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Il combattimento nella preghiera

L'articolo analizza la preghiera di Gesù nel Getsemani, che illustra la sua sofferenza umana e la sua sottomissione alla volontà divina. Ne sottolinea il contesto storico e scritturale e offre una riflessione teologica sulla missione redentrice di Gesù e sull'esortazione a vegliare e pregare nella prova.

17 min preghiera Getsemani Gesù sofferenza discepoli 26 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.37-45 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E presi seco Pietro e i due figliuoli di Zebedeo, cominciò ad esser contristato ed angosciato.

Allora disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate meco.

E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.

Poi venne a’ discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliar meco un’ora sola?

Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.

Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch’io lo beva, sia fatta la tua volontà.

E tornato, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati.

E lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole.

Poi venne ai discepoli e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l’ora e giunta, e il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.

Marco
Marco 14.33-41 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere spaventato ed angosciato.

E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate.

E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui.

E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.

E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola?

Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.

E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole.

E tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati; e non sapevano che rispondergli.

E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.

Luca
Luca 22.39-46 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.

E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione.

Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo:

Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta.

E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo.

Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra.

E alzatosi dall’orazione, venne ai discepoli e li trovò che dormivano di tristezza,

e disse loro: Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il giardino del Getsemani, ai piedi del monte degli Ulivi, di fronte alla città di Gerusalemme

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modalità: Seguiamo ora Marco

Nota sul modo di procedere: Matteo, Luca e Giovanni riportano anch’essi questo avvenimento

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Gesù il Messia si apparta nel giardino del Getsemani per pregare, mentre i suoi discepoli, rimasti in disparte, si addormentano.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_8 Si fermano ai piedi del , nel giardino del Getsemani. Matteo 26.36, Marco 14.32.

_9 Trascorrono un’ora in preghiera, dalle 2 alle 3. Matteo 26.40.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

I passi di Matteo 26.37-45, Marco 14.33-41 e Luca 22.39-46 descrivono l'agonia di Gesù nel Getsemani, un luogo preciso del , da cui l'uso delle due denominazioni da parte degli evangelisti. Gesù vi si ritira con Pietro, Giacomo e Giovanni per pregare, mentre gli altri discepoli restano a distanza (Matteo 26.36-37, Marco 14.32-33). Luca precisa che quel luogo era abituale per loro (Luca 22.39), il che spiega perché Giuda abbia potuto andarvi direttamente.

Pur essendo Figlio di Dio, Gesù manifesta una sofferenza umana intensa. Confessa di essere «preso da tristezza e da angoscia» (Matteo 26.38) e prega con insistenza perché «questo calice» (simbolo della sofferenza e dell'ira divina) si allontani da lui (Marco 14.36, Luca 22.42). Tuttavia sottomette la propria volontà a quella del Padre: «sia fatta la tua volontà» (Matteo 26.39). Questa preghiera rivela la sua piena umanità e la sua obbedienza perfetta (Ebrei 5.7-8).

Pietro, Giacomo e Giovanni sono testimoni di questa scena, ma cedono al sonno nonostante le esortazioni di Gesù a vegliare e pregare (Matteo 26.40-41, Marco 14.37-38). La loro incapacità di restare svegli contrasta con l'angoscia solitaria del Messia Gesù. Luca nota che erano oppressi dalla tristezza (Luca 22.45), il che può spiegare la loro stanchezza. Non hanno però dormito di continuo, perché hanno potuto riferire le parole e l'atteggiamento del Maestro.

Solo Luca riporta due dettagli sorprendenti: un angelo apparve per rafforzare Gesù (Luca 22.43) e il suo sudore divenne «come gocce di sangue» (Luca 22.44). Queste precisazioni sono assenti dal racconto di Matteo, che pure fu testimone oculare presente quella sera, e da quello di Marco, che trasmette la testimonianza diretta di Pietro.

Se Pietro, Giacomo e Giovanni sono stati davvero gli unici testimoni della scena, il loro silenzio nei Vangeli sinottici suggerisce che non abbiano ritenuto necessario includere questi elementi, forse per pudore o per ragioni teologiche. Luca, invece, nella sua rigorosa indagine (Luca 1.1-4), ha raccolto queste tradizioni orali o testimonianze complementari, forse da altri discepoli o dalle donne che accompagnavano Gesù, e ha scelto di metterle per iscritto per sottolineare l'intensità soprannaturale dell'agonia del Maestro.

Questo episodio sottolinea l'accettazione volontaria da parte del Messia Gesù della sua missione redentrice. La sua preghiera nel Getsemani anticipa il sacrificio della croce, dove porterà il peccato del mondo (Isaia 53.5-6, 1 Pietro 2.24). La sottomissione del Messia Gesù illustra anche l'esempio perfetto per i credenti messi alla prova: vegliare, pregare e accettare la volontà di Dio anche nella sofferenza (1 Pietro 4.1-2).