Il ministero di Giovanni il Battista 1 studio
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua 19 studi
- 2La scelta dei dodici apostoli
- 3La domanda di Giovanni Battista
- 4La parabola della misura
- 5Altre parabole non riportate
- 6Spiegazione serale di diverse parabole (la zizzania)
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana 20 studi
- 21La terza festa di Pasqua
- 22La moltiplicazione dei pani per le 5000 persone
- 23La reazione della folla
- 24Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque
- 25La reazione degli apostoli
L’ultima settimana prima dell’arresto 8 studi
- 41Purificazione del Tempio per la seconda volta
- 42Il fico è seccato
- 43L’autorità del Messia Gesù contestata
- 44La parabola dei vignaioli
- 45Le domande dei farisei e degli erodiani
L'ultimo giorno fino alla crocifissione 13 studi
- 49La presentazione a Ponzio Pilato
- 50Presentazione al «re» Antipa
- 51La liberazione di un prigioniero
- 52L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
- 53I diversi maltrattamenti e la flagellazione
La risurrezione e le diverse apparizioni 8 studi
- 62Le donne vanno alla tomba
- 63La pietra rotolata via, il terremoto
- 64Il messaggio degli angeli
- 65Le donne avvertono i discepoli
- 66Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala
Il ministero di Giovanni il Battista
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PER034
L’incontro con Filippo
PER034 narra l’incontro di Gesù con Filippo, riferito soltanto da Giovanni (Gv 1,43-46), a Betania al di là del Giordano, il 6 ottobre 29. Filippo, già discepolo di Giovanni il Battista come Andrea, Giovanni e Simon Pietro, diventa il quarto discepolo di Gesù. L’articolo esplora il passaggio naturale di questi discepoli al Messia, mentre Giovanni il Battista si comprende come precursore e non come maestro rivale.
Giovanni 1.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
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PER080
La scelta dei dodici apostoli
Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.
Giovanni 17.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER113
La domanda di Giovanni Battista
In prigione, Giovanni Battista manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia davvero il Messia atteso. Gesù risponde con le sue opere — guarigioni, risurrezioni, annuncio ai poveri — richiamandosi a Isaia 35.5. L'articolo analizza la divergenza fra i due ministeri, la logica redazionale di Matteo e il forte significato cristologico implicito nel riferimento profetico: Gesù è Dio che viene a salvare il suo popolo (Is 35.4).
Matteo 11.2-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo de’ suoi discepoli:Sei tu colui che ha da venire, o ne aspetteremo noi un altro?E Gesù rispondendo disse loro: Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete:i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano, e l’Evangelo è annunziato ai poveri.E beato colui che non si sarà scandalizzato di me!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER140
La parabola della misura
La parabola della misura (PER140) insegna che il modo in cui giudichiamo e trattiamo gli altri determina come Dio ci misurerà a sua volta. Gesù invita all'ascolto attivo, alla reciprocità, alla giustizia e alla generosità. Questo principio, comune a Marco 4.24-25, Matteo 7.1-2 e Luca 6.38, si ricollega alla regola d'oro e costituisce il cuore dell'etica cristiana.
Marco 4.24-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Diceva loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi; e a voi sarà data anche la giunta;poiché a chi ha sarà dato, e a chi non ha, anche quello che ha gli sarà tolto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER144
Altre parabole non riportate
La pericope PER144 esamina Marco 4.33-34, dove si riconosce che Gesù pronunciò numerose parabole non riportate dagli evangelisti. Ambientato nei pressi di Capernaum nel novembre-dicembre del 31, questo passo rivela la pedagogia progressiva di Gesù: una rivelazione adattata agli ascoltatori, una formazione approfondita dei discepoli e l'importanza della comprensione spirituale. Giovanni stesso riconosce (Gv 20.30; 21.25) che i Vangeli contengono solo una parte degli insegnamenti di Gesù.
Marco 4.33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E con molte cosiffatte parabole esponeva loro la Parola, secondo che potevano intendere;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER146
Spiegazione serale di diverse parabole (la zizzania)
PER146 riporta la spiegazione data da Gesù ai suoi discepoli a proposito della parabola della zizzania (Mt 13.36-43), testimonianza esclusiva di Matteo. Gesù vi svela un metodo di interpretazione su tre assi: identificazione simbolica degli elementi, dimensione escatologica e applicazione pratica. Questo passo si inserisce nel discorso delle sette parabole del Regno di Dio raccolte da Matteo nel capitolo 13.
Matteo 13.31-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli propose loro un’altra parabola dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo.Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de’ legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER147
La parabola del tesoro nascosto
La parabola del tesoro nascosto (Mt 13,44), riportata soltanto da Matteo, insegna che il regno dei cieli ha un valore incomparabile. Un uomo scopre un tesoro sepolto, lo ricopre, poi vende tutto per comprare il campo. Questa parabola illustra la gioia e la determinazione di colui che riconosce il valore supremo del Regno, pronto a sacrificare tutto per ottenerlo. Risuona in modo particolare con il percorso personale di Matteo, che aveva lasciato tutto per seguire Gesù.
