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Un demonio difficile da scacciare

L’articolo esamina il tentativo fallito dei discepoli di esorcizzare un demone da un ragazzo, che rese necessario l’intervento di Gesù dopo la trasfigurazione. I racconti di Matteo, Marco e Luca indicano la debolezza della loro fede come causa del fallimento.

12 min esorcismo discepoli fede trasfigurazione Vangeli sinottici 15 versetti 3 libri

Da consultare

Testi biblici

Matteo
Matteo 17.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E quando furon venuti alla moltitudine, un uomo gli s’accostò, gettandosi in ginocchio davanti a lui,

e dicendo: Signore, abbi pietà del mio figliuolo, perché è lunatico e soffre molto; spesso, infatti, cade nel fuoco e spesso nell’acqua.

L’ho menato ai tuoi discepoli, e non l’hanno potuto guarire.

E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo qua.

E Gesù sgridò l’indemoniato, e il demonio uscì da lui; e da quell’ora il fanciullo fu guarito.

Marco
Marco 9.14-27 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E venuti ai discepoli, videro intorno a loro una gran folla, e degli scribi che discutevan con loro.

E subito tutta la folla, veduto Gesù, sbigottì e accorse a salutarlo.

Ed egli domandò loro: Di che discutete voi con loro?

E uno della folla gli rispose: Maestro, io t’ho menato il mio figliuolo che ha uno spirito mutolo;

e dovunque esso lo prende, lo atterra; ed egli schiuma, stride dei denti e rimane stecchito. Ho detto a’ tuoi discepoli che lo cacciassero, ma non hanno potuto.

E Gesù, rispondendo, disse loro: O generazione incredula! Fino a quando sarò io con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo.

E glielo menarono; e come vide Gesù, subito lo spirito lo torse in convulsione; e caduto in terra, si rotolava schiumando. E Gesù domandò al padre:

Da quanto tempo gli avviene questo? Ed egli disse:

Dalla sua infanzia e spesse volte l’ha gettato anche nel fuoco e nell’acqua per farlo perire; ma tu, se ci puoi qualcosa, abbi pietà di noi ed aiutaci.

E Gesù: Dici: Se puoi?! Ogni cosa è possibile a chi crede.

E subito il padre del fanciullo esclamò: Io credo; sovvieni alla mia incredulità.

E Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: Spirito muto e sordo, io tel comando, esci da lui e non entrar più in lui.

E lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il fanciullo rimase come morto; talché quasi tutti dicevano: E’ morto.

Ma Gesù lo sollevò, ed egli si rizzò in piè.

Luca
Luca 9.37-45 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or avvenne il giorno seguente che essendo essi scesi dal monte, una gran moltitudine venne incontro a Gesù.

Ed ecco, un uomo dalla folla esclamò: Maestro, te ne prego, volgi lo sguardo al mio figliuolo; è l’unico ch’io abbia;

ed ecco uno spirito lo prende, e subito egli grida, e lo spirito lo getta in convulsione facendolo schiumare, e a fatica si diparte da lui, fiaccandolo tutto.

Ed ho pregato i tuoi discepoli di cacciarlo, ma non hanno potuto.

E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò io con voi e vi sopporterò?

Mena qua il tuo figliuolo. E mentre il fanciullo si avvicinava, il demonio lo gettò per terra e lo torse in convulsione; ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il fanciullo, e lo rese a suo padre.

E tutti sbigottivano della grandezza di Dio.

Ora, mentre tutti si maravigliavano di tutte le cose che Gesù faceva, egli disse ai suoi discepoli: Voi, tenete bene a mente queste parole: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini.

Ma essi non capivano quel detto ch’era per loro coperto d’un velo, per modo che non lo intendevano, e temevano d’interrogarlo circa quel detto.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32 d.C.

Luogo: Nei pressi di Cesarea di Filippo, ai piedi del monte Ermon

Data: agosto del 32 d.C.

Metodo di lavoro: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Anche Matteo e Luca riportano queste parole

Il monte Ermon

Gesù dovette affrontare l’incapacità dei suoi discepoli, rimasti sul posto, di compiere un miracolo.

