PER194

Le raccomandazioni del Maestro

L'articolo esamina l'ordine di Gesù ai suoi discepoli di mantenere il segreto sulla sua trasfigurazione, mettendo in luce l'importanza della fede e della preparazione degli apostoli alle loro future responsabilità.

4 min trasfigurazione risurrezione discepoli 3 versetti 3 libri

Da consultare

Testi biblici

Matteo
Matteo 17.9 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest’ordine: Non parlate di questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell’uomo sia risuscitato dai morti.

Marco
Marco 9.9-10 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or come scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare ad alcuno le cose che aveano vedute, se non quando il Figliuol dell’uomo sarebbe risuscitato dai morti.

Ed essi tennero in sé la cosa, domandandosi fra loro che cosa fosse quel risuscitare dai morti.

Luca
Luca 9.36 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E mentre si faceva quella voce, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero, e non riferirono in quei giorni ad alcuno nulla di quel che aveano veduto.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32 d.C.

Luogo: Sul monte Ermon, vicino a Cesarea di Filippo.

Data: agosto del 32 d.C.

Metodo di lavoro: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Anche Matteo e Luca riportano queste parole

Il monte Ermon

Il Messia Gesù, accompagnato da Pietro, Giacomo e Giovanni, scende dal monte Ermon.

Le raccomandazioni del Maestro

Le raccomandazioni del Maestro

Commento

Dopo la trasfigurazione, il Messia Gesù e i suoi tre apostoli scendono dal monte per raggiungere gli altri discepoli e la folla. Egli raccomanda loro di tenere segreto questo avvenimento fino alla risurrezione. Marco precisa che si chiedevano che cosa significasse «risuscitare», non comprendendo ancora la morte del loro Maestro. Luca indica che rimasero in silenzio. Prima di raggiungere la folla, interrogano il Messia Gesù.

I discepoli rimasti sul posto pensavano che il Maestro e i loro amici fossero semplicemente andati a pregare. È probabile che questi discepoli non fossero inattivi in quel frattempo e parlassero con la folla in attesa del ritorno del Maestro. Supponevano che fossero andati a pregare. Gli apostoli avevano già esperienza nell'evangelizzazione e nella preghiera per i malati.

È notevole che il Maestro abbia chiesto ai suoi discepoli di non divulgare questo straordinario avvenimento sul monte prima della risurrezione. In quel momento non compresero l'istruzione del Maestro. Tuttavia mantennero il loro impegno, e solo molto più tardi, dopo la risurrezione, condivisero questa esperienza con i loro colleghi Matteo e Luca, nonché con Marco, che lavorava con Pietro. Questi ultimi inserirono l'episodio nei loro racconti.

Come spiegazione di questo divieto, riteniamo che avrebbe creato difficoltà all'interno del gruppo, poiché alcuni non credevano nella possibilità di questo avvenimento. Inoltre, discuterne davanti a un vasto uditorio avrebbe provocato anche notevoli dibattiti a causa delle divergenze di opinione sulla credibilità dei fatti.

Di conseguenza, è necessario riconoscere che questo avvenimento era destinato esclusivamente a Pietro, Giacomo e Giovanni, probabilmente allo scopo di rafforzare la loro fede in vista delle importanti responsabilità che avrebbero dovuto assumere.

Al loro arrivo nella pianura nei pressi di Cesarea di Filippo, il Messia Gesù si ritrova con la folla e risponde alle domande, cominciando da quelle dei suoi discepoli. La domanda che affronteremo ora fu probabilmente posta da Pietro prima di raggiungere la folla.