Matteo 13.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER148
La parabola della perla di grande valore
La parabola della perla di gran prezzo (Mt 13,45-46), riportata soltanto da Matteo, presenta un mercante che vende tutto per acquistare una perla rara. Insegna che il regno dei cieli supera in valore ogni bene terreno e invita a un sacrificio liberamente compiuto, vissuto nella gioia della scoperta spirituale.
Matteo 13.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il regno de’ cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;e trovata una perla di gran prezzo, se n’è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e l’ha comperata.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER151
Il Messia Gesù placa la tempesta
Dopo un'intensa giornata di insegnamento, Gesù attraversa il lago di Tiberiade con i suoi discepoli. Scoppia una violenta tempesta che minaccia di affondare la barca. Svegliato dai discepoli in preda al panico, Gesù ordina agli elementi di tacere e subito si fa una grande calma. Questo episodio, riportato da Matteo, Marco e Luca, rivela l'autorità divina di Gesù sulla natura e insegna l'importanza di una fede incrollabile anche nel cuore delle prove.
Marco 4.35-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva.E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui.Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva.Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia.Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede?Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER152
La guarigione dell'indemoniato di Gadara
La pericope 152 narra la guarigione dell'indemoniato di Gadara, riportata da Matteo (8.28-34), Marco (5.1-20) e Luca (8.26-40). Gesù arriva nel territorio di Gadara, incontra uomini posseduti che vivono fra le tombe e libera i demoni mandandoli in una mandria di porci che annegano nel lago. Questo episodio manifesta la potenza sovrana del Messia sulle forze demoniache e il suo ministero che si estende oltre i confini d'Israele.
Marco 5.1-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E giunsero all’altra riva del mare nel paese de’ Geraseni.E come Gesù fu smontato dalla barca, subito gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo,il quale nei sepolcri avea la sua dimora; e neppure con una catena poteva più alcuno tenerlo legato;poiché spesso era stato legato con ceppi e catene; e le catene erano state da lui rotte, ed i ceppi spezzati, e niuno avea forza da domarlo.E di continuo, notte e giorno, fra i sepolcri e su per i monti, andava urlando e percotendosi con delle pietre.Or quand’ebbe veduto Gesù da lontano, corse e gli si prostrò dinanzi;e dato un gran grido, disse: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi;perché Gesù gli diceva: Spirito immondo, esci da quest’uomo!E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Il mio nome è Legione perché siamo molti.E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese.Or quivi pel monte stava a pascolare un gran branco di porci.E gli spiriti lo pregarono dicendo: Mandaci ne’ porci, perché entriamo in essi.Ed egli lo permise loro. E gli spiriti immondi, usciti, entrarono ne’ porci, ed il branco si avventò giù a precipizio nel mare.Eran circa duemila ed affogarono nel mare. E quelli che li pasturavano fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna; e la gente andò a vedere ciò che era avvenuto.E vennero a Gesù, e videro l’indemoniato seduto, vestito ed in buon senno, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono.E quelli che aveano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto de’ porci.Ed essi presero a pregar Gesù che se ne andasse dai loro confini,E come egli montava nella barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui.E Gesù non glielo permise, ma gli disse: Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatto, e come egli ha avuto pietà di te.E quello se ne andò e cominciò a pubblicare per la Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatto per lui. E tutti si maravigliarono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER154
La guarigione della donna che perdeva sangue
La pericope 154 racconta la guarigione di una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, riportata da Matteo, Marco e Luca. A Cafarnao, ella tocca di nascosto il mantello di Gesù mentre egli si reca a casa di Giairo. Guarita all'istante, è riconosciuta pubblicamente da Gesù, che dichiara: 'La tua fede ti ha salvata.' L'articolo confronta i tre racconti sinottici ed esplora la portata teologica, cristologica e sociale di questo miracolo di fede.
Marco 5.24-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù andò con lui, e gran moltitudine lo seguiva e l’affollava.Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni,e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata,avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva:Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva.E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello.E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti?E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato?Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto.Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità.Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER155
La guarigione della figlia di Giairo
La pericope 155 narra la risurrezione della figlia di Giairo da parte del Messia Gesù a Cafarnao (febbr.-marzo del 32). Giairo, capo della sinagoga, si prostra davanti a Gesù per implorare la guarigione della figlia moribonda. Nonostante il ritardo causato dalla guarigione di una donna emorroissa, Gesù si reca alla casa, pronuncia «Talitha kum» e risuscita la ragazzina. Questo miracolo testimonia la sua autorità sulla morte e invita alla fede anche nelle situazioni disperate.