Un demonio difficile da scacciare

Il bambino guarito

Riassunto dei testi

Dopo la trasfigurazione, il Messia Gesù e i suoi discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, secondo il racconto di Matteo 17.9, scendono dal monte e trovano una grande folla. I malati accorrono come sempre. Ma la guarigione di questo bambino epilettico mette in evidenza il fallimento dei discepoli.

Nonostante le loro preghiere per la liberazione di questo bambino, non si era osservato alcun miglioramento. Di fronte a questa situazione inattesa, il padre decide di chiedere aiuto al Messia Gesù e lo supplica di intervenire. I fatti si svolgono il giorno dopo la trasfigurazione, sempre a Cesarea di Filippo, ai piedi del monte Ermon.

L’espressione «il giorno seguente» in Luca 9.37 potrebbe indicare che la trasfigurazione avvenne di notte e che Gesù e i suoi apostoli scesero al mattino. In alternativa, potrebbero essere rimasti sul posto per diversi giorni.

I testi indicano che gli apostoli non erano semplici osservatori passivi sotto la guida del Maestro; svolgevano anche un ruolo attivo portando guarigioni ai malati. Gesù aveva conferito ai suoi discepoli il potere di scacciare i demoni e di guarire i malati (Matteo 10.1, Luca 9.1-2, Marco 16.18 e Matteo 10.8). Tuttavia, in questa situazione particolare, il loro intervento si rivela insufficiente e l’intervento di Gesù il Messia è essenziale.

La folla riconosceva la loro autorità e si rivolgeva anche ai discepoli (Matteo 17.16, Marco 9.18, Luca 9.40).

Questi tre passi dei Vangeli sinottici raccontano il fallimento dei discepoli nella guarigione di un bambino posseduto da uno spirito maligno, il che costringerà il Messia Gesù ad agire. Ecco un’analisi comparativa:

Riassunto dei testi

  • Matteo 17.14-18: Un uomo supplica Gesù di guarire suo figlio epilettico, perché i discepoli non ci sono riusciti. Il Messia Gesù esprime la sua esasperazione per l’incredulità diffusa, poi scaccia il demone, guarendo subito il bambino.
  • Marco 9.14-27: Questo racconto è più dettagliato. Gesù torna dai suoi discepoli e trova una folla che discute con loro. Il padre del bambino descrive i sintomi della possessione: convulsioni, mutismo, schiuma alla bocca. Il Messia Gesù sottolinea l’importanza della fede e, dopo uno scambio con il padre, scaccia lo spirito dopo una violenta crisi.
  • Luca 9.37-45: Il racconto è più conciso. Il giorno dopo la trasfigurazione, un uomo implora il Messia Gesù per suo figlio, vittima di convulsioni causate da un demone. Il Messia Gesù esprime il suo fastidio per l’incredulità, scaccia lo spirito e guarisce il bambino.

Confronto dei racconti

Contesto narrativo :

Matteo e Marco collocano l’evento dopo la trasfigurazione, mentre Luca precisa che avviene il giorno dopo.

Marco aggiunge un’interazione tra il Messia Gesù e la folla, assente in Matteo e Luca.

Descrizione dei sintomi:

Matteo parla di epilessia.

Marco descrive più in dettaglio le manifestazioni fisiche e insiste sul mutismo.

Luca menziona le convulsioni ma resta più sintetico.

Reazione di Gesù :

In tutti e tre i racconti, Gesù esprime la sua esasperazione per l’incredulità.

Marco mette in risalto il dialogo tra il Messia Gesù e il padre, che esprime una fede esitante («Credo! Aiuta la mia incredulità»).

Guarigione:

In Matteo e Luca, la guarigione è immediata.

Marco descrive un’ultima convulsione prima che il bambino venga rialzato dal Messia Gesù.

Marco si distingue per l’attenzione al dettaglio e per l’accento sulla fede del padre, mentre Matteo e Luca offrono racconti più sintetici. Questa diversità testimonia le sensibilità teologiche proprie di ciascun evangelista.