_13 Diversi discepoli, e in particolare Simon Pietro e Giovanni, seguono il corteo da lontano. Entrano nel cortile della casa del sommo sacerdote Caifa. Matteo 26.58; Marco 14.54.
_14 Il Messia Gesù è condotto dal sommo sacerdote in carica, Caifa, che abita anch’egli nei pressi del Tempio, verso le 4:30. Luca nota che Pietro e Giovanni rimasero nel cortile per più di un’ora. Marco 14.53-72; Matteo 26.57-75; Luca 22.54-62; Giovanni 18.15-27.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
Simon Pietro e un altro discepolo seguono il corteo da lontano, osservando dapprima la sosta presso Anna e poi l’arrivo da Caifa. Avanzano con prudenza, divisi tra la paura e il profondo attaccamento che provano per il loro Maestro. Giovanni precisa che questo altro discepolo, che identifichiamo senza difficoltà con l’apostolo Giovanni stesso (Giovanni 18.15, Giovanni 19.35, Giovanni 21.24), è conosciuto dal sommo sacerdote e dai suoi servitori, il che gli permette di superare senza difficoltà il posto di controllo all’ingresso della residenza. Grazie a questo rapporto particolare, può persino far entrare Pietro nel cortile interno (Giovanni 18.16).
È ancora molto presto e si sente il freddo del mattino. Nel cortile, servitori e guardie si scaldano attorno a un fuoco, parlando e agitandosi in un’atmosfera insolita per un’ora così mattutina. Il fermento tradisce l’importanza dell’evento: attendono visibilmente un visitatore di primo piano, e tutti sembrano in allerta. Pietro e, secondo noi, Giovanni cercano di confondersi tra gli altri presenti, sperando di passare inosservati. Ma la loro presenza, soprattutto quella di Pietro, non tarderà ad attirare l’attenzione, come mostreranno gli eventi successivi.
Questa scena rivela al tempo stesso la fedeltà e la fragilità dei discepoli. Sono fuggiti al momento dell’arresto, ma non hanno potuto risolversi ad abbandonare del tutto il Messia Gesù. Il loro amore li spinge a seguirlo, ma la paura impedisce loro di stargli accanto apertamente. Avanzano nell’ombra, incapaci ancora di comprendere che il Messia Gesù compie volontariamente il piano divino di salvezza, quello attraverso cui Dio manifesta il suo amore per il mondo (Giovanni 3.16-17).
Così, questi versetti mostrano due discepoli lacerati tra coraggio e timore, che cercano di restare vicini al Messia evitando di essere travolti dalla tempesta. La loro presenza nel cortile di Caifa prepara la scena drammatica del rinnegamento di Pietro, ma testimonia anche un attaccamento sincero, ancora goffo, che sarà trasformato dopo la risurrezione.