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Partenza per il monte degli Ulivi

L’articolo esamina la partenza di Gesù e dei suoi discepoli per il monte degli Ulivi dopo l’ultima cena: dopo aver cantato i salmi, si dirigono verso un luogo carico di significati profetici, vicino al sito della futura crocifissione.

16 min Gesù Ultima Cena Monte degli Ulivi Salmi Crocifissione 25 versetti 5 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.30 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E dopo ch’ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.

Marco
Marco 14.26-28 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E dopo ch’ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.

E Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalizzati; perché è scritto: Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse.

Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea.

Luca
Luca 22.39 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.

Giovanni
Giovanni 18.1 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Dette queste cose, Gesù uscì coi suoi discepoli di là dal torrente Chedron, dov’era un orto, nel quale egli entrò co’ suoi discepoli.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il monte degli Ulivi, di fronte alla città di Gerusalemme

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modo di procedere: Seguiamo ora Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Marco, Luca e Giovanni riportano questo evento

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Dopo aver cantato i salmi che concludono il pasto, il Messia Gesù e i suoi discepoli partono per il .

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_7 Il Messia Gesù e i discepoli partono per il monte degli Ulivi tra la mezzanotte e le 2:30, prima dell’alba del venerdì. Il giovane Marco li segue (Marco 14.26, Marco 14.32-42, Matteo 26.30,Matteo 26.36-46, Luca 22.39-46, Giovanni 18.1).

_8 Si fermano ai piedi del , nel giardino del Getsemani (Matteo 26.36, Marco 14.32).

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Il pasto di Pasqua è ormai terminato. Dopo aver condiviso il pane e il calice, segni di una nuova alleanza che il Maestro ha appena annunciato Luca 22.19-20, il Messia Gesù e i suoi discepoli intonano i salmi rituali della festa, probabilmente i Salmi dell’Hallel (Salmi 113-118), che ogni ebreo fedele cantava al termine del pasto pasquale. Le voci si levano nella notte di Gerusalemme, come per segnare la fine di un ciclo, senza che i discepoli percepiscano ancora di partecipare a una svolta decisiva della storia della salvezza.

Dopo aver cantato i salmi, il gruppo si mette in cammino verso il (Matteo 26.30). È un luogo familiare, a circa un chilometro a est della città (Giovanni 18.2). Il Messia Gesù vi ha condotto spesso i suoi, talvolta per riposarsi, più spesso per pregare lontano dalla folla (Luca 22.39). Questo monte, che domina Gerusalemme e la valle del Cedron, porta con sé un forte simbolismo: è il luogo da cui presto si leverà il Messia (Zaccaria 14.4), ma da cui inizia anche l’ultima tappa del suo cammino verso la croce.

Quella sera, però, nulla si svolge come al solito. L’atmosfera del pasto era stata pesante, quasi opprimente. Il Maestro aveva pronunciato parole misteriose e sconvolgenti: aveva parlato di tradimento (Giovanni 13.21-27), della sua partenza imminente (Giovanni 13.33), della dispersione dei discepoli (Matteo 26.31) e, in modo ancora incomprensibile per loro, della propria morte e della propria risurrezione (Marco 9.31). Gli apostoli avvertono che sta per accadere un evento di estrema gravità, senza riuscire a discernerne il senso. Già prima della loro partenza da Cafarnao, il Messia Gesù aveva annunciato loro che doveva soffrire molto ed essere messo a morte a Gerusalemme (Luca 9.22,51). Alcuni si aspettavano uno scontro drammatico, pronti a morire per lui (Giovanni 11.16).

Nel silenzio della notte, il loro cammino prosegue verso il giardino del Getsemani. È là che il Messia Gesù, come era solito fare, si ritira a pregare (Luca 22.39-41). I discepoli lo accompagnano senza comprendere appieno la portata spirituale di quel momento. Solo più tardi, dopo la risurrezione, ricorderanno le sue parole e ne comprenderanno la verità (Giovanni 12.16).

Molto vicino a questo giardino si trova un altro luogo, già carico di un destino profetico: il Golgota. La vicinanza geografica del a questo futuro luogo di crocifissione sottolinea la continuità del disegno divino. Come un filo invisibile, la preghiera del Figlio nel giardino si congiungerà al sacrificio del Figlio sulla croce.