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Il discorso escatologico sul Monte degli Ulivi

Analisi del discorso escatologico di Gesù sul Monte degli Ulivi, basata sui Vangeli. Gesù parla della distruzione del Tempio e dell’avvento della fine dei tempi, rivelando le sue capacità profetiche e la continuità della sua missione dopo la crocifissione. Destinata ai lettori che desiderano approfondire la propria comprensione teologica.

7 min discorso escatologico Monte degli Ulivi Gesù 8 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 24.1-31 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E come Gesù usciva dal tempio e se n’andava, i suoi discepoli gli s’accostarono per fargli osservare gli edifizi del tempio.

Ma egli rispose loro: Le vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra sopra pietra che non sia diroccata.

E stando egli seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli s’accostarono in disparte, dicendo: Dicci: Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?

E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardate che nessuno vi seduca.

Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti.

Or voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine.

Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi;

ma tutto questo non sarà che principio di dolori.

Allora vi getteranno in tribolazione e v’uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome.

E allora molti si scandalizzeranno, e si tradiranno e si odieranno a vicenda.

E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti.

E perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà.

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.

Quando dunque avrete veduta l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente),

allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;

chi sarà sulla terrazza non scenda per toglier quello che è in casa sua;

e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.

Or guai alle donne che saranno incinte, ed a quelle che allatteranno in que’ giorni!

E pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno né di sabato;

perché allora vi sarà una grande afflizione; tale, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà.

E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que’ giorni saranno abbreviati.

Allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccolo là”, non lo credete;

perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.

Ecco, ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non v’andate;

eccolo, è nelle stanze interne, non lo credete;

perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell’uomo.

Dovunque sarà il carname, quivi si raduneranno le aquile.

Or subito dopo l’afflizione di que’ giorni, il sole si oscurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de’ cieli saranno scrollate.

E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.

E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall’un capo all’altro de’ cieli.

Marco
Marco 13.1-28 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E com’egli usciva dal tempio uno de’ suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che edifizi!

E Gesù gli disse: Vedi tu questi grandi edifizi? Non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata.

Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:

Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?

E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca!

Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti.

Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.

Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori.

Or badate a voi stessi! Vi daranno in mano dei tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza.

E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo.

E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire: ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo.

E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.

E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato.

Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;

e chi sarà sulla terrazza non scendi e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna;

e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.

Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni!

E pregate che ciò non avvenga d’inverno!

Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.

E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi propri eletti, egli ha abbreviato quei giorni.

E allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccola là”, non lo credete;

perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.

Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa.

Ma in que’ giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore;

e le stelle cadranno dal cielo e le potenze che son nei cieli saranno scrollate.

E allora si vedrà il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria.

Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo.

Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.

Luca
Luca 21.5-24 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E facendo alcuni notare come il tempio fosse adorno di belle pietre e di doni consacrati, egli disse:

Quant’è a queste cose che voi contemplate, verranno i giorni che non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata.

Ed essi gli domandarono: Maestro, quando avverranno dunque queste cose? e quale sarà il segno del tempo in cui queste cose staranno per succedere?

Ed egli disse: Guardate di non esser sedotti; perché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e: Il tempo è vicino; non andate dietro a loro.

E quando udrete parlar di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito dopo.

Allora disse loro: Si leverà nazione contro nazione e regno contro regno;

vi saranno gran terremoti, e in diversi luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventevoli e gran segni dal cielo.

Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno, dandovi in man delle sinagoghe e mettendovi in prigione, traendovi dinanzi a re e governatori, a cagion del mio nome.

Ma ciò vi darà occasione di render testimonianza.

Mettetevi dunque in cuore di non premeditar come rispondere a vostra difesa,

perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno contrastare né contraddire.

Or voi sarete traditi perfino da genitori, da fratelli, da parenti e da amici; faranno morire parecchi di voi;

e sarete odiati da tutti a cagion del mio nome;

ma neppure un capello del vostro capo perirà.

Con la vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre.

Quando vedrete Gerusalemme circondata d’eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina.

Allora quelli che sono in Giudea, fuggano ai monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei.

Perché quelli son giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte, siano adempite.

Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in que’ giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su questo popolo.

E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati in cattività fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi de’ Gentili siano compiti.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il di fronte a Gerusalemme

Data: mercoledì 30 marzo dell'anno 33, di sera

Modalità operativa: Passiamo a Marco

Nota sul metodo: Anche Matteo e Luca riportano questo discorso

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre di mercoledì

Il Messia Gesù pronuncia sul un discorso sulla fine dei tempi.

Commenti

Matteo precisa che il Maestro pronunciò questo discorso in privato (Matteo 24.3). La folla, rimasta a Gerusalemme, pensava senza dubbio che egli tornasse semplicemente a Betania e che non sarebbe accaduto nulla di speciale.

Marco, da parte sua, menziona i nomi di coloro che posero la domanda: Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea (Marco 13.3). Ciò non esclude che altri abbiano udito la risposta. Il discorso si svolge dunque in un contesto intimo e tranquillo, lontano dai dibattiti pubblici e dagli scontri con le autorità religiose.

È la vista dello splendido tempio di Erode a suscitare il dialogo e la serie di domande dei quattro discepoli. Il Messia Gesù annuncia chiaramente tempi difficili e la distruzione di quel magnifico edificio, che, secondo lui, non era più una vera casa di preghiera (Marco 11.17). I discepoli collegano allora questo annuncio alla venuta del Messia e alla fine dei tempi, comprendendo più facilmente la prospettiva della distruzione del Tempio che quella del suo glorioso avvento.

Per cogliere la portata di queste parole occorre ricordare due elementi: anzitutto, la crocifissione e la risurrezione non sono ancora avvenute; i discepoli faticano ancora a concepire la vittoria del Maestro sulla morte.

In secondo luogo, questi racconti furono redatti dopo gli avvenimenti, alla luce di ciò che gli autori avevano vissuto e compreso in seguito. Le dichiarazioni escatologiche del Messia Gesù sono dunque rilette attraverso il prisma della Storia e della fede nascente.

Quanto all’argomento secondo cui questi testi sarebbero stati scritti dopo la distruzione del Tempio nell’anno 70 e non deriverebbero da una parola profetica, esso appare infondato alla luce delle numerose manifestazioni di potenza del Messia Gesù e della sua conoscenza dei cuori (Giovanni 2.24-25).

Anche se supera la nostra comprensione umana, il Maestro possedeva la capacità di percepire certi eventi futuri e di scrutare i pensieri dei suoi interlocutori. Così il suo discorso non si limita all’annuncio della rovina del Tempio; comprende anche la promessa del suo ritorno e la prospettiva della fine dei tempi (Matteo 24.30-31).