Matteo e Marco proseguono i loro racconti, che presentano numerose somiglianze notevoli. Secondo la nostra ipotesi, Marco, in quanto scriba di Pietro, adatta il testo di Matteo a un pubblico non ebraico. Questo principio permette di spiegare le importanti somiglianze osservate tra i racconti di Matteo e di Marco.
Matteo e Marco si impegnano a fornire un’interpretazione delle parole del Maestro. Matteo sottolinea che i furono scandalizzati dalle sue parole, un elemento che corrobora le dichiarazioni di Giovanni 7.1, anche se né Matteo né Marco menzionano esplicitamente l’intenzione dei di mettere a morte Gesù il Messia. Non comprendendo le parole del Maestro, Pietro chiede: «Spiegaci questa ». Anche se qui non c’è una vera , è probabile che Pietro usi questo termine per mascherare la propria incomprensione.
I passi di Matteo 15.10-20 e Marco 7.14-23 trattano dello stesso insegnamento del Messia Gesù sulla purezza rituale e sulla vera fonte dell’impurità. Ecco un’analisi approfondita e un confronto dei due testi:
Analisi di Matteo 15.10-20
Dopo lo scontro con i sulle tradizioni umane, il Messia Gesù si rivolge alla folla per insegnare una verità fondamentale: ciò che entra nel corpo non contamina la persona, ma ciò che ne esce viene dal cuore. I suoi discepoli, sorpresi da questo insegnamento, gli chiedono spiegazioni. Gesù rimprovera loro la mancanza di comprensione e sviluppa la sua argomentazione: gli alimenti ingeriti vengono semplicemente digeriti ed eliminati, mentre le parole e le azioni di una persona provengono dal cuore e rivelano lo stato del suo essere interiore. Elenca poi dei peccati, come i cattivi pensieri, l’omicidio, l’adulterio e la calunnia, che rendono davvero impura una persona.
Analisi di Marco 7.14-23
Il passo di Marco segue una struttura simile, ma contiene alcune sfumature. Il Messia Gesù si rivolge dapprima alla folla spiegando che l’impurità non proviene dagli alimenti, ma dal . Sottolinea che il cibo attraversa il corpo e non tocca l’anima. Poi, quando i suoi discepoli gli chiedono precisazioni, sviluppa ulteriormente la sua argomentazione. A differenza di Matteo, Marco introduce un elemento supplementare: «Dichiarava così puri tutti gli alimenti», il che mostra una rottura con le norme alimentari ebraiche. Come in Matteo, Gesù elenca i cattivi pensieri e le cattive azioni che vengono dal cuore e che corrompono realmente una persona.
Confronto tra Matteo 15.10-20 e Marco 7.14-23
Destinatari e contesto:
Matteo mette in risalto il dialogo con i discepoli e sottolinea la loro difficoltà a comprendere.
Marco, scrivendo per un pubblico più ampio, insiste sull’impatto rivoluzionario di questa dottrina, in particolare sull’abolizione delle norme alimentari.
Struttura del discorso :
Matteo espone dapprima l’insegnamento generale, poi lo approfondisce con le domande dei discepoli.
Marco, invece, insiste di più sul rifiuto delle leggi alimentari.
Tema centrale :
I due testi denunciano una concezione esteriore e rituale della purezza.
Marco si spinge oltre affermando che tutti gli alimenti sono dichiarati puri, il che prefigura un importante cambiamento dottrinale.
Tono ed enfasi :
Matteo è più pedagogico e moralista.
Marco è più radicale e dottrinale, preparando così la Chiesa primitiva ad abbandonare i divieti alimentari ebraici.
Conclusione
Questi due passi segnano una svolta nell’insegnamento del Messia Gesù: la purezza non è una questione di riti o di alimentazione, ma di stato interiore. Mentre Matteo resta in una logica più pedagogica, incentrata sull’interazione con i discepoli, Marco introduce una dimensione teologica più marcata, affermando chiaramente l’abrogazione delle leggi alimentari dell’Antico Testamento.