Luca 8.40-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.Ed ecco venire un uomo, chiamato Iairo, che era capo della sinagoga; e gittatosi ai piedi di Gesù, lo pregava d’entrare in casa sua,perché avea una figlia unica di circa dodici anni, e quella stava per morire. Or mentre Gesù v’andava, la moltitudine l’affollava.E una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne’ medici tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno,accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò.E Gesù domandò: Chi m’ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli ch’eran con lui, risposero: Maestro, le turbe ti stringono e t’affollano.Ma Gesù replicò: Qualcuno m’ha toccato, perché ho sentito che una virtù è uscita da me.E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a’ suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l’avea toccato e com’era stata guarita in un istante.Ma egli le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace.Mentr’egli parlava ancora, venne uno da casa del capo della sinagoga, a dirgli: La tua figliuola è morta; non incomodar più oltre il Maestro.Ma Gesù, udito ciò, rispose a Iairo: Non temere; solo abbi fede, ed ella sarà salva.Ed arrivato alla casa, non permise ad alcuno d’entrarvi con lui, salvo che a Pietro, a Giovanni, a Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla.Or tutti piangevano e facean cordoglio per lei. Ma egli disse: Non piangete; ella non è morta, ma dorme.E si ridevano di lui, sapendo ch’era morta.Ma egli, presala per la mano, disse ad alta voce: Fanciulla, lèvati!E lo spirito di lei tornò; ella s’alzò subito, ed egli comandò che le si desse da mangiare.E i gentori di lei sbigottirono: ma egli ordinò loro di non dire ad alcuno quel che era accenuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER156
La guarigione di due ciechi
La guarigione di due ciechi a Cafarnao, riportata soltanto da Matteo (Mt 9.27-31), illustra la fede messianica: i due uomini riconoscono Gesù come ‘Figlio di Davide’. Gesù li guarisce secondo la loro fede e chiede loro il silenzio, desiderando orientare le folle verso la salvezza eterna piuttosto che verso le guarigioni fisiche. Questo racconto prepara la risposta di Gesù a Giovanni il Battista in Matteo 11.5.
Matteo 11.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano, e l’Evangelo è annunziato ai poveri.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER157
La guarigione di un indemoniato
La pericope 157 narra la guarigione di un indemoniato muto da parte di Gesù a Cafarnao, riferita soltanto da Matteo (Mt 9,32-33). Questo episodio mette in luce l’autorità di Gesù sulle forze demoniache, il ruolo della fede intercessoria e il contrasto tra lo stupore della folla e l’incredulità dei farisei. Matteo costruisce qui un’argomentazione messianica progressiva, presentando Gesù come colui i cui miracoli non hanno precedenti in Israele.
Matteo 9.32-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or come quei ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s’è vista cosa tale in Israele.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER158
Il giudizio dei farisei
La pericope PER158 analizza la reazione dei farisei di fronte ai miracoli di Gesù a Cafarnao (Mt 9.33-34). Mentre la folla riconosce un'opera divina, i farisei attribuiscono le azioni di Gesù al diavolo. Il loro rifiuto è deliberato: accettare Gesù significherebbe perdere i loro privilegi. Eppure alcuni, come Nicodemo, Giuseppe d'Arimatea e Saulo di Tarso, sceglieranno di seguirlo. Il muto guarito, invece, riparte nella gioia e nella gratitudine.
Giovanni 19.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei.Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER159
Il Messia Gesù continua la sua opera
La pericope 159 presenta Gesù che prosegue il suo ministero in Galilea, a partire da Cafarnao, nel febbraio-marzo del 32, prima della terza Pasqua. Basandosi unicamente su Matteo 9.35, l'articolo sottolinea la priorità data alla proclamazione del Regno rispetto ai miracoli, l'autonomia delle sinagoghe locali nei confronti dei farisei e il metodo tematico di Matteo, qui corretto dalla cronologia di Marco.
Giovanni 6.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER162
Invio dei dodici apostoli
La pericope 162 racconta l'invio dei dodici apostoli da parte di Gesù in Galilea, alcune settimane prima della Pasqua (marzo 32 d.C.). Riportato da Matteo (10.1-15), Marco (6.6-13) e Luca (9.1-6), questo episodio mostra i discepoli inviati a due a due per predicare il regno, guarire e scacciare i demòni. Ogni evangelista apporta la propria prospettiva sulle istruzioni di viaggio e sulla natura della missione.
Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER164
Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista
La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.
Marco 6.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata.Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!Ed Erodiada gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non poteva;perché Erode avea soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso, e l’ascoltava volentieri.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER165
Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista
La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.
Matteo 14.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode;ond’egli promise con giuramento di darle tutto quello che domanderebbe.Ed ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.E il re ne fu contristato; ma, a motivo de’ giuramenti e de’ commensali, comandò che le fosse data,e mandò a far decapitare Giovanni nella prigione.E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre.E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER166
Il ritorno degli apostoli
Dopo la loro missione di evangelizzazione in Galilea, gli apostoli tornano da Gesù e gli rendono conto della loro attività. Marco sottolinea la loro stanchezza e il bisogno di riposo in un luogo deserto, mentre Luca precisa che il ritiro avviene verso Betsaida. Questa pericope mette in luce la compassione di Gesù verso i suoi discepoli, l'importanza del riposo nel ministero e la pratica del rendiconto apostolico. L'evento si colloca in Galilea nel marzo del 32.
Luca 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana
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PER168
La terza festa di Pasqua
La pericope PER168 segnala la terza festa di Pasqua del ministero del Messia Gesù, datata a lunedì 12 aprile del 32 d.C. e menzionata soltanto da Giovanni (Gv 6,4). In Galilea, presso Betsaida, Gesù e i suoi discepoli non sembrano salire a Gerusalemme, data l'intensità della loro attività. Questa menzione serve da riferimento cronologico nella sinossi, annunciando gli eventi successivi fino alla festa dei Tabernacoli nell'ottobre del 32 d.C.
