Di fronte alla folla che non cessava di crescere, appare verosimile che Pietro e gli altri discepoli si siano diretti verso i dintorni del Tempio, unico luogo in grado di accogliere una simile assemblea. È in questo contesto eccezionale che Pietro comprende di dover prendere la parola per annunciare il Vangelo a questa moltitudine. In ciò segue l'esempio lasciato dal suo Maestro, i cui insegnamenti e il cui metodo di evangelizzazione avevano profondamente segnato la sua memoria (Matteo 5.1-2; Luca 8.1).
2- La trasformazione di Pietro
Il contrasto con il Pietro che scoprivamo qualche settimana prima è particolarmente impressionante. Cinquantatré giorni prima, nel cortile del sommo sacerdote, colui che stava per diventare il principale portavoce dei Dodici aveva rinnegato il suo Maestro per paura (Matteo 26.69-75; Giovanni 18.15-27). Ormai, questo stesso uomo si presenta davanti a una folla immensa con una sicurezza notevole.
Questa trasformazione interiore appare come una delle prime manifestazioni concrete dell'azione dello Spirito Santo nella vita degli apostoli, conformemente alla promessa del Signore: «riceverete potenza quando lo Spirito Santo scenderà su di voi, e mi sarete testimoni» (Atti 1.8).
Appare naturale che Pietro prenda l'iniziativa di questo primo grande discorso cristiano. Fin dagli inizi del ministero di Gesù, appare frequentemente come il portavoce del gruppo apostolico (Matteo 16.16; Giovanni 6.68-69). Nulla indica che abbia preparato questo discorso in anticipo. La sicurezza di cui dà prova richiama le parole di Gesù che annunciavano che lo Spirito Santo avrebbe assistito i suoi discepoli quando avessero dovuto rendere testimonianza (Matteo 10.19-20; Luca 12.11-12).
3- Un discorso fondato sulle Scritture
Il discorso in sé si distingue per chiarezza e autorevolezza. Pietro comincia confutando l'accusa di ubriachezza formulata da alcuni (Atti 2.13-15), poi interpreta gli eventi della Pentecoste alla luce della profezia di Gioele (Gioele 2.28-29; Atti 2.16-21).
Presenta poi Gesù di Nazaret, ricorda il suo ministero, i suoi miracoli, la sua morte e soprattutto la sua risurrezione (Atti 2.22-24), prima di dimostrare, a partire dai Salmi, che questi eventi erano stati annunciati dalle Scritture (Salmi 16.8-11; Salmi 110.1; Atti 2.25-36). La sua argomentazione poggia così sulla testimonianza delle Scritture e su quella degli apostoli, divenuti testimoni della risurrezione del Messia Gesù (Atti 1.22).
4- Un appello al ravvedimento
Le parole di Pietro toccano profondamente la coscienza dei suoi ascoltatori (Atti 2.37). Molti di loro avevano probabilmente sentito parlare di Gesù, avevano assistito alla sua condanna o erano stati testimoni dei fenomeni straordinari che avevano accompagnato la sua morte, in particolare le tenebre e il terremoto (Matteo 27.45; Matteo 27.51-54). Il discorso apostolico offre ormai un'interpretazione di questi eventi e presenta Gesù come il Messia annunciato dai profeti.
Si ritrovano inoltre nelle parole di Pietro alcuni accenti del ministero di Giovanni Battista. Come quest'ultimo, invita i suoi ascoltatori al ravvedimento e al battesimo d'acqua (Matteo 3.1-6; Marco 1.4). Tuttavia, appare una novità essenziale: Pietro annuncia anche il dono dello Spirito Santo promesso da Dio (Atti 2.38-39). Questa promessa costituisce uno dei segni della nuova alleanza annunciata dai profeti (Geremia 31.31-34; Ezechiele 36.25-27).
5- Il battesimo nel nome di Gesù Cristo
Il battesimo è ormai amministrato nel nome del Signore Gesù Cristo (Atti 2.38). Con questa formula, Pietro sottolinea che il perdono dei peccati poggia ormai sull'opera redentrice del Messia e non più sulla ripetizione dei sacrifici del Tempio (Ebrei 9.11-14; Ebrei 10.10-14).
Senza rompere immediatamente con le pratiche del giudaismo, questa predicazione pone le basi di ciò che diventerà progressivamente la norma della Chiesa nascente. La profondità teologica di questo discorso, a sole poche settimane dalla crocifissione, costituisce una delle testimonianze più notevoli dell'azione dello Spirito Santo nella vita degli apostoli (Giovanni 14.26; Giovanni 16.13).
6- Tremila nuovi credenti
Il risultato di questa prima predicazione cristiana è del tutto notevole. Toccati nel cuore, numerosi ascoltatori accolgono favorevolmente la parola di Pietro (Atti 2.37). In quel giorno, circa tremila persone si uniscono alla comunità dei discepoli (Atti 2.41).
La Chiesa entra così in una nuova fase della sua storia. Ciò che fino ad allora era solo un piccolo gruppo di circa centoventi credenti (Atti 1.15) diventa improvvisamente una comunità di parecchie migliaia di persone. L'espansione annunciata da Gesù comincia allora a realizzarsi sotto l'azione dello Spirito Santo, che si rivela immediatamente indispensabile alla guida e alla crescita della Chiesa nascente (Atti 1.8).
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