De la 2ème à la 3ème fête de Pâque 4 études
De la 3ème Pâque au début de la dernière semaine 5 études
La dernière semaine avant l'arrestation 4 études
La résurrection et les différentes apparitions 2 études
Les contradictions 4 études
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
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PER120
La testimonianza della famiglia del Messia Gesù
Questo articolo esamina i rapporti tesi tra Gesù, la sua famiglia e le autorità religiose, basandosi principalmente sul Vangelo secondo Marco. Descrivendo l'atteggiamento inizialmente scettico della sua famiglia, mette in luce le dinamiche dei rapporti con i farisei e la successiva conversione di alcuni membri della famiglia dopo la risurrezione.
Marco 3.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER161
Ritorno a Nazaret
Il secondo ritorno di Gesù a Nazaret (marzo 32 d.C.) è raccontato da Matteo e Marco. Nonostante i suoi insegnamenti nella sinagoga, gli abitanti lo rifiutano a causa della loro familiarità con lui e con la sua famiglia. La mancanza di fede limita i suoi miracoli. Gesù pronuncia la celebre frase: «Un profeta è disprezzato soltanto nella sua patria». Marco aggiunge dettagli assenti in Matteo: la presenza dei discepoli e lo stupore di Gesù di fronte all’incredulità.
Marco 6.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E non poté far quivi alcun’opera potente, salvo che, imposte le mani ad alcuni pochi infermi, li guarì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER164
Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista
La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.
Matteo 14.3-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER165
Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista
La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.
Matteo 14.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode;ond’egli promise con giuramento di darle tutto quello che domanderebbe.Ed ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.E il re ne fu contristato; ma, a motivo de’ giuramenti e de’ commensali, comandò che le fosse data,e mandò a far decapitare Giovanni nella prigione.E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre.E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana
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PER172
La reazione degli apostoli
La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.
Matteo 14.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E, passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all’intorno, e gli presentaron tutti i malati,e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER173
Numerose guarigioni a Gennesaret
La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.
Marco 6.56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER179
Verdetto sul cuore umano
L’articolo tratta dell’insegnamento di Gesù sulla vera purezza, sulla base di Matteo e Marco. Rivela che l’impurità nasce dal cuore umano e non dalle norme alimentari, sottolineando un cambiamento importante nell’insegnamento cristiano.
Matteo 15.10-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E chiamata a sé la moltitudine, disse loro: Ascoltate e intendete:Non è quel che entra nella bocca che contamina l’uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l’uomo.Allora i suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, quand’hanno udito questo discorso, ne son rimasti scandalizzati?Ed egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; or se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.Pietro allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola.E Gesù disse: Siete anche voi tuttora privi d’intendimento?Non capite voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gittato fuori nella latrina?Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed e quello che contamina l’uomo.Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.Queste son le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER180
Guarigione della figlia della donna siro-fenicia
Questo articolo esamina la guarigione della figlia della donna sirofenicia, sottolineando l’apertura del messaggio di Gesù ai gentili. A partire dai Vangeli di Matteo e Marco, mette in rilievo la fede umana al di là dei confini etnici e culturali. Il racconto evidenzia la missione prioritaria di Gesù verso Israele, riconoscendo al tempo stesso la dimostrazione di fede dei non ebrei.
Marco 7.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, partitosi di là, se ne andò vero i confini di Tiro. Ed entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse; ma non poté restar nascosto,ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi.Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola.Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo a’ cagnolini.Ma ella rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de’ minuzzoli dei figliuoli.E Gesù le disse: Per cotesta parola, va’; il demonio è uscito dalla tua figliuola.E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER181
Numerose guarigioni di sera
L'articolo esplora le guarigioni di Gesù, in particolare in Galilea dopo il suo ritorno dalla Fenicia. Matteo descrive i numerosi miracoli compiuti, mentre Marco si concentra su un caso singolare che riguarda un uomo sordo, dimostrando il metodo unico di Gesù già osservato altrove nei Vangeli.
Marco 7.31-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Partitosi di nuovo dai confini di Tiro, Gesù, passando per Sidone, tornò verso il mar di Galilea traversano il territorio della Decapoli.E gli menarono un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gl’imponesse la mano.Ed egli, trattolo in disparte fuor dalla folla, gli mise le dite negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;poi, levati gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: Effathà! che vuol dire: Apriti!E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse lo scilinguagnolo e parlava bene.E Gesù ordinò loro di non parlarne ad alcuno; ma lo più lo divietava loro e più lo divulgavano;e stupivano oltremodo, dicendo: Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i mutoli li fa parlare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’ultima settimana prima dell’arresto
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PER281
Il ritorno a Betania
Dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù lascia la città sul far della sera per tornare a Betania con i suoi dodici discepoli, tra cui Giuda. Narrato principalmente da Marco (11.11) e da Matteo (21.17), questo episodio, collocato nella domenica 27 marzo dell’anno 33, illustra il ritmo dell’ultima settimana: giornate nel Tempio, notti presso Betania. I discepoli approfittano di questi tragitti per interrogare il loro Maestro sul significato dei suoi atti messianici.
