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Il ritorno a Nazaret

L’articolo analizza il ritorno di Gesù a Nazaret, confrontando i racconti di Matteo e Luca, che riflettono i loro diversi obiettivi. Matteo, rivolgendosi agli ebrei, menziona il soggiorno in Egitto per sottolineare una profezia, mentre Luca non ne parla, rivolgendosi piuttosto a un pubblico non ebraico.

4 min Nazaret Gesù Matteo Luca Vangeli 2 versetti 2 libri

Da consultare

Testi biblici

Matteo
Matteo 2.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.

Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;

ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Luogo: Betlemme in Giudea

Data: Fine novembre -2 a.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul metodo: Matteo è l’unico a riportare questo passo

Mappa della pericope 26

Al ritorno dall’esilio, la famiglia si stabilirà definitivamente a Nazaret.

Il ritorno dall’Egitto a Nazaret

Il ritorno dall’Egitto

Commento

Esaminando il testo di Luca, abbiamo l’impressione che Giuseppe, Maria e Gesù tornino presto a Nazaret dopo la nascita di Gesù. Luca non ritenne necessario menzionare il soggiorno in Egitto descritto da Matteo, probabilmente per evitare di appesantire il racconto. È importante notare che i due evangelisti avevano obiettivi diversi e sceglievano di riferire fatti funzionali alle proprie intenzioni, senza perdersi in dettagli che avrebbero potuto confondere la comprensione.

Matteo ci offre quindi informazioni complementari che illuminano gli eventi in modo diverso. Possiamo ipotizzare che il ritorno della famiglia a Nazaret avvenga dopo le turbolenze politiche legate alla successione di Erode e alle decisioni di , probabilmente dopo il periodo di forte calura estiva, verso ottobre dell’anno -1. Supponiamo quindi il loro arrivo a Nazaret nel novembre dello stesso anno, dopo un mese di viaggio, il che porta la durata complessiva dello spostamento a circa 14 mesi.

I testi lasciano emergere impressioni diverse: un rapido ritorno a Nazaret secondo Luca e la scoperta di questa città secondo Matteo. Una lettura superficiale potrebbe suggerire contraddizioni, suscitando dubbi sulla veridicità degli eventi.

Tuttavia, il motivo per cui Luca omette il soggiorno in Egitto nel suo vangelo sembra evidentemente semplice: sceglie di passare direttamente al ritorno a Nazaret, dove la famiglia abitava prima, perché il dettaglio del soggiorno in Egitto non aggiunge nulla alla sua presentazione. Si rivolge a non ebrei!

Matteo, invece, mette in risalto la profezia di Osea 11.1: «dall’Egitto ho chiamato mio figlio», come ulteriore prova della messianicità di Gesù per convincere un pubblico ebraico, e perciò la inserisce nel proprio racconto.

Ogni evangelista aveva la propria strategia narrativa, volta a convincere un pubblico specifico: Matteo si rivolgeva agli ebrei, mentre Luca si rivolgeva ai greci e ai non ebrei.

Come potrebbe un non ebreo comprendere i riferimenti a profeti di cui non ha mai sentito parlare? Gli evangelisti erano inoltre limitati dai vincoli tecnici della pubblicazione nella loro epoca, come le dimensioni dei papiri disponibili.

È essenziale non considerare ogni Vangelo come un resoconto esaustivo, ma piuttosto come parte di un insieme. È dunque riunendo Matteo, Marco, Luca e Giovanni che si ottiene una visione completa di questa storia straordinaria.