_13 Diversi discepoli, e in particolare Simon Pietro e Giovanni, seguono il corteo da lontano. Entrano nel cortile della casa del sommo sacerdote Caifa. Matteo 26.58; Marco 14.54.
_14 Il Messia Gesù è condotto dal sommo sacerdote in carica, Caifa, che abita anch’egli nei pressi del Tempio, verso le 4:30. Luca nota che Pietro e Giovanni rimasero nel cortile per più di un’ora. Marco 14.53-72; Matteo 26.57-75; Luca 22.54-62; Giovanni 18.15-27.
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
Dopo il suo arresto, Gesù il Messia è condotto dalla truppa di soldati alla residenza del sommo sacerdote. Gli avversari del Messia Gesù hanno preparato con cura lo svolgimento delle operazioni: nulla è lasciato al caso. La convocazione del , la richiesta di un distaccamento militare a Pilato e le diverse comparizioni previste per il Messia Gesù rientrano in un piano già stabilito. Per le autorità religiose era imperativo controllare tutto e non lasciare spazio all’improvvisazione, perché la situazione poteva facilmente degenerare in una sommossa. Il loro obiettivo era chiaro: ottenere una condanna rapida, dando al tempo stesso alla procedura una parvenza di legalità.
Giovanni precisa che il Messia Gesù è condotto prima da Anna, l’ex sommo sacerdote, che conserva un’influenza considerevole nonostante la sua destituzione ufficiale (Giovanni 18.13). Anna interroga Gesù brevemente, non per condurre un vero interrogatorio, ma per dire qualcosa e recitare la sua parte in questa messinscena giudiziaria (Giovanni 18.19). Il suo parere, benché non ufficiale, pesa molto sulla bilancia, perché egli resta una figura rispettata e temuta dal popolo. Dopo questo colloquio formale, il Messia Gesù è mandato da Caifa, il sommo sacerdote in carica, colui che presiede il tribunale ebraico e deve prendere la decisione di formulare l’accusa (Giovanni 18.24).
Matteo, Marco e Luca sottolineano che il Messia Gesù è condotto direttamente davanti a Caifa, dove gli scribi, gli anziani e i membri del sono già riuniti, come se attendessero il suo arrivo (Matteo 26.57, Marco 14.53, Luca 22.54). Questa riunione notturna, insolita e contraria alle normali regole del tribunale, mostra che tutto era stato preparato in anticipo.
Le vogliono dare l’apparenza di un processo regolare, ma la conclusione è già decisa. Caifa, che padroneggia perfettamente i meccanismi della giustizia ebraica e romana, sa come orientare i dibattiti per ottenere la condanna desiderata. Aveva del resto già dichiarato che era meglio che un solo uomo morisse per il popolo (Giovanni 11.49-50), parola che, nonostante l’intenzione politica, coincide con il piano divino di redenzione (Giovanni 3.16-17).
Il passo successivo dev’essere la comparizione dell’imputato davanti al . Le autorità vogliono assolutamente dare un quadro legale a questa operazione, anche se la procedura è in realtà irregolare e affrettata. Il Messia Gesù, da parte sua, avanza senza resistenza, adempiendo le Scritture e rivelando la tranquilla sovranità di colui che si consegna volontariamente. Mentre i capi religiosi manipolano le regole per raggiungere i loro scopi, il Messia Gesù resta padrone degli eventi, camminando verso la croce con una determinazione che manifesta l’amore del Padre per il mondo.