Étude 1 sur 85 · Un passage à Capernaüm

  1. Étude 1 : Un passage à Capernaüm
  2. Étude 2 : Le retour en Galilée
  3. Studio 3: Guarigione della suocera dell’apostolo Pietro
  4. Étude 4 : Les résultats du sermon sur la montagne
  5. Étude 5 : La question de Pierre
  6. Étude 6 : La guérison de la femme à la perte de sang
  7. Étude 7 : La guérison de la fille de Jaïrus
  8. Étude 8 : Le Messie Jésus continue son œuvre
  9. Étude 9 : Rappel de l'arrestation de Jean le baptiste
  10. Étude 10 : Rappel des conditions de l'assassinat de Jean le baptiste
  11. Étude 11 : Le Messie Jésus et Pierre marchent sur les eaux
  12. Étude 12 : La réaction des apôtres
  13. Étude 13 : Pierre reconnait Jésus comme le Messie
  14. Étude 14 : Verdict sur le cœur humain
  15. Étude 15 : Seconde déclaration de Pierre
  16. Étude 16 : Eloge de Pierre par le Messie Jésus
  17. Étude 17 : Le Messie Jésus annonce ses futures souffrances, réaction de Pierre
  18. Étude 18 : Le prix de la consécration
  19. Étude 19 : La transfiguration
  20. Étude 20 : Les recommandations du Maître
  21. Étude 21 : Question des disciples au sujet du prophète Elie
  22. Étude 22 : Un démon difficile à chasser
  23. Étude 23 : L’impôt du Temple dans la bouche du poisson
  24. Étude 24 : Parabole de la brebis perdue
  25. Étude 25 : Discipline dans l'Eglise et le pardon
  26. Étude 26 : Parabole du roi et du serviteur
  27. Étude 27 : Le serviteur impitoyable
  28. Étude 28 : Le figuier est sec
  29. Étude 29 : Le discours eschatologique sur le Mont des Oliviers
  30. Étude 30 : Le Messie Jésus lave les pieds de ses disciples
  31. Étude 31 : Le reniement de Pierre annoncé
  32. Étude 32 : Pierre et un autre disciple proposent de défendre leur Maître
  33. Étude 33 : Le combat dans la prière
  34. Étude 34 : La révolte du disciple Pierre et la guérison de Malchus
  35. Étude 35 : Les paroles du Messie Jésus à la foule lors de l'arrestation
  36. Étude 36 : La fuite des disciples
  37. Étude 37 : Les Apôtres Pierre et Jean dans la cour de la maison de Caïphe
  38. Étude 38 : La présentation au Sanhédrin
  39. Étude 39 : Les maltraitances commencent
  40. Étude 40 : Le reniement de l'Apôtre Pierre, accompagné par l'Apôtre Jean
  41. Étude 41 : L’acharnement du Sanhédrin, condamnation officielle
  42. Étude 42 : Joseph d’Arimathée demande le corps de Jésus
  43. Étude 43 : Les femmes avertissent les disciples
  44. Étude 44 : La réaction de Pierre et de Jean
  45. Étude 45 : Marie de Magdala reste au tombeau
  46. Étude 46 : Première apparition du Messie Jésus à Marie de Magdala
  47. Étude 47 : Guérison de la belle-mère de Pierre
  48. Étude 48 : Le baiser de Judas ?
  49. Étude 49 : Le reniement de Pierre ?
  50. Étude 50 : Le vrai nom de Matthieu ?
  51. Étude 51 : La belle-mère de Pierre
  52. Étude 52 : La transfiguration
  53. Étude 53 : Le figuier maudit
  54. Étude 54 : Les Actes des Apôtres
  55. Étude 55 : L’ascension de Jésus
  56. Étude 56 : Le retour et l’attente des disciples
  57. Étude 57 : Le choix de Matthias
  58. Étude 58 : L’accomplissement de la promesse
  59. Étude 59 : Le discours de Pierre
  60. Étude 60 : Trois mille personnes se convertissent
  61. Étude 61 : La guérison du boiteux
  62. Étude 62 : Nouveau discours de Pierre
  63. Étude 63 : Arrestation de Pierre et Jean
  64. Étude 64 : Pierre et Jean en prison
  65. Étude 65 : La défense de Pierre et de Jean devant le Sanhédrin
  66. Étude 66 : La délibération et la sentence du Sanhédrin
  67. Étude 67 : Le témoignage de Pierre et Jean
  68. Étude 68 : Ananias et Saphira
  69. Étude 69 : L’essor remarquable de l’Église primitive
  70. Étude 70 : L’arrestation des apôtres
  71. Étude 71 : La délivrance miraculeuse des apôtres
  72. Étude 72 : La recherche des prisonniers
  73. Étude 73 : La comparution devant le Sanhédrin
  74. Étude 74 : L’intervention du pharisien Gamaliel
  75. Étude 75 : La réaction surprenante des apôtres
  76. Étude 76 : L’arrestation d’Etienne
  77. Étude 77 : Marche sur l'eau
  78. Étude 78 : La transfiguration
  79. Étude 79 : Pièce de monnaie dans la bouche d'un poisson
  80. Étude 80 : Dessèchement du figuier
  81. Étude 81 : Deuxième pêche miraculeuse après la résurrection
  82. Étude 82 : Résurrection du Messie Jésus
  83. Étude 83 : Apparitions post résurrection
  84. Étude 84 : Les écrits apocryphes
  85. Étude 85 : Le grand choix de nos vies

Il ministero di Giovanni il Battista

  • Un passaggio a Cafarnao

    Dopo le nozze di Cana, Gesù, il Messia, visita Cafarnao con la famiglia, intorno al 1º dicembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio (Giovanni 2,12). Vi ritrova i discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e stringe amicizia con Zebedeo e Salome. Questa città diventerà in seguito il centro del suo ministero in Galilea. Dopo questo passaggio torna a Nazaret, prima di raggiungere Giovanni il Battista a Ennòn.

    Giovanni 2.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni.
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L’inizio del ministero in Galilea

  • Il ritorno in Galilea

    L’articolo descrive il ritorno di Gesù in Galilea sulla base dei Vangeli e di luoghi importanti come Cafarnao e Nazaret. Spiega come questi spostamenti segnarono l’inizio di un ministero più strategico e incisivo.

    Luca 4.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la contrada circonvicina.E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.
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  • Guarigione della suocera dell'apostolo Pietro

    Questo articolo esamina la guarigione della suocera di Pietro da parte di Gesù, nella città di Cafarnao, in Galilea. Questo miracolo, riferito da tre vangeli, chiarisce il contesto familiare e sociale di Simon Pietro, illustrando il potere di Gesù sulle malattie e la sua coerenza con le pratiche religiose ebraiche.

    Matteo 8.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva in letto con la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò.Ella si alzò e si mise a servirlo.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • I risultati del discorso della montagna

    PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

    Giovanni 6.60 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Onde molti dei suoi discepoli, udite che l’ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare?
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  • La domanda di Pietro

    Questo articolo esplora la domanda posta da Pietro sui destinatari delle parabole di Gesù. Ambientato nei pressi di Capernaum, sottolinea le difficoltà dei discepoli nel comprendere gli insegnamenti, mettendo in luce l'importanza di comprendere il messaggio universale del regno di Dio. Luca è l'unico evangelista a riportare questo specifico intervento di Pietro.

