PER165

Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

19 min Giovanni il Battista assassinio Erode Antipa Erodiade Salome 26 versetti 4 libri

Testi biblici

Matteo
Matteo 14.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode;

ond’egli promise con giuramento di darle tutto quello che domanderebbe.

Ed ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.

E il re ne fu contristato; ma, a motivo de’ giuramenti e de’ commensali, comandò che le fosse data,

e mandò a far decapitare Giovanni nella prigione.

E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre.

E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù.

Marco
Marco 6.21-29 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma venuto un giorno opportuno che Erode, nel suo natalizio, fece un convito ai grandi della sua corte, ai capitani ad ai primi della Galilea,

la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò.

E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fin la metà del mio regno.

Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista.

E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece così la domanda: Voglio che sul momento tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista.

Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de’ giuramenti fatti e dei commensali, non volle dirle di no;

e mandò subito una guardia con l’ordine di portargli la testa di lui.

E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto, e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre.

I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: La regione della Galilea

Data: Marzo del 32

Metodo di lavoro: Continuiamo a seguire Marco

Nota sul metodo di lavoro: La cronologia di Marco sembra essere la più realistica.

Mappa di Cafarnao

Matteo e Marco descrivono le circostanze che circondano l'assassinio di Giovanni il Battista.

Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

Danza di Erodiade

Contesto e struttura

Marco aggiunge informazioni supplementari al racconto di Matteo. Pietro, con cui Marco lavora per redigere il suo Vangelo, era discepolo di Giovanni il Battista e, secondo le nostre conclusioni, fu battezzato da lui. Conosceva dunque bene Giovanni il Battista e voleva sottolinearne il ruolo di profeta, ma anche di precursore del Messia. Matteo e Marco, menzionando la futilità del motivo, denunciano l'ingiustizia dell'esecuzione, simile a quella del Messia Gesù. Entrambi furono sepolti in un sepolcro dopo la loro morte.

Le due figure messianiche, l'una sacerdotale, rappresentata da Giovanni il Battista, e l'altra regale, incarnata da Gesù, saranno così trattate in modo identico.

Esamineremo questi due testi in modo più dettagliato.

Contesto e struttura

Marco 6.14-29

Marco 6.14-20: Il racconto inizia con Erode che viene a sapere dei miracoli di Gesù, mentre alcuni dicono che potrebbe essere Giovanni il Battista risorto. Poi Marco spiega come Erode avesse imprigionato Giovanni a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposato. Giovanni rimproverava Erode per questo.

Marco 6.21-29: Il racconto riprende con il banchetto in cui Salome danza, l'imprudente promessa di Erode e la richiesta della testa di Giovanni il Battista. Poi Giovanni viene giustiziato e i suoi discepoli prendono il suo corpo per seppellirlo.

Matteo 14.1-12

Matteo 14.1-5 : Il racconto inizia ugualmente con Erode che sente parlare di Gesù e pensa che potrebbe essere Giovanni il Battista risorto. Matteo spiega poi come Giovanni fosse stato imprigionato da Erode a causa di Erodiade e delle sue critiche al matrimonio di Erode.

Matteo 14.6-12: Il racconto prosegue direttamente con il banchetto in cui Salome danza, la promessa di Erode e la richiesta della testa di Giovanni il Battista. Dopo l'esecuzione di Giovanni, i suoi discepoli vengono a prendere il suo corpo per seppellirlo.

Confronto delle trame narrative

Continuità del racconto: I due evangelisti iniziano con la reazione di Erode riguardo a Gesù, poi spiegano il motivo dell'imprigionamento di Giovanni prima di narrare la scena del banchetto.

Differenze : Marco è leggermente più dettagliato e aggiunge elementi come gli illustri invitati al banchetto. Matteo, dal canto suo, è più succinto e presenta gli eventi in modo più condensato.

Personaggi principali

Erode Antipa: Tetrarca di Galilea e di Perea, spesso chiamato «re» nel Vangelo. Il suo matrimonio con Erodiade, l'ex moglie di suo fratello Filippo, era stato denunciato da Giovanni il Battista.

Erodiade: Moglie di Erode Antipa, nutre un odio profondo contro Giovanni per aver criticato il suo matrimonio.

Salome: La figlia di Erodiade, non nominata nel Vangelo ma tradizionalmente identificata come Salome. Svolge un ruolo cruciale nell'esecuzione di Giovanni.

Giovanni il Battista: Profeta e precursore del Messia Gesù, imprigionato e poi giustiziato da Erode.

Analisi testuale e tematica

Il passo di Matteo 14.6-12 e Marco 6.21-29 può essere analizzato da diversi punti di vista:

Il banchetto di Erode :

Il testo inizia con un sontuoso banchetto per celebrare il compleanno di Erode (Matteo 14.6 e Marco 6.21). Nella letteratura biblica, i banchetti sono spesso rappresentati come luoghi di decisioni importanti e talvolta simboleggiano il potere e gli eccessi.

La danza di Salome :

Salome esegue una danza davanti a Erode e ai suoi invitati, cosa che le vale Erode un'audace promessa: le concederà tutto ciò che desidererà, fino alla metà del suo regno (Marco 6.22-23). Matteo 14.7 non rivela questo dettaglio. Questa promessa eccessiva richiama altri racconti biblici in cui richieste imprudenti comportano conseguenze importanti (Giudici 11.30-40, 1 Samuele 14.24).

La richiesta della testa di Giovanni il Battista :

Sotto l'influenza della madre, Salome chiede la decapitazione di Giovanni il Battista (Matteo 14.8 e Marco 6.24-25). Erode, nonostante il rispetto e il timore che ha per Giovanni, si vede obbligato a mantenere la sua promessa (Matteo 14.9 e Marco 6.26-28). Questo evento mette in luce il dilemma morale di Erode e la manipolazione strategica e la crudeltà spietata esercitate da Erodiade.

L'esecuzione di Giovanni :

Il passo raggiunge il suo culmine con l'esecuzione di Giovanni e la presentazione della sua testa su un vassoio a Salome, che la consegna poi alla madre (Matteo 14.10-11 e Marco 6.28). Questa rappresentazione impressionante e macabra sottolinea il tema della profezia e del martirio nel racconto evangelico.

Significato teologico

La giustizia divina e la giustizia umana :

I racconti mettono in contrasto la giustizia divina, rappresentata da Giovanni il Battista, con la giustizia umana corrotta, incarnata da Erode e dalla sua corte. Denunciando l'immoralità di Erode, Giovanni diventa un simbolo della verità profetica che si oppone al potere temporale.

Il precursore del Cristo :

La morte di Giovanni il Battista annuncia la passione del Messia Gesù. Giovanni, come il Messia Gesù, soffre e muore per ragioni di verità e di giustizia. Il suo martirio precede quello del Cristo, il che rafforza il suo ruolo di precursore.

Giovanni il Battista posto in un sepolcro:

Matteo 14.12 e Marco 6.29 riferiscono che i discepoli di Giovanni il Battista procedono alla sua sepoltura in un sepolcro. Marco precisa inoltre che questi ne informano poi il Messia Gesù.

Conclusione

I passi di Matteo 14.6-12 e di Marco 6.21-29 contengono simboli e temi teologici, che descrivono la corruzione del potere umano e la fedeltà profetica. L'analisi di questi testi mostra le tensioni tra la verità divina e le ambizioni umane, preparando al tempo stesso il lettore agli eventi della passione e della risurrezione del Cristo.