Étude 1 sur 48 · Le premier songe de Joseph

  1. Étude 1 : Le premier songe de Joseph
  2. Étude 2 : La généalogie ou les généalogies
  3. Étude 3 : Le second songe de Joseph
  4. Studio 4: La strage dei bambini a Betlemme
  5. Étude 5 : Le quatrième et dernier songe de Joseph
  6. Studio 6: Il ritorno a Nazaret
  7. Studio 7: Il compimento della profezia di Isaia
  8. Étude 8 : L’appel d’un autre disciple, Matthieu
  9. Étude 9 : Le festin donné par Lévi
  10. Étude 10 : Proclamation de l’Evangile
  11. Étude 11 : Le sermon sur la montagne (1), les béatitudes
  12. Studio 12: Il discorso della montagna (11), Le offerte
  13. Étude 13 : Le sermon sur la montagne (12), une instruction sur la prière
  14. Étude 14 : Les esprits impurs
  15. Étude 15 : Enseignement du Messie Jésus sur l'inquiétude
  16. Étude 16 : La parabole de l'ivraie et du froment
  17. Étude 17 : La parabole de la perle de très grand prix
  18. Étude 18 : La guérison de deux aveugles
  19. Étude 19 : La guérison d'un démoniaque
  20. Étude 20 : La compassion du Messie Jésus pour la foule
  21. Étude 21 : Retour à Nazareth
  22. Étude 22 : Rappel de l'arrestation de Jean le baptiste
  23. Étude 23 : Rappel des conditions de l'assassinat de Jean le baptiste
  24. Étude 24 : La réaction des apôtres
  25. Étude 25 : Nombreuses guérisons à Génésareth
  26. Étude 26 : Verdict sur le cœur humain
  27. Étude 27 : Guérison de la fille de la femme syro-phénicienne
  28. Étude 28 : Nombreuses guérisons en soirée
  29. Étude 29 : Eloge de Pierre par le Messie Jésus
  30. Étude 30 : Instruction sur la prière
  31. Étude 31 : La parabole des ouvriers de la onzième heure
  32. Étude 32 : Le retour à Béthanie
  33. Étude 33 : Guérison d’aveugles et de boiteux
  34. Étude 34 : Le figuier est sec
  35. Étude 35 : Le jugement des nations
  36. Studio 36: Il messaggio degli angeli
  37. Étude 37 : Seconde apparition du Messie Jésus aux autres femmes
  38. Étude 38 : Qui est le père de Joseph ?
  39. Étude 39 : Qui est le père d’Osias ?
  40. Étude 40 : Qui est le père de Jéchonias ?
  41. Étude 41 : Nombre exact de generations chez Matthieu ?
  42. Étude 42 : L'ânon et l'ânesse ?
  43. Étude 43 : Le figuier maudit ?
  44. Étude 44 : La mort de Judas ?
  45. Étude 45 : Le champ du sang ?
  46. Étude 46 : Le vrai nom de Matthieu ?
  47. Étude 47 : Quels étaient les mots de la deuxième prière de Jésus ?
  48. Étude 48 : La première rencontre de Marie de Magdala avec Jésus ressuscité

La vita di Gesù fino ai 12 anni

  • Il primo sogno di Giuseppe

    L'articolo esplora il sogno di Giuseppe nel Vangelo di Matteo, mostrando come le sue visioni e decisioni influenzino la vita di Maria e la percezione di Gesù. Accogliendo Maria, Giuseppe legittima la nascita di Gesù, nonostante le voci malevole.

    Matteo 1.18-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo.E Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto e non volendo esporla ad infamia, si propose di lasciarla occultamente.Ma mentre avea queste cose nell’animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo.Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati.Or tutto ciò avvenne, affinché si adempiesse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: “Iddio con noi”.E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli avea comandato, e prese con sé sua moglie;e non la conobbe finch’ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.
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  • La genealogia o le genealogie

    L'articolo esamina le genealogie di Gesù in Matteo e Luca, che riflettono sia la sua stirpe regale attraverso Giuseppe sia la sua umanità attraverso Maria. Questi racconti complementari sottolineano la dualità divina e umana di Gesù, rafforzandone la legittimità messianica.