    Luca 12.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro disse: Signore, questa parabola la dici tu per noi, o anche per tutti?
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  • La guarigione della donna che perdeva sangue

    La pericope 154 racconta la guarigione di una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, riportata da Matteo, Marco e Luca. A Cafarnao, ella tocca di nascosto il mantello di Gesù mentre egli si reca a casa di Giairo. Guarita all'istante, è riconosciuta pubblicamente da Gesù, che dichiara: 'La tua fede ti ha salvata.' L'articolo confronta i tre racconti sinottici ed esplora la portata teologica, cristologica e sociale di questo miracolo di fede.

    Matteo 9.20-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco una donna, malata d’un flusso di sangue da dodici anni, accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste.Perché, diceva fra sé: Sol ch’io tocchi la sua veste, sarò guarita.E Gesù, voltatosi e vedutala, disse: Sta’ di buon animo, figliuola; la tua fede t’ha guarita. E da quell’ora la donna fu guarita.
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  • La guarigione della figlia di Giairo

    La pericope 155 narra la risurrezione della figlia di Giairo da parte del Messia Gesù a Cafarnao (febbr.-marzo del 32). Giairo, capo della sinagoga, si prostra davanti a Gesù per implorare la guarigione della figlia moribonda. Nonostante il ritardo causato dalla guarigione di una donna emorroissa, Gesù si reca alla casa, pronuncia «Talitha kum» e risuscita la ragazzina. Questo miracolo testimonia la sua autorità sulla morte e invita alla fede anche nelle situazioni disperate.

    Matteo 9.23-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di flauto e la moltitudine che facea grande strepito, disse loro: Ritiratevi;perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di lui.Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si alzò.E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.
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  • Il Messia Gesù continua la sua opera

    La pericope 159 presenta Gesù che prosegue il suo ministero in Galilea, a partire da Cafarnao, nel febbraio-marzo del 32, prima della terza Pasqua. Basandosi unicamente su Matteo 9.35, l'articolo sottolinea la priorità data alla proclamazione del Regno rispetto ai miracoli, l'autonomia delle sinagoghe locali nei confronti dei farisei e il metodo tematico di Matteo, qui corretto dalla cronologia di Marco.

    Giovanni 11.55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
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  • Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista

    La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.

    Matteo 14.3-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.
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  • Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

    La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

    Marco 6.21-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma venuto un giorno opportuno che Erode, nel suo natalizio, fece un convito ai grandi della sua corte, ai capitani ad ai primi della Galilea,la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò.E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fin la metà del mio regno.Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista.E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece così la domanda: Voglio che sul momento tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista.Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de’ giuramenti fatti e dei commensali, non volle dirle di no;e mandò subito una guardia con l’ordine di portargli la testa di lui.E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto, e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre.I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque

    La pericope 171 analizza il miracolo di Gesù che cammina sulle acque del lago di Gennesaret (aprile del 32), compreso l'episodio di Pietro. Un confronto rigoroso dei racconti di Matteo 14.22-32, Marco 6.45-52 e Giovanni 6.16-21 mette in luce convergenze e divergenze, rivelando la potenza divina del Messia e la tensione tra fede e dubbio nei discepoli.

    Matteo 14.22-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull’altra riva, mentr’egli licenzierebbe le turbe.E licenziatele si ritirò in disparte sul monte per pregare. E fattosi sera, era quivi tutto solo.Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario.Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso loro, camminando sul mare.E i discepoli, vedendolo camminar sul mare, si turbarono e dissero: E’ un fantasma! E dalla paura gridarono.Ma subito Gesù parlò loro e disse: State di buon animo, son io; non temete!E Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir a te sulle acque.Ed egli disse: Vieni! E Pietro, smontato dalla barca, camminò sulle acque e andò verso Gesù.Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami!E Gesù, stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai dubitato?E quando furono montati nella barca, il vento s’acquetò.
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  • La reazione degli apostoli

    La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.

    Matteo 16.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.
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  • Pietro riconosce Gesù come il Messia

    La pericope 176 narra la confessione di Pietro, che riconosce Gesù come il Messia, riportata solo da Giovanni (6.62-71). Dopo l'abbandono in massa di molti discepoli, Gesù interroga i Dodici sul loro impegno. Pietro risponde con una notevole proclamazione di fede. L'articolo esplora la tensione tra sovranità divina e libertà umana, e si conclude con la menzione di Giuda Iscariota, che ricorda come nulla sfugga allo sguardo di Dio.

    Giovanni 6.66 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    D’allora molti de’ suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavan più con lui.
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  • Verdetto sul cuore umano

    L’articolo tratta dell’insegnamento di Gesù sulla vera purezza, sulla base di Matteo e Marco. Rivela che l’impurità nasce dal cuore umano e non dalle norme alimentari, sottolineando un cambiamento importante nell’insegnamento cristiano.

    Matteo 15.10-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E chiamata a sé la moltitudine, disse loro: Ascoltate e intendete:Non è quel che entra nella bocca che contamina l’uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l’uomo.Allora i suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, quand’hanno udito questo discorso, ne son rimasti scandalizzati?Ed egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; or se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.Pietro allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola.E Gesù disse: Siete anche voi tuttora privi d’intendimento?Non capite voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gittato fuori nella latrina?Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed e quello che contamina l’uomo.Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.Queste son le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo.
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  • Seconda dichiarazione di Pietro

    L'articolo affronta la seconda dichiarazione di Pietro, che riconosce Gesù come il Messia. Esamina i racconti biblici che collocano questo evento a Cesarea di Filippo, sottolineando la difficoltà per il pubblico ebraico di accettare la figliolanza divina. Gesù chiede ai suoi discepoli di non dichiarare apertamente la sua messianicità.

    Marco 8.27-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù, co’ suoi discepoli, se ne andò verso le borgate di Cesare di Filippo; e cammin facendo domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch’io sia?Ed essi risposero: Gli uni, Giovanni Battista: altri, Elia; ed altri, uno de’ profeti.Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo.Ed egli vietò loro severamente di dir ciò di lui ad alcuno.
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  • Elogio di Pietro da parte del Messia Gesù

    L'articolo sottolinea l'importanza del riconoscimento di Gesù come Messia da parte di Pietro, avvenuto a Cesarea di Filippo, e l'espressione di questa verità divinamente ispirata, anziché di una rivelazione umana, sulla base del testo di Matteo 16:17-20.

    Matteo 16.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, replicando, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.E io altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere.Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli.Allora vietò ai suoi discepoli di dire ad alcuno ch’egli era il Cristo.
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  • Gesù, il Messia, annuncia le sue future sofferenze, reazione di Pietro

    Gesù annuncia le sue sofferenze imminenti a Cesarea di Filippo. Pietro, rifiutando questa idea, illustra l’incomprensione dei discepoli riguardo alla missione spirituale del Messia. L’annuncio di Gesù riporta l’obiettivo sul Regno di Dio, anticipando la crocifissione.

    Luca 9.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Bisogna che il Figliuol dell’uomo soffra molte cose, e sia reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e sia ucciso, e risusciti il terzo giorno.
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  • Il prezzo della consacrazione

    L’articolo «PER191 - Il prezzo della consacrazione» descrive le parole di Gesù sul vero discepolato a Cesarea di Filippo. I passi biblici di Matteo, Marco e Luca sottolineano l’importanza della rinuncia personale per la salvezza eterna. Esortano a portare la croce ogni giorno e a restare fedeli all’insegnamento di Cristo, offrendo una prospettiva radicale del discepolato in contrasto con le pratiche religiose dell’epoca.

