Secondo le nostre conclusioni, siamo ancora nella regione di Cesarea di Filippo. Il Messia Gesù approfitta di questo momento di calma per istruire i suoi discepoli. Infatti non c’è folla, e queste parole sono pronunciate nell’intimità del gruppo.
Ci troviamo sei mesi prima dell’arresto e della crocifissione. È essenziale informare in anticipo gli apostoli di questi eventi, che saranno estremamente sconvolgenti per loro.
È chiaro che i dodici apostoli sono presenti, ma il termine discepolo potrebbe includere altre persone. Il viaggio è iniziato in barca (PER185), il che restringe notevolmente il numero dei partecipanti.
È la prima occasione in cui il Messia Gesù fa riferimento alla sua morte imminente, e la reazione di Pietro si può interpretare senza difficoltà a motivo del suo profondo attaccamento al Maestro.
Il Messia Gesù sapeva che la sua morte e le sue sofferenze erano imminenti, e non le subiva passivamente; conosceva e controllava gli eventi. Annunciava anche che sarebbe risorto il terzo giorno. Così, sei mesi prima, gli apostoli erano informati degli eventi futuri dell’aprile del 33.
La reazione di Pietro, pur comprensibile, sembra troppo umana nel contesto di questo insegnamento. Pietro si rivolge al Maestro, in privato, e afferma che ciò non può accadere. Secondo Matteo 16.22 e Marco 8.32, rimprovera il suo Signore. È importante notare che Pietro lavora con Marco alla redazione del secondo Vangelo, il che conferisce esattezza alle parole scelte. L’uomo, pieno dello Spirito di Dio, che in precedenza dichiarava: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», si oppone ora proprio a colui al quale aveva rivolto queste parole.
Il popolo ebraico attendeva un Messia liberatore che avrebbe cacciato i da Israele. Siamo dunque molto lontani da questa prospettiva, e l’annuncio della sua morte indica chiaramente che il Messia Gesù non aveva come obiettivo il compimento di quell’atto.
È evidente che questo annuncio ha un’importanza particolare, perché tra i discepoli e probabilmente tra gli apostoli era presente l’idea di una liberazione politica messianica (Luca 24.21).
Benché Pietro abbia parlato con discrezione, la si rivolge a tutti gli apostoli.
Rivolgendosi al gruppo, il Messia Gesù è ben consapevole di infrangere un sogno nazionalista. Ma è indispensabile che comprendano lo scopo della venuta del Messia Gesù.
Nel discorso che segue, Gesù parla di ciò che è essenziale e di ciò che è secondario. Sottolinea che il regno di Dio deve essere l’obiettivo principale. È importante mantenere le giuste priorità.