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Gesù, il Messia, annuncia le sue future sofferenze, reazione di Pietro

Gesù annuncia le sue sofferenze imminenti a Cesarea di Filippo. Pietro, rifiutando questa idea, illustra l’incomprensione dei discepoli riguardo alla missione spirituale del Messia. L’annuncio di Gesù riporta l’obiettivo sul Regno di Dio, anticipando la crocifissione.

6 min Gesù Pietro Messia sofferenze Cesarea di Filippo 6 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 16.21-23 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Da quell’ora Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrir molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed esser ucciso, e risuscitare il terzo giorno.

E Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: Tolga ciò Iddio, Signore; questo non ti avverrà mai.

Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.

Marco
Marco 8.31-33 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi cominciò ad insegnar loro ch’era necessario che il Figliuol dell’uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse.

E diceva queste cose apertamente. E Pietro, trattolo da parte, prese a rimproverarlo.

Ma egli, rivoltosi e guardati i suoi discepoli, rimproverò Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cesarea di Filippo

Data: Agosto dell'anno 32 d.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Marco

Nota sul metodo di lavoro: Anche Matteo e Luca riportano queste parole

Mappa di Cesarea di Filippo

Il Messia Gesù continua a impartire insegnamenti ai suoi discepoli, Pietro reagirà.

Gesù, il Messia, annuncia le sue future sofferenze, reazione di Pietro

Seconda dichiarazione di Pietro

Commenti

Secondo le nostre conclusioni, siamo ancora nella regione di Cesarea di Filippo. Il Messia Gesù approfitta di questo momento di calma per istruire i suoi discepoli. Infatti non c’è folla, e queste parole sono pronunciate nell’intimità del gruppo.

Ci troviamo sei mesi prima dell’arresto e della crocifissione. È essenziale informare in anticipo gli apostoli di questi eventi, che saranno estremamente sconvolgenti per loro.

È chiaro che i dodici apostoli sono presenti, ma il termine discepolo potrebbe includere altre persone. Il viaggio è iniziato in barca (PER185), il che restringe notevolmente il numero dei partecipanti.

È la prima occasione in cui il Messia Gesù fa riferimento alla sua morte imminente, e la reazione di Pietro si può interpretare senza difficoltà a motivo del suo profondo attaccamento al Maestro.

Il Messia Gesù sapeva che la sua morte e le sue sofferenze erano imminenti, e non le subiva passivamente; conosceva e controllava gli eventi. Annunciava anche che sarebbe risorto il terzo giorno. Così, sei mesi prima, gli apostoli erano informati degli eventi futuri dell’aprile del 33.

La reazione di Pietro, pur comprensibile, sembra troppo umana nel contesto di questo insegnamento. Pietro si rivolge al Maestro, in privato, e afferma che ciò non può accadere. Secondo Matteo 16.22 e Marco 8.32, rimprovera il suo Signore. È importante notare che Pietro lavora con Marco alla redazione del secondo Vangelo, il che conferisce esattezza alle parole scelte. L’uomo, pieno dello Spirito di Dio, che in precedenza dichiarava: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», si oppone ora proprio a colui al quale aveva rivolto queste parole.

Il popolo ebraico attendeva un Messia liberatore che avrebbe cacciato i da Israele. Siamo dunque molto lontani da questa prospettiva, e l’annuncio della sua morte indica chiaramente che il Messia Gesù non aveva come obiettivo il compimento di quell’atto.

È evidente che questo annuncio ha un’importanza particolare, perché tra i discepoli e probabilmente tra gli apostoli era presente l’idea di una liberazione politica messianica (Luca 24.21).

Benché Pietro abbia parlato con discrezione, la si rivolge a tutti gli apostoli.

Matteo 16.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.

Rivolgendosi al gruppo, il Messia Gesù è ben consapevole di infrangere un sogno nazionalista. Ma è indispensabile che comprendano lo scopo della venuta del Messia Gesù.

Nel discorso che segue, Gesù parla di ciò che è essenziale e di ciò che è secondario. Sottolinea che il regno di Dio deve essere l’obiettivo principale. È importante mantenere le giuste priorità.