    Marco 8.34-38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua.Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà.E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?E infatti, che darebbe l’uomo in cambio dell’anima sua?Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli.
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  • La trasfigurazione

    L'articolo esplora la trasfigurazione di Gesù, in cui egli risplende di luce divina accanto a Mosè ed Elia sul monte Ermon. Pietro, Giacomo e Giovanni ne sono testimoni. Questo evento manifesta la divinità di Gesù.

    Matteo 17.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte.E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce.Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che stavan conversando con lui.E Pietro prese a dire a Gesù: Signore, egli è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende: una per te, una per Mosè ed una per Elia.Mentr’egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo.E i discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra, e furon presi da gran timore.Ma Gesù, accostatosi, li toccò e disse: Levatevi, e non temete.Ed essi, alzati gli occhi, non videro alcuno, se non Gesù tutto solo.Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest’ordine: Non parlate di questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell’uomo sia risuscitato dai morti.E i discepoli gli domandarono: Perché dunque dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli, rispondendo, disse loro: Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.Ma io vi dico: Elia è già venuto, e non l’hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figliuol dell’uomo ha da patire da loro.Allora i discepoli intesero ch’era di Giovanni Battista ch’egli aveva loro parlato.
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  • Le raccomandazioni del Maestro

    L'articolo esamina l'ordine di Gesù ai suoi discepoli di mantenere il segreto sulla sua trasfigurazione, mettendo in luce l'importanza della fede e della preparazione degli apostoli alle loro future responsabilità.

    Matteo 17.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest’ordine: Non parlate di questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell’uomo sia risuscitato dai morti.
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  • Domanda dei discepoli sul profeta Elia

    Dopo la trasfigurazione, i discepoli interrogano Gesù sulla profezia riguardante Elia. Gesù rivela che Giovanni Battista adempie questa profezia, un legame che i Vangeli sviluppano progressivamente.

    Matteo 17.10-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E i discepoli gli domandarono: Perché dunque dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli, rispondendo, disse loro: Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.Ma io vi dico: Elia è già venuto, e non l’hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figliuol dell’uomo ha da patire da loro.Allora i discepoli intesero ch’era di Giovanni Battista ch’egli aveva loro parlato.
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  • Un demonio difficile da scacciare

    L’articolo esamina il tentativo fallito dei discepoli di esorcizzare un demone da un ragazzo, che rese necessario l’intervento di Gesù dopo la trasfigurazione. I racconti di Matteo, Marco e Luca indicano la debolezza della loro fede come causa del fallimento.

    Matteo 17.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando furon venuti alla moltitudine, un uomo gli s’accostò, gettandosi in ginocchio davanti a lui,e dicendo: Signore, abbi pietà del mio figliuolo, perché è lunatico e soffre molto; spesso, infatti, cade nel fuoco e spesso nell’acqua.L’ho menato ai tuoi discepoli, e non l’hanno potuto guarire.E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo qua.E Gesù sgridò l’indemoniato, e il demonio uscì da lui; e da quell’ora il fanciullo fu guarito.
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  • La tassa del Tempio nella bocca del pesce

    L’articolo racconta la questione della tassa del Tempio, affrontata da Gesù a Cafarnao. Affermando la propria figliolanza divina, Gesù paga comunque la tassa per evitare lo scandalo, dimostrando così la sua saggezza. Il miracolo del pesce sottolinea la provvidenza divina e l’impegno di Gesù verso le leggi sociali e religiose.

    Matteo 17.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme?Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri?Dagli stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti.Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statere. Prendilo, e dallo loro per me e per te.
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  • Parabola della pecora smarrita

    La parabola della pecora smarrita (Mt 18.10-14; Lc 15.3-7) è insegnata da Gesù a Cafarnao nel settembre del 32 d.C., poco prima della sua partenza definitiva dalla Galilea. Matteo pone l’accento sulla protezione dei «piccoli» e sulla volontà divina di non perderne nessuno, mentre Luca sottolinea la gioia celeste per il peccatore pentito. La figura del pastore rimanda alla missione messianica di Gesù, buon pastore che prepara i suoi discepoli alla sua assenza promettendo loro una guida spirituale.

    Ezechiele 34.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E susciterò sopra d’esse un solo pastore, che le pascolerà: il mio servo Davide; egli le pascolerà, egli sarà il loro pastore.
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  • Disciplina nella Chiesa e perdono

    La pericope 203 presenta l'insegnamento di Gesù sulla disciplina ecclesiale e sul perdono, a Cafarnao nel settembre del 32 d.C. Matteo 18.15-22 e Luca 17.3-4 sviluppano la correzione fraterna, l'autorità della Chiesa, la preghiera comunitaria e il perdono illimitato (settanta volte sette). Questi temi fondano un'etica relazionale cristiana incentrata sulla riconciliazione e sulla misericordia divina.

    Matteo 18.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte?E Gesù a lui: lo non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
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  • Parabola del re e del servo

    La parabola del re e del servo (Mt 18.23-35), raccontata a Cafarnao nel settembre del 32, è esclusiva di Matteo. Illustra l’importanza capitale del perdono mettendo a confronto un debito immenso di 10.000 talenti, condonato da un re misericordioso, con un piccolo debito di 100 monete, rifiutato dal servo perdonato. L’insegnamento centrale: coloro che Dio perdona devono a loro volta perdonare, pena la perdita della grazia ricevuta.

    Luca 17.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.
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Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti

  • Il servo spietato

    La parabola del servo spietato in Matteo 18:23-35 insegna che il perdono divino ricevuto deve diventare perdono offerto. Essa rivela il divario tra la generosità divina e la durezza umana. Il perdono è essenziale per manifestare la misericordia divina nel Regno di Dio.

    Matteo 18.23-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti co’ suoi servitori.E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti.E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato.Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto.E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi!Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò.Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te?E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Il fico è seccato

    Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.

    Matteo 21.18-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la mattina, tornando in città, ebbe fame.E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo: Come s’è in un attimo seccato il fico?E Gesù, rispondendo, disse loro: Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quel ch’è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, sarebbe fatto.E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete.
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  • Il discorso escatologico sul Monte degli Ulivi

    Analisi del discorso escatologico di Gesù sul Monte degli Ulivi, basata sui Vangeli. Gesù parla della distruzione del Tempio e dell’avvento della fine dei tempi, rivelando le sue capacità profetiche e la continuità della sua missione dopo la crocifissione. Destinata ai lettori che desiderano approfondire la propria comprensione teologica.

    Marco 13.1-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E com’egli usciva dal tempio uno de’ suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che edifizi!E Gesù gli disse: Vedi tu questi grandi edifizi? Non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata.Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca!Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti.Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori.Or badate a voi stessi! Vi daranno in mano dei tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza.E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo.E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire: ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo.E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato.Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;e chi sarà sulla terrazza non scendi e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna;e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni!E pregate che ciò non avvenga d’inverno!Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi propri eletti, egli ha abbreviato quei giorni.E allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccola là”, non lo credete;perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa.Ma in que’ giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore;e le stelle cadranno dal cielo e le potenze che son nei cieli saranno scrollate.E allora si vedrà il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria.Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo.Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli

    Questo articolo analizza la lavanda dei piedi compiuta da Gesù, gesto singolare riferito da Giovanni, che simboleggia il capovolgimento dei valori umani e illustra il messaggio centrale di Gesù: servire per amore. Questo evento, collocato a Gerusalemme durante l’ultima cena di Pasqua, rivela ai suoi discepoli la vera missione di Gesù anticipando la sua crocifissione.