Zaccaria 9.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d’allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER287
Il ritorno di nuovo a Betania
PER287 descrive il ritorno di Gesù e dei suoi discepoli a Betania dopo una giornata al Tempio di Gerusalemme, lunedì 28 marzo del 33 d.C. Attestato principalmente da Marco 11.19, questo episodio illumina la routine notturna del gruppo attorno a Marta, Maria e Lazzaro. L'articolo affronta l'ospitalità distribuita, il ruolo delle donne, i viaggi di andata e ritorno quotidiani tra Betania e Gerusalemme, e l'incomprensione dei discepoli di fronte agli annunci della Passione.
Luca 22.7-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or venne il giorno degli azzimi, nel quale si dovea sacrificar la Pasqua.E Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: Andate a prepararci la pasqua, affinché la mangiamo.Ed essi gli dissero: Dove vuoi che la prepariamo?Ed egli disse loro: Ecco, quando sarete entrati nella città, vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d’acqua; seguitelo nella casa dov’egli entrerà.E dite al padron di casa: Il Maestro ti manda a dire: Dov’è la stanza nella quale mangerò la pasqua co’ miei discepoli?Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala ammobiliata; quivi apparecchiate.Ed essi andarono e trovaron com’egli avea lor detto, e prepararon la pasqua.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER288
Il fico è seccato
Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.
Marco 11.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando furon giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, e disse loro:Andate nella borgata che è di rimpetto a voi; e subito, appena entrati, troverete legato un puledro d’asino, sopra il quale non è montato ancora alcuno; scioglietelo e menatemelo.E se qualcuno vi dice: Perché fate questo? rispondete: Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER299
L’offerta della povera vedova
Nel Tempio di Gerusalemme, Gesù osserva una povera vedova mettere due monetine nel tesoro, tutto ciò che possiede. A differenza dei ricchi, che danno del loro superfluo con ostentazione, lei offre tutto il suo sostentamento. Gesù dichiara che ha dato più di tutti gli altri, capovolgendo i criteri umani di valore. Questo racconto, riferito da Marco (12.41-44) e Luca (21.1-4), insegna che la vera generosità si misura non dalla quantità data, ma dalla disposizione del cuore e dal sacrificio compiuto.
Luca 21.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte.Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due spiccioli;e disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti;poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, v’ha gettato tutto quanto avea per vivere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La risurrezione e le diverse apparizioni
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PER366
Il messaggio degli angeli
La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.
Marco 16.5-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essendo entrate nel sepolcro, videro un giovinetto, seduto a destra, vestito d’una veste bianca, e furono spaventate.Ma egli disse loro: Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’aveano posto.Ma andate a dire ai suoi discepoli ed a Pietro, ch’egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come v’ha detto.Ed esse, uscite, fuggiron via dal sepolcro, perché eran prese da tremito e da stupore, e non dissero nulla ad alcuno, perché aveano paura.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER371
Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne
La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.
Matteo 28.9-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quand’ecco Gesù si fece loro incontro, dicendo: Vi saluto! Ed esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono.Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunziare a’ miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Le contraddizioni
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CTD011
L'asinello e l'asina?
L'article CTD011 répond à une prétendue contradiction sur le nombre d'animaux lors de l'entrée de Jésus à Jérusalem. Marc et Luc mentionnent un ânon, Matthieu une ânesse et son ânon. L'auteur montre qu'il ne s'agit pas d'une contradiction mais d'une différence de focalisation : Matthieu, écrivant pour un public juif, souligne l'accomplissement littéral de la prophétie de Zacharie 9.9. Jésus n'a monté qu'un seul animal, l'ânon, mais la présence de l'ânesse est mentionnée pour son contexte prophétique et pratique.
Luca 19.34-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Essi risposero: Il Signore ne ha bisogno.E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD021
Il fico maledetto?
L'article explore la supposée contradiction entre deux versions bibliques sur le figuier maudit par Jésus dans les Évangiles de Matthieu et Marc, trouvant une complémentarité dans leurs perspectives.
Marco 11.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD041
Quali furono le parole della seconda preghiera di Gesù?
L'article examine deux récits évangéliques de la deuxième prière de Jésus au jardin de Gethsémané. Matthieu détaille une formulation précise alors que Marc résume avec l'essence même de la prière. Les deux versions illustrent un message fondamental unique et complémentaire sur la volonté de Jésus de suivre la volonté de Dieu.
Matteo 26.42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch’io lo beva, sia fatta la tua volontà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD042
Che cosa dice il centurione quando Gesù muore?
L'article explore l'apparente contradiction dans les Évangiles concernant les paroles du centurion à la mort de Jésus. Tandis que Luc insiste sur l'innocence, Marc souligne la reconnaissance de Jésus comme Fils de Dieu. Ces perspectives révèlent la pluralité théologique des Évangiles, rendant compte de l'innocence de Jésus et de sa mort salvatrice. Les évangélistes rapportent des paroles significatives selon leurs objectifs théologiques.
1 Pietro 2.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :egli, che non commise peccato, e nella cui bocca non fu trovata alcuna frode;che, oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; che, soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente;egli, che ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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ANN094
Il bastone e i sandali degli apostoli
L'article explore les divergences entre Matthieu, Marc et Luc sur la mission des apôtres, soulignant les nuances linguistiques et la différence d'audience. Matthieu déconseille…