PER227

L'invito a casa di un fariseo

La pericope 227 racconta l'invito rivolto al Messia Gesù da un fariseo per un pasto, riferito soltanto da Luca (Lc 11.37). Lungi dall'essere benevolo, questo invito sembra una trappola orchestrata per raccogliere accuse contro Gesù davanti a dei testimoni. Consapevole della posta in gioco, Gesù accetta comunque l'invito, forte di una sicurezza spirituale che la sua ora non era ancora venuta. L'evento si colloca probabilmente a Gerusalemme, durante un viaggio che Gesù intraprende nonostante le minacce delle autorità religiose.

5 min fariseo invito pasto Luca Gerusalemme 3 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 11.37 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or mentr’egli parlava, un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato, si mise a tavola.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Casa di un fariseo a Gerusalemme

Data: Fine novembre (sabato 27 novembre 32?)

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è il solo a parlare di questo viaggio a Gerusalemme

Regione di Gerusalemme

Il Messia Gesù accetta l'invito di un fariseo a un pasto che si preannuncia teso.

L'invito a casa di un fariseo

Pasto a casa del fariseo

Commenti

Questo passo si concilia male con il clima ostile descritto in Giovanni 8.59 attorno al Messia Gesù. Sembra poco probabile che un fariseo abbia invitato il Messia Gesù a unirsi a lui e ai suoi amici, mentre quest'ultimo era attivamente ricercato per essere arrestato e i avevano già tentato di lapidarlo.

Collocare questo evento in questo punto suggerisce che i avrebbero inizialmente agito con precipitazione, sotto l'effetto della collera, e che ora elaborino una strategia più ponderata, volta sempre a eliminare il Messia Gesù. Questo periodo sarebbe segnato da una relativa calma per lui, e l'invito formulato da questo fariseo si inserisce così nel quadro di questo nuovo progetto.

Questo pranzo sembrava assomigliare piuttosto a un banchetto al quale il Messia Gesù sarebbe stato invitato all'improvviso. Questo genere di pasto poteva essere assimilato a un atto sociale o politico. Sembra che il fariseo e i suoi invitati abbiano considerato questo invito come un'occasione per mettere alla prova il Maestro, al fine di raccogliere elementi che potessero poi giustificare un'accusa davanti al , in presenza di un numero considerevole di testimoni.

Sembra che il Messia Gesù fosse pienamente consapevole della dimensione inquisitoria di questo pasto, scegliendo tuttavia di accettare l'invito. È probabile che diversi discepoli fossero presenti al suo fianco, ma la figura centrale dell'evento restava il Messia Gesù.

Non viene data alcuna informazione precisa sul luogo, ma la descrizione suggerisce che la dimora del fariseo fosse spaziosa, il che esclude probabilmente i villaggi circostanti. È quindi plausibile collocare la scena a Gerusalemme.

Abbiamo osservato che dei si recarono a Betania, al di là del Giordano, per incontrare il Messia Gesù (PER222). È plausibile supporre che in quell'occasione gli sia stato rivolto un invito, il che potrebbe spiegare come mai, recandosi a quell'incontro, probabilmente con uno o due giorni di anticipo e accompagnato da alcuni discepoli, ne abbia approfittato per rivedere Marta, Maria e Lazzaro. Infatti Betania, il loro villaggio, si trova sulla strada per Gerusalemme.

Occorre notare che, se alcuni responsabili religiosi prevedevano un'esecuzione rapida, non tutti i condividevano questo punto di vista. Un numero considerevole di loro teneva all'applicazione della legge (vedi Giovanni 7.51). In questo contesto, è possibile che sia stato adottato un cambiamento di strategia, mantenendo l'obiettivo iniziale relativo alla morte del Messia Gesù.

D'altra parte il Messia Gesù, ben consapevole del tentativo di assassinio orchestrato dai , doveva aver ricevuto delle rassicurazioni (PER219), sicuramente spirituali, per prendere in considerazione questo viaggio a Gerusalemme. La sosta a Betania avrebbe potuto essere anche un modo per confermare il cambiamento di atteggiamento di questi uomini grazie alle informazioni di simpatizzanti della sua causa.

Il Messia Gesù conosceva l'atteggiamento ostile delle autorità religiose nei suoi confronti, poiché da più di un anno e mezzo le minacce si ripetevano regolarmente, in particolare a Gerusalemme. Questa sicurezza che evochiamo potrebbe essere una rivelazione spirituale: egli sapeva che la sua ora non era ancora giunta.