    Giovanni 13.4-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    si levò da tavola, depose le sue vesti, e preso un asciugatoio, se ne cinse.Poi mise dell’acqua nel bacino, e cominciò a lavare i piedi a’ discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto.Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me?Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io fo, ma lo capirai dopo.Pietro gli disse: Tu non mi laverai mai i piedi! Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non hai meco parte alcuna.E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!Gesù gli disse: Chi è lavato tutto non ha bisogno che d’aver lavati i piedi; è netto tutto quanto; e voi siete netti, ma non tutti.Perché sapeva chi era colui che lo tradirebbe; per questo disse: Non tutti siete netti.
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  • Il rinnegamento di Pietro annunciato

    L’articolo esplora la predizione di Gesù sul rinnegamento di Pietro, sottolineando le differenze nei racconti dei Vangeli e la compassione di Gesù verso la debolezza umana di Pietro.

    Luca 22.31-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano;ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli.Ma egli gli disse: Signore, con te son pronto ad andare e in prigione e alla morte.E Gesù: Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi.
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  • Pietro e un altro discepolo propongono di difendere il Maestro

    L’articolo tratta della reazione di Pietro e dei discepoli all’annuncio della morte di Gesù. Fraintendendo il messaggio, essi prendono in considerazione una soluzione terrena a una questione spirituale. Il testo spiega come la missione del Messia sia rivelata attraverso la crocifissione, conducendo infine i discepoli a comprenderne il vero significato. Il momento qui descritto mostra il cammino dall’incomprensione alla vera fede.

    Luca 22.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade! Ma egli disse loro: Basta!
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  • Il combattimento nella preghiera

    L'articolo analizza la preghiera di Gesù nel Getsemani, che illustra la sua sofferenza umana e la sua sottomissione alla volontà divina. Ne sottolinea il contesto storico e scritturale e offre una riflessione teologica sulla missione redentrice di Gesù e sull'esortazione a vegliare e pregare nella prova.

    Marco 14.33-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere spaventato ed angosciato.E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate.E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui.E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola?Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole.E tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati; e non sapevano che rispondergli.E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.
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  • La rivolta del discepolo Pietro e la guarigione di Malco

    Questo articolo esplora l'arresto di Gesù nel Getsemani, dove Pietro, con un gesto impulsivo, mozza l'orecchio di Malco. Gesù calma la situazione guarendo Malco, sottolineando così la sua missione divina e rifiutando la violenza, conformemente alle Scritture. Dimostra il suo dominio e l'amore divino anche verso coloro che lo arrestano.

    Matteo 26.51-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco, un di coloro ch’eran con lui, stesa la mano alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò l’orecchio.Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.Credi tu forse ch’io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest’istante più di dodici legioni d’angeli?Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?
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  • Le parole di Gesù il Messia alla folla durante l'arresto

    Questo articolo esamina l’arresto di Gesù nel giardino del Getsemani, mettendo in risalto la sua serenità e la sua volontà di compiere il piano divino. Con le sue parole, egli smaschera le contraddizioni delle autorità religiose e sottolinea il suo dominio della situazione, rivelando la sua missione redentrice per amore dell’umanità.

    Giovanni 18.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Giuda, che lo tradiva, conosceva anch’egli quel luogo, perché Gesù s’era molte volte ritrovato là coi suoi discepoli.
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  • La fuga dei discepoli

    L’articolo analizza la fuga dei discepoli durante l’arresto di Gesù, sottolineando la loro paura e la tranquillità di Gesù. Descrive nel dettaglio l’arresto nel giardino del Getsemani, l’interpretazione dei Vangeli e il contrasto tra il panico dei discepoli e la sovranità di Gesù.

    Matteo 26.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Gesù disse loro: Questa notte voi tutti avrete in me un’occasion di caduta; perché è scritto: Io percoterò il pastore, e le pecore della greggia saranno disperse.
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  • Gli apostoli Pietro e Giovanni nel cortile della casa di Caifa

    Questo articolo racconta la scena drammatica degli apostoli Pietro e Giovanni che seguono Gesù nel cortile di Caifa, rivelando la loro fedeltà e fragilità nel cuore della passione di Gesù. I riferimenti biblici descrivono il loro tentativo di restare vicini a Gesù nonostante la paura delle ripercussioni. Questo momento simboleggia un punto chiave dei Vangeli, mettendo in risalto la natura umana di fronte alla missione divina.

    Matteo 26.58 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a sedere con le guardie, per veder la fine.
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  • La comparizione davanti al Sinedrio

    Questo articolo analizza la comparizione di Gesù davanti al Sinedrio prima della sua crocifissione secondo i vangeli, mettendo in luce la violazione delle leggi ebraiche attraverso un processo notturno. Strategicamente orchestrato da Caifa per evitare la folla, questo giudizio illustra questioni teologiche e storiche fondamentali.

    Luca 22.66-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi sacerdoti e gli scribi si adunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se ve lo dicessi, non credereste;e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.Ma da ora innanzi il Figliuol dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio.E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono.E quelli dissero: Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Noi stessi l’abbiamo udito dalla sua propria bocca.
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  • Iniziano i maltrattamenti

    L’articolo tratta dei maltrattamenti inflitti a Gesù prima della crocifissione, incentrandosi sull’interpretazione dei racconti evangelici. Esplora come il Sinedrio manipolò le accuse per ottenere l’appoggio delle autorità romane, trasformando un’accusa religiosa in sedizione politica.

    Giovanni 18.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.
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  • Il rinnegamento dell’apostolo Pietro, accompagnato dall’apostolo Giovanni

    Questo articolo descrive il rinnegamento dell’apostolo Pietro narrato nei Vangeli, quando rinnega tre volte il suo Maestro Gesù. L’articolo mette in luce le circostanze precise di questo avvenimento ed esplora il ruolo dell’apostolo Giovanni. Mettendo in parallelo le diverse versioni dei Vangeli, questo momento tragico viene analizzato in profondità nel contesto storico e religioso dell’epoca.

    Giovanni 18.17-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono.Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava.Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono.Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui?E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.
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  • L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale

    PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.

    Matteo 27.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo? Tutti risposero: Sia crocifisso.
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  • Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù

    Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.

    Marco 15.42-47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato),venne Giuseppe d’Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch’egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù.Pilato si maravigliò ch’egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo;e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe.E questi, comprato un panno lino e tratto Gesù giù di croce, l’involse nel panno e lo pose in una tomba scavata nella roccia, e rotolò una pietra contro l’apertura del sepolcro.E Maria Maddalena e Maria madre di Iose stavano guardando dove veniva deposto.
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La risurrezione e le diverse apparizioni

  • Le donne avvertono i discepoli

    La pericope 367 esamina il momento in cui le donne avvertono i discepoli della risurrezione, mettendo a confronto Matteo 28.8, Marco 16.9-11, Luca 24.9-11 e Giovanni 20.2. Emerge una divergenza rilevante: Maria di Magdala sembra ignorare il messaggio degli angeli, diversamente dalle altre donne. L’ipotesi di una partenza anticipata di Maria prima dell’apparizione angelica permette di armonizzare i racconti e di spiegare la sua persistente incomprensione davanti alla tomba vuota.

