I libri apocrifi sono scritti religiosi che non sono inclusi nel canone ufficiale della o cristiana, ma che hanno un valore storico, teologico o letterario. Il termine «apocrifo» significa «nascosto» o «segreto» in greco. Ecco una panoramica di alcuni dei libri apocrifi più noti:
1. Gli apocrifi dell'Antico Testamento
Questi libri sono inclusi nella Settanta e nella latina, ma non nel . Sono talvolta chiamati «deuterocanonici» nelle tradizioni cattolica e ortodossa.
Tobia: Racconto di un giovane guidato dall'angelo Raffaele in una ricerca per ritrovare una fortuna di famiglia e guarire il padre dalla cecità.
Giuditta: Storia di una vedova ebrea che salva il suo popolo seducendo e decapitando il generale assiro Oloferne.
1 e 2 Maccabei: Racconti delle rivolte ebraiche contro i Seleucidi e storia di Giuda Maccabeo.
Sapienza di Salomone: Libro sapienziale che tratta della giustizia e dell'immortalità dell'anima.
Ecclesiastico (Siracide): Raccolta di consigli pratici e di riflessioni sulla vita e sulla fede.
Baruc: Libro attribuito a Baruc, lo scriba di Geremia, contenente preghiere ed esortazioni al pentimento.
2. Gli apocrifi del Nuovo Testamento
Questi scritti sono associati alle tradizioni cristiane, ma non sono inclusi nel Nuovo Testamento canonico.
Vangelo di Tommaso: Raccolta di 114 detti attribuiti a Gesù, spesso considerati gnostici.
Vangelo di Filippo: Testo gnostico che esplora i misteri sacri e il rapporto tra Gesù e Maria Maddalena.
Atti di Pietro: Racconto dei miracoli e del martirio dell'apostolo Pietro.
Apocalisse di Pietro: Descrizione delle visioni dell'apostolo Pietro sul paradiso e sull'inferno.
Vangelo di Maria (Maddalena): Testo gnostico attribuito a Maria Maddalena, che offre insegnamenti esoterici di Gesù.
I libri apocrifi, pur non essendo inclusi nel canone biblico ufficiale, possono talvolta contribuire alla comprensione della storia religiosa e delle tradizioni teologiche. Tuttavia, i loro racconti, in particolare quelli del Nuovo Testamento, appartengono spesso all'immaginario e non possono essere considerati allo stesso livello dei testi canonici delle Scritture. Il loro studio permette di distinguere questi testi, rifiutati dalla Chiesa dei primi secoli, da quelli che figurano nelle nostre Bibbie attuali.