PER067

Il banchetto offerto da Levi

Matteo, detto anche Levi, organizza un banchetto per celebrare la chiamata di Gesù. Esso sottolinea la missione inclusiva di Gesù, accolto da persone spesso rifiutate. L'episodio, narrato nei sinottici, simboleggia l'impatto di Matteo sul proprio ambiente.

7 min Matteo Levi banchetto Galilea apostoli 8 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed avvenne che, essendo Gesù a tavola in casa di Matteo, ecco, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con Gesù e co’ suoi discepoli.

Marco
Marco 2.15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa di lui, molti pubblicani e peccatori erano anch’essi a tavola con lui e coi suoi discepoli; poiché ve ne erano molti e lo seguivano.

Luca
Luca 5.29 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Levi gli fece un gran convito in casa sua; e c’era gran folla di pubblicani e d’altri che erano a tavola con loro.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: La casa di Levi nella città di Cafarnao in Galilea

Data: Poco prima della festa di Pasqua di lunedì 24 marzo 31 e del loro ritorno da Gerusalemme verso il 5 aprile 31

Metodo: Seguiamo la cronologia di Marco

Nota sul metodo: Matteo e Luca confermano il racconto di Marco

Regione di Cafarnao

Dopo aver deciso di abbandonare tutto per seguire Gesù, Matteo organizza un grande pranzo per tutti i colleghi e amici, alla presenza del Maestro.

Il banchetto offerto da Levi

Il banchetto offerto da Levi

Commenti

Secondo Luca, Matteo, noto anche come Levi, progetta un ricco banchetto nella propria casa e intende invitare tutti gli amici ed ex colleghi. Saranno certamente presenti Gesù e i sei apostoli: Simon Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, Filippo e Natanaele.

Matteo sembra deciso a condividere la propria testimonianza con le persone vicine e a far conoscere loro Gesù. La rinuncia alla sua vantaggiosa posizione professionale avrà suscitato curiosità. Tutti probabilmente desideravano incontrare questo nuovo Maestro che aveva cambiato tanto la vita del collega.

È sorprendente trovare Matteo tra gli apostoli: nulla nella sua posizione sociale sembrava destinarlo a quel gruppo. Anche i dettagli dei sinottici possono stupire, poiché Matteo non ha mai un ruolo di primo piano nei racconti. Viene menzionato soltanto nei quattro elenchi degli apostoli (Matteo 10.1-4, Marco 3.13-19, Luca 6.12-16 e Atti 1.13).

Perché allora Matteo, Marco e Luca citano la sua chiamata da parte di Gesù? Nella pericope PER066 spieghiamo che l'unica ragione plausibile è che egli sia l'autore del primo Vangelo: era quindi importante sottolinearne la posizione di apostolo.

I Vangeli descrivono nei dettagli la chiamata di soli cinque discepoli. Gli oppositori di Gesù sollevano spesso il problema della frequentazione di persone rifiutate dalla società ebraica. Diversamente da Giovanni Battista, egli non esita a mangiare con esattori e talvolta persino con persone dalla cattiva reputazione.

Cinque dei dodici apostoli non sono ancora nominati, soprattutto Giuda Iscariota, che avrà un ruolo cruciale. Tuttavia, dalle parole di Pietro citate da Luca in Atti 1.21-22, sappiamo che questi dodici uomini seguivano il Maestro fin dal battesimo.

Il mestiere di Matteo rivela le sue capacità intellettuali. Parlava naturalmente aramaico, ma anche greco. Avrebbe potuto essere il tesoriere del gruppo, ma pensiamo che Giuda Iscariota ricoprisse già l'incarico. È quindi possibile che fosse presente al banchetto, pur senza prove concrete.