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Il secondo sogno di Giuseppe

L’articolo tratta del secondo sogno di Giuseppe narrato in Matteo (Mt 2,13-15), in cui un angelo gli ordina di fuggire in Egitto con Maria e Gesù. Questo racconto sottolinea la protezione divina e il ruolo cruciale di Giuseppe. Esamina le differenze tra Matteo e Luca, offrendo spunti storici e teologici.

2 min sogno Giuseppe Vangelo Matteo Luca 1 versetto 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 2.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.

Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;

ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Luogo: Betlemme in Giudea

Data: Fine novembre -2 a.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul metodo: Matteo è l’unico a riportare questo passo

Mappa della pericope 22

Dopo la partenza dei pellegrini venuti per la , Giuseppe, Maria e Gesù abitarono in una casa umile.

Il secondo sogno di Giuseppe

Il secondo sogno di Giuseppe

Commenti

Nel racconto del primo sogno, la figura dell’angelo, pur non essendo identificata esplicitamente, viene comunemente associata a Gabriele, riconosciuto come il messaggero celeste. Luca è l’unico evangelista che, dopo aver indagato, rivela l’identità dell’angelo che aveva comunicato con Elisabetta e Maria.

Tutte queste informazioni gli vengono dalla testimonianza di Maria.

Il comando divino è inequivocabile: la fuga deve essere immediata, e Giuseppe si conforma all’ordine senza esitare. È interessante sottolineare che l’avvertimento viene trasmesso a lui, in quanto custode della famiglia, e non a Maria. In quel momento dell’anno, novembre -2 a.C., i Magi si erano già congedati.

Ciò che poco prima sembrava economicamente fuori dalla portata della famiglia diventa possibile grazie alla tempestiva generosità dei visitatori orientali. Matteo amplia la testimonianza di Luca, aggiungendo precisazioni che aiutano i lettori a comprendere questi eventi. Insieme, le loro narrazioni formano un racconto coerente e ricco che getta luce sugli avvenimenti intorno alla nascita di Gesù, il Messia.

Così Luca, scrivendo il proprio racconto dopo quello di Matteo, considera superfluo ripetere i dettagli già registrati dal suo predecessore.