_3 La casa è, secondo noi, quella di Maria, la madre di Giovanni detto Marco. Atti 12.12.
_4 La cena di Pasqua inizia il giovedì sera, dopo le 18. Per gli Ebrei è già venerdì (Marco 14.17, Matteo 26.20, Luca 22.14-18). Non è dunque il Seder ufficiale, che si svolgerà la sera del venerdì Giovanni 18.28.
_5 La cena termina il venerdì mattina prima dell'alba, tra mezzanotte e le 2:30.
_6 Giuda Iscariota se n'è andato prima della fine di questa cena. Giovanni 13.30.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
Solo alla fine della cena Simon Pietro si rivela come lo conosciamo: impulsivo, appassionato, pronto a difendere il suo Signore a ogni costo. Non esiterà a sfoderare la spada più tardi, nel giardino degli Ulivi, credendo di fare bene proteggendo il Messia Gesù (Giovanni 18.10).
Il suo attaccamento è sincero, ma il suo discernimento è limitato. Non crede nemmeno per un istante di poter rinnegare il suo Maestro, nonostante gli avvertimenti espliciti di Gesù (Luca 22.33-34). Questo sentimento di lealtà è probabilmente condiviso da altri discepoli, più riservati, ma altrettanto devoti.
Luca sottolinea l’imminenza della morte del Messia. Di fronte a questo annuncio, Simon Pietro e un altro discepolo propongono di intervenire con le loro spade (Luca 22.38). La loro reazione mostra che sono ancora lontani dal cogliere la portata spirituale della situazione. Pensano a una lotta fisica, mentre il Messia Gesù prepara una vittoria spirituale.
Nonostante le ripetute spiegazioni del Messia sulla sua missione, soffrire, morire, risorgere, i discepoli non comprendono il senso profondo della sua venuta (Luca 9.22, Matteo 16.21). Restano legati a una visione terrena del regno, sperando in un Messia conquistatore piuttosto che in un Servo sofferente (Isaia 53.3-5).
La :
È al tempo stesso ferma e piena di saggezza. Egli sa che gli eventi a venire, il suo arresto, la sua crocifissione, la sua risurrezione, saranno i veri rivelatori della sua identità e della sua missione. Non cerca di convincerli ulteriormente con le parole, ma con il compimento delle Scritture.
Solo dopo la risurrezione i discepoli comprenderanno pienamente la portata della croce e la redenzione offerta dal Figlio di Dio (Giovanni 3.16-17, Luca 24.45-47). La loro fede sarà allora fondata non sulle armi, ma sulla potenza del sacrificio e dell’amore divino.
Giovanni aggiunge ora 6 punti di insegnamento che si succederanno. Sono anche gli addii del Maestro ai suoi discepoli.
1 Il Messia Gesù è la via che conduce al cielo.
2 Annuncia la venuta dello Spirito Santo.
3 Si paragona alla vite.
4 Dà avvertimenti riguardo alle future persecuzioni.
5 Conforta i suoi discepoli.
6 Termina con una preghiera, come un addio.
Giovanni si preoccupa di riportare fedelmente le ultime istruzioni del Messia Gesù e le colloca appena prima del suo arresto. Secondo le nostre analisi, il gruppo è già arrivato sul . Inseriremo dunque questi sei elementi nella nostra sinossi per proporne un commento dettagliato.
Questo passo mette ancora una volta in luce l’importanza e la ricchezza degli scritti di Giovanni. La sua profonda conoscenza degli altri vangeli gli permette di completarne armoniosamente il contenuto, offrendo una visione più precisa degli avvenimenti.
Le ultime parole di un uomo rivestono sempre un’intensità particolare. In questo testo ci troviamo in presenza degli ultimi insegnamenti del Maestro, improntati a una profondità e a una solennità uniche.