    Matteo 1.1-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Genealogia di Gesù Cristo figliuolo di Davide, figliuolo d’Abramo.Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli;Giuda generò Fares e Zara da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram;Aram generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon;Salmon generò Booz da Rahab; Booz generò Obed da Ruth; Obed generò Iesse,e Iesse generò Davide, il re. E Davide generò Salomone da quella ch’era stata moglie d’Uria;Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abia; Abia generò Asa;Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Uzzia;Uzzia generò Ioatam; Ioatam generò Achaz; Achaz generò Ezechia;Ezechia generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia;Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia.E dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel generò Zorobabel;Zorobabel generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor;Azor generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud;Eliud generò Eleazaro; Eleazaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe;Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.Così da Abramo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.
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  • Il secondo sogno di Giuseppe

    L’articolo tratta del secondo sogno di Giuseppe narrato in Matteo (Mt 2,13-15), in cui un angelo gli ordina di fuggire in Egitto con Maria e Gesù. Questo racconto sottolinea la protezione divina e il ruolo cruciale di Giuseppe. Esamina le differenze tra Matteo e Luca, offrendo spunti storici e teologici.

    Matteo 2.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.
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  • La strage dei bambini a Betlemme

    L’articolo esplora il massacro dei bambini di Betlemme da parte di Erode dopo la visita dei magi, come descritto in Matteo 2:16-18. Questo racconto solleva interrogativi sull’ignoranza dei capi religiosi e sull’impatto delle decisioni di Erode. Affronta anche il contesto politico teso dell’epoca.

    Matteo 2.16-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Erode, vedutosi beffato dai magi, si adirò gravemente, e mandò ad uccidere tutti i maschi ch’erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale s’era esattamente informato dai magi.Allora si adempié quello che fu detto per bocca del profeta Geremia:Un grido è stato udito in Rama; un pianto ed un lamento grande: Rachele piange i suoi figliuoli e ricusa d’esser consolata, perché non sono più.
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  • Il quarto e ultimo sogno di Giuseppe

    Giuseppe riceve in sogno un’istruzione divina che lo porta a tornare a Nazaret con la famiglia anziché a Betlemme. Matteo sottolinea che questa decisione adempie la profezia secondo cui Gesù sarà chiamato Nazareno.

    Matteo 2.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma udito che in Giudea regnava Archelao invece d’Erode, suo padre, temette d’andar colà; ed essendo stato divinamente avvertito in sogno, si ritirò nelle parti della Galilea,e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempiesse quello ch’era stato detto dai profeti, ch’egli sarebbe chiamato Nazareno.
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  • Il ritorno a Nazaret

    L’articolo analizza il ritorno di Gesù a Nazaret, confrontando i racconti di Matteo e Luca, che riflettono i loro diversi obiettivi. Matteo, rivolgendosi agli ebrei, menziona il soggiorno in Egitto per sottolineare una profezia, mentre Luca non ne parla, rivolgendosi piuttosto a un pubblico non ebraico.

    Matteo 2.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.
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L’inizio del ministero in Galilea

  • Il compimento della profezia di Isaia

    Matteo 4,13-16 riferisce il ritorno di Gesù a Cafarnao e lo interpreta come compimento della profezia di Isaia sulla luce nei territori di Zabulon e Neftali. Matteo, unico a stabilire il collegamento, dimostra che Gesù è il Messia annunciato. Giovanni riprenderà il tema della luce nel prologo. L’episodio è datato a febbraio-marzo 31.

    Isaia 9.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    (H9-1) Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende.
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  • La chiamata di un altro discepolo, Matteo

    L'articolo esamina la chiamata di Matteo da parte di Gesù, sottolineando il suo ruolo unico tra i discepoli come futuro autore del Vangelo. Matteo lascia il mestiere di esattore per seguire Cristo, che già conosceva, probabilmente tramite Giovanni Battista. Questa chiamata è significativa perché ne fa un portavoce fondamentale degli apostoli.