    Luca 24.4-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che mentre se ne stavano perplesse di ciò, ecco che apparvero dinanzi a loro due uomini in vesti sfolgoranti;ed essendo esse impaurite, e chinando il viso a terra, essi dissero loro: Perché cercate il vivente fra i morti?Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi com’egli vi parlò quand’era ancora in Galilea,dicendo che il Figliuol dell’uomo doveva esser dato nelle mani d’uomini peccatori ed esser crocifisso, e il terzo giorno risuscitare.Ed esse si ricordarono delle sue parole;
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  • La reazione di Pietro e di Giovanni

    La pericope 368 analizza la reazione di Pietro e Giovanni dopo la testimonianza di Maria di Magdala sulla tomba vuota. I due apostoli corrono al sepolcro, vi scoprono le bende e il sudario piegato, ma non comprendono ancora la realtà della risurrezione. L'articolo armonizza i racconti di Luca 24.12 e Giovanni 20.3-12, distingue due annunci successivi ai discepoli e sottolinea l'incomprensione iniziale di fronte alle profezie di Gesù sulla sua risurrezione.

    Luca 24.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù.
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  • Maria di Magdala resta presso il sepolcro

    Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 20.11), questa pericope descrive Maria di Magdala che resta sola presso il sepolcro dopo la partenza di Pietro e Giovanni. Testimone fedele fin dal ministero di Gesù, interpreta dapprima la scomparsa del corpo come un trafugamento, prima di diventare la prima persona a cui il Risorto appare personalmente. L’articolo propone un’analisi cronologica e un’armonizzazione dei racconti evangelici della risurrezione.

    Giovanni 20.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro,
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  • Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala

    La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.

    Giovanni 20.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.
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Guarigioni

  • Guarigione della suocera di Pietro

    L'articolo tratta il miracolo della guarigione della suocera di Pietro, narrato in Matteo, Marco e Luca. Mette in luce il potere di guarigione di Gesù e la sua compassione verso i malati, dato che i racconti sottolineano aspetti diversi di questo evento. Gesù guarisce immediatamente la suocera di Pietro, che poi si mette a servirli. Le prospettive peculiari dei Vangeli arricchiscono la nostra comprensione di questo atto miracoloso.

    Luca 4.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, levatosi ed uscito dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. Or la suocera di Simone era travagliata da una gran febbre; e lo pregarono per lei.Ed egli, chinatosi verso di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella alzatasi prontamente, si mise a servirli.
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Le contraddizioni

  • Il bacio di Giuda?

    L'articolo discute le differenze narrative sul bacio di Giuda a Gesù tra i Vangeli. Matteo, Marco e Luca raccontano l'evento esplicitamente, mentre Giovanni lo omette, offrendo un'altra prospettiva. Questa divergenza è vista come complementare, e arricchisce la comprensione dell'arresto di Gesù.

    Matteo 26.48-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Quello che bacerò, è lui; pigliatelo.E in quell’istante, accostatosi a Gesù, gli disse: Ti saluto, Maestro! e gli dette un lungo bacio.Ma Gesù gli disse: Amico, a far che sei tu qui? Allora, accostatisi, gli misero le mani addosso, e lo presero.
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  • Il rinnegamento di Pietro?

    Questo articolo esamina l'apparente contraddizione nei Vangeli riguardo al rinnegamento di Pietro. Conclude che, benché Giovanni e Marco presentino delle varianti, concordano sul compimento della predizione di Gesù. I racconti sono complementari, non contraddittori.

    Marco 14.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù gli disse: In verità io ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, avanti che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte.
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  • Il vero nome di Matteo?

    L’articolo discute l’identità del discepolo Matteo, chiamato anche Levi in alcuni Vangeli. Spiega che questa variazione di nome è dovuta alle pratiche onomastiche del I secolo, in cui le persone avevano spesso più nomi a seconda dei contesti sociali e religiosi.

    Matteo 9.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù, partitosi di là, passando, vide un uomo, chiamato Matteo, che sedeva al banco della gabella; e gli disse: Seguimi. Ed egli, levatosi, lo seguì.
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  • La suocera di Pietro

    L'articolo analizza i racconti evangelici della guarigione della suocera di Pietro, mettendo in luce le divergenze tra Matteo, Marco e Luca. Esplora le implicazioni teologiche delle differenze e sottolinea la ricchezza apportata da ciascun racconto.

    Matteo 8.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva in letto con la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò.Ella si alzò e si mise a servirlo.
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  • La trasfigurazione

    Questo articolo analizza le differenze apparenti tra i racconti evangelici della trasfigurazione di Gesù. Valuta le prospettive peculiari di Matteo, Marco e Luca, sottolineando l'assenza di Giovanni su questo evento. Le variazioni tra i racconti sono considerate complementari, e arricchiscono la comprensione di questo episodio chiave della teologia cristiana.

    Luca 9.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E mentre diceva così, venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola.Ed una voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio figliuolo, l’eletto mio; ascoltatelo.E mentre si faceva quella voce, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero, e non riferirono in quei giorni ad alcuno nulla di quel che aveano veduto.
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  • Il fico maledetto

    L'articolo analizza la presunta contraddizione biblica tra i racconti di Matteo e di Marco sul fico maledetto, concludendo che le due prospettive offrono una comprensione complementare dello stesso evento.

    Matteo 21.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.
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Ministero di Pietro

  • Gli Atti degli Apostoli

    Introduzione a una serie di studi sugli Atti degli Apostoli, naturale prosecuzione del Vangelo di Luca. L'articolo presenta l'approccio storico-teologico adottato: contestualizzazione degli eventi, confronto con le epistole paoline, definizione di una cronologia. Le due figure centrali, Pietro e Paolo, struttureranno lo studio. L'obiettivo è ripercorrere la nascita e l'espansione della Chiesa da Gerusalemme al mondo mediterraneo, sotto l'azione dello Spirito Santo.

    Atti 9.32-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che Pietro, andando qua e là da tutti, venne anche ai santi che abitavano in Lidda.E quivi trovò un uomo, chiamato Enea, che già da otto anni giaceva in un lettuccio, essendo paralitico.E Pietro gli disse: Enea, Gesù Cristo ti sana; lèvati e rifatti il letto. Ed egli subito si levò.E tutti gli abitanti di Lidda e del pian di Saron lo videro e si convertirono al Signore.Or in Ioppe v’era una certa discepola, chiamata Tabita, il che, interpretato, vuol dire Gazzella. Costei abbondava in buone opere e faceva molte elemosine.E avvenne in que’ giorni ch’ella infermò e morì. E dopo averla lavata, la posero in una sala di sopra.E perché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, gli mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio venisse fino a loro.Pietro allora, levatosi, se ne venne con loro. E come fu giunto, lo menarono nella sala di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, e mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentr’era con loro.Ma Pietro, messi tutti fuori, si pose in ginocchio, e pregò; e voltatosi verso il corpo, disse: Tabita lèvati. Ed ella aprì gli occhi; e veduto Pietro, si mise a sedere.Ed egli le diè la mano, e la sollevò; e chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita.E ciò fu saputo per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.
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  • L’ascensione di Gesù

    L'ascensione di Gesù, avvenuta il 12 maggio del 33 sul monte degli Ulivi, chiude il suo ministero terreno. Elevato in una nuvola, è accolto presso il Padre mentre due angeli annunciano il suo ritorno glorioso. Questo evento, narrato soltanto da Luca, segna il passaggio al ministero celeste di Cristo e fonda la speranza escatologica della Chiesa primitiva nell'attesa della parusia.

