PER172

La reazione degli apostoli

La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.

7 min reazione degli apostoli Figlio di Dio prostrazione Gennesaret cristologia 8 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 14.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E, passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.

E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all’intorno, e gli presentaron tutti i malati,

e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.

Marco
Marco 6.53-56 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Passati all’altra riva, vennero a Gennesaret e vi presero terra.

E come furono sbarcati, subito la gente, riconosciutolo,

corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch’egli si trovasse.

E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Gennesaret in Galilea

Data: Aprile dell'anno 32 d.C. La Pasqua sarà il lunedì 12 aprile dell'anno 32 d.C.

Metodo di lavoro: Prendiamo l'informazione da Matteo e Marco

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Marco riportano queste informazioni

Mappa di Betsaida

Il Messia Gesù attira molti malati che vengono a cercare presso di lui la guarigione.

La reazione degli apostoli

La reazione dei discepoli

Analisi

L'evento descritto inMatteo 14.33 si colloca subito dopo il racconto del Messia Gesù che cammina sull'acqua e calma la tempesta (PER171).

Analisi

Contesto narrativo:

Contesto generale: Questo versetto conclude il racconto di Gesù che cammina sull'acqua (Matteo 14.22-32), un miracolo che dimostra la sovranità di Gesù sugli elementi naturali.

Reazioni dei discepoli: Dopo aver visto Pietro camminare sull'acqua, affondare ed essere salvato da Gesù, e dopo che Gesù ha calmato la tempesta, i discepoli sono sbalorditi e riconoscono la divinità del Messia Gesù.

Prostrazione e riconoscimento:

Prostrazione: Il gesto di prostrarsi è un atto di venerazione e di profonda sottomissione, spesso riservato a Dio nel contesto biblico.

Dichiarazione della divinità: La dichiarazione "Tu sei veramente il Figlio di Dio" è un riconoscimento esplicito della natura divina di Gesù, che segna un momento di rivelazione e di fede accresciuta nei discepoli.

Teologia e cristologia:

Figlio di Dio: Questo titolo sottolinea la filiazione divina di Gesù, elemento centrale della cristologia cristiana. Conferma che Gesù non è soltanto un profeta o un maestro, ma veramente di natura divina.

Rivelazione progressiva: Lungo tutti i Vangeli, i discepoli giungono a una comprensione progressiva dell'identità di Gesù. Questo versetto segna una tappa importante in questa presa di coscienza.

Confronto sinottico:

Marco e Giovanni: Nei Vangeli di Marco (Marco 6.51-52) e di Giovanni (Giovanni 6.21), sebbene i discepoli siano stupiti e il vento si calmi, non c'è una dichiarazione esplicita della divinità di Gesù né una prostrazione. Questa particolarità di Matteo mette in luce l'accento posto da questo Vangelo sul riconoscimento della divinità di Gesù da parte dei suoi discepoli.

Portata ermeneutica:

Fede dei discepoli: Il versetto mostra un momento di fede rafforzata nei discepoli, importante per i lettori di Matteo al fine di comprendere la progressione della fede cristiana.

Applicazione contemporanea: Per i credenti di oggi, questo passo viene spesso interpretato come un invito a riconoscere la signoria di Gesù e ad avere fiducia in lui anche nelle tempeste della vita.

Questo versetto è dunque cruciale a più livelli: conferma la natura divina di Gesù, mostra la progressione della fede dei discepoli e offre una lezione teologica e spirituale ai credenti.

Questo riconoscimento collettivo sembra nuovo. Pietro dichiarerà più tardi: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Matteo 16.16 e Marco 8.29). Ricordiamoci che era presente in quella barca. Anche Natanaele aveva affermato: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele." È importante ricordare che, per un Giudeo, Dio non ha figli. Queste dichiarazioni sono dunque particolarmente sorprendenti e indicano un cambiamento significativo nella fede di quegli uomini.