La questione del luogo esatto in cui si svolsero gli eventi di Atti 2.1-41 è stata oggetto di numerose discussioni. Il testo non lo precisa esplicitamente, ma si possono considerare diverse ipotesi.
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La casa menzionata in Atti 2.2
Luca indica che «erano tutti insieme nello stesso luogo» e che «riempì tutta la casa dove sedevano» (Atti 2.1-2). Il fenomeno del vento e delle lingue di fuoco sembra dunque essersi prodotto in una casa.
Tuttavia, sembra difficile immaginare che una casa privata potesse contenere:
- i centoventi discepoli (Atti 1.15);
- l'immensa folla attirata dal rumore (Atti 2.6);
- e poi circa tremila convertiti (Atti 2.41).
È dunque molto probabile che il fenomeno iniziale abbia avuto luogo in una casa, ma che i discepoli si siano rapidamente spostati in uno spazio più ampio.
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I cortili del Tempio: l'ipotesi più verosimile
Diversi elementi depongono a favore della spianata del Tempio.
- a) Vi si poteva radunare una folla numerosa
A Pentecoste (Shavuot), Gerusalemme accoglieva decine di migliaia di pellegrini venuti da tutto l'Impero (Atti 2.5-11). I vasti cortili del Tempio erano appunto destinati ad accogliere tali folle.
- b) I primi cristiani frequentavano ogni giorno il Tempio
Alcuni versetti più avanti, Luca precisa:
«Ogni giorno erano assidui e concordi nel Tempio» (Atti 2.46).
Questa abitudine si ritrova in più occasioni:
- Pietro e Giovanni salgono al Tempio nell' (Atti 3.1);
- i credenti si riuniscono sotto il portico di Salomone (Atti 5.12);
- gli apostoli insegnano ogni giorno nel Tempio (Atti 5.42).
Il Tempio costituiva dunque il principale luogo di riunione dei primi discepoli.
- c) Il portico di Salomone
Giovanni menziona questo vasto portico situato sul lato orientale del Tempio (Giovanni 10.23). Dopo la , la folla vi si raduna attorno a Pietro (Atti 3.11).
Più tardi:
«Tutto il popolo accorse da loro al portico detto di Salomone» (Atti 5.12).
Diversi esegeti pensano che Pietro possa aver pronunciato il suo discorso in questa parte del Tempio.
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Il «piano superiore» di Atti 1?
Alcuni autori hanno proposto che gli eventi si siano svolti nella grande sala menzionata in Atti 1.13, forse lo stesso luogo della sala al piano superiore dell'ultima cena (Marco 14.15).
Tuttavia, questa ipotesi solleva delle difficoltà:
- lo spazio sembra insufficiente per accogliere parecchie migliaia di persone;
- sarebbe stato difficile battezzare tremila persone in quel contesto;
- Pietro e gli apostoli sembrano rivolgersi a una folla già radunata in un luogo pubblico.
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Le vasche attorno al Tempio
Il battesimo di circa tremila persone (Atti 2.41) presuppone l'esistenza di numerosi punti d'acqua. Ora, gli scavi archeologici hanno portato alla luce decine di mikvaot (bagni rituali ebraici) attorno al monte del Tempio. Questi impianti erano usati dai pellegrini per le purificazioni cerimoniali e potevano facilmente servire per i battesimi.
Conclusione
L'ipotesi più coerente è la seguente:
- I centoventi discepoli sono riuniti in una casa quando avviene l'effusione dello Spirito Santo (Atti 2.1-4).
- Il rumore attira la popolazione (Atti 2.6).
- I discepoli si dirigono verso i cortili del Tempio, probabilmente nella zona del portico di Salomone o del cortile dei Gentili.
- È lì che Pietro pronuncia il suo discorso davanti a diverse migliaia di pellegrini (Atti 2.14-40).
- I nuovi credenti sono poi battezzati nelle numerose vasche rituali situate nei pressi del Tempio (Atti 2.41).
Questa ricostruzione, pur non potendo essere dimostrata con certezza, è oggi quella accolta da numerosi storici ed esegeti, perché rende conto di tutti i dati forniti da Luca e delle scoperte archeologiche compiute a Gerusalemme.