi in parallelo, permettono di ottenere una visione più completa degli eventi.
Conformemente al metodo annunciato da Luca nel suo prologo (Luca 1.1-4), gli evangelisti non cercano di riportare ogni dettaglio in modo esaustivo, ma di trasmettere fedelmente i fatti che hanno ricevuto dai testimoni.
9- Le prime testimoni della risurrezione
Nel contesto del giudaismo del I secolo, la testimonianza delle donne non aveva generalmente lo stesso valore giuridico di quella degli uomini. È dunque notevole che i Vangeli presentino proprio delle donne come prime testimoni della tomba vuota e dei primi annunci angelici (Matteo 28.5-7; Marco 16.5-7; Luca 24.4-8).
Lungi dall’indebolire la credibilità del racconto, questo dettaglio è spesso considerato un indizio a favore della sua autenticità storica. Se gli autori avessero cercato di elaborare un racconto più conforme alle aspettative della loro epoca, avrebbero probabilmente messo in primo piano dei testimoni maschili.
Così, le donne arrivano alla tomba con i loro aromi, preoccupate per la pietra che ne chiude l’accesso, senza sapere di essere sul punto di diventare le prime testimoni dell’evento centrale della fede cristiana: la risurrezione del Messia Gesù (Matteo 28.5-6; Marco 16.6; Luca 24.5-6; Giovanni 20.1-18). La loro fedeltà nelle ore più buie sarà onorata da Dio, che ne farà le prime messaggere della vittoria di Cristo sulla morte (Matteo 28.7-10).
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