    Atti 1.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi,a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch’egli, tolto da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della risurrezione di lui.
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  • Il banchetto offerto da Levi

    Matteo, detto anche Levi, organizza un banchetto per celebrare la chiamata di Gesù. Esso sottolinea la missione inclusiva di Gesù, accolto da persone spesso rifiutate. L'episodio, narrato nei sinottici, simboleggia l'impatto di Matteo sul proprio ambiente.

    Matteo 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che, essendo Gesù a tavola in casa di Matteo, ecco, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con Gesù e co’ suoi discepoli.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Proclamazione del Vangelo

    L'articolo «PER082 - Proclamazione del Vangelo» esplora le istruzioni profetiche di Gesù ai discepoli, ai quali annuncia persecuzioni future. Basato su Matteo 10.16-23, mette in luce il ruolo dello Spirito Santo. Questa formazione in Galilea prepara gli apostoli alle sfide future.

    Matteo 10.16-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili.Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.
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  • Il discorso della montagna (1), le beatitudini

    L'articolo analizza il discorso della montagna, sottolineando le differenze tra Matteo e Luca. Spiega come questi insegnamenti di Gesù, destinati soprattutto ai discepoli, siano stati spesso ripetuti e raccolti. Particolare attenzione è dedicata alle beatitudini e alla loro portata spirituale.

    Matteo 5.2-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo:Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno de’ cieli.Beati quelli che fanno cordoglio, perché essi saranno consolati.Beati i mansueti, perché essi erederanno la terra.Beati quelli che sono affamati ed assetati della giustizia, perché essi saranno saziati.Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio.Beati quelli che s’adoperano alla pace, perché essi saran chiamati figliuoli di Dio.Beati i perseguitati per cagion di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.Beati voi, quando v’oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia.Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne’ cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
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  • Il discorso della montagna (11), Le offerte

    Questo articolo esplora l’insegnamento di Gesù sulle offerte durante il discorso della montagna. Insistendo su una relazione personale con Dio, egli critica le pratiche ostentate dei farisei. Il contesto è la Galilea, poco dopo la Pasqua dell’anno 31, in un momento cruciale del ministero di Gesù.

    Matteo 6.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
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  • Il discorso della montagna (12), un’istruzione sulla preghiera

    Questo articolo esamina l’insegnamento di Gesù sulla preghiera nel discorso della montagna, sottolineando il richiamo a una pietà autentica, lontana dal formalismo. Si basa sui Vangeli di Matteo e Luca, spiegando il significato e il contesto della preghiera.

    Matteo 6.5-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole.Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo.Dacci oggi il nostro pane cotidiano;e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.Poiché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli.
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  • Gli spiriti impuri

    Questo articolo esamina l'insegnamento di Gesù sugli spiriti impuri, mettendo in evidenza l'importanza di una vera conversione e della presenza dello Spirito Santo per evitare una ricaduta spirituale dopo la liberazione.

    Matteo 8.24-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva.E i suoi discepoli, accostatisi, lo svegliarono dicendo: Signore, salvaci, siam perduti.Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.E quegli uomini ne restaron maravigliati e dicevano: Che uomo è mai questo che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?E quando fu giunto all’altra riva, nel paese de’ Gadareni, gli si fecero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così furiosi, che niuno potea passar per quella via.Ed ecco si misero a gridare: Che v’è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci?Or lungi da loro v’era un gran branco di porci che pasceva.E i demoni lo pregavano dicendo: Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci.Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque.E quelli che li pasturavano fuggirono; e andati nella città raccontarono ogni cosa e il fatto degl’indemoniati.Ed ecco tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si partisse dai loro confini.
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  • Insegnamento del Messia Gesù sulla preoccupazione

    Gesù insegna a non preoccuparsi per i bisogni materiali, illustrando la provvidenza divina attraverso esempi tratti dalla natura e insistendo sulla priorità del Regno di Dio.

    Deuteronomio 14.12-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma ecco quelli dei quali non dovete mangiare: l’aquila, l’ossifraga e l’aquila di mare;il nibbio, il falco e ogni specie d’avvoltoio;ogni specie di corvo;lo struzzo, il barbagianni, il gabbiano e ogni specie di sparviere,il gufo, l’ibi, il cigno;il pellicano, il tuffolo, lo smergo;la cicogna, ogni specie di airone, l’upupa e il pipistrello.
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  • La parabola della zizzania e del frumento

    La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.