Giovanni 6.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER169
La moltiplicazione dei pani per le 5000 persone
La moltiplicazione dei pani per 5000 uomini è un miracolo attestato da tutti e quattro gli evangelisti, collocato presso Betsaida nell'aprile del 32. Con soli cinque pani e due pesci, Gesù sfama una folla immensa, illustrando la sua potenza divina e la sua compassione di pastore e prefigurando l'Eucaristia. I dodici canestri avanzati simboleggiano l'abbondanza del Regno di Dio.
Giovanni 6.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mar di Galilea, ch’è il mar di Tiberiade.E una gran moltitudine lo seguiva, perché vedeva i miracoli ch’egli faceva sugl’infermi.Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co’ suoi discepoli.Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comprerem noi del pane perché questa gente abbia da mangiare?Diceva così per provarlo; perché sapeva bene quel che stava per fare.Filippo gli rispose: Dugento denari di pane non bastano perché ciascun di loro n’abbia un pezzetto.Uno de’ suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse:V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?Gesù disse: Fateli sedere. Or v’era molt’erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini.Gesù quindi prese i pani; e dopo aver rese grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece de’ pesci, quanto volevano.E quando furon saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, ché nulla se ne perda.Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que’ cinque pani d’orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato.La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER170
La reazione della folla
Dopo la moltiplicazione dei pani, la folla riconosce Gesù come il profeta annunciato da Mosè e vuole proclamarlo re. Solo Giovanni riporta questo episodio. Gesù si ritira sul monte, rifiutando una regalità politica. Questo passo rivela la tensione tra le attese messianiche popolari e la missione spirituale del Messia, che rifiuta di conformarsi alle speranze nazionaliste del suo tempo.
Deuteronomio 18.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d’infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER171
Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque
La pericope 171 analizza il miracolo di Gesù che cammina sulle acque del lago di Gennesaret (aprile del 32), compreso l'episodio di Pietro. Un confronto rigoroso dei racconti di Matteo 14.22-32, Marco 6.45-52 e Giovanni 6.16-21 mette in luce convergenze e divergenze, rivelando la potenza divina del Messia e la tensione tra fede e dubbio nei discepoli.
Giovanni 6.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La folla che era rimasta all’altra riva del mare avea notato che non v’era quivi altro che una barca sola, e che Gesù non v’era entrato co’ suoi discepoli, ma che i discepoli eran partiti soli.Or altre barche eran giunte da Tiberiade, presso al luogo dove avean mangiato il pane dopo che il Signore avea reso grazie.La folla, dunque, quando l’indomani ebbe veduto che Gesù non era quivi, né che v’erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e venne a Capernaum in cerca di Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER172
La reazione degli apostoli
La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.
Marco 8.29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER173
Numerose guarigioni a Gennesaret
La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.
Matteo 14.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER201
Gli scandali e le occasioni di caduta
La pericope PER201 presenta l'insegnamento privato di Gesù a Cafarnao sugli scandali e le occasioni di caduta. Egli distingue due casi: coloro che fanno inciampare i nuovi convertiti e i cristiani alle prese con le proprie debolezze. Con metafore corporee radicali, Gesù invita a eliminare tutto ciò che conduce al peccato, sottolineando che la vita nel regno di Dio vale ogni sacrificio. Matteo, Marco e Luca riportano questo insegnamento con sfumature complementari.
Proverbi 4.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Custodisci il tuo cuore più d’ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER205
Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea
La pericope 205 ripercorre il soggiorno prolungato di Gesù, il Messia, in Galilea, nella regione di Cafarnao, per circa sei mesi prima della sua partenza definitiva per Gerusalemme il 3 ottobre del 32 d.C. Solo Giovanni accenna a questi spostamenti e rivela l'intenzione delle autorità religiose di mettere a morte Gesù, mentre i suoi discepoli faticano ancora a comprendere ciò che lo attende. Questo passo segna la transizione verso la festa delle Capanne a Gerusalemme.
Giovanni 7.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la festa de’ Giudei, detta delle Capanne, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER206
La festa dei Tabernacoli
La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.
Giovanni 7.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quando poi i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER207
Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Giovanni 7.3-9 racconta la tensione tra Gesù e i suoi fratelli prima della festa di Sukkot (ottobre dell'anno 32 d.C.). Non comprendendo la missione messianica, essi lo spingono a manifestarsi pubblicamente a Gerusalemme. Gesù sceglie la prudenza, consapevole dei rischi di arresto. Maria resta in disparte. Questo episodio, presente solo in Giovanni, illustra l'incomprensione familiare di fronte alla natura divina di Gesù, poiché la conversione dei suoi fratelli avviene soltanto dopo la risurrezione.
Giovanni 7.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER208
Partenza per Gerusalemme e partenza definitiva dalla Galilea
PER208 descrive la partenza definitiva di Gesù e dei suoi discepoli dalla Galilea il 3 ottobre dell'anno 32, in cammino verso Gerusalemme per la festa di Sukkot. Seguendo il racconto di Luca, attraversano la Samaria invece di percorrere la strada abituale lungo il Giordano. Arrivano il venerdì sera 8 ottobre, insegnano sulla spianata del Tempio, e Gesù pronuncia il suo discorso sull'acqua a Hoshana Rabbà il 13 ottobre. Il gruppo resterà nella regione di Gerusalemme per sei mesi, fino alla Pasqua del 1° aprile dell'anno 33.
