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Il Messia Gesù placa la tempesta

Dopo un'intensa giornata di insegnamento, Gesù attraversa il lago di Tiberiade con i suoi discepoli. Scoppia una violenta tempesta che minaccia di affondare la barca. Svegliato dai discepoli in preda al panico, Gesù ordina agli elementi di tacere e subito si fa una grande calma. Questo episodio, riportato da Matteo, Marco e Luca, rivela l'autorità divina di Gesù sulla natura e insegna l'importanza di una fede incrollabile anche nel cuore delle prove.

8 min tempesta placata miracolo di Gesù lago di Tiberiade fede dei discepoli autorità di Gesù 6 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 8.23-27 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed essendo egli entrato nella barca, i suoi discepoli lo seguirono.

Ed ecco farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva.

E i suoi discepoli, accostatisi, lo svegliarono dicendo: Signore, salvaci, siam perduti.

Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.

E quegli uomini ne restaron maravigliati e dicevano: Che uomo è mai questo che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?

Marco
Marco 4.35-41 (Riveduta 1927 (Luzzi))

In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva.

E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui.

Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva.

Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?

Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia.

Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede?

Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono?

Luca
Luca 8.22-25 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or avvenne, in un di quei giorni, ch’egli entrò in una barca co’ suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all’altra riva del lago. E presero il largo.

E mentre navigavano, egli si addormentò; e calò sul lago un turbine di vento, talché la barca s’empiva d’acqua, ed essi pericolavano.

E accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti che s’acquetarono, e si fe’ bonaccia.

Poi disse loro: Dov’è la fede vostra? Ma essi, impauriti e maravigliati, diceano l’uno all’altro: Chi è mai costui che comanda anche ai venti ed all’acqua e gli ubbidiscono?

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Una piccola baia lungo le rive del lago di Tiberiade, nei pressi di Capernaum in Galilea.

Data: Febbraio o marzo dell'anno 32 d.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Marco

Nota sul metodo di lavoro: La cronologia di Marco sembra essere la più probabile

Tempesta placata.jpg

Il Messia Gesù sale su una barca con i suoi discepoli per attraversare il .

Il Messia Gesù placa la tempesta

Onde

Significato

Dopo diverse ore di insegnamento, quando il giorno declina e la folla si disperde, il Messia Gesù decide di attraversare il lago di Tiberiade. Anche se non possiamo affermare con certezza che questo evento segua immediatamente il discorso analizzato negli scritti di Matteo, è evidente che le giornate si susseguivano e si somigliavano, con una forte sollecitazione nei suoi confronti.

Il Messia Gesù approfittava di ogni occasione per annunciare il Regno dei Cieli. Questa traversata rappresenta per lui un momento di riposo, lontano dalla pressione della folla. Va notato che, secondo Marco, altre barche lo accompagnavano anch'esse sul mare.

Mentre navigano sul mare, sopraggiunge una violenta tempesta che solleva onde potenti, le quali minacciano di far rovesciare l'imbarcazione. I discepoli, in preda al panico, svegliano il Messia Gesù, che dorme a poppa della barca su un cuscino, e gli dicono: «Maestro, non t'importa nulla della nostra sorte?»

Il Messia Gesù si alza, rimprovera il vento e ordina al mare: «Taci! Calmati!» Il vento si placa immediatamente e si fa una grande calma. Gesù rivolge allora loro queste parole: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» I discepoli, presi da stupore, si domandano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?»

Significato

Questo miracolo sottolinea diversi punti importanti:

Autorità di Gesù: Dimostra l'autorità di Gesù sulla natura, mostrando che egli è più di un semplice profeta: è il Figlio di Dio, che ha potere sugli elementi.

Fede e fiducia: L'evento insegna l'importanza della fede e della fiducia in Gesù, anche in mezzo alle tempeste della vita.

Rivelazione dell'identità del Messia Gesù: La reazione dei discepoli mostra il loro progresso nella comprensione della vera identità di Gesù.

Il miracolo di Gesù che placa la tempesta è una potente illustrazione del dominio divino e dell'appello a una fede incrollabile in ogni circostanza.

Anche Marco e Luca riportano questo evento e, benché i loro racconti siano simili, vi sono sottili differenze tra loro. Ecco i punti principali di ciascun racconto:

Matteo 8.23-27

Contesto: Gesù sale sulla barca, seguito dai suoi discepoli.

Tempesta: Si alza una grande tempesta, le onde coprono la barca.

Reazione dei discepoli: Svegliano Gesù dicendo: «Signore, salvaci, siamo perduti!»

Azione del Messia Gesù: Rimprovera loro la mancanza di fede, poi sgrida i venti e il mare.

Risultato: Si fa una grande calma e gli uomini si stupiscono, chiedendosi che tipo di uomo sia Gesù.

Marco 4.35-41

Contesto: Il Messia Gesù propone di passare all'altra riva sul far della sera.

Tempesta: Si alza una violenta tempesta di vento, le onde si rovesciano nella barca fino a riempirla.

Reazione dei discepoli: Svegliano Gesù dicendo: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?»

Azione di Gesù: Si sveglia, sgrida il vento e dice al mare: «Taci! Calmati!»

Risultato: Il vento cessa e si fa una grande calma. Gesù rimprovera ai discepoli la loro paura e la loro mancanza di fede. Essi si domandano chi sia, perché anche il vento e il mare gli obbediscono.

Luca 8.22-25

Contesto: Un giorno, il Messia Gesù sale su una barca con i suoi discepoli e dice loro di passare all'altra riva del lago.

Tempesta: Mentre navigano, Gesù si addormenta. Una tempesta di vento si abbatte sul lago e la barca comincia a riempirsi d'acqua, mettendo in pericolo la loro vita.

Reazione dei discepoli: Svegliano il Messia Gesù dicendo: «Maestro, Maestro, siamo perduti!»

Azione di Gesù: Si sveglia e sgrida il vento e le onde tumultuose.

Risultato: Il vento cessa e c'è una calma piatta. Gesù chiede loro dove sia la loro fede. I discepoli, spaventati e meravigliati, si dicono l'un l'altro: «Chi è dunque costui che comanda anche ai venti e all'acqua, ed essi gli obbediscono?»

Differenze

Reazioni dei discepoli: Le frasi esatte variano leggermente, riflettendo le diverse prospettive ed espressioni degli autori.

Dettagli della tempesta: Marco sottolinea che la barca si stava già riempiendo d'acqua, il che aumenta l'intensità drammatica.

Domande di Gesù: Il Messia Gesù pone domande leggermente diverse in ciascun racconto sulla fede dei discepoli, rivelando così un aspetto particolare del suo insegnamento ai discepoli.

Queste variazioni illustrano le diverse prospettive e i diversi stili di ciascun evangelista, sottolineando al tempo stesso all'unanimità l'autorità di Gesù sulla natura e l'appello alla fede.