PER222

Il buon samaritano

La pericope PER222 presenta la parabola del buon Samaritano (Luca 10.25-37), raccontata da Gesù in risposta a un dottore della Legge che voleva tendergli una trappola. Ambientata a Betania, al di là del Giordano, nel novembre dell'anno 32, questa parabola insegna che il vero «prossimo» non è definito dalla religione o dalla cultura, ma dall'atto di misericordia. Il Samaritano disprezzato diventa il modello della compassione, figura simbolica dello stesso Messia che viene in soccorso dell'umanità ferita.

11 min buon Samaritano parabola prossimo misericordia compassione 10 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 10.25-37 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed ecco, un certo dottor della legge si levò per metterlo alla prova, e gli disse: Maestro, che dovrò fare per eredar la vita eterna?

Ed egli gli disse: Nella legge che sta scritto? Come leggi?

E colui, rispondendo, disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso.

E Gesù gli disse: Tu hai risposto rettamente; fa, questo, e vivrai.

Ma colui, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?

Gesù, replicando, disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté in ladroni i quali, spogliatolo e feritolo, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

Or, per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa via; e veduto colui, passò oltre dal lato opposto.

Così pure un levita, giunto a quel luogo e vedutolo, passò oltre dal lato opposto.

Ma un Samaritano che era in viaggio giunse presso a lui; e vedutolo, n’ebbe pietà;

e accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell’olio e del vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo menò ad un albergo e si prese cura di lui.

E il giorno dopo, tratti fuori due denari, li diede all’oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, quando tornerò in su, te lo renderò.

Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté ne’ ladroni?

E quello rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va’, e fa’ tu il simigliante.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Betania, situata al di là del Giordano.

Data: novembre dell'anno 32

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l'unico a parlare di questo periodo.

Mappa di Betania, al di là del Giordano

I sapevano dove il Messia Gesù e i suoi discepoli si erano rifugiati. Alcuni di loro si recarono sul posto per interrogarlo.

Il buon samaritano

Il buon samaritano

Contesto

Sappiamo che il Messia Gesù e i suoi discepoli si sono ritirati a Betania, al di là del Giordano. È un luogo sicuro e qualsiasi intervento aggressivo sarebbe notato subito; in tale ipotesi il gruppo passerebbe rapidamente in Perea, sulla riva orientale del Giordano, fuori dalla giurisdizione di Ponzio Pilato e del sommo sacerdote Caifa.

Tuttavia pensiamo che piccoli gruppi di persone avessero ripreso contatto con il Messia Gesù. Alcuni, all'interno della classe dirigente, si ponevano delle domande e compivano il viaggio per interrogare il Maestro.

In queste condizioni, questo passo si svolgerebbe dunque a Betania, al di là del Giordano, a una giornata di cammino da Gerusalemme. Dobbiamo quindi ammettere che questo dottore della legge e i suoi amici abbiano percorso circa 30 km per interrogare il Maestro.

Questo dottore della legge non appare sincero come avremmo potuto sperare. Infatti Luca 10.25 precisa che poneva la sua domanda per mettere alla prova il Messia Gesù, eppure lo chiama «maestro».

La parola greca usata qui è «didaskalos», che significa letteralmente insegnante o istruttore.

È un titolo di rispetto, spesso dato ai rabbini o alle figure religiose riconosciute per la loro autorità nell'interpretazione della Legge.

Usandolo, il dottore della legge riconosce il Messia Gesù come un interlocutore competente in materia spirituale e giuridica, anche se lo fa in un contesto di messa alla prova.

Luca 10.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Ed ecco, un certo dottor della legge si levò per metterlo alla prova, e gli disse: Maestro, che dovrò fare per eredar la vita eterna?

domanda l'esperto della legge.

Luca precisa che questa domanda è posta per metterlo alla prova, il che suggerisce l'intenzione di mettere alla prova o di intrappolare il Messia Gesù piuttosto che un reale desiderio di imparare.