    Abacuc 1.2-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Fino a quando, o Eterno, griderò, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: “Violenza!” e tu non salvi.Perché mi fai veder l’iniquità, e tolleri lo spettacolo della perversità? e perché mi stanno dinanzi la rapina e la violenza? Vi son liti, e sorge la discordia.Perciò la legge è senza forza e il diritto non fa strada, perché l’empio aggira il giusto, e il diritto n’esce pervertito.Vedete fra le nazioni, guardate, maravigliatevi, e siate stupefatti! Poiché io sto per fare ai vostri giorni un’opera, che voi non credereste, se ve la raccontassero.Perché, ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione aspra e impetuosa, che percorre la terra quant’è larga, per impadronirsi di dimore, che non son sue.E’ terribile, formidabile; il suo diritto e la sua grandezza emanano da lui stesso.I suoi cavalli son più veloci de’ leopardi, più agili de’ lupi della sera; i suoi cavalieri procedon con fierezza; i suoi cavalieri vengon di lontano, volan come l’aquila che piomba sulla preda.Tutta quella gente viene per darsi alla violenza, le lor facce bramose son tese in avanti, e ammassan prigionieri senza numero come la rena.Si fan beffe dei re, e i principi son per essi oggetto di scherno; si ridono di tutte le fortezze; ammontano un po’ di terra, e le prendono.Poi passan come il vento; passan oltre e si rendon colpevoli, questa lor forza è il loro dio.Non sei tu ab antico; o Eterno, il mio Dio, il mio Santo? Noi non morremo! O Eterno, tu l’hai posto, questo popolo, per esercitare i tuoi giudizi, tu, o Ròcca, l’hai stabilito per infliggere i tuoi castighi.Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportar la vista del male, e che non puoi tollerar lo spettacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi, e taci quando il malvagio divora l’uomo ch’è più giusto di lui?
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  • La parabola della perla di grande valore

    La parabola della perla di gran prezzo (Mt 13,45-46), riportata soltanto da Matteo, presenta un mercante che vende tutto per acquistare una perla rara. Insegna che il regno dei cieli supera in valore ogni bene terreno e invita a un sacrificio liberamente compiuto, vissuto nella gioia della scoperta spirituale.

    Matteo 13.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;e trovata una perla di gran prezzo, se n’è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e l’ha comperata.
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  • La guarigione di due ciechi

    La guarigione di due ciechi a Cafarnao, riportata soltanto da Matteo (Mt 9.27-31), illustra la fede messianica: i due uomini riconoscono Gesù come ‘Figlio di Davide’. Gesù li guarisce secondo la loro fede e chiede loro il silenzio, desiderando orientare le folle verso la salvezza eterna piuttosto che verso le guarigioni fisiche. Questo racconto prepara la risposta di Gesù a Giovanni il Battista in Matteo 11.5.

    Matteo 20.29-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E come uscivano da Gerico, una gran moltitudine lo seguì.Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!E Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che volete ch’io vi faccia?Ed essi: Signore, che s’aprano gli occhi nostri.Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in quell’istante ricuperarono la vista e lo seguirono. Matteo Capitolo 21
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  • La guarigione di un indemoniato

    La pericope 157 narra la guarigione di un indemoniato muto da parte di Gesù a Cafarnao, riferita soltanto da Matteo (Mt 9,32-33). Questo episodio mette in luce l’autorità di Gesù sulle forze demoniache, il ruolo della fede intercessoria e il contrasto tra lo stupore della folla e l’incredulità dei farisei. Matteo costruisce qui un’argomentazione messianica progressiva, presentando Gesù come colui i cui miracoli non hanno precedenti in Israele.

    Matteo 9.32-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or come quei ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s’è vista cosa tale in Israele.
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  • La compassione del Messia Gesù per la folla

    La pericope 160 analizza Matteo 9.36-38, dove Gesù, a Cafarnao, è profondamente mosso a compassione per la folla, «stanca e sfinita come pecore che non hanno pastore». Il termine greco «splagchnizomai» esprime una compassione viscerale che spinge Gesù a insegnare, guarire e sfamare, in contrasto con l'indifferenza dei capi religiosi. Questa compassione diventa un modello per i discepoli.

