Questa arriva al momento giusto. Ci aiuterà a chiarire diversi aspetti complessi, in particolare la distinzione tra i veri e i falsi discepoli. La della zizzania (Matteo 13.24-30) offre già chiarimenti in proposito.
Questa analogia confronta la vita di due persone attraverso due tipi di costruzioni. Le apparenze possono ingannare: chi costruisce sulla sabbia procede più velocemente di chi costruisce sulla roccia. A prima vista, i due edifici sembrano identici e quello eretto sulla sabbia può persino sembrare più attraente. Il risparmio sulle fondamenta gli permette di migliorare l'aspetto dell'edificio. Benché nascoste, le fondamenta di una casa sono decisive per la solidità della struttura.
È durante la tempesta che si rivelerà la vera essenza della costruzione e, quindi, della vita del discepolo.
Ciò che conta davvero non è l'apparenza, ma la robustezza della costruzione. Questa qualità nascosta diventa evidente solo quando si verifica un imprevisto.
Per riassumere i punti discussi in precedenza, è importante osservare che le apparenze possono ingannare. Il discepolo è incoraggiato ad agire con umiltà e discrezione, mantenendo le proprie azioni riservate tra lui e il suo Dio. Gli ascoltatori hanno chiaramente associato i all'immagine della costruzione sulla sabbia, proprio come voleva Gesù il Messia.
Notiamo che esistono soltanto due scelte possibili. Non vi sono dunque altre alternative: il risultato sarà l'ingresso nel regno di Dio o nell'inferno, essere salvati o perduti.