    1 Tessalonicesi 4.13-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza.Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui.Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati;perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi;poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore.Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.
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  • Il ritorno e l’attesa dei discepoli

    Dopo l'ascensione di Gesù (12 maggio 33), i discepoli tornano a Gerusalemme dal monte degli Ulivi, distante «un cammino di sabato». Si riuniscono in una stanza al piano superiore, probabilmente la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, e perseverano unanimi nella preghiera, con le donne e la famiglia di Gesù. Questo periodo di attesa prefigura le caratteristiche della Chiesa nascente.

    Luca 8.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio;e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d’Erode, e Susanna ed altre molte che assistevano Gesù ed i suoi coi loro beni.
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  • La scelta di Mattia

    Analisi di Atti 1.15-26, che narra l'elezione di Mattia per sostituire Giuda Iscariota. Pietro, portavoce naturale dei discepoli, fonda la necessità di questa sostituzione sui Salmi. I criteri apostolici sono precisati: aver seguito Gesù fin dal suo battesimo ed essere testimone della sua risurrezione. Mattia è infine designato per sorteggio dopo la preghiera, ristabilendo il collegio dei Dodici, simbolo delle dodici tribù d'Israele.

    Giovanni 20.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la sera di quello stesso giorno, ch’era il primo della settimana, ed essendo, per timor de’ Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro:
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  • Il compimento della promessa

    L'articolo descrive il compimento della promessa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, come narrato negli Atti degli Apostoli. Centoventi discepoli ricevono manifestazioni divine a Gerusalemme, parlando in lingue comprese da popoli diversi. Questo evento segna l'universalità del Vangelo.

    Atti 2.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo.E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano.E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro.E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi.Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo.Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio.E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei?E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio?Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizi Romani,tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue.E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo?Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce.
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  • Il discorso di Pietro

    L'articolo tratta il discorso di Pietro a Pentecoste, descrivendo come confuta le interpretazioni errate e presenta Gesù come il Messia delle Scritture. Invita al pentimento, al battesimo e promette il dono dello Spirito Santo.

    Atti 2.14-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole.Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno:ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele:E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno.E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue e fuoco, e vapor di fumo.Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore.Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete,quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto.Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza;poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.Tu m’hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza.Uomini fratelli, ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide, ch’egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al dì d’oggi fra noi.Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli avea con giuramento promesso che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti,antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni.Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra,finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello de’ tuoi piedi.Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso.Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare?E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.E con molte altre parole li scongiurava e li esortava dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione.
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  • Tremila persone si convertono

    L'articolo tratta la conversione di tremila persone in seguito al discorso di Pietro. Sottolinea le sfide per la giovane chiesa, l'importanza dell'opera dello Spirito Santo e il significato rinnovato del battesimo cristiano.

    Luca 3.3-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli andò per tutta la contrada d’intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione de’ peccati,secondo che è scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V’è una voce d’uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri.Ogni valle sarà colmata ed ogni monte ed ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose saran fatte diritte e le scabre saranno appianate;ed ogni carne vedrà la salvezza di Dio.
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  • La guarigione dello zoppo

    L'articolo esamina la guarigione dello storpio in Atti 3.1-11 da parte di Pietro e Giovanni, collocando il miracolo nel contesto del tempio di Gerusalemme. Discute l'importanza di questa guarigione come atto di testimonianza e sottolinea l'azione dello Spirito Santo dopo la Pentecoste nel ministero degli apostoli.

    Marco 6.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse;cacciavano molti demoni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano.
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  • Nuovo discorso di Pietro

    L'articolo esplora il secondo grande discorso di Pietro, che fa seguito alla Pentecoste. Pietro, accompagnato da Giovanni, predica a Gerusalemme dopo la guarigione di un uomo storpio, sottolineando la cristologia, il pentimento e le profezie del Messia. Il discorso incide sulla comunità ma incontra l'opposizione delle autorità religiose.

    Atti 2.14-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole.Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno:ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele:E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno.E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue e fuoco, e vapor di fumo.Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore.Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete,quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto.Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza;poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.Tu m’hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza.Uomini fratelli, ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide, ch’egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al dì d’oggi fra noi.Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli avea con giuramento promesso che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti,antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni.Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra,finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello de’ tuoi piedi.Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso.Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare?E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.E con molte altre parole li scongiurava e li esortava dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione.
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  • Arresto di Pietro e Giovanni

    Riguardante Atti 4.1-4, questo articolo esamina l'arresto di Pietro e Giovanni da parte delle autorità religiose di Gerusalemme. In seguito ai miracoli compiuti dagli apostoli, la comunità cristiana conosce una forte crescita, provocando una reazione prudente ma ferma dei capi giudei di fronte a questa nuova fede che predica la risurrezione, un concetto centrale che urta in particolare i sadducei.

    Atti 2.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo.
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  • Pietro e Giovanni in prigione

    Questo articolo tratta il confronto di Pietro e Giovanni con il Sinedrio. Gli apostoli, arrestati per aver predicato, devono comparire davanti a questo influente tribunale religioso. Di fronte alla stessa autorità che aveva condannato Gesù, Pietro e Giovanni, sostenuti dallo Spirito Santo, testimoniano con coraggio la loro fede, illustrando la continuità del messaggio di Cristo.

    Giovanni 18.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e lo menaron prima da Anna, perché era suocero di Caiàfa, il quale era sommo sacerdote di quell’anno.
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  • La difesa di Pietro e di Giovanni davanti al Sinedrio

    Pietro e Giovanni presentano una difesa audace davanti al Sinedrio dopo un miracolo che sorprende le autorità. Ripieni di Spirito Santo, dimostrano una sicurezza che stupisce i loro giudici. Luca sottolinea il compimento delle promesse di Gesù, e l'inconfutabilità dei fatti rafforza la loro testimonianza.

    Matteo 16.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.
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  • La deliberazione e la sentenza del Sinedrio

    Di fronte all'imbarazzo del Sinedrio dopo un miracolo compiuto da Pietro e Giovanni, le autorità religiose vietano la predicazione nel nome di Gesù, sperando che le minacce compromettano il messaggio cristiano. Pietro e Giovanni rispondono affermando la loro obbedienza prioritaria a Dio, illustrando una trasformazione spirituale sostenuta dallo Spirito Santo.

    Atti 4.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per loro mezzo, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare.
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  • La testimonianza di Pietro e Giovanni

    L'articolo tratta il ritorno di Pietro e Giovanni presso i credenti dopo il loro arresto da parte del Sinedrio. Di fronte alle minacce, l'assemblea si unisce nella preghiera, affermando la sovranità di Dio e chiedendo forza per proclamare il Vangelo, esprimendo una fede incrollabile.

