_3 La casa è, secondo noi, quella di Maria, la madre di Giovanni detto Marco. Atti 12.12.
_4 La cena di Pasqua inizia il giovedì sera, dopo le 18. Per gli Ebrei è già venerdì (Marco 14.17, Matteo 26.20, Luca 22.14-18). Non è dunque il Seder ufficiale, che si svolgerà la sera del venerdì Giovanni 18.28.
_5 La cena termina il venerdì mattina prima dell'alba, tra mezzanotte e le 2:30.
_6 Giuda Iscariota se n'è andato prima della fine di questa cena. Giovanni 13.30.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
Cantare i salmi dopo la cena di Pasqua faceva parte del rito ebraico tradizionale del Seder pasquale al tempo del Messia Gesù. Durante questa cena, gli Ebrei cantavano l’Hallel, un insieme di salmi che va dal Salmo 113 al Salmo 118, per celebrare la liberazione d’Israele dalla schiavitù in Egitto e la fedeltà di Dio verso il suo popolo.
Questo canto segnava la conclusione della cena in uno spirito di lode e di gratitudine. Per il Messia Gesù e i suoi discepoli, questi salmi assumevano un significato ancora più profondo, perché annunciavano la nuova liberazione spirituale che il Figlio di Dio avrebbe compiuto con la sua morte e la sua risurrezione (Matteo 26.30).
Cantando questi salmi, il Messia Gesù esprimeva la sua fiducia e la sua pace nel piano di Dio, anche mentre avanzava verso la croce (Giovanni 3.16-17). Così, il canto dei salmi dopo la cena di Pasqua era al tempo stesso un atto di obbedienza alla tradizione ebraica e un’espressione di fede e di speranza nell’opera redentrice di Dio.
Questo momento ha senza dubbio segnato profondamente la memoria, perché, poco prima della sua crocifissione, il Messia Gesù, circondato dai suoi apostoli, ma senza Giuda Iscariota, già partito per tradirlo, canta con loro i salmi tradizionali della Pasqua. Questi canti, intrisi di lode e di fiducia in Dio, risuonano come un atto di fede e di pace interiore alla soglia della sua prova. Ricordano anche altri momenti in cui la preghiera e il canto sostengono i credenti nell’avversità, come quando Paolo e Sila, imprigionati per la loro fede, pregavano e cantavano le lodi di Dio durante la notte (Atti 16.25-26).