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Verdetto sul cuore umano

L’articolo tratta dell’insegnamento di Gesù sulla vera purezza, sulla base di Matteo e Marco. Rivela che l’impurità nasce dal cuore umano e non dalle norme alimentari, sottolineando un cambiamento importante nell’insegnamento cristiano.

9 min purezza impurità cuore umano Gesù Matteo 9 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 15.10-20 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E chiamata a sé la moltitudine, disse loro: Ascoltate e intendete:

Non è quel che entra nella bocca che contamina l’uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l’uomo.

Allora i suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, quand’hanno udito questo discorso, ne son rimasti scandalizzati?

Ed egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.

Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; or se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.

Pietro allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola.

E Gesù disse: Siete anche voi tuttora privi d’intendimento?

Non capite voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gittato fuori nella latrina?

Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed e quello che contamina l’uomo.

Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.

Queste son le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo.

Marco
Marco 7.14-23 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi, chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete:

Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo.

Se uno ha orecchi da udire oda.

E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola.

Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi d’intendimento? Non capite voi che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare,

perché gli entra non nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina? Così dicendo, dichiarava pure puri tutti quanti i cibi.

Diceva inoltre: E’ quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo;

poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi,

adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza.

Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: La Galilea

Data: giugno del 32 d.C., la Pasqua cadeva lunedì 12 aprile del 32 d.C.

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Marco riprende le parole di Matteo

Regione di Cafarnao

I discepoli, non comprendendo le parole del loro Maestro, chiedono chiarimenti.

Verdetto sul cuore umano

Alimentazione

Analisi di Matteo 15.10-20

Matteo e Marco proseguono i loro racconti, che presentano numerose somiglianze notevoli. Secondo la nostra ipotesi, Marco, in quanto scriba di Pietro, adatta il testo di Matteo a un pubblico non ebraico. Questo principio permette di spiegare le importanti somiglianze osservate tra i racconti di Matteo e di Marco.

Matteo e Marco si impegnano a fornire un’interpretazione delle parole del Maestro. Matteo sottolinea che i furono scandalizzati dalle sue parole, un elemento che corrobora le dichiarazioni di Giovanni 7.1, anche se né Matteo né Marco menzionano esplicitamente l’intenzione dei di mettere a morte Gesù il Messia. Non comprendendo le parole del Maestro, Pietro chiede: «Spiegaci questa ». Anche se qui non c’è una vera , è probabile che Pietro usi questo termine per mascherare la propria incomprensione.

I passi di Matteo 15.10-20 e Marco 7.14-23 trattano dello stesso insegnamento del Messia Gesù sulla purezza rituale e sulla vera fonte dell’impurità. Ecco un’analisi approfondita e un confronto dei due testi:

Analisi di Matteo 15.10-20

Dopo lo scontro con i sulle tradizioni umane, il Messia Gesù si rivolge alla folla per insegnare una verità fondamentale: ciò che entra nel corpo non contamina la persona, ma ciò che ne esce viene dal cuore. I suoi discepoli, sorpresi da questo insegnamento, gli chiedono spiegazioni. Gesù rimprovera loro la mancanza di comprensione e sviluppa la sua argomentazione: gli alimenti ingeriti vengono semplicemente digeriti ed eliminati, mentre le parole e le azioni di una persona provengono dal cuore e rivelano lo stato del suo essere interiore. Elenca poi dei peccati, come i cattivi pensieri, l’omicidio, l’adulterio e la calunnia, che rendono davvero impura una persona.

Analisi di Marco 7.14-23

Il passo di Marco segue una struttura simile, ma contiene alcune sfumature. Il Messia Gesù si rivolge dapprima alla folla spiegando che l’impurità non proviene dagli alimenti, ma dal . Sottolinea che il cibo attraversa il corpo e non tocca l’anima. Poi, quando i suoi discepoli gli chiedono precisazioni, sviluppa ulteriormente la sua argomentazione. A differenza di Matteo, Marco introduce un elemento supplementare: «Dichiarava così puri tutti gli alimenti», il che mostra una rottura con le norme alimentari ebraiche. Come in Matteo, Gesù elenca i cattivi pensieri e le cattive azioni che vengono dal cuore e che corrompono realmente una persona.

Confronto tra Matteo 15.10-20 e Marco 7.14-23

Destinatari e contesto:

Matteo mette in risalto il dialogo con i discepoli e sottolinea la loro difficoltà a comprendere.

Marco, scrivendo per un pubblico più ampio, insiste sull’impatto rivoluzionario di questa dottrina, in particolare sull’abolizione delle norme alimentari.

Struttura del discorso :

Matteo espone dapprima l’insegnamento generale, poi lo approfondisce con le domande dei discepoli.

Marco, invece, insiste di più sul rifiuto delle leggi alimentari.

Tema centrale :

I due testi denunciano una concezione esteriore e rituale della purezza.

Marco si spinge oltre affermando che tutti gli alimenti sono dichiarati puri, il che prefigura un importante cambiamento dottrinale.

Tono ed enfasi :

Matteo è più pedagogico e moralista.

Marco è più radicale e dottrinale, preparando così la Chiesa primitiva ad abbandonare i divieti alimentari ebraici.

Conclusione

Questi due passi segnano una svolta nell’insegnamento del Messia Gesù: la purezza non è una questione di riti o di alimentazione, ma di stato interiore. Mentre Matteo resta in una logica più pedagogica, incentrata sull’interazione con i discepoli, Marco introduce una dimensione teologica più marcata, affermando chiaramente l’abrogazione delle leggi alimentari dell’Antico Testamento.