Giovanni 7.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mosè v’ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato.Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro a me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER219
Tentato omicidio
Nell'ultimo giorno di una festa a Gerusalemme (13 ottobre 32), i farisei tentano di lapidare il Messia Gesù dopo le sue proclamazioni sulla sua origine divina. Gesù sfugge alla morte nascondendosi tra i suoi discepoli e lascia la città. Probabilmente si ritira a Betania, al di là del Giordano. Solo Giovanni riporta questo episodio, fondato su Giovanni 8,59.
Giovanni 8.59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER221
Il ritorno dei 70 discepoli
Il ritorno dei settanta discepoli (Luca 10.17-24) illustra il loro stupore dopo la missione. Gesù li riporta all'essenziale: rallegrarsi perché i loro nomi sono scritti nei cieli. Proclama la sovranità divina nella rivelazione, concessa agli umili piuttosto che ai sapienti. La dichiarazione del versetto 22 afferma l'intimità unica del Padre e del Figlio, facendo di Gesù l'unico mediatore della conoscenza divina. Luca sottolinea così la continuità dell'opera evangelica.
Luca 10.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quella stessa ora, Gesù giubilò per lo Spirito Santo, e disse: Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agl’intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli! Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto.Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce chi è il Figliuolo, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo voglia rivelarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER223
Il Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria
Luca 10.38-42 racconta la visita del Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria, verso la fine di novembre o l’inizio di dicembre del 32 d.C. Situato a 3 km da Gerusalemme, questo villaggio accoglie Gesù in un contesto di relativa calma: i farisei hanno cambiato strategia, preferendo raccogliere testimonianze a carico piuttosto che agire con violenza. Luca è l’unico evangelista a menzionare questo episodio.
Luca 10.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentre essi erano in cammino, egli entrò in un villaggio; e una certa donna, per nome Marta, lo ricevette in casa sua.Ell’avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a’ piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t’importa che mia sorella m’abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m’aiuti.Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER224
Istruzione sulla preghiera
La pericope PER224 presenta l’istruzione di Gesù sulla preghiera, impartita sul monte degli Ulivi nel dicembre dell’anno 32. Basandosi su Matteo 6.9-13 e Luca 11.1-4, esamina il Padre nostro in due contesti distinti. Luca colloca l’episodio vicino a Gerusalemme, dopo la visita a Betania e prima della guarigione di un indemoniato. I discepoli, alcuni dei quali avevano seguito Giovanni Battista, chiedono a Gesù di insegnare loro a pregare.
Luca 11.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che essendo egli in orazione in un certo luogo, com’ebbe finito, uno de’ suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoliBibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER227
L'invito a casa di un fariseo
La pericope 227 racconta l'invito rivolto al Messia Gesù da un fariseo per un pasto, riferito soltanto da Luca (Lc 11.37). Lungi dall'essere benevolo, questo invito sembra una trappola orchestrata per raccogliere accuse contro Gesù davanti a dei testimoni. Consapevole della posta in gioco, Gesù accetta comunque l'invito, forte di una sicurezza spirituale che la sua ora non era ancora venuta. L'evento si colloca probabilmente a Gerusalemme, durante un viaggio che Gesù intraprende nonostante le minacce delle autorità religiose.
Giovanni 7.51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER228
Il giudizio dei religiosi e i rimproveri del Messia Gesù
Durante un pasto in casa di un fariseo a Gerusalemme (fine 32), Gesù pronuncia severi rimproveri contro i farisei e i dottori della legge. Luca 11,38-54, unico vangelo a narrare questo episodio, descrive un'atmosfera ostile in cui le autorità religiose cercano prove per condannare Gesù. Le sue parole taglienti sono in realtà un appello alla conversione, ignorato da uomini accecati dall'orgoglio.
Luca 11.53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando fu uscito di là, gli scribi e i Farisei cominciarono a incalzarlo fieramente ed a trargli di bocca risposte a molte cose; tendendogli de’ lacci,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER229
Il ricordo del massacro dei Galilei da parte di Pilato
La pericope PER229 (Luca 13,1-5) racconta come alcuni testimoni di un pasto fariseo interpellino Gesù riguardo al massacro di Galilei compiuto da Pilato. Gesù rifiuta di vedervi una punizione divina e invita al pentimento personale, citando anche il crollo della torre di Siloe. Insegna che la morte è la sorte comune di tutti e che solo il pentimento apre l'accesso al Regno di Dio.
Luca 13.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrifici.E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER233
Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme
La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.
Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER234
Lamento su Gerusalemme
Il Lamento su Gerusalemme (Mt 23.37-39; Lc 13.34-35) mostra Gesù che piange sulla città santa, pochi giorni prima della sua Passione. Attraverso la metafora della gallina che protegge i suoi pulcini, esprime l’amore divino rifiutato, condanna l’uccisione dei profeti e annuncia la desolazione del Tempio, lasciando tuttavia aperta una speranza di riconciliazione finale.
Luca 13.34-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti son mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’ultima settimana prima dell’arresto
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PER284
Purificazione del Tempio per la seconda volta
La seconda purificazione del Tempio da parte di Gesù, il lunedì 28 marzo del 33, è un atto profetico e simbolico. Scacciando i venditori dal cortile dei Gentili e citando Isaia e Geremia, Gesù denuncia la corruzione del culto, afferma la sua autorità messianica e annuncia il giudizio che verrà sul Tempio. Questo evento precipita la decisione dei capi religiosi di metterlo a morte.