    Matteo 9.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vedendo le turbe, n’ebbe compassione, perch’erano stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore.
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  • Ritorno a Nazaret

    Il secondo ritorno di Gesù a Nazaret (marzo 32 d.C.) è raccontato da Matteo e Marco. Nonostante i suoi insegnamenti nella sinagoga, gli abitanti lo rifiutano a causa della loro familiarità con lui e con la sua famiglia. La mancanza di fede limita i suoi miracoli. Gesù pronuncia la celebre frase: «Un profeta è disprezzato soltanto nella sua patria». Marco aggiunge dettagli assenti in Matteo: la presenza dei discepoli e lo stupore di Gesù di fronte all’incredulità.

    Marco 6.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E non poté far quivi alcun’opera potente, salvo che, imposte le mani ad alcuni pochi infermi, li guarì.
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  • Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista

    La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.

    Deuteronomio 24.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quand’uno avrà preso una donna e sarà divenuto suo marito, se avvenga ch’ella poi non gli sia più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, e scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via di casa sua,s’ella, uscita di casa di colui, va e divien moglie d’un altro marito,e quest’altro marito la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via di casa sua, o se quest’altro marito che l’avea presa per moglie viene a morire,il primo marito che l’avea mandata via non potrà riprenderla per moglie dopo ch’ella è stata contaminata; poiché sarebbe un’abominazione agli occhi dell’Eterno; e tu non macchierai di peccato il paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità.
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  • Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

    La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

    Matteo 14.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode;ond’egli promise con giuramento di darle tutto quello che domanderebbe.Ed ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.E il re ne fu contristato; ma, a motivo de’ giuramenti e de’ commensali, comandò che le fosse data,e mandò a far decapitare Giovanni nella prigione.E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre.E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La reazione degli apostoli

    La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.

    Matteo 16.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.
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  • Numerose guarigioni a Gennesaret

    La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.

    Marco 6.53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Passati all’altra riva, vennero a Gennesaret e vi presero terra.
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  • Verdetto sul cuore umano

    L’articolo tratta dell’insegnamento di Gesù sulla vera purezza, sulla base di Matteo e Marco. Rivela che l’impurità nasce dal cuore umano e non dalle norme alimentari, sottolineando un cambiamento importante nell’insegnamento cristiano.

    Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.
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  • Guarigione della figlia della donna siro-fenicia

    Questo articolo esamina la guarigione della figlia della donna sirofenicia, sottolineando l’apertura del messaggio di Gesù ai gentili. A partire dai Vangeli di Matteo e Marco, mette in rilievo la fede umana al di là dei confini etnici e culturali. Il racconto evidenzia la missione prioritaria di Gesù verso Israele, riconoscendo al tempo stesso la dimostrazione di fede dei non ebrei.

    Marco 7.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, partitosi di là, se ne andò vero i confini di Tiro. Ed entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse; ma non poté restar nascosto,ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi.Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola.Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo a’ cagnolini.Ma ella rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de’ minuzzoli dei figliuoli.E Gesù le disse: Per cotesta parola, va’; il demonio è uscito dalla tua figliuola.E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei.
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  • Numerose guarigioni di sera

    L'articolo esplora le guarigioni di Gesù, in particolare in Galilea dopo il suo ritorno dalla Fenicia. Matteo descrive i numerosi miracoli compiuti, mentre Marco si concentra su un caso singolare che riguarda un uomo sordo, dimostrando il metodo unico di Gesù già osservato altrove nei Vangeli.

