PER171

Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque

La pericope 171 analizza il miracolo di Gesù che cammina sulle acque del lago di Gennesaret (aprile del 32), compreso l'episodio di Pietro. Un confronto rigoroso dei racconti di Matteo 14.22-32, Marco 6.45-52 e Giovanni 6.16-21 mette in luce convergenze e divergenze, rivelando la potenza divina del Messia e la tensione tra fede e dubbio nei discepoli.

11 min cammina sulle acque Pietro Gesù, il Messia miracolo lago di Gennesaret 10 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 14.22-32 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull’altra riva, mentr’egli licenzierebbe le turbe.

E licenziatele si ritirò in disparte sul monte per pregare. E fattosi sera, era quivi tutto solo.

Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario.

Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso loro, camminando sul mare.

E i discepoli, vedendolo camminar sul mare, si turbarono e dissero: E’ un fantasma! E dalla paura gridarono.

Ma subito Gesù parlò loro e disse: State di buon animo, son io; non temete!

E Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir a te sulle acque.

Ed egli disse: Vieni! E Pietro, smontato dalla barca, camminò sulle acque e andò verso Gesù.

Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami!

E Gesù, stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai dubitato?

E quando furono montati nella barca, il vento s’acquetò.

Marco
Marco 6.45-52 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull’altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine.

E preso commiato, se ne andò sul monte a pregare.

E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra.

E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli;

ma essi, vedutolo camminar sul mare, pensarono che fosse un fantasma e si dettero a gridare;

perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: State di buon cuore, son io; non temete!

E montò nella barca con loro, e il vento s’acquetò; ed essi più che mai sbigottirono in loro stessi,

perché non avean capito il fatto de’ pani, anzi il cuor loro era indurito.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 6.16-21 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare;

e montati in una barca, si dirigevano all’altra riva, verso Capernaum. Già era buio, e Gesù non era ancora venuto a loro.

E il mare era agitato, perché tirava un gran vento.

Or com’ebbero vogato circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù che camminava sul mare e s’accostava alla barca; ed ebbero paura.

Ma egli disse loro: Son io, non temete.

Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove eran diretti.

Giovanni
Giovanni 6.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi))

La folla che era rimasta all’altra riva del mare avea notato che non v’era quivi altro che una barca sola, e che Gesù non v’era entrato co’ suoi discepoli, ma che i discepoli eran partiti soli.

Or altre barche eran giunte da Tiberiade, presso al luogo dove avean mangiato il pane dopo che il Signore avea reso grazie.

La folla, dunque, quando l’indomani ebbe veduto che Gesù non era quivi, né che v’erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e venne a Capernaum in cerca di Gesù.

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: In direzione di Gennesaret

Data: Aprile del 32 d.C. La Pasqua sarà verso lunedì 12 aprile del 32 d.C.

Metodo di lavoro: Prendiamo l'informazione da Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Marco confermano questo fatto

Gennesaret

Il Messia Gesù raggiunge ora i suoi discepoli, partiti in precedenza in barca.

Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque

Pietro sull'acqua

Matteo 14.22-32

La giornata era stata segnata da eventi straordinari, che avevano attirato una folla considerevole. Questa premeva sul Messia Gesù e sui suoi apostoli, tanto che a un certo punto il Maestro invitò i suoi discepoli a salire su una barca per tornare a Cafarnao, mentre lui si sarebbe occupato di congedare la folla. Gli apostoli probabilmente supposero che avrebbe preso un'altra imbarcazione in seguito.

Confrontiamo ora i tre testi, Matteo 14.22-32, Marco 6.45-52, Giovanni 6.16-21.

Matteo 14.22-32

Questo brano si trova nel Vangelo secondo Matteo ed è il più dettagliato dei tre racconti. Ecco i punti chiave:

  • Contesto e introduzione : Dopo aver sfamato i cinquemila, Gesù ordina ai suoi discepoli di salire su una barca e di attraversare il lago mentre egli congeda le folle.
  • Il Messia Gesù in preghiera : Il Messia Gesù sale sul monte a pregare da solo.
  • Tempesta sul lago : I discepoli lottano contro un mare agitato dal vento.
  • Il Messia Gesù cammina sull'acqua: Verso la fine della notte, il Messia Gesù cammina sull'acqua per raggiungere i discepoli.
  • Reazioni dei discepoli: All'inizio pensano di vedere un fantasma e gridano per la paura.
  • Invito a Pietro: Pietro chiede al Messia Gesù di ordinargli di camminare sull'acqua per raggiungerlo. Il Messia Gesù acconsente.
  • Pietro cammina sull'acqua: Pietro cammina sull'acqua ma comincia ad affondare perché dubita. Il Messia Gesù lo afferra e dice: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
  • Ritorno sulla barca: Quando salgono sulla barca, il vento si calma.