Questo contrasto tra il rispetto apparente del titolo e l'intenzione nascosta conferisce una tensione drammatica allo scambio.

Il Messia Gesù rovescia la domanda e, invece di rispondere direttamente, il Messia Gesù rinvia il dottore alla sua stessa competenza:

Luca 10.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Ed egli gli disse: Nella legge che sta scritto? Come leggi?

Questo ribaltamento mostra che il Messia Gesù non si lascia rinchiudere in un ruolo passivo di maestro, ma che padroneggia l'arte del dialogo rabbinico, spesso basato su domande e risposte.

Questa domanda sulla vita eterna ritorna in diversi momenti dei Vangeli, come in: Matteo 19.16-22, Luca 18.18-23, Giovanni 3.1-15.

Il racconto avrebbe potuto concludersi in Luca 10.28, ma l'uomo tenta di giustificarsi; non vuole apparire come un allievo istruito dal Maestro (Luca 10.29).

Del resto, per fortuna ha tentato di giustificarsi, perché così possediamo questa magnifica del buon .

È uno degli insegnamenti più potenti del Messia Gesù sulla compassione, la misericordia e l'amore del prossimo.

Contesto

Il Messia Gesù risponde a un dottore della Legge che gli chiede: «Chi è il mio prossimo?» Invece di dare una definizione, il Messia Gesù racconta una storia per illustrare che cosa significa essere il prossimo di qualcuno.

Puoi consultare lo studio dettagliato di questa : PAR023: Il buon

Il cuore del messaggio

Il sacerdote e il levita, figure religiose rispettate, vedono l'uomo ferito ma passano oltre.

Il , considerato eretico e disprezzato dai Giudei, è colui che agisce con compassione.

Cura l'uomo, lo trasporta, paga per le sue cure e promette di tornare.

Il Messia Gesù ribalta le aspettative: il «prossimo» non è colui che ci è vicino per religione o cultura, ma colui che agisce con bontà e misericordia.

Simbolismo e interpretazioni

Il è spesso visto come una figura dello stesso Messia Gesù, che viene in soccorso dell'umanità ferita. L'olio e il vino simboleggiano i sacramenti, la guarigione spirituale. La locanda può rappresentare la Chiesa, luogo di cura e di rifugio.

L'appello finale

Il Messia Gesù conclude con un'ingiunzione diretta:

Luca 10.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E quello rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va’, e fa’ tu il simigliante.

È un invito ad agire, non solo a credere o a pregare. La fede si vive in gesti concreti verso coloro che soffrono.

La reazione del dottore della legge rimane sconosciuta; mentre cercava di mettere alla prova il Maestro, si è trovato di fronte a una richiesta esigente che lo pone in una posizione delicata. Si suggerisce di agire con discernimento in situazioni analoghe.

Secondo le nostre analisi, una parte del considerava Gesù una figura che metteva in discussione il loro status e la loro posizione sociale. Tuttavia, all'interno di questo gruppo, come già menzionato (PER213), alcuni membri si interrogavano su di lui ed erano sensibili alle sue parole. L'influenza del Caifa, il sommo sacerdote responsabile del , limitava i dibattiti contraddittori, riducendo la possibilità di esprimere opinioni divergenti. La situazione di Nicodemo sembra dunque complessa.

È stato stabilito che, dopo il loro tentativo di istigare all'assassinio del Messia Gesù a Gerusalemme (PER219), i hanno cambiato strategia e cercano ormai di ricorrere a vie legali per ottenere la condanna del Maestro.

È dunque plausibile che questo fariseo sia stato inviato dal allo scopo di raccogliere elementi a carico del Messia Gesù, in vista di un eventuale processo davanti a questa istanza religiosa. È anche possibile che quest'uomo si ponesse domande personali sul Messia Gesù, il che potrebbe aver fatto di questa conversazione un momento istruttivo.