Isaia 56.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :io li condurrò sul mio monte santo, e li rallegrerò nella mia casa d’orazione; i loro olocausti e i loro sacrifizi saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa sarà chiamata una casa d’orazione per tutti i popoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER288
Il fico è seccato
Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.
Marco 11.20-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli vi perdonerà i vostri falli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER289
L’autorità del Messia Gesù contestata
Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.
Luca 20.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne un di quei giorni, che mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i capi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlaron così:Dicci con quale autorità tu fai queste cose, e chi t’ha data codesta autorità.Ed egli, rispondendo, disse loro: Anch’io vi domanderò una cosa:Il battesimo di Giovanni era dal cielo a dagli uomini?Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste?Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta.E risposero che non sapevano d’onde fosse.E Gesù disse loro: Neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER291
La parabola dei vignaioli
La parabola dei vignaioli (Mt 21.33-46; Mc 12.1-12; Lc 20.9-19), pronunciata il Martedì Santo nel cortile del Tempio, illustra in modo allegorico la storia della salvezza: Dio manda dei profeti e poi suo Figlio, che i capi religiosi rifiutano e uccidono. La vigna viene trasferita alla Chiesa, senza per questo chiudere la porta al popolo ebraico, che può entrare nella fede.
Marco 12.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna e le fece attorno una siepe e vi scavò un luogo da spremer l’uva e vi edificò una torre; l’allogò a de’ lavoratori, e se ne andò in viaggio.E a suo tempo mandò a que’ lavoratori un servitore per ricevere da loro de’ frutti della vigna.Ma essi, presolo, lo batterono e lo rimandarono a vuoto.Ed egli di nuovo mandò loro un altro servitore; e anche lui ferirono nel capo e vituperarono.Ed egli ne mandò un altro, e anche quello uccisero; e poi molti altri, de’ quali alcuni batterono ed alcuni uccisero.Aveva ancora un unico figliuolo diletto; e quello mandò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma que’ lavoratori dissero fra loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e l’eredità sarà nostra.E presolo, l’uccisero, e lo gettarono fuor dalla vigna.Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà e distruggerà quei lavoratori, e darà la vigna ad altri.Non avete voi neppur letta questa Scrittura: La pietra che gli edificatori hanno riprovata, è quella che è divenuta pietra angolare;ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Ed essi cercavano di pigliarlo, ma temettero la moltitudine; perché si avvidero bene ch’egli aveva detto quella parabola per loro. E lasciatolo, se ne andarono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER294
Le domande dei farisei e degli erodiani
Farisei ed erodiani cercano di tendere una trappola a Gesù chiedendogli se si debba pagare il tributo a Cesare. La sua risposta — «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio» — sventa la trappola e pone la distinzione fondamentale tra autorità civile e sovranità divina, ricordando che l'uomo, che porta l'immagine di Dio, gli appartiene interamente.
Luca 20.20-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essendosi messi ad osservarlo, gli mandarono delle spie che simulassero d’esser giusti per coglierlo in parole, affin di darlo in man dell’autorità e del potere del governatore.E quelli gli fecero una domanda, dicendo: Maestro, noi sappiamo che tu parli e insegni dirittamente, e non hai riguardi personali, ma insegni la via di Dio secondo verità:E’ egli lecito a noi pagare il tributo a Cesare o no?Ma egli, avvedutosi della loro astuzia, disse loro:Mostratemi un denaro; di chi porta l’effigie e l’iscrizione? Ed essi dissero: Di Cesare.Ed egli a loro: Rendete dunque a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio.Ed essi non poteron coglierlo in parole dinanzi al popolo; e maravigliati della sua risposta, si tacquero.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER296
Le domande dei dottori della legge
Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.
Matteo 22.34-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or i Farisei, udito ch’egli avea chiusa la bocca a’ Sadducei, si raunarono insieme;e uno di loro, dottor della legge, gli domandò, per metterlo alla prova:Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.Questo è il grande e il primo comandamento.Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER297
La messianità di Gesù
Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il martedì prima della sua Passione, Gesù interroga i farisei sull’identità del Messia. Citando il Salmo 110, rivela che il Messia è al tempo stesso Figlio di Davide secondo la carne e Signore eterno secondo la sua divinità, confondendo i suoi avversari, che restano senza risposta. Un’affermazione cristologica fondamentale sulla doppia natura di Gesù.
Marco 12.38-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze,ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti;essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER299
L’offerta della povera vedova
Nel Tempio di Gerusalemme, Gesù osserva una povera vedova mettere due monetine nel tesoro, tutto ciò che possiede. A differenza dei ricchi, che danno del loro superfluo con ostentazione, lei offre tutto il suo sostentamento. Gesù dichiara che ha dato più di tutti gli altri, capovolgendo i criteri umani di valore. Questo racconto, riferito da Marco (12.41-44) e Luca (21.1-4), insegna che la vera generosità si misura non dalla quantità data, ma dalla disposizione del cuore e dal sacrificio compiuto.
