Dall’espressione «dopo questo» deduciamo di essere alla fine di questo periodo festivo. Come tutti i pellegrini, Gesù, il Messia, e i discepoli tornano a casa. Ennòn presso Salim si trova nel nord della Giudea, vicino alla Galilea. Oggi non è più possibile localizzare precisamente questi luoghi.
Giovanni è l’unico evangelista a narrare questo inizio del ministero di Gesù in Giudea, che presenta varie somiglianze con quello di Giovanni il Battista. Anche Gesù, il Messia, pratica il battesimo, sebbene non esegua personalmente questi battesimi.
L’apostolo Giovanni non dà una data precisa per la prigionia di Giovanni il Battista. Supponiamo che questo periodo in Giudea sia stato breve, perché i Vangeli sinottici non lo menzionano. Questo inizio del ministero in Giudea, accanto a Giovanni il Battista, suscita la nostra curiosità:
Gesù, il Messia, pensava in quel momento di proseguire l’opera di Giovanni il Battista?
Concepisce il proprio ministero in modo simile a quello di Giovanni il Battista?
Cerca di attirare i discepoli di Giovanni il Battista?
Pensiamo che volesse semplicemente dimostrare lo stretto legame tra il ministero di Giovanni il Battista e il proprio. I due Messia, comparendo insieme sulla scena politica, non sono in concorrenza, ma si completano.
Il Messia sacerdotale, Giovanni il Battista, annuncia la venuta del Messia regale, Gesù. Queste parole si compiono ora sotto gli occhi di tutti!
Anche se l’apostolo Giovanni non menziona esplicitamente un incontro tra Gesù, il Messia, e Giovanni il Battista, la pericope seguente permette di supporre che sia avvenuto.
D’altra parte, possiamo interrogarci sulla presenza dei discepoli, perché, come vedremo, Gesù, il Messia, non li aveva ancora chiamati a un servizio a tempo pieno. È quindi probabile che dovessero tornare alle loro famiglie per riprendere il lavoro.
Luca, nella sua seconda opera, ci informa che anche altri discepoli, oltre agli apostoli, seguivano il Maestro dal suo battesimo, come si menziona negli Atti 1.21.