PER108

I risultati del discorso della montagna

PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

6 min Discorso della montagna autorità di Gesù discepoli Matteo 7.28-29 farisei 8 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 7.28-29 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento,

perch’egli le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiremo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Matteo affronta questo argomento nel contesto del discorso della montagna, mentre Luca colloca questo insegnamento in un momento successivo

Capernaum

Matteo ci spiegherà le ripercussioni di questo lungo discorso..

Commenti

Matteo è l'unico a concludere questo lungo discorso. I discepoli e tutti gli ascoltatori sono colpiti dall'insegnamento del Maestro e notano una netta differenza rispetto alle predicazioni dei che ascoltavano ogni nelle .

L'apostolo Giovanni illustra bene questa realtà citando i che, sbalorditi, dicono: "Mai un uomo ha parlato come quest'uomo" (Giovanni 7.46).

Gli ascoltatori di Gesù erano colpiti dall'autorità eccezionale con cui si esprimeva (Marco 1.22, Luca 4.32, Matteo 7.28-29), un'osservazione formulata anche da Pietro in Giovanni 6.68.

Questo lungo discorso, riportato soprattutto da Matteo, ha avuto un impatto profondo sulla folla e sui numerosi discepoli. Il cammino del vero discepolo è ora chiaramente tracciato, lasciando a ciascuno la scelta di intraprenderlo oppure no, il che condizionerà il suo accesso al regno di Dio.

Questa conclusione di Matteo potrebbe sembrare sorprendente, perché il Messia Gesù ha enunciato norme difficili da raggiungere, spesso opposte agli insegnamenti dei che dominavano il popolo. Eppure tutte queste persone, principalmente discepoli, non hanno reagito come alcuni altri dicendo: "Queste parole sono dure; chi può ascoltarle?" (Giovanni 6.60).

La folla aspira dunque a questa nuova vita e vede in Gesù più di un semplice profeta: chiaramente, secondo la nostra analisi, il Messia. Intravede i fondamenti di una società nuova guidata da questo Maestro, che considera straordinario.

Attraverso questi 23 punti, il Messia Gesù ha delineato il ritratto tipico del discepolo, che diverge radicalmente dalla natura umana intrinseca. Appare dunque che realizzare questo profilo sia un compito praticamente impossibile senza una trasformazione profonda. È probabilmente per questo che il discorso si rivolge principalmente ai discepoli, come menzionato in Luca 6.17, e poi a un vasto pubblico.

Così si conclude il discorso della montagna.