    Luca 12.11-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe e ai magistrati e alle autorità, non state in ansietà del come o del che avrete a rispondere a vostra difesa, o di quel che avrete a dire;perché lo Spirito Santo v’insegnerà in quell’ora stessa quel che dovrete dire.
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  • Anania e Saffira

    L'articolo tratta il racconto di Anania e Saffira in Atti 5, mostrando le drammatiche conseguenze del loro inganno nei confronti della comunità cristiana e dello Spirito Santo. La loro storia contrasta con la sincera generosità di Barnaba, sottolineando le esigenze etiche della fede cristiana e offrendo un monito contro l'ipocrisia.

    Giosué 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma i figliuoli d’Israele commisero una infedeltà circa l’interdetto; poiché Acan, figliuolo di Carmi, figliuolo di Zabdi, figliuolo di Zerach, della tribù di Giuda prese dell’interdetto, e l’ira dell’Eterno s’accese contro i figliuoli d’Israele.
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  • La notevole crescita della Chiesa primitiva

    L'articolo ADA018 commenta Atti 5.12-16, descrivendo lo sviluppo della Chiesa primitiva a Gerusalemme nella primavera del 33. Gli apostoli compiono miracoli pubblicamente nel portico di Salomone, la Chiesa cresce di numero, uomini e donne insieme, e la reputazione degli apostoli aumenta presso il popolo, nonostante un timore suscitato dal giudizio su Anania e Saffira. Il passo stabilisce un forte parallelo con il ministero di Gesù.

    Atti 2.38-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.E con molte altre parole li scongiurava e li esortava dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione.Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furon battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.
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  • L’arresto degli apostoli

    L'articolo ADA019 commenta Atti 5.17-18: di fronte alla notevole crescita della Chiesa a Gerusalemme, il sommo sacerdote e i sadducei, animati da gelosia, fanno arrestare gli apostoli. Luca mostra che, nonostante l'opposizione delle autorità religiose, l'opera di Cristo prosegue per l'azione dello Spirito Santo, adempiendo la promessa di Atti 1.8.

    Atti 4.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si maravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù.
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  • La liberazione miracolosa degli apostoli

    Questo articolo analizza la liberazione miracolosa degli apostoli (Atti 5.19-21) a Gerusalemme nella primavera del 33. Arrestati dal sommo sacerdote e dai sadducei, gli apostoli sono liberati dalla prigione da un angelo durante la notte. Luca riporta questo miracolo con sobrietà, sottolineandone il significato teologico e i paralleli con l'Antico Testamento. L'angelo affida agli apostoli liberati la missione di annunciare nel Tempio «le parole di questa vita», espressione che designa il messaggio della salvezza in Gesù Cristo.

    Atti 12.6-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quando Erode stava per farlo comparire, la notte prima, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le guardie davanti alla porta custodivano la prigione.Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse, e una luce risplendé nella cella; e l’angelo, percosso il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: Lèvati prestamente. E le catene gli caddero dalle mani.E l’angelo disse: Cingiti, e lègati i sandali. E Pietro fece così. Poi gli disse: Mettiti il mantello, e seguimi.Ed egli, uscito, lo seguiva, non sapendo che fosse vero quel che avveniva per mezzo dell’angelo, ma pensando di avere una visione.Or com’ebbero passata la prima e la seconda guardia, vennero alla porta di ferro che mette in città, la quale si aperse loro da sé; ed essendo usciti, s’inoltrarono per una strada: e in quell’istante l’angelo si partì da lui.E Pietro, rientrato in sé, disse: Ora conosco per certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode e da tutta l’aspettazione del popolo dei Giudei.
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  • La ricerca dei prigionieri

    Analisi di Atti 5.21-26: dopo la liberazione miracolosa degli apostoli, il Sinedrio scopre le celle vuote. Luca mette in luce la perplessità delle autorità religiose, l'imbarazzo del comandante del Tempio e il timore di una reazione popolare. Nonostante l'inspiegabile, i capi religiosi persistono nella loro opposizione e ordinano un secondo arresto, illustrando la sovranità di Dio su ogni opposizione umana.

    Atti 5.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando il capitano del tempio e i capi sacerdoti udiron queste cose, erano perplessi sul conto loro, non sapendo che cosa ciò potesse essere.
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  • La comparizione davanti al Sinedrio

    Studio esegetico di Atti 5.27-33, che racconta la comparizione degli apostoli davanti al Sinedrio a Gerusalemme. Di fronte alle accuse di Caifa, Pietro proclama con sicurezza che l'obbedienza a Dio prevale su quella agli uomini, e annuncia che Gesù, crocifisso e risorto, è innalzato come Principe e Salvatore per offrire a Israele il ravvedimento e il perdono. Un episodio fondante della missione apostolica.

    Atti 5.27-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E avendoli menati, li presentarono al Sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò,dicendo: Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo.Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.L’Iddio de’ nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno.Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remission dei peccati.E noi siam testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono.Ma essi, udendo queste cose, fremevano d’ira, e facevan proposito d’ucciderli.
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  • L’intervento del fariseo Gamaliele

    Durante una seduta del Sinedrio nella primavera del 33, il fariseo Gamaliele interviene per placare gli animi dei sadducei che vogliono mettere a morte gli apostoli. Con un ragionamento pragmatico che si appoggia sui precedenti di Teuda e di Giuda il Galileo, convince il consiglio ad adottare una posizione attendista. Nella prospettiva di Luca, le sue parole illustrano un tema centrale degli Atti: l'opera di Dio non può essere fermata dagli uomini.

    Atti 5.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
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  • La reazione sorprendente degli apostoli

    Dopo la flagellazione da parte del Sinedrio, gli apostoli reagiscono in modo sorprendente, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di soffrire per il nome di Gesù. Lungi dallo scoraggiarsi, continuano ogni giorno il loro ministero nel Tempio e nelle case, insegnando e annunciando la buona notizia. Luca mostra che le persecuzioni, lungi dal fermare il Vangelo, ne favoriscono paradossalmente il progresso.

    Matteo 5.11-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Beati voi, quando v’oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia.Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne’ cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
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  • L’arresto di Stefano

    L'articolo analizza l'arresto di Stefano (Atti 6.8-12) a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C. Pur essendo stato designato tra i Sette, Stefano esercita un notevole ministero apostolico. La sua testimonianza suscita l'opposizione di giudei ellenisti che, incapaci di confutarlo, ricorrono a falsi testimoni per farlo comparire davanti al Sinedrio. Luca sottolinea i paralleli con il processo di Gesù e l'estensione progressiva della persecuzione a tutta la Chiesa.

    Atti 6.11-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora subornarono degli uomini che dissero: Noi l’abbiamo udito dir parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio.E commossero il popolo e gli anziani e gli scribi; e venutigli addosso, lo afferrarono e lo menarono al Sinedrio;e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: Quest’uomo non cessa di proferir parole contro il luogo santo e contro la legge.
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Miracoli

  • Cammino sull'acqua

    L’articolo analizza come i vangeli descrivono Gesù che cammina sull’acqua, sottolineando la sua divinità e la fede dei discepoli. Matteo include l’episodio di Pietro che cammina anch’egli sull’acqua, mentre Marco e Giovanni descrivono lo stupore dei discepoli. L’evento illustra il potere di Gesù sulla natura e la necessità di credere in lui.