    Marco 8.22-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse.Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò:Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi.Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio.Poi Gesù, co’ suoi discepoli, se ne andò verso le borgate di Cesare di Filippo; e cammin facendo domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch’io sia?Ed essi risposero: Gli uni, Giovanni Battista: altri, Elia; ed altri, uno de’ profeti.Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo.Ed egli vietò loro severamente di dir ciò di lui ad alcuno.Poi cominciò ad insegnar loro ch’era necessario che il Figliuol dell’uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse.E diceva queste cose apertamente. E Pietro, trattolo da parte, prese a rimproverarlo.Ma egli, rivoltosi e guardati i suoi discepoli, rimproverò Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.E chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua.Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà.E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?E infatti, che darebbe l’uomo in cambio dell’anima sua?
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  • Elogio di Pietro da parte del Messia Gesù

    L'articolo sottolinea l'importanza del riconoscimento di Gesù come Messia da parte di Pietro, avvenuto a Cesarea di Filippo, e l'espressione di questa verità divinamente ispirata, anziché di una rivelazione umana, sulla base del testo di Matteo 16:17-20.

    Matteo 16.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, replicando, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.E io altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere.Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli.Allora vietò ai suoi discepoli di dire ad alcuno ch’egli era il Cristo.
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  • Istruzione sulla preghiera

    La pericope PER224 presenta l’istruzione di Gesù sulla preghiera, impartita sul monte degli Ulivi nel dicembre dell’anno 32. Basandosi su Matteo 6.9-13 e Luca 11.1-4, esamina il Padre nostro in due contesti distinti. Luca colloca l’episodio vicino a Gerusalemme, dopo la visita a Betania e prima della guarigione di un indemoniato. I discepoli, alcuni dei quali avevano seguito Giovanni Battista, chiedono a Gesù di insegnare loro a pregare.

    Luca 11.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma alcuni di loro dissero: E’ per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni, ch’egli caccia i demoni.
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  • La parabola degli operai dell’undicesima ora

    Questo articolo esplora la parabola di Matteo 20:1-16, che descrive l'uguaglianza di paga accordata da un padrone agli operai assunti a ore diverse, simbolo della grazia divina.

    Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Il ritorno a Betania

    Dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù lascia la città sul far della sera per tornare a Betania con i suoi dodici discepoli, tra cui Giuda. Narrato principalmente da Marco (11.11) e da Matteo (21.17), questo episodio, collocato nella domenica 27 marzo dell’anno 33, illustra il ritmo dell’ultima settimana: giornate nel Tempio, notti presso Betania. I discepoli approfittano di questi tragitti per interrogare il loro Maestro sul significato dei suoi atti messianici.

    Marco 11.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici.
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  • Guarigione di ciechi e zoppi

    Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.

    Luca 19.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano,dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.
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  • Il fico è seccato

    Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.

    Gioele 1.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ha devastato la mia vigna, ha ridotto in minuti pezzi i miei fichi, li ha del tutto scorzati, e lasciati là, coi rami tutti bianchi.
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  • Il giudizio delle nazioni

    L'articolo analizza il giudizio delle nazioni in Matteo 25:31-46, dove il Figlio dell'uomo separa le pecore dai capri secondo le loro azioni. Pone l'accento sulla responsabilità e sulla giustizia divina, e invita ad azioni concrete di amore.

    Giovanni 5.22-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo,affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo non onora il Padre che l’ha mandato.In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso;e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo.
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La risurrezione e le diverse apparizioni

  • Il messaggio degli angeli

    La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.

    Luca 8.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio;e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d’Erode, e Susanna ed altre molte che assistevano Gesù ed i suoi coi loro beni.
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  • Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne

    La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.

    Matteo 28.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quelle, andatesene prestamente dal sepolcro con spavento ed allegrezza grande, corsero ad annunziar la cosa a’ suoi discepoli.
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Le contraddizioni

  • Chi è il padre di Giuseppe?

    L’articolo esplora l’apparente contraddizione sul padre di Giuseppe, marito di Maria, tra Matteo e Luca. Propone che Matteo presenti la linea di Giuseppe e Luca quella di Maria, risolvendo così la divergenza. Ciò mostra la coerenza e la complementarità dei Vangeli.

    Matteo 1.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.
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  • Chi è il padre di Ozia?

    Questo articolo esplora l’apparente contraddizione tra Matteo 1:8 e 2 Cronache 26:1 riguardo alla paternità di Ozia. Benché Matteo nomini Ioram come padre di Ozia, 2 Cronache indica che si tratta di Amazia. Il termine «figlio» può designare un discendente lontano, e le genealogie di Matteo sono abbreviate per ragioni teologiche.

