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Il Messia Gesù contestato dopo un miracolo

A Gerusalemme, dopo aver guarito un indemoniato muto, il Messia Gesù è contestato da avversari che attribuiscono il suo potere a Beelzebul e reclamano un nuovo segno. Egli risponde con argomenti logici e spirituali, cita il segno di Giona, orienta una lode verso l’obbedienza alla Parola e conclude con una metafora sulla luce interiore. Questo discorso, riportato soltanto da Luca (11.14-36), illustra due atteggiamenti opposti di fronte al Messia: la fede autentica e il rifiuto incredulo.

9 min Messia Gesù contestato miracolo indemoniato muto Beelzebul segno di Giona 11 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 11.14-36 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or egli stava cacciando un demonio che era muto; ed avvenne che quando il demonio fu uscito, il muto parlò; e le turbe si maravigliarono.

Ma alcuni di loro dissero: E’ per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni, ch’egli caccia i demoni.

Ed altri, per metterlo alla prova, chiedevano da lui un segno dal cielo.

Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie è ridotto in deserto, e una casa divisa contro se stessa, rovina.

Se dunque anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché voi dite che è per l’aiuto di Beelzebub che io caccio i demoni.

E se io caccio i demoni per l’aiuto di Beelzebub, i vostri figliuoli per l’aiuto di chi li caccian essi? Perciò, essi stessi saranno i vostri giudici.

Ma se è per il dito di Dio che io caccio i demoni, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio.

Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua dimora, quel ch’e’ possiede è al sicuro;

ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale si confidava, e ne spartisce le spoglie.

Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

Quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando riposo; e non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito;

e giuntovi, la trova spazzata e adorna.

Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo divien peggiore della prima.

Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna di fra la moltitudine alzò la voce e gli disse: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Ma egli disse:

Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!

E affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, salvo il segno di Giona.

Poiché come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell’uomo sarà per questa generazione.

La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone.

I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v’è più che Giona.

Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.

La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.

Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz’aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina col suo splendore.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Spianata del Tempio a Gerusalemme

Data: Fine novembre o inizio dicembre del 32

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è il solo a parlare di questo viaggio a Gerusalemme

Regione di Gerusalemme

Il Messia Gesù sta per pronunciare a Gerusalemme un discorso che solo Luca ci riporta.

La guarigione di un indemoniato muto

Il muto che parla

Poi una donna lo interpella (Luca 11.27-28).

Siamo dunque a Gerusalemme, con ogni probabilità sulla spianata del Tempio, un luogo favorevole per incontrare la folla ma, purtroppo, anche gli avversari.

Tutto comincia con la guarigione di un indemoniato muto: la folla è meravigliata. Tuttavia una minoranza di questa folla, guidata dai , cerca di ribaltare la situazione e di screditare il Messia Gesù.

È per mezzo di Beelzebul

In seguito, questa minoranza influente formula una richiesta di miracolo (Luca 11.16) pretendendo di voler credere in Gesù il Messia. Eppure la loro richiesta mira più a ottenere uno spettacolo impressionante che a nutrire un vero cammino di fede. Questo mostra che la loro richiesta non è sincera, perché hanno già assistito a un miracolo concreto: un uomo muto ha appena ritrovato la parola sotto i loro occhi. Invece di riconoscere la portata spirituale dell’evento, cercano di distogliere l’attenzione e di seminare il dubbio attorno al Messia Gesù.

Cercano così di screditare il Messia Gesù spingendolo a produrre un segno spettacolare, convinti che rifiuterà e che potranno allora mettere in discussione la sua legittimità: «Vedete? Non è davvero un profeta». Questo comportamento rivela una strategia volta a preservare la loro autorità religiosa e a evitare di essere messi in discussione dal messaggio del Messia Gesù. Da quel momento, il loro atteggiamento tradisce una chiusura alla fede autentica, perché rifiutano di riconoscere l’evidenza già manifestata davanti a loro.

Poi Luca 11.18-27 ci riporta la . Dei testimoni dei suoi miracoli lo accusano di collaborare con il diavolo. Il Messia Gesù, conoscendo i loro pensieri, risponde con una serie di argomenti logici e spirituali.

Il

Poi una donna lo interpella (Luca 11.27-28).

La donna esprime una lode spontanea a Gesù (Luca 11.27), glorificando sua madre, Maria. È un modo per dire: «Sei così straordinario che tua madre dev’essere benedetta!»

Il Messia Gesù non respinge la lode, ma la reindirizza (Luca 11.28). Afferma che la vera felicità non viene soltanto dai legami biologici o dalla maternità, ma dall’ascolto e dalla messa in pratica della parola di Dio.

Questo passo estende la benedizione a tutti i discepoli. Mostra che la vera vicinanza al Messia Gesù non dipende dalla nascita, ma dall’obbedienza a Dio.

Poi il Messia Gesù risponde a coloro che chiedono ancora un miracolo (Luca 11.29-32).

La a coloro che chiedono un miracolo

Poi, per concludere questo discorso, Luca 11.33-36 riferisce una sulla luce che fa eco al passo di Matteo 5.14-16, menzionato durante il Sermone sul monte pronunciato circa un anno e mezzo prima in Galilea, vicino a Cafarnao.

Il

In conclusione, desideriamo tornare sull’evoluzione dell’argomentazione sviluppata in questo discorso del Messia Gesù, riportato in Luca 11.14-36. Mostreremo che esiste un legame tra questa argomentazione e l’insegnamento sulla preghiera, presentato ai discepoli immediatamente prima di questo discorso (Luca 11.1-13).

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