Marco 12.41-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai.E venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli che fanno un quarto di soldo.E Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: in verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri;poiché tutti han gettato del superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L'ultimo giorno fino alla crocifissione
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PER341
La presentazione a Ponzio Pilato
La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.
Luca 22.61-62 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il Signore, voltatosi, riguardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola del Signore com’ei gli avea detto: Prima che il gallo canti oggi, tu mi rinnegherai tre volte.E uscito fuori pianse amaramente.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER343
Presentazione al «re» Antipa
Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.
Luca 22.66-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi sacerdoti e gli scribi si adunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se ve lo dicessi, non credereste;e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.Ma da ora innanzi il Figliuol dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio.E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono.E quelli dissero: Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Noi stessi l’abbiamo udito dalla sua propria bocca.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER345
La liberazione di un prigioniero
Durante il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano cerca di sfruttare l’usanza pasquale della liberazione di un prigioniero per evitare di condannare Gesù. Propone alla folla di scegliere tra Gesù e Barabba, criminale famigerato, persuaso che il popolo farà la scelta giusta. L’intervento di sua moglie rafforza le sue esitazioni. Questa scena, attestata da tutti e quattro i vangeli, illustra la manipolazione delle autorità religiose e prefigura teologicamente la sostituzione redentrice.
Marco 15.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero.C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio.E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto.E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei?Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia.Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER346
L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.
Giovanni 18.39-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma voi avete l’usanza ch’io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de’ Giudei?Allora gridaron di nuovo: Non costui, ma Barabba! Or Barabba era un ladrone.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER347
I diversi maltrattamenti e la flagellazione
PER347 analizza la flagellazione e i maltrattamenti inflitti a Gesù nel pretorio di Ponzio Pilato, il venerdì mattina della Passione. Pratica romana normalizzata che precedeva la crocifissione, questo supplizio è accompagnato dagli scherni dei soldati (corona di spine, manto di porpora). L’articolo confronta i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni in un approccio sinottico, sottolineando la violenza istituzionale romana e la dignità conservata da Gesù nonostante gli oltraggi.
Marco 15.6-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero.C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio.E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto.E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei?Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia.Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei?Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo!E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo!E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso.Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte.E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo,e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei!E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER350
Il cammino fino al monte Golgota, aiuto di Simone di Cirene
PER350 analizza il cammino di Gesù verso il monte Golgota, a partire dal pretorio di Pilato. Indebolito dalla flagellazione, Gesù non riesce più a portare da solo la sua croce. Simone di Cirene viene requisito dai soldati. Luca menziona delle donne in lacrime tra la folla, Matteo riferisce il rifiuto di Gesù di una bevanda anestetizzante. Marco identifica Simone come padre di Alessandro e Rufo, figure note alle prime comunità cristiane. Una sinossi di Matteo, Marco e Luca illumina questo episodio che precede immediatamente la crocifissione, datata al venerdì mattina verso le 9.
Matteo 27.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER352
La crocifissione
La pericope PER352 analizza la crocifissione di Gesù sul monte Golgota attraverso i quattro vangeli. Colloca l’evento verso le 9 di un venerdì mattina, esamina il compimento delle profezie (Isaia 53,12; Salmo 22,19), i dettagli tecnici della crocifissione, l’iscrizione regale e gli scherni dei testimoni. Una lettura sinottica rigorosa che unisce storia, cronologia e teologia.
Luca 24.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER353
La spartizione delle vesti e le derisioni
La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.
Matteo 27.31-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto, e lo rivestirono delle sue vesti; poi lo menaron via per crocifiggerlo.Or nell’uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone, e lo costrinsero a portar la croce di Gesù.E venuti ad un luogo detto Golgota, che vuol dire: Luogo del teschio, gli dettero a bere del vino mescolato con fiele;ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne.Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando a sorte;e postisi a sedere, gli facevan quivi la guardia.E al disopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: QUESTO E’ GESU’, IL RE DE’ GIUDEI.Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra.E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo:Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce!Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano:Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui.S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio.E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui.Or dall’ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.E verso l’ora nona Gesù gridò con gran voce: Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?Ma alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia.E subito un di loro corse a prendere una spugna; e inzuppatala d’aceto e postala in cima ad una canna, gli die’ da bere.Ma gli altri dicevano: Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo.E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rendé lo spirito.Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, e la terra tremò, e le rocce si schiantarono,e le tombe s’aprirono, e molti corpi de’ santi che dormivano, risuscitarono;ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.E il centurione e quelli che con lui facean la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente, costui era Figliuol di Dio.Ora quivi erano molte donne che guardavano da lontano, le quali avean seguitato Gesù dalla Galilea per assisterlo;tra le quali erano Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo e di Jose, e la madre de’ figliuoli di Zebedeo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER355
Il dialogo di Gesù con Giovanni e le donne
Ai piedi della croce, Gesù affida sua madre Maria a Giovanni, il discepolo amato (Giovanni 19.25-27). Unico vangelo a riferire questa scena, Giovanni sottolinea la coraggiosa presenza delle donne e di Giovanni al Golgota. Questo dialogo rivela una duplice portata: umana, perché Gesù assume le sue responsabilità di figlio, e spirituale, perché istituisce una nuova famiglia fondata sulla fede e non sul sangue. Giovanni obbedisce subito, dando prova della sua fedeltà.