    2 Timoteo 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia,
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  • Chi è il padre di Ieconia?

    L’articolo esplora un’apparente contraddizione nella Bibbia riguardo alla paternità di Ieconia tra Matteo e le Cronache. Analizzando queste prospettive, mostra che si tratta di differenze nella presentazione delle genealogie, senza vere contraddizioni.

    Genesi 46.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Cotesti furono i figliuoli di Zilpa che Labano avea dato a Lea sua figliuola; ed essa li partorì a Giacobbe: in tutto sedici persone.
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  • Numero esatto delle generazioni in Matteo?

    L’articolo esamina lo scarto apparente tra tredici e quattordici generazioni annunciate in Matteo 1.17, risolto dall’inclusione di Maria nella genealogia. Ciò riflette un’intenzione teologica in cui il Messia non è generato da un uomo ma concepito dallo Spirito Santo, ristabilendo così la coerenza delle Scritture.

    Genesi 2.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il settimo giorno, Iddio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta.E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta.
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  • L'asinello e l'asina?

    L’articolo CTD011 risponde a una presunta contraddizione sul numero di animali durante l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Marco e Luca menzionano un puledro, Matteo un’asina e il suo puledro. L’autore mostra che non si tratta di una contraddizione ma di una differenza di focalizzazione: Matteo, scrivendo per un pubblico giudaico, sottolinea il compimento letterale della profezia di Zaccaria 9.9. Gesù ha montato un solo animale, il puledro, ma la presenza dell’asina è menzionata per il suo contesto profetico e pratico.

    Luca 19.34-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Essi risposero: Il Signore ne ha bisogno.E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.
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  • Il fico maledetto?

    L'articolo esplora la supposta contraddizione tra due versioni bibliche sul fico maledetto da Gesù nei Vangeli di Matteo e Marco, trovando una complementarità nelle loro prospettive.

    Marco 11.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.
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  • La morte di Giuda?

    Questo articolo esamina la morte di Giuda Iscariota, descritta diversamente in Matteo e negli Atti. Benché questi racconti sembrino contraddittori, una lettura combinata mostra che si completano. Matteo parla dell'impiccagione di Giuda, mentre gli Atti descrivono la caduta del suo corpo, formando un racconto coerente.

    Atti 1.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Costui dunque acquistò un campo col prezzo della sua iniquità; ed essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero.
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  • Il campo del sangue?

    L'articolo analizza perché «il campo del sangue» sia chiamato così, basandosi sui racconti di Matteo e degli Atti. Questi racconti non si contraddicono ma offrono prospettive teologiche e popolari: l'acquisto con il «prezzo del sangue» e la morte di Giuda.

    Matteo 27.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò quel campo, fino al dì d’oggi, è stato chiamato: Campo di sangue.
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  • Il vero nome di Matteo?

    L’articolo discute l’identità del discepolo Matteo, chiamato anche Levi in alcuni Vangeli. Spiega che questa variazione di nome è dovuta alle pratiche onomastiche del I secolo, in cui le persone avevano spesso più nomi a seconda dei contesti sociali e religiosi.

    Atti 13.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma Saulo, chiamato anche Paolo, pieno dello Spirito Santo, guardandolo fisso gli disse:
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  • Quali furono le parole della seconda preghiera di Gesù?

    L'articolo esamina due racconti evangelici della seconda preghiera di Gesù nel giardino del Getsemani. Matteo dettaglia una formulazione precisa mentre Marco riassume con l'essenza stessa della preghiera. Le due versioni illustrano un unico messaggio fondamentale e complementare sulla volontà di Gesù di seguire la volontà di Dio.

    Marco 14.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole.
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  • Il primo incontro di Maria di Magdala con Gesù risorto

    L'articolo esamina se i Vangeli di Matteo e di Giovanni si contraddicano sull'incontro di Maria di Magdala con Gesù risorto. In realtà, riferiscono due episodi distinti che si completano, arricchendo così la comprensione della risurrezione.

    Matteo 28.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quand’ecco Gesù si fece loro incontro, dicendo: Vi saluto! Ed esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono.
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