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La parabola degli operai dell’undicesima ora

Questo articolo esplora la parabola di Matteo 20:1-16, che descrive l'uguaglianza di paga accordata da un padrone agli operai assunti a ore diverse, simbolo della grazia divina.

4 min parabola operai Gesù Matteo 2 versetti 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 20.1-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poiché il regno de’ cieli è simile a un padron di casa, il quale, in sul far del giorno, uscì a prender ad opra de’ lavoratori per la sua vigna.

E avendo convenuto coi lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.

Ed uscito verso l’ora terza, ne vide degli altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati,

e disse loro: Andate anche voi nella vigna, e vi darò quel che sarà giusto. Ed essi andarono.

Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso.

Ed uscito verso l’undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?

Essi gli dissero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Egli disse loro: Andate anche voi nella vigna.

Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi.

Allora, venuti quei dell’undicesima ora, ricevettero un denaro per uno.

E venuti i primi, pensavano di ricever di più; ma ricevettero anch’essi un denaro per uno.

E ricevutolo, mormoravano contro al padron di casa, dicendo:

Questi ultimi non han fatto che un’ora e tu li hai fatti pari a noi che abbiamo portato il peso della giornata e il caldo.

Ma egli, rispondendo a un di loro, disse: Amico, io non ti fo alcun torto; non convenisti meco per un denaro?

Prendi il tuo, e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te.

Non m’è lecito far del mio ciò che voglio? o vedi tu di mal occhio ch’io sia buono?

Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Ingresso della città di Gerico

Data: Mese di febbraio del 33 d.C.

Metodo di lavoro: Restiamo con Matteo

Nota sul metodo: Matteo è l'unico a riportare questa

Mappa di Gerico

Durante una sosta lungo il cammino verso Gerusalemme, arrivando a Gerico, il Messia Gesù presenta una il cui contenuto suscita interrogativi.

Commenti

Matteo 20.1-16 presenta la degli operai dell'undicesima ora, una storia raccontata dal Messia Gesù per illustrare la natura del regno dei cieli. In questa , un padrone di casa esce di buon mattino per assumere operai che lavorino nella sua vigna. Si accorda con loro per un denaro, la paga abituale per una giornata intera di lavoro. Poi esce di nuovo alla terza, alla sesta, alla nona e infine all'undicesima ora del giorno, e trova altri uomini senza lavoro. A questi promette di dare ciò che sarà giusto. Venuta la sera, il padrone ordina al suo fattore di pagare gli operai, cominciando dagli ultimi assunti. Con grande sorpresa di tutti, quelli che hanno lavorato solo un'ora ricevono un denaro, la stessa paga di quelli che hanno lavorato tutto il giorno.

I primi assunti si ritengono danneggiati e mormorano contro il padrone. Trovano ingiusto che quelli che hanno sopportato il peso della giornata e il caldo ricevano la stessa retribuzione di quelli che hanno lavorato così poco. Il padrone risponde loro con calma: non fa torto a nessuno, perché hanno accettato la paga convenuta. Rivendica anche il diritto di disporre dei propri beni come vuole e di mostrarsi generoso con chi vuole. Conclude infine con questa parola memorabile: «Gli , e i .»

Questa mette in luce la logica divina della grazia, diversa dalla logica umana della giustizia. Mostra che la salvezza e la ricompensa nel regno di Dio non dipendono dal tempo o dalla quantità di lavoro, ma dalla bontà e dalla sovrana libertà di Dio. Rovescia la gerarchia umana fondata sul merito e sottolinea che tutti coloro che rispondono alla chiamata di Dio, vengano presto o tardi, ricevono ugualmente la vita eterna. È una lezione sulla generosità di Dio, sulla riconoscenza che l'uomo deve avere per la grazia ricevuta e sull'umiltà da conservare di fronte a coloro che sembrano arrivare «all'ultima ora».

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Nota complementare