Marco 15.20-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno.Era l’ora terza quando lo crocifissero.E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI.E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui.E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni,salva te stesso e scendi giù di croce!Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso!Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER356
La notte a mezzogiorno
La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.
Luca 23.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù, gridando con gran voce, disse: Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio. E detto questo spirò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER357
La morte del Messia Gesù
La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.
Deuteronomio 21.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quand’uno avrà commesso un delitto degno di morte, e tu l’avrai fatto morire e appiccato a un albero,il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull’albero, ma lo seppellirai senza fallo lo stesso giorno; perché l’appiccato è maledetto da Dio, e tu non contaminerai la terra che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER358
Le precisazioni di Giovanni
Giovanni 19.31-37 riferisce dettagli esclusivi sugli eventi successivi alla morte di Gesù: la richiesta delle autorità ebraiche di rimuovere i corpi prima del sabato di Pasqua, il crurifragium applicato ai briganti ma non a Gesù, già morto, e la lancia che gli trafigge il costato. Giovanni, testimone oculare, attesta la realtà della morte di Cristo e il compimento delle Scritture riguardanti l'Agnello pasquale.
Giovanni 19.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma uno de’ soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER360
I discepoli presenti alla crocifissione
PER360 analizza i discepoli presenti alla crocifissione di Gesù sul Golgota, mettendo a confronto i quattro Vangeli. Erano in maggioranza donne — Maria madre di Gesù, Maria Maddalena, Salome, Maria di Cleopa — e l'apostolo Giovanni, l'unico uomo menzionato. Il loro coraggio contrasta con la fuga dei discepoli uomini. Gesù affida la madre a Giovanni, gesto di profonda umanità. Una tenebra soprannaturale copre la scena da mezzogiorno alle 15, venerdì 1º aprile del 33.
Marco 15.40-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La risurrezione e le diverse apparizioni
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PER364
Le donne vanno alla tomba
La pericope 364 racconta la partenza delle donne verso il sepolcro di Gesù, all'alba di domenica, attestata dai quattro vangeli. Mosse dalla loro fedeltà e dal loro attaccamento a Gesù, portano degli aromi senza aspettarsi una risurrezione. L'articolo sottolinea la loro costanza di fronte al venir meno degli apostoli, la loro incomprensione degli annunci della risurrezione e la loro ignoranza delle guardie poste al sepolcro. Un'analisi sinottica rigorosa nel quadro della Passione e della Risurrezione.
Marco 16.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù.E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro sul levar del sole.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER365
La pietra rotolata via, il terremoto
La mattina di Pasqua, alcune donne fedeli si recano alla tomba di Gesù per completare le cure funebri. Scoprono la pietra rotolata via e la tomba vuota. L’articolo analizza la loro fedeltà, in contrasto con la fuga degli apostoli, il loro attaccamento a Gesù e l’incomprensione generale di fronte agli annunci della risurrezione. Un approccio sinottico confronta Matteo, Marco, Luca e Giovanni su questo evento fondante.
Luca 8.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER366
Il messaggio degli angeli
La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.
Matteo 26.56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le scritture de’ profeti. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER367
Le donne avvertono i discepoli
La pericope 367 esamina il momento in cui le donne avvertono i discepoli della risurrezione, mettendo a confronto Matteo 28.8, Marco 16.9-11, Luca 24.9-11 e Giovanni 20.2. Emerge una divergenza rilevante: Maria di Magdala sembra ignorare il messaggio degli angeli, diversamente dalle altre donne. L’ipotesi di una partenza anticipata di Maria prima dell’apparizione angelica permette di armonizzare i racconti e di spiegare la sua persistente incomprensione davanti alla tomba vuota.
Giovanni 20.11-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro,ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER370
Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala
La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.
Luca 24.36-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito.Ed egli disse loro: Perché siete turbati? E perché vi sorgono in cuore tali pensieri?Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io.E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.Ma siccome per l’allegrezza non credevano ancora, e si stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare?Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza.Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.Allora apri loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro:Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno,e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.Or voi siete testimoni di queste cose.Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER371
Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne
La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.
Giovanni 20.11-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro,ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro.Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER372
L’apparizione del Messia Gesù a Pietro
L’apparizione di Gesù risorto a Simon Pietro è attestata da Luca 24.34 e 1 Corinzi 15.3-5, ma nessun evangelista ne descrive il contenuto. Collocato nella domenica 3 aprile dell’anno 33 d.C., dopo le apparizioni alle donne e prima di quella ai discepoli di Emmaus, questo incontro intimo sembra essere una riconciliazione personale tra Gesù e Pietro dopo il suo rinnegamento. Pietro sarebbe così stato il primo apostolo a vedere il Signore risorto.
Luca 24.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER373
Le guardie avvertono le autorità ebraiche
Matteo 28.11-15 riferisce che le guardie del sepolcro, testimoni involontari della risurrezione, si recarono dalle autorità ebraiche. Queste le corruppero perché diffondessero la tesi del furto del corpo da parte dei discepoli. L'articolo analizza il valore apologetico di questa testimonianza esterna alla cerchia cristiana e le contraddizioni della versione ufficiale, sottolineando che questo episodio, esclusivo di Matteo, si inserisce nella cronologia pasquale di domenica 3 aprile dell'anno 33.
Luca 24.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org