Marco 6.45-52

Il racconto di Marco è più conciso e si concentra sull'essenziale:

  • Contesto: Dopo la , il Messia Gesù costringe i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo verso , mentre egli congeda la folla.
  • Il Messia Gesù in preghiera : Il Messia Gesù sale su un monte a pregare.
  • Tempesta sul lago : La barca è in mezzo al lago e i discepoli faticano contro il vento.
  • Il Messia Gesù cammina sull'acqua: Verso la quarta veglia della notte, il Messia Gesù viene verso di loro camminando sull'acqua.
  • Reazioni dei discepoli : Lo scambiano per un fantasma e gridano.
  • Rassicurazione del Messia Gesù: Il Messia Gesù parla subito e li rassicura: «Coraggio, sono io; non temete!»
  • Salita sulla barca : Il Messia Gesù sale sulla barca con loro e il vento si placa. I discepoli sono molto stupiti, perché non avevano compreso il miracolo dei pani.

Giovanni 6.16-21

Anche il Vangelo di Giovanni offre una versione concisa, ma con variazioni interessanti:

  • Contesto: Dopo aver sfamato i cinquemila, i discepoli scendono sulla riva del lago e prendono una barca per attraversare fino a Cafarnao.
  • Il Messia Gesù assente: È già notte e il Messia Gesù non è ancora con loro.
  • Tempesta sul lago: Il mare è agitato da un forte vento.
  • Il Messia Gesù cammina sull'acqua : Quando hanno remato per circa venticinque o trenta stadi, vedono il Messia Gesù camminare sull'acqua e avvicinarsi alla barca.
  • Reazioni dei discepoli : Hanno paura, ma il Messia Gesù dice loro: «Sono io, non temete».
  • Salita sulla barca: Vogliono prenderlo sulla barca, ma subito la barca tocca la terra verso cui erano diretti.

Confronto e analisi

  • Contesto e contesto di preghiera: I tre racconti concordano nel dire che l'evento segue la e che il Messia Gesù si ritira da solo a pregare.
  • Tempesta e lotta dei discepoli: Tutti menzionano un mare agitato e i discepoli in difficoltà.
  • Apparizione del Messia Gesù : In tutti e tre i racconti il Messia Gesù cammina sull'acqua e i discepoli pensano di vedere un fantasma prima che egli li rassicuri.
  • Pietro cammina sull'acqua: Questo dettaglio, proprio di Matteo, mette in luce la fede e i dubbi di Pietro.
  • Calma della tempesta: Dopo che il Messia Gesù è salito sulla barca, il vento si calma in Matteo e Marco. Giovanni omette questo dettaglio.
  • Stupore dei discepoli : Marco sottolinea il fatto che i discepoli non comprendono ancora pienamente il significato dei miracoli del Messia Gesù, mentre questo punto è meno esplicito in Matteo e Giovanni.
  • Destinazione immediata: Giovanni aggiunge un ulteriore dettaglio miracoloso: la barca raggiunge subito la terra quando accolgono il Messia Gesù.

Ogni vangelo apporta sfumature specifiche che arricchiscono il racconto complessivo e mettono in luce diversi aspetti dell'esperienza dei discepoli e della natura divina del Messia Gesù. Matteo pone l'accento sulla fede di Pietro, Marco sull'incomprensione dei discepoli di fronte ai miracoli, e Giovanni sulla sovranità del Messia Gesù sulla natura.

Giovanni riferisce poi che la folla cercava il Messia Gesù e i suoi discepoli. Si nota che aveva ben visto che i discepoli erano partiti con l'unica barca disponibile, mentre il Messia Gesù non li aveva accompagnati.

Giovanni menziona inoltre l'arrivo di diverse barche da Tiberiade, il che testimonia la grande attrazione esercitata dal Messia Gesù sulle folle dei dintorni, tutte desiderose di incontrarlo.

Infine, Giovanni indica che tutte queste persone decisero di recarsi a Cafarnao, consapevoli che quella città era il luogo di residenza del Messia Gesù e dei suoi discepoli.

Giovanni ha probabilmente ottenuto queste informazioni da persone giunte a Cafarnao.