    Marco 6.45-52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull’altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine.E preso commiato, se ne andò sul monte a pregare.E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra.E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli;ma essi, vedutolo camminar sul mare, pensarono che fosse un fantasma e si dettero a gridare;perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: State di buon cuore, son io; non temete!E montò nella barca con loro, e il vento s’acquetò; ed essi più che mai sbigottirono in loro stessi,perché non avean capito il fatto de’ pani, anzi il cuor loro era indurito.
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  • La trasfigurazione

    La Trasfigurazione, narrata in Matteo, Marco e Luca, rivela la divinità di Gesù. Egli è trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte. Mosè ed Elia appaiono, e una voce celeste dichiara Gesù il Figlio amato. Questi racconti sottolineano l’importanza di Gesù e del suo insegnamento.

    Luca 9.28-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che circa otto giorni dopo questi ragionamenti, Gesù prese seco Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte per pregare.E mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato, e la sua veste divenne candida sfolgorante.Ed ecco, due uomini conversavano con lui; ed erano Mosè ed Elia,i quali, appariti in gloria, parlavano della dipartenza ch’egli stava per compiere in Gerusalemme.Or Pietro e quelli ch’eran con lui, erano aggravati dal sonno; e quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che stavan con lui.E come questi si partivano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè, ed una per Elia; non sapendo quel che si dicesse.E mentre diceva così, venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola.Ed una voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio figliuolo, l’eletto mio; ascoltatelo.E mentre si faceva quella voce, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero, e non riferirono in quei giorni ad alcuno nulla di quel che aveano veduto.
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  • Moneta nella bocca di un pesce

    L’articolo affronta il miracolo della moneta nella bocca di un pesce, che mostra la saggezza di Gesù di fronte alle esigenze religiose. A Cafarnao, per non offendere gli esattori della tassa del tempio, Gesù chiede a Pietro di pescare una moneta per pagare la tassa. Questo racconto sottolinea la duplice natura di Gesù come Figlio di Dio e insegna l’equilibrio tra la libertà spirituale e il rispetto delle tradizioni.

    Matteo 17.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme?Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri?Dagli stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti.Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statere. Prendilo, e dallo loro per me e per te.
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  • Inaridimento del fico

    In Matteo e Marco, Gesù maledice un fico per insegnare la fede e la preghiera. La sua parola fa seccare l’albero, illustrando la potenza della fede. Marco insiste anche sull’importanza del perdono. I due racconti, pur divergendo nell’ordine degli avvenimenti, condividono lo stesso insegnamento centrale: la fede e la preghiera possono compiere meraviglie se vissute senza dubitare.

    Marco 11.12-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.E quando fu sera, uscirono dalla città.E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.
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  • Seconda pesca miracolosa dopo la risurrezione

    Giovanni 21.1-14 narra la pesca miracolosa dopo la risurrezione, in cui Gesù risorto riappare sulla riva del mare di Tiberiade e consiglia i suoi discepoli sulla pesca. È riconosciuto da Giovanni quando la rete trabocca di pesci. Pietro, fuori di sé dalla gioia, nuota fino a lui, mentre Gesù prepara un pasto simbolico.

    Giovanni 21.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù si fece veder di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera.Simon Pietro, Toma detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figliuoli di Zebedeo e due altri de’ suoi discepoli erano insieme.Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono, e montarono nella barca; e quella notte non presero nulla.Or essendo già mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che fosse Gesù.Allora Gesù disse loro: Figliuoli, avete voi del pesce? Essi gli risposero: No.Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero dei pesci.Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: E’ il Signore! E Simon Pietro, udito ch’era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare.Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), traendo la rete coi pesci.Come dunque furono smontati a terra, videro quivi della brace, e del pesce messovi su, e del pane.Gesù disse loro: Portate qua de’ pesci che avete presi ora.Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore.Gesù venne, e prese il pane e lo diede loro; e il pesce similmente.Quest’era già la terza volta che Gesù si faceva vedere ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato da’ morti.
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  • Risurrezione del Messia Gesù

    Analisi comparativa dei quattro racconti evangelici della risurrezione di Gesù (Mt 28.1-10; Mc 16.1-8; Lc 24.1-12; Gv 20.1-18). L’articolo individua i punti comuni — tomba vuota, presenza delle donne, annuncio angelico — e le divergenze — numero delle donne e degli angeli, reazioni, cronologia. Le differenze sono spiegate dalle prospettive teologiche, dagli stili letterari e dai destinatari distinti di ciascun evangelista, sottolineando la centralità della risurrezione nella fede cristiana.

    Luca 24.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù.Ed avvenne che mentre se ne stavano perplesse di ciò, ecco che apparvero dinanzi a loro due uomini in vesti sfolgoranti;ed essendo esse impaurite, e chinando il viso a terra, essi dissero loro: Perché cercate il vivente fra i morti?Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi com’egli vi parlò quand’era ancora in Galilea,dicendo che il Figliuol dell’uomo doveva esser dato nelle mani d’uomini peccatori ed esser crocifisso, e il terzo giorno risuscitare.Ed esse si ricordarono delle sue parole;e tornate dal sepolcro, annunziarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri.Or quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo, e le altre donne che eran con loro.E quelle parole parvero loro un vaneggiare, e non prestaron fede alle donne.Ma Pietro, levatosi, corse al sepolcro; ed essendosi chinato a guardare, vide le sole lenzuola; e se ne andò maravigliandosi fra se stesso di quel che era avvenuto.
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  • Apparizioni dopo la risurrezione

    L'articolo presenta le dieci apparizioni di Gesù dopo la sua risurrezione, come narrate nel Nuovo Testamento. Da Maria Maddalena al sepolcro fino agli apostoli prima dell'Ascensione, passando per i discepoli di Emmaus e più di cinquecento fratelli, questi incontri attestano la realtà della risurrezione e fondano la fede cristiana. Gli autori evangelici hanno probabilmente operato una selezione fra tutte queste manifestazioni.

    Giovanni 20.19-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la sera di quello stesso giorno, ch’era il primo della settimana, ed essendo, per timor de’ Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro:Pace a voi! E detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. I discepoli dunque, com’ebbero veduto il Signore, si rallegrarono.Allora Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi.E detto questo, soffiò su loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo.A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti.
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Note storiche

  • Gli scritti apocrifi

    I libri apocrifi sono scritti religiosi esclusi dal canone biblico ufficiale. Si distinguono gli apocrifi dell'Antico Testamento (Tobia, Giuditta, Maccabei, Siracide…), riconosciuti come deuterocanonici dai cattolici e dagli ortodossi, e quelli del Nuovo Testamento (Vangelo di Tommaso, di Filippo, di Maria Maddalena…), spesso di impronta gnostica. Il loro studio illumina la storia religiosa e i dibattiti dei primi secoli cristiani, senza tuttavia collocarli al livello delle Scritture canoniche.

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Parola di un Amico

  • La grande scelta della nostra vita

    L’articolo esplora la decisione cruciale di seguire Gesù nonostante le difficoltà. Pietro sceglie la via dell’impegno profondo in Gesù, privilegiando i valori eterni rispetto alle benedizioni materiali immediate, a differenza di altri che abbandonano. Sottolineando l’importanza di scegliere la via stretta che conduce alla vita eterna, l’articolo ci invita a dare priorità a Dio per riuscire nella nostra vita spirituale e raggiungere la vera salvezza.

    Matteo 16.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?
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Approfondimenti
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