PER203

Disciplina nella Chiesa e perdono

La pericope 203 presenta l'insegnamento di Gesù sulla disciplina ecclesiale e sul perdono, a Cafarnao nel settembre del 32 d.C. Matteo 18.15-22 e Luca 17.3-4 sviluppano la correzione fraterna, l'autorità della Chiesa, la preghiera comunitaria e il perdono illimitato (settanta volte sette). Questi temi fondano un'etica relazionale cristiana incentrata sulla riconciliazione e sulla misericordia divina.

9 min disciplina ecclesiale perdono correzione fraterna Chiesa riconciliazione 8 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 18.15-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello;

ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni.

E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano.

Io vi dico in verità che tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo.

Ed anche in verità vi dico: Se due di voi sulla terra s’accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.

Poiché dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro.

Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte?

E Gesù a lui: lo non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 17.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.

E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cafarnao in Galilea

Data: Settembre del 32

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Luca riporta anch'egli questo fatto

Mappa di Cafarnao

Il Messia Gesù parla ora del perdono.

Disciplina nella Chiesa e perdono

Testimoni

Commenti

È principalmente Matteo, presente a questo incontro a Cafarnao, a riferire questo insegnamento sul perdono. Sembra possedere una memoria notevole. Si può supporre che prendesse appunti dopo gli incontri, essendo familiare con la scrittura. È dunque naturale che gli apostoli si siano rivolti a lui per redigere la loro testimonianza qualche tempo dopo.

Il passo di Matteo 18.15-22 affronta diversi temi teologici ed etici fondamentali, che strutturano la vita comunitaria cristiana. Ecco un'analisi dei temi principali:

La correzione fraterna: Il Messia Gesù stabilisce un processo graduale per risolvere i conflitti tra credenti. Insiste sull'importanza del dialogo diretto e della discrezione iniziale prima di coinvolgere la comunità. Questo principio mira a preservare l'unità e a evitare divisioni inutili.

L'autorità ecclesiale: Il testo introduce la nozione della Chiesa come istanza di regolazione dei rapporti tra i suoi membri. La menzione dell'assemblea sottolinea il ruolo della comunità nella gestione delle controversie e nelle decisioni spirituali.

Il potere di legare e di sciogliere: Il Messia Gesù conferisce ai suoi discepoli un'autorità spirituale che supera l'ambito terreno. Questo potere, già menzionato in Matteo 16.19, implica una responsabilità nell'applicazione dei principi divini e nella gestione delle colpe all'interno della Chiesa.

La preghiera comunitaria e la presenza divina: Il passo afferma che, quando due o tre persone sono riunite nel suo nome, il Messia Gesù è presente in mezzo a loro. Questa dichiarazione mette in risalto la dimensione collettiva della fede e la potenza della preghiera in comunità.

Il perdono illimitato: La domanda di Pietro su quante volte debba perdonare riceve una risposta che supera i limiti umani: «fino a settanta volte sette». Questo principio sottolinea l'esigenza di un perdono incondizionato, riflesso della misericordia divina.

Questi temi si articolano attorno a una visione della Chiesa come luogo di riconciliazione, di giustizia e di grazia, in cui la correzione fraterna e il perdono sono pilastri essenziali.

Il passo di Luca 17.3-4 affronta anche diversi temi teologici ed etici fondamentali che regolano i rapporti interpersonali nella comunità cristiana. Ecco un'analisi dei temi principali:

La vigilanza spirituale: Il Messia Gesù inizia con un'esortazione: «State attenti a voi stessi». Questo ammonimento sottolinea l'importanza dell'esame di sé e della responsabilità individuale nella salvaguardia dell'unità e della santità della comunità.

La correzione fraterna: Il testo insiste sulla necessità di riprendere un fratello che ha peccato. Questa correzione deve essere fatta con discernimento e in uno spirito di benevolenza, mirando alla restaurazione piuttosto che alla condanna. Questo principio è in accordo con Matteo 18.15, che stabilisce un processo strutturato di riconciliazione.

Il pentimento e il perdono: Il Messia Gesù stabilisce un rapporto diretto tra il pentimento e il perdono: «Se si pente, perdonagli». Questo principio mette in risalto la dinamica di un perdono condizionato a un sincero riconoscimento della colpa. Tuttavia, non si tratta di un perdono limitato, ma di un perdono ripetuto e incondizionato, come mostra l'esempio del fratello che pecca sette volte al giorno e ogni volta chiede perdono.

L'esigenza del perdono illimitato: L'idea di perdonare sette volte al giorno illustra la pazienza e la misericordia che il credente deve manifestare verso il prossimo. Questo principio si ricollega a Matteo 18.21-22, dove il Messia Gesù insegna a perdonare «fino a settanta volte sette», sottolineando così l'infinità del perdono cristiano.

Questo passo mette dunque in luce un'etica relazionale fondata sulla vigilanza, sulla correzione fraterna e su un perdono ripetuto, che riflette la misericordia divina.

In Luca 17.3-4, l'approccio è più diretto e personale. Il Messia Gesù esorta i suoi discepoli a riprendere il fratello se pecca e a perdonargli se si pente, anche se ciò si ripete più volte nella giornata. Questo passo mette maggiormente l'accento sulla reciprocità tra correzione e perdono immediato, senza la struttura comunitaria presente in Matteo.

La differenza principale risiede dunque nell'ampiezza del quadro: Matteo propone un percorso ecclesiale e insiste sull'autorità della Chiesa, mentre Luca privilegia un approccio individuale e immediato al perdono. I due testi convergono tuttavia sull'idea che il perdono debba essere una pratica costante e